"Il passaggio al digitale terrestre è stato il colpo di grazia per le tv locali": questo il commento di Beppe Cerchio, consigliere PDL e vice presidente del Consiglio provinciale in merito alla notizie apparse in questi giorni che evidenziano lo stato di crisi per tre importanti emittenti locali come Telesubalpina, Videogruppo e Telestudio. Tre reti storiche che rischiano il collasso proprio a causa dell´avvento del digitale terrestre, delle difficoltà del mercato pubblicitario e della mancata corresponsione, da parte del Governo, dell´intero ammontare dei contributi pubblici destinati al settore.
Senza dimenticare i costi della giustizia amministrativa che alcune emittenti hanno dovuto sostenere per ricorrere contro ordinanze comunali che limitavano la portata del loro segnale, come quelle dei comuni di Pecetto e Moncalieri riferite ai ripetitori del Colle della Maddalena, annullate dal TAR e che sollecitano la Provincia di Torino ed i comuni stessi ad accelerare la strada del risanamento.
Ma se proprio a causa dello switch-off ci sono piccole tv che rischiano di chiudere, l´altra (amara) faccia della medaglia è il segnale disturbato o assente dei canali Rai. Un disagio che costringe almeno 300mila torinesi a vedere il TG della Lombardia anziché quello subalpino e - parallelamente - a pagare il canone per un servizio inaccettabile.
Ma la polemica poi del PDL contro Saitta è fortemente circostanziata: "Sono quantomeno ridicole – punge infatti Cerchio - le dichiarazioni di Saitta che si dice disponibile a percorrere un nuovo modello editoriale, ma che dimentica le latitanze della Provincia che dal 2004 non attiva i piani di risanamento alla Maddalena (finalizzati anche a garantire un segnale migliore) rinviando ripetutamente la decisione, la cui ultima scadenza era fissata per gennaio 2012: termine ormai scaduto, ancorchè sia già giunto il parere positivo da parte dell´Arpa".
Non è quindi sufficiente esprimere come Provincia messaggi di semplice solidarietà o proporre sconosciuti nuovi modelli editoriali di fronte alle continue "telemattanze" verso le emittenti private, osserva ancora Cerchio, ma realizzare un concreto, urgente e serio "Tavolo di crisi".
In questo quadro il PDL sottolinea l´esigenza di un confronto con le varie emittenti private, l´Associazione Stampa Subalpina, ed un aggancio al Governo nazionale, latitante su questi temi, per un recupero degli indennizzi alle emmittenti private ridotti ora a soli 176 milioni, cifra insufficiente a ripagare gli investimenti che le TV locali sono state obbligate ad affrontare.
Notizia Inserita il:27/01/2012