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  • Chieri, La Grande Pinacoteca

LE PERLE NERE DELLA MUSICA a cura di Edoardo Ferrati

Jan Dismas Zelenka

Zelenka, Sonate in Trio / Symphonie à 8 concertanti

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Ensemble Il Pasticcio Barocco e l’Orchestre de Chambre d’Auvergne

Lebel-Hérrison (New Arts International) NAI 2014, reg. 2017

 

Il boemo Jan Dismas Zelenka (foto), 1679-1745,, compositore barocco di un certo rilievo è stato oggetto di ostracismo da parte dei colleghi della corte di Dresda delle sue opere, giustificato dalla recente ricognizione tuttora in corso. Nei cataloghi discografici il nome di Zelenka compare già dal 1950 in edizioni che ben poco hanno contribuito alla sua rivalutazione perché improntate a un senso di incompiutezza, nessuna è stata in grado di lasciare un segno significativo. Ora giunge una produzione assai importante che potrebbe segnare l’inizio per ricollocare Zelenka al giusto posto che merita nella letteratura del periodo barocco.

Zelenka, figlio dell’organista Jiri, studiò presso i Gesuiti di Praga, entrò al servizio del conte Hartig. Nel periodo 1716-19 compì numerosi viaggi al fine di perfezionarsi nella composizione a Vienna, Venezia, Napoli dove conobbe rilevanti colleghi come Johann Joseph Fux, Alessandro Scarlatti e Antonio Lotti. Fu responsabile dei festeggiamenti musicali a Praga per l’incoronazione dell’imperatore Carlo V° e di Elisabetta Cristina regina di Boemia. Nel 1735 ricevette il titolo di Kirchen Compositeur (compositore della musica sacra) presso la corte di Dresda. A differenza della maggiore parte dei suoi contemporanei non compose moltissima musica che vide la luce, in prevalenza, proprio a Dresda. Le sue creazioni sono altamente espressive perché coinvolgono la tecnica compositiva più arcaica con i mezzi stilistici più moderni, unita all’abilità nell’uso del contrappunto. Una grande maestria nel comporre lo condusse a essere ammirato dai coevi come J.S. Bach, che lo considerava suo amico e patrono, Georg Philipp Telemann, Johann Georg Pisendel.

La peculiarità delle Sonate in Trio, articolate in quattro movimenti, resiede nell’uso di due bassi obbligati, ossia due elaborazioni diverse di una stessa voce portante, uso tramontato dopo il ‘700, che conferma il legame con la tradizione precedente.  Zelenka si conferma un architetto della musica legato a una concezione polifonico-vocale  anche nella musica strumentale. Le Symphonie à 8 concertanti rivelano una predilezione per l’accordo di minore, anomalo per l’epoca, inserito in un contesto di grande lavorio di incastri armonici polifonici e d’inseguimento tra le voci. Un autore dalla forte personalità in grado di svincolarsi dalla soluzione effimera legata al momento, per volgersi a un originale impianto armonico.

L’Ensemble Il Pasticcio Barocco e l’Orchestre de Chambre d’Auvergne leggono Zelenka non nella chiave di un approccio bizzarro, come spesso è accaduto in precedenza,, bensì con la condotta di tempi lenti, avvicinandolo alla musica di corte. Le trame polifoniche vengono rese con chiarezza e questo giova molto agli interventi solistici. Il risultato approda alla sottolineatura della sapienza costruttiva dello stile di Zelenka.

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