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Chieri: Elena, accusata di stalking, contrattacca su facebook

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Chieri, La Grande Pinacoteca

Passa al contrattacco utilizzando facebook, Elena Murdocca, la 45enne chierese imputata di stalking contro la vicina di casa e, in attesa della sentenza, dal 2016 con un divieto di dimora a Chieri e di avvicinarsi alla dirimpettaia. In attesa dell’udienza in tribunale, fissata per il 26 gennaio 2018, Elena scrive ai media: “Dopo l’ennesima bugia (giuro che smentirò anche questa all’udienza) raccontata dal convivente della dirimpettaia sono iniziati altri problemi . Assieme a sms simpatici di amici, ho trovato, infatti, sulla mia auto tre biglietti non proprio piacevoli…Stufa, pertanto, di dover subire le conseguenze di chi non si preoccupa di inventare balle a tutto spiano, ho creato (veramente l’ha fatto mio marito in quanto io non ne sono capace!) un mio profilo facebook per raccontare, almeno in parte, ciò che mi è capitato. Come ho sempre asserito, io non ho nulla da nascondere, anzi! Non sono stata di sicuro io, infatti, a lamentarmi in tribunale per gli articoli usciti sui giornali. Io ho, però, una notorietà pari a molto meno di zero. Vi chiedo, quindi, di scrivere due righe nelle quali si accenna al caso indicando che , per “festeggiare” l’anniversario della misura cautelare(che tuttora ho) che mi hanno appioppato, ho deciso appunto di divulgare la storia con facebook. In questo modo ho la speranza che parte della numerosa gente che vi segue dia una sbirciatina.”

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Sul profilo facebook, Elena si presenta: “Indagata: Murdocca Elena, cioè io. Vivo a Chieri in Via Albugnano n. 6. Sono laureata in Scienze Motorie e,  per chi non avesse capito chi sono ma magari mi conosce di vista per avermi incrociata a correre, in bici o  altro, vedere la foto per scacciare ogni dubbio sull’identità di colei che i giornali stanno definendo” la donna  quarantacinquenne di Chieri”,… (ultimamente ho i capelli neri a causa dei tagli di spese, fatti anche  ovviamente sul parrucchiere, a causa delle spese processuali! E’ una vergogna. Sapreste quanta  beneficienza si sarebbe potuta fare da entrambe le parti!)

 Sono pronta a rispondere a qualunque domanda; per ora mi limiterò a citare solo sei delle INNUMEREVOLI,  IGNOBILI E PALESEMENTE FALSE (ho un plico di carte che lo attesta) accuse rivolte a me dalla presunta  parte offesa, facendo subito presente che sono stata descritta da lei, oltre che come disturbata e gelosa,  come una potenziale criminale (da tenere, quindi, come è stato fatto, lontana da lei)…”

In tanti le hanno già risposto, esprimendo solidarietà. In Tribunale, a gennaio, è un’altra storia. Si vedrà.

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