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PASSIONE FUMETTI: “Mani nude”, il romanzo di Paola Barbato


Perché continui a chiamarci cani?
Perché è quello che siamo.
Quindi non possiamo usare il nostro nome…
…non siamo più persone. Siamo animali. E gli animali si chiamano con un fischio, o con un nome che gli dà il padrone.

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Mani nude


Mani nude è un romanzo crudo e agghiacciante. Di quelli che leggi con gli occhi e ti si insinuano dentro, si insediano nei tuoi pensieri in modo brutale, nella testa e nello stomaco. Di quelli che si fatica a digerire. Frasi – come quelle che ho citato sopra – che rimangono in testa per giorni e giorni. E scene forti che impressionano più di un incubo.
Mani nude è uno di quei romanzi che non si può smettere di leggere, fino alla fine.


Ambientato nel mondo dei combattimenti clandestini all’ultimo sangue, ha per protagonista Davide, un bel ragazzo di 16 anni che viene rapito nel corso di un rave party. Davide sopravvive e, grazie agli insegnamenti del misterioso Minuto, diventa Batiza. Uccidere o essere ucciso, una regola – e una necessità – che Davide è costretto ad imparare in fretta, così come a dimenticare il suo vero nome. Mani nude è un noir, duro e crudo, ma anche un romanzo di formazione, se pure in senso piuttosto perverso. Davide, da ragazzino spensierato diventa adulto, con la stessa velocità con cui diventa un anche un assassino.


Mani nude è un romanzo di Paola Barbato, pubblicato in prosa nel 2008 per la Rizzoli e a fumetti nel 2017 per la Sergio Bonelli Editore. Mani nude ha vinto il Premio Giorgio Scerbanenco nel 2008. Mi pare interessante la motivazione del premio: “Il romanzo traccia a tinte forti una realtà oscura e alternativa fatta di violenze sotterranee e destini emarginati ed è caratterizzato da una scrittura cupa e claustrofobica che preme sulla pagina come una cappa di piombo dalla quale i personaggi non riescono ad emergere. Ma nel suo delirante parossismo il romanzo delinea le coordinate di un mondo in cui la quotidianità diventa il miraggio a cui i protagonisti neanche provano ad aspirare dal basso del loro delirio di violenza”.

La violenza come metafora


C’è molta violenza in Mani nude. Violenza fisica – lo spettacolo morboso che attira i ricchi spettatori dei combattimenti – ma anche, e soprattutto, psicologica e morale, quella che opprime senza tregua, e trasforma, le vittime di questo mondo assurdo. Eppure, nonostante la motivazione del premio, che ho citato sopra, alluda in qualche modo ad una realtà alternativa, la sensazione che si ha leggendo il romanzo di Paola Barbato è incredibilmente reale, come se quel mondo fosse lì, a due passi da noi.


Non a caso, proprio Paola, nel corso dell’incontro-intervista di Repubblica-Robinson all’ultima Lucca Comics, ha evidenziato come il suo romanzo non sia altro che la metafora, ad esempio, della carriera in una qualsiasi azienda moderna. Una ferocia intrinseca che nel romanzo diventa violenza esplicita. La stessa cosa vale per i rapporti umani forzati che vi vengono descritti, persone che non si sono scelte, ma con cui si è costretti a convivere, come succede ad esempio in un qualsiasi condominio.

Minuto


Tra i personaggi del romanzo spicca in modo particolare Minuto, su cui Paola Barbato si è soffermata nel corso dell’intervista a Lucca Comics, definendolo come molto vicino all’immagine del suo uomo ideale. Una figura quasi paterna in cui convivono due lati, quello umano e quello professionale, empaticamente molto distinti. Un uomo che, in un ambiente che di umano ha ben poco, usa un linguaggio pulito e ostenta sempre calma e padronanza di se. Un personaggio affascinante che, andando ben oltre quella che viene definita la sindrome di Stoccolma, per Davide diventa quasi un padre, oltre che un maestro di vita.


Le differenze tra la versione in prosa del 2008 e la versione a fumetti del 2017 non sono poche, sia per come si sviluppa la storia, sia per quanto riguarda i dialoghi. Ad esempio la motivazione sull’utilizzo del termine “cani”, che ho citato all’inizio dell’articolo, nel romanzo è in parte diversa. Eppure, rispetto a tante altre riduzioni a fumetti (tra cui la bella collezione Rivages/Casterman/Noir, per rimanere in tema) qui è la stessa autrice del romanzo a sceneggiarne la versione disegnata. Paola Barbato, nell’incontro a Lucca Comics, ha spiegato che, proprio perché i linguaggi di letteratura e fumetto sono molto diversi, ha preso la storia e l’ha riraccontata utilizzando soprattutto le immagini. Cosa che lei – sceneggiatrice storica di Dylan Dog – sa fare molto bene.

Paola Barbato


Paola Barbato – di cui ho già parlato nell’articolo JURIC: la madre degli Orfani del 7 gennaio 2017 – è una bravissima sceneggiatrice, con all’attivo decine di storie per Dylan Dog (che scrive dalla fine degli anni ’90), oltre ad albi per Le Storie, Romanzi a fumetti e la miniserie Juric. E’ stata premiata con il Gran Guinigi (Migliore Sceneggiatrice dell’anno) a Lucca nel 2013. Nel 2017 ha vinto con la miniserie UT (Miglior Serie), realizzata insieme a Corrado Roi.


Dei suoi romanzi ho letto Mani nude (grazie al mio amico Giorgio) e Non ti faccio niente. Bilico è li che aspetta. Ci sono romanzi che leggi, magari ti piacciono molto, ma poi scivolano via. Quelli di Paola Barbato no. Così come Mani nude, anche Non ti faccio niente è un romanzo di una potenza incredibile. Non è solo la forza dell’idea, ma anche, e soprattutto, per come questa viene raccontata attraverso i personaggi e le situazioni. Paola Barbato non è una scrittrice compiacente, non strizza l’occhio al lettore, non cerca mai di rassicurarlo. Non si perde in descrizioni, ne in lunghi dialoghi, eppure riesce a farti vivere quello che sta raccontando. Ti tiene inchiodato lì. E quando devi per forza interrompere, ti rimane quella voglia di tornare, di andare avanti.


Non voglio scandalizzare nessuno, ma per me Paola Barbato ha quella grinta letteraria, un po’ disturbante, del primo Stephen King e di Cormac McCarthy. A mio parere ha delle potenzialità, ancora inespresse, anche su Dylan Dog, dove forse dovrebbe potersi esprimere con più libertà, come ha fatto per la tostissima miniserie Juric e l’affascinante UT.

Paolo Armitano e Davide Furnò


Se non avete ancora letto Mani nude, vi consiglio di partire dal fumetto. I disegni sono di Paolo Armitano e Davide Furnò, una coppia di disegnatori che più adatti non si poteva trovare. Il loro stile è moderno, un bianco e nero asciutto e duro, sfumato, dove serve, con qualche tono di grigio, senza mai sporcare le tavole, che rimangono nitide e di immediata leggibilità. Tutto è concentrato sui personaggi, quasi fossimo a teatro, mentre gli ambienti, quasi sempre chiusi (o notturni) e appena accennati, contribuiscono a creare l’atmosfera claustrofobica del racconto. Il tratto, sempre precisissimo, di Paolo e Davide conferisce la giusta espressività a sguardi, movimenti e atteggiamenti dei personaggi ed esprime in modo perfetto la tensione costante del racconto.

Libro e romanzo a fumetti


La violenza. E’ tantissima, come ho già detto, ma nel fumetto è spesso fuori campo, oppure nascosta tra una vignetta e l’altra, in sequenze che non vediamo quasi mai. Nemmeno in questo – grande Paola Barbato – c’è compiacimento, ne ricerca di complicità con il lettore. Mani nude è violentissimo e disturbante ma non è esaltazione della violenza, ne violenza offerta al lettore – come succede nei film splatter, e anche in qualche fumetto di genere – perché piace e fa vendere. A me non piace, anzi, confesso che sono piuttosto impressionabile. Inoltre, consiglio di leggere prima il fumetto perché l’ho trovato meno sconvolgente (anche se Paola Barbato, nell’intervista a Lucca, ha detto il contrario). Credo però che questo dipenda anche dal fatto che, avendo letto prima il libro, sono arrivato al fumetto, come dire, già vaccinato. In ultimo, nel libro ci sono alcune sequenze che non compaiono nel fumetto e che, secondo me, vi gusterete meglio leggendole dopo.


Mani nude
di Paola Barbato
429 pagine, edito da Rizzoli

Mani nude
di Paola Barbato, Paolo Armitano e Davide Furnò
Sergio Bonelli Editore
300 pagine in b/n € 22,00 in libreria e fumetteria

Non ti faccio niente
di Paola Barbato
420 pagine € 17,50 Piemme

Immagini ©Sergio Bonelli Editore e, per le copertine dei romani, ©Rizzoli e ©Piemme

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