Le volte della prima navata trasversale


Le volte della prima navata trasversale

AUTORI IGNOTI,  Storie di Angeli (seconda metà del XVII sec.).

Essendo l’ingresso della chiesa situato all’inizio del fianco destro, appena entrati ci si trova nella prima navata trasversale le cui volte, da artisti di non altissimo livello, sono decorate con scene che hanno per protagonisti gli Arcangeli Michele e Raffaele.

San Michele Arcangelo

San Michele Arcangelo

Sulla prima delle tre volte è raffigurato San Michele Arcangelo, protettore del popolo cristiano,  che, con la spada fiammeggiante e con lo scudo su cui compare il motto “Qui ut Deus?” (“ Chi è come Dio?”) fa precipitare dal Paradiso all’Inferno Lucifero e gli angeli ribelli suoi seguaci.


Processione Gargano

Nella seconda volta, più lunga della precedente, è riprodotto un episodio che non ci si aspetterebbe, perché avvenuto in un luogo molto remoto rispetto a Chieri. Ciò dimostra che il culto chierese a San Michele Arcangelo era consapevolmente collegato ad un  movimento più vasto. Tre, infatti, erano i principali centri europei di quel culto, che collegavano una via di pellegrinaggio lunga 2000 chilometri (la via Michelita o Angelica) molto frequentata dai pellegrini del Medioevo: il Santuario di Mont Saint Michel in Normandia (Francia), la Sacra di San Michele in Val di Susa (Piemonte) e il Monte Sant’Angelo sul Gargano ( in Puglia).

Il dipinto in questione si riferisce alla seconda delle numerose apparizioni di San Michele Arcangelo sul monte Gargano, avvenuta nel 493. Secondo la tradizione, durante l’assedio della città di Siponto da parte degli Eruli di re Odoacre, l’Arcangelo apparve al vescovo predicendogli la fine vittoriosa della guerra. A vittoria avvenuta, il vescovo e il popolo salirono in processione sul monte dove l’anno precedente San Michele era apparso ad un contadino che non riusciva a ricuperare un toro che si era rifugiato in una grotta rifiutando di uscirne: l’Arcangelo aveva fatto uscire l’animale, lo aveva riconsegnato al contadino e a questi aveva detto di aver scelto quella grotta come suo santuario. Nell’affresco, che fonde insieme i due avvenimenti, si vede la processione che, con in  testa il clero e il vescovo, giunge alla grotta. In piedi sopra di essa è raffigurato l’Arcangelo, con in mano la bilancia simbolo della giustizia divina. Davanti alla grotta c’è il contadino che invano sollecita il toro ad uscire.

Ai quattro angoli dell’affresco altrettanti medaglioni rappresentano angeli custodi in azione: in quelli di destra si tratta di due angeli anonimi; in quelli di sinistra l’Arcangelo San Raffaele, constatata la cecità di Tobia, accompagna suo figlio Tobiolo a pescare il pesce con il cui fiele, spalmato sugli occhi, verrà guarito.

Angelo custode 1

Angelo e Tobia

Angelo e Tobia

Angelo e Tobiolo

Angelo e Tobiolo

San Michele Arcangelo

San Michele Arcangelo

Nella terza volta è raffigurato di nuovo San Michele Arcangelo, strumento della giustizia divina, con in mano la bilancia che “pesa” i meriti e i demeriti di ogni anima.

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