Le navate


Le navate

Nel 1689 la Confraternita dello Spirito Santo, mentre, per mancanza di mezzi, rinunciava  al progetto di ricostruire la chiesa secondo un disegno elaborato  da Michelangelo Garove, non rinunciò  a  “barocchizzarne “ le pareti e le volte.  Verosimilmente, sotto le nuove tinteggiature e gli stucchi dorati scomparvero pitture risalenti alle epoche precedenti.

IGNOTO AUTORE ROMANO, “Apostolato” (1760)

Nella riunione del 20 gennaio 1760 il Consiglio della Confraternita decideva di investire 246 lire, 14 soldi  e sei denari, in gran parte ricavati dall’esercizio del gioco del “tavolazzo”, per far dipingere a Roma, da un artista non precisato, diciotto quadri (il cosiddetto “Apostolato”) da appendere sulle pareti della chiesa, raffiguranti Cristo, la Madonna, San Giuseppe,  gli Apostoli, gli Evangelisti e un altro Santo.

Questi quadri, di forma ovale e con belle cornici, sono ancora tutti in loco, appesi nella parte alta delle navate, nove in quella di destra e nove in quella di sinistra.

Stranamente, nel corridoio che collega la chiesa con la sacrestia, c’è un diciannovesimo quadro simile agli altri, raffigurante un Santo vescovo (S. Agostino?) la cui presenza non può non suscitare qualche domanda: ci si chiede se, per caso, il numero iniziale di diciotto quadri non sia stato in seguito aumentato; o se, magari, il diciannovesimo non provenga da un’altra chiesa, dopo il trambusto suscitato dai provvedimenti napoleonici di inizio Ottocento.

Navata Sinistra

Navata Sinistra

Controfacciata

Controfacciata

Navata Destra

Navata Destra


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