PIEMONTE ARTE: CORTEMILIA, SALUZZO, CASTELLAMONTE, BARDONECCHIA, PREMIO PAVESE, CORIO, MOMBERCELLI

CORTEMILIA, IL RITORNO DEI GIDE’

Il sindaco di Cortemilia, Bodrito, e il prof. Giovanni Destefanis

Sabato 18 agosto, al Museo Diocesano di Cortemilia a cura della Confraternita della Santissima Trinità è stata inaugurata la mostra “Il ritorno dei Gidè”, presentazione e inaugurazione dei restauri sui gruppi processionali dell’Ecce Homo e della Flagellazione (secoli XVIII-XIX). Il Museo Diocesano di Cortemilia – Arte e itinerari del Sacro, in Piazza Don Demetrio Castelli presso la chiesa parrocchiale di San Michele, ospita la reliquia della Santa Spina, le Casse della Passione (gruppi lignei processionali dei secoli XVIII e XIX con i loro apparati), una Croce Processionale luminosa del XVIII secolo, busti lignei devozionali del Sette e Ottocento, gli affreschi seicenteschi dell’abside di recente restaurati, nonché oggetti e insegne della Confraternita della SS.Trinità. E’ aperto la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18 (dal 6 luglio al 28 settembre) e anche il sabato (dalle 15 alle 18) dal 19 luglio al 30 agosto. (Foto di Pierangelo Cauda)

 

 

 

 

 

 

A SALUZZO LA MOSTRA «CATTEDRALE CONTEMPORANEA»

La stagione espositiva 2018 prosegue con l’apertura il 1° settembre, alle 15, presso il Palazzo dei Vescovi, in via Maghelona 7 a Saluzzo, dell’interessante mostra «Cattedrale Contemporanea».

Un appuntamento con le opere di otto artisti contemporanei dalla diversa impostazione, ma legati da una continua ricerca espressiva che mette in evidenza forme, immagini, colori.

E da Nicola Bolla a Michelangelo Tallone, da Araldo Cavallera a Guido Palmero, fluisce un discorso che annovera inoltre i lavori di Elio Garis, Franco Giletta, Ugo Giletta e Bruno Giuliano (Info: www.cittacattedrali.it, apertura sino al 21 ottobre).

In particolare, si ricorda che Araldo Cavallera è anche l’autore del «Monumento ai caduti del mare di Carloforte», collocato nella piazza antistante alla Parrocchia di San Pietro Apostolo della cittadina di Carloforte, in Sardegna.

Il 3 settembre, alle 16, inaugurazione alla Cattedrale di Maria Vergine Assunta, Cappella del Santissimo Sacramento, della mostra «Cattedra Contemporanea»con il «Neogotico saluzzese» di Walter Canavesio (Info:www.cittacattedrali.it, apertura sino al 21 ottobre).

(A. Mis.)

 

MOSTRA DELLA CERAMICA DI CASTELLAMONTE

La 58° Edizione della Mostra della Ceramica di Castellamonte offre un panorama vario e multiforme di opere legate alle nuove forme e ricerche espressive, alle tradizionali stufe di Castellamonte e ai lavori degli autori che hanno partecipato al Concorso «Ceramics in love».

La giuria composta da Elio Torrieri, presidente, Antonio Balestra, Matteo Zauli, Angelo Mistrangelo e Giuseppe Bertero, curatore della mostra della ceramica, ha assegnato i seguenti riconoscimenti: 1° Premio a Roberto Perino, con l’opera «Interno emerso», 2° Premio a Giacomo Lusso e Carlo Sipsz per «Lettere d’amore», 3° Premio a Nadia Allario, per «L’accoppiata vincente», mentre al quarto posto si è classificata invece Paola Grizi, con l’opera «Blu». Il 5° premio è stato, invece, assegnato a Bruno Galati con «Chicoreus Ramosus».

E proseguendo si segnala al 6° posto Guglielmo Marthyn con «L’albero dal frutto rosso» ed Eva Reguzzoni al 7° posto con «Suppellettili».

La menzione speciale «Città di Castellamonte» è stata consegnata a Stefano Bartoloni per «Blu cobalto di Montelupo». Un’opera che illustra con maestria le varie fasi della realizzazione della classica stufa di Castellamonte.

Castellamonte, orario:lunedì-venerdi’ 17-21, sabato e domenica 10-21, ingresso libero, info:0124/5187216, sino al 2 settembre.

 

 

CONCLUSA LA SESTA EDIZIONE BARDONECCHIARP FESTIVAL

Con la Colazione Musicale sulla terrazza del bar del Palazzo delle Feste e il Gran Concerto Finale, svoltesi oggi sempre al Palazzo, ma nella sala Giolitti, tenuto da Marianne Gubri ed Enzo Vacca, insieme ad alcuni giovani iscritti al masterclass, si è concluso il 6° BardonecchiaArp Festival di arpa celtica. Il corso di alta specializzazione e i concerti di arpa celtica, sono stati organizzati da Roberto Beccaria, con la direzione artistica di Arianna Savall, che si è avvalsa delle professionalità di Katia Zunino, di Marianne Gubri e di Enzo Vacca, artisti, arpisti e professori di livello internazionale. La sala Giolitti del Palazzo delle Feste, dopo i partecipati concerti serali di Katia Zunino e Marianne Gabri, sabato 18 è stata il teatro dell’esibizione di Enzo Vacca, supportato dal suo Ensemble, Gianni Melis, al basso fretless e Vik Noello, alla batteria e alle percussioni, concerto con alcune venature pop e funky, originale mix particolarmente apprezzato dal pubblico. “Il bilancio di questa edizione è molto positivo per quanto riguarda il pubblico che ha affollato la Sala Giolitti in occasione dei concerti -sostiene Roberto Beccaria, organizzatore del Festival- Soddisfatti anche i partecipanti al masterclass provenienti, oltre che dal Piemonte, dalle vicine Lombardia e Liguria”. Al termine della sua applaudita esibizione Marianne Gubri, che ha regalato ad alcuni studenti principianti delle ore di lezione gratuite, ha pubblicamente ringraziato il pubblico. “Gli studenti si sono impegnati a fondo per migliorarsi nel suono dell’arpa e, cosa molto importante, a Bardonecchia ho trovato un pubblico particolarmente attento, rispettoso ed entusiasta”. “In questi sei anni – conclude Beccaria- abbiamo adottato una strategia che sta rivelandosi vincete. I primi anni i concerti erano gratuiti, poi con prelazione a pagamento ed ora a pagamento, il che ha consentito a molti di accostarsi e di appassionarsi gradualmente all’arpa celtica. Reputo molto vincente la scelta da parte di Arianna Savall degli arpisti, bravi anche ad appassionare gli iscritti al corso”.

 

SANTO STEFANO BELBO: TRENTACINQUESIMA EDIZIONE DEL PREMIO LETTERARIO CESARE PAVESE 2018

La scrittrice Lidia Ravera (nella foto) con il romanzo IL terzo tempo (Bompiani, 2017), il giornalista e scrittore Corrado Augias (a destra) con il saggio Questa nostra Italia (Einaudi, 2017), il giornalista Antonio Polito con il saggio Riprendiamoci i nostri figli (Marsilio, 2017), il poeta Riccardo Olivieri con la silloge A quale ritmo, per quale regnante (Passigli, 2017) sono i vincitori della trentacinquesima edizione del Premio letterario Cesare Pavese per la sezione opere edite. Quest’anno viene assegnato anche il premio per un’opera straniera, che vede vincitore il volume di Xi Jinping, Governare la Cina (Giunti, Forein Languages Press, 2016). Sarà inoltre premiata, grazie al sostegno dell’Agriturismo Giacinto Gallina di Santo Stefano Belbo, una tesi di laurea sull’opera di Cesare Pavese. Si tratta della rielaborazione della tesi di laurea magistrale del dottor Alberto Comparini, ora edita dalla casa editrice Mimesis con il titolo La poetica dei  Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese.

Il Premio Cesare Pavese, che consta di due diverse sezioni, Editi e Inediti, è nato a Santo Stefano Belbo (Cuneo) per rendere omaggio al grande scrittore delle Langhe e viene assegnato ogni anno a scrittori, intellettuali e personaggi di spicco del mondo culturale internazionale.

Quest’anno i vincitori della sezione editi riceveranno il prestigioso riconoscimento domenica 26 agosto 2018, alle ore dieci, a Santo Stefano Belbo (Cn), presso il Cepam-Centro Pavesiano Museo Casa Natale che organizza il riconoscimento. Sarà un’occasione per conoscere da vicino gli autori, le opere vincitrici e il loro rapporto con Pavese, in un incontro coordinato dal professor Luigi Gatti, presidente del Premio, e dalla professoressa Giovanna Romanelli, presidente della giuria. L’ingresso è libero. Saranno letti brani dei testi vincitori dall’attrice Chiara Buratti.

Sabato 25 agosto, alle ore 17.00, sempre presso la casa natale di Cesare Pavese, si svolgerà la premiazione dei vincitori della sezione inediti :

Narrativa: Claudia Cravero (Carmagnola,TO), Masca garibaldina;

Narrativa lingua piemontese: Attilio Rossi (Carmagnola, TO), Ël Përfum ëd le coline;

Poesia piemontese: Lorenzo Vaira (Sommariva del Bosco, CN), La ca ’de nòna Irma;

Saggistica: Achille Guzzardella (Milano), Decadenza sociale e artistica: testimonianza di uno scultore;

Poesia giovani: Andrea Francesco Carluccio (Lecce), Dove nascono i silenzi;

Poesia:

I premio a Giuseppe Chiatti (Viterbo), Parola;

II premio a Franca Maria Ferraris (Savona), A Cesare Pavese, Mentre il cielo;

III premio a Bruna Cerro (Savona), In una notte di silenzio.

La sera di sabato 25 agosto, alle ore ventuno, si terrà un incontro, coordinato dalla professoressa Eleonora Fiorani, epistemologa e saggista con i vincitori Lidia Ravera, Corrado Augias, Antonio Polito, Riccardo Olivieri sul tema «Crisi dei valori e nuovi valori».

Il Premio è organizzato e promosso dal Cepam-Centro Pavesiano Museo Casa Natale, con il contributo della Regione Piemonte, del Comune di Santo Stefano Belbo, della Fondazione Crc e Crt , con la collaborazione della Provincia di Cuneo, della Fondazione Cesare Pavese e del Consorzio dell’Asti. Sostengono inoltre l’iniziativa le realtà enogastronomiche del Territorio: agriturismi, vinerie, panifici, ristoranti, trattorie, osterie e produttori di Santo Stefano Belbo e paesi limitrofi.

 

 

 

L’Albo d’oro del Premio Cesare Pavese

 

Tra gli autori insigniti del Premio Pavese nel corso delle passate edizioni ricordiamo: Alberto Asor Rosa, Giancarlo Ferretti, Serana Dandini, Cristina Comencini, Franco Ferrarotti, Gustavo Zagrebelsky, Mario Baudino (2016); Roberto Vecchioni, Gian Luigi Beccaria, Aldo Nove e Giancarlo Giannini (2015); Massimo Cacciari, Alan Friedman, Elena Loëwenthal e Paolo Mieli (2014); gli scrittori Claudio Magris e Sebastiano Vassalli, il giornalista Beppe Severgnini e il poeta Guido Zavanone (2013); il critico d’arte Vittorio Sgarbi, la scrittrice Margaret Mazzantini, il filologo Luciano Canfora, il romanziere Alessandro Iovinelli (2012); lo scrittore e semiologo Umberto Eco,il giornalista Aldo Cazzullo, il magistrato Armando Spataro, il fondatore della Comunità Sant’Egidio e già Ministro Andrea Riccardi (2011); il giornalista Gad Lerner, l’astrofisica Margherita Hack, la poetessa Maria Luisa Spaziani, il critico e filologo Carlo Ossola (2010); lo scrittore Andrea Camilleri, il priore della comunità monastica di Bose Enzo Bianchi, il procuratore capo presso il tribunale di Torino Giancarlo Caselli (2009); il nobel ungherese Imre Kertész, gli scrittori Alberto Arbasino e Raffaele la Capria, il filosofo Emanuele Severino (2008); ip poeta Gianni d’Elia, i giornalisti Gianni Mura e Maurizio Molinari (2007); lo scrittore iracheno Younis Tawfik, lo scrittore Lorenzo Mondo e il poeta Franco Marcoaldi (2006); lo scrittore Alberto Bevilacqua e i giornaisti Gianni Mura e Maurizio Molinari (2005); lo scrittore e giornalista Franco Matteucci , il saggista algerino Khaled Fouad Allam (2004); il critico Guido Davico Bonino, lo scrittore basco Bernardo Atxaga (2003); lo scrittore Alain Elkann (2002); gli scrittori Antonio Elkann (2002); gli scrittori Antonio Debenedetti e Raffaele Nigro(2001); il giornalista Marcello Sorgi (2000).

 

CORIO CANAVESE, MOSTRA FOTOGRAFICA DI SERGIO MOTTA

Sergio Motta fotografo torinese con trent’anni di esperienza ha raccontato attraverso diversi scatti realizzati nel mondo, quarantadue anni di viaggio in una mostra tenutasi i primi di agosto a Corio Canavese. -“We are the world”, perché per me ovunque è come essere a casa-.

– La tua ultima mostra si intitola “We  are the world”,perché? ”Perché  viaggiando è come se non esistessero barriere. Dal deserto del Sahara marocchino, alla moschea di Istanbul ,dal tramonto nell’Atlantico di Capo Verde alle statue in bronzo di Bratislava, non mi sento mai a disagio e chi viaggia spesso sa cosa significhi. Ecco perché il mondo siamo noi”.

Qual  è secondo te la foto più  bella della mostra?  “ Non potrei dire quale sia la più bella , mi piacciono tutte , forse quella che mi ha emozionato di più è la moschea di Istanbul , perché avevo solo ventitré anni quando la scattai ma anche la Menorah di Gerusalemme, la cupola di San Pietro dall’interno, la moschea di Scutari rimessa a nuovo dopo quaranta anni di dittatura che aveva proibito la pratica di qualsiasi religione”.

-Quali soggetti preferisci fotografare? “Ormai fotografo quasi esclusivamente volti   e viaggiando cerco di cogliere le persone del luogo con i loro costumi , le loro attività , il loro contesto.  Non disdegno però di fermare in uno scatto i luoghi in cui mi trovo per riviverli quando torno a casa”.

-Da dove trai  l’ispirazione per realizzare una foto? “L’ispirazione me la fornisce il soggetto stesso. Può essere un oggetto di valore come il pugnale di Topkapi oppure un vicolo della Roma che costeggia le mura leonine,  una Milano affollata per la fiera degli O’ Bei O’ Bei o il Muro del pianto a Gerusalemme durante lo Shabbat  . Deve suscitarmi qualche emozione , farmi venire la voglia di scattare per fermare quel momento”.

-Cosa rappresenta per te la fotografia? “Per me la fotografia è un’arte. Ormai tutti scattano senza teoria, con scarsa pratica. La fotografia è tutt’altro, è capacità di consegnare ai posteri un’immagine non rovinata dalle app degli smartphone  che servono a rendere decente chi è orrendo ed a rovinare chi è passabile che tra qualche decennio o forse anche dopo riesca a suscitare le stesse emozioni in chi la scattò. E’ ciò che cerco di spiegare ai miei allievi che ormai quasi mille si sono succeduti negli anni  ma studiare costa fatica e richiede capacità. Ora però la fotografia non mi basta più e mi sono avvicinato alla regia con il film “L’ombra nel cuore “ che candiderò al prossimo Torino Film Festival, perché ho bisogno del movimento e del sonoro per far vivere le mie emozioni”.

 

Luisa Zarrella

 

PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI MARZIANO DI MAIO “GRANI, MULINI E FRANTOI A BARDONECCHIA”

Viene presentato ufficialmente sabato 18 agosto alle ore 17.30 nella Sala Consiliare, “Grani, mulini e frantoi a Bardonecchia” libro scritto da Marziano Di Maio, undicesima pubblicazione de “I Quaderni di Bardonecchia”, collana promossa dalla civica amministrazione. Il libro, stampato da AlzaniEditore, in cento pagine analizza i tempi in cui si viveva di agricoltura, analizza i toponimi e i termini occitani, descrive la produzione e i consumi di colture cerealicole a Bardonecchia e nelle sue frazioni. “…Un libro in completa sintonia con la nostra politica “Slow e-motion” di salvaguardia della montagna in tutti i suoi aspetti…- sostiene nella presentazione Chiara Rossetti, assessore alla Cultura e vice sindaco di Bardonecchia… Narrazione puntuale e scientifica che ci permette di attraversare la nostra storia scoprendo quali siano stati i rapporti umani, i comportamenti, le grandi opere e le influenze politiche esterne che ci hanno portato ad essere quello che siamo…”. L’autore, nel tracciare il tortuoso percorso che ha portato alla tardiva pubblicazione di questo nuovo testo de  “I Quaderni di Bardonecchia”, non lesina critiche a tutti coloro che continuano a considerare la cultura come una delle ultime ruote del carro.

 

 

 

MOMBERCELLI, MOSTRA: “TRA LE COLLINE   UNESCO E IL MARE”,

A Mombercelli, mostra: “tra le COLLINE   UNESCO e IL MARE”, con inaugurazione sabato 25 agosto alle ore 18. La mostra sarà visitabile dal 25 agosto al 30 settembre 2018.

 


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