PIEMONTE ARTE: RIVA PRESSO CHIERI, PAVESE, ALASIA, BARDONECCHIA, CHERASCO, UNITRE

RIVA PRESSO CHIERI: N.G.I. – NUOVI GIARDINI INDUSTRIALI

Mostra dell’Accademia Albertina con i suoi studenti.

Presentazione:

mercoledì 05 settembre 2018, ore 18.00

Palazzo Grosso

Riva presso Chieri, Torino

Parteciperanno il Presidente dell’Accademia Albertina Fiorenzo Alfieri e

il Direttore dell’Accademia Albertina Salvo Bitonti.

Dal 6 al 23 settembre 2018 (da lunedì a sabato 10 – 12; domenica 16 – 19), Palazzo Grosso di Riva di Chieri ospita una mostra molto particolare, composta da opere che propongono soluzioni all’invasione industriale a detrimento del panorama naturale in una precisa area del paese.

L’idea, infatti, parte da un impianto industriale ingombrante, un Palazzo storico prestigioso e un giardino incompiuto, rimasto sui fogli ingialliti di antichi disegni: tre punti chiave per un confronto con la natura e la storia di un territorio, alla ricerca di dialogo e valorizzazione.

Per comprendere appieno il significato dell’evento, è necessario un salto nel passato: nel 1796-1797 la contessa Faustina Grosso Mazzetti (1750-1827) commissionava all’architetto di origini viennesi, ma milanese d’adozione, Leopold Pollack (1751-1806) un progetto di giardino paesaggistico all’inglese. Cinquant’anni dopo, il complesso veniva venduto all’amministrazione comunale dagli eredi di Faustina: il parco paesaggistico fu frazionato e, in buona parte, venduto a proprietari privati e convertito ad usi agricoli e, dalla seconda metà del Novecento, ulteriormente trasformato per fini industriali. Il giardino all’inglese è quindi rimasto solo sulla carta.

Nel 2015, seguendo una prima idea del maestro Borgarello, l’Associazione Culturale “Il Carro” di Riva presso Chieri ha avviato una collaborazione con il prof. Paolo Belgioioso dell’Accademia Albertina di Torino per elaborare una serie di proposte di intervento artistico finalizzato al recupero dell’area adiacente a Palazzo Grosso, oggi occupata dalla ditta Benedicenti-Alimenti zootecnici con strutture di forte impatto estetico e paesaggistico.

Ai giovani, che hanno aderito al progetto, è stato richiesto di confrontarsi con la natura e la storia di un territorio come esempio di sostenibilità ambientale declinata in chiave artistica.

Gli studenti dell’Albertina hanno lavorato a progetti (ben 60 proposte elaborate da giovani italiani e stranieri) per il recupero estetico dell’area industriale evocando il giardino con gli strumenti dell’Arte.

La Mostra è composta da 20 opere selezionate degli studenti del corso di Anatomia dell’immagine, che negli anni accademici 2015/2016 e 2016/2017 hanno partecipato al progetto.

Esso si è configurato come un vero e proprio laboratorio in cui, con taglio interdisciplinare, hanno dialogato professionisti di diversi settori nell’ambito della creazione e valorizzazione della produzione artistica, antica e contemporanea.

Ecco quindi presentata al pubblico una selezione di archetipi che si differenziano notevolmente tra loro, che in parte rivelano i tratti di contaminazioni artistiche ataviche o che espongono esplorazioni intime e originali.

I venti progetti sono esposti in tavole di grande formato, completi di indicazioni sul percorso ideativo. Ciascuno è il risultato dello studio degli aspetti formali, funzionali, simbolici del giardino, anche attraverso la lettura di significative interpretazioni storiche e artistiche. L’analisi di tecniche e materiali di impiego, in considerazione di una reale fattibilità dell’intervento artistico ha contribuito a dare concretezza, all’immagine di un giardino industriale.

 

MARIO PAVESE: UN SEGNO PER CREARE IMMAGINI

L’estate offre momenti di lettura e riflessioni, di incontri e ricerche artistiche, letterarie, scientifiche.

Tra le numerose pubblicazioni, si ricorda il volumetto, a cura di Elvira e Roberto Pavese, dedicato a «GranPavese», scarabocchi e tempere di Mario Pavese artista del Monferrato.

Un libro che ripercorre le molteplici esperienze di Mario Pavese (1923-2013), nato a Torino da genitori moncalvesi. Dopo gli studi classici presso il Liceo D’Azeglio, si è laureato in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Torino, per poi lavorare nel settore grafico-pubblicitario della Fiat.

Illustratore, vignettista, collaboratore di Stampa Sera, La Stampa e Illustrato Fiat, Pavese dal 1974 ha colto i vari aspetti del Monferrato e dell’ambiente di Moncalvo attraverso disegni e tempere che esprimono la sua attenzione per il territorio, il mondo contadino, i volti della gente.

E così il suo discorso prende forma, pagina dopo pagina, tra realtà e ironia, storie e vicende, che emergono mediante un segno incisivo, netto, a volte spigoloso, capace di scrivere, o riscrivere, «il romanzo di Moncalvo e del Monferrato o, meglio ancora, l’ha disegnato», suggerisce Bruno Gambarotta nella prefazione.

Nelle sue tempere si avverte il dialogo di Cesare Pavese con il paesaggio di Santo Stefano Belbo, il fascino della natura, la vendemmia, l’incanto dell’alba quando «Le colline monferrine d’inverno, sotto la neve e il gelo, prendono l’aria di montagna» (Davide Lajolo).

E si scoprono «I contadini, con il profilo scavato nella roccia – scrive Gambarotta – le mani nodose, gli occhi che mettono a fuoco l’infinito, hanno tutti il cappello in testa».

Un pregevole racconto per immagini, quindi, caratterizzato dal mercato dei buoi a Moncalvo (che può ricordare il mercato di Saluzzo di Giulio Boetto), le vigne, la «Venere contadina» e le donne nei campi, il profilo di un vecchio alpino e la processione del Corpus Domini, sino ai manifesti della pubblicità Fiat.

Un ricordo, perciò, che si trasforma in una limpida narrazione, che il volumette ci restituisce con il sorriso di un bambino durante la «messa grande» in San Francesco a Moncalvo.

 

                                             Angelo Mistrangelo  

 

AVIGLIANA: PIUME LEGGERE E ALTRE STORIE … ACQUERELLI DI SILVANA ALASIA

Galleria “Arte per Voi”- Piazza Conte Rosso, 3 – 10051 Avigliana (To)

Vernissage: sabato 1 settembre 2018 ore 16:00. Da sabato 1 a domenica  30 settembre 2018

Orario di apertura: sabato e domenica dalle 15:00 alle 19:00

Un buon numero di protagonisti scelti con accuratezza tra i capolavori della natura;

Carta da acquerello, di quella di buona qualità;

Pennelli di varie misure;

Colori, tanti colori, amalgamati con sapienza;

Mani esperte e instancabili.

Mescolare il tutto con sensibilità.

In questo modo Silvana Alasia dà vita a un delizioso mondo in cui regnano sovrani gli uccelli e alcuni freschi paesaggi colti nell’alternarsi delle stagioni. L’artista, regalando loro le delicate sfumature dell’acquerello, guarda i suoi personaggi con simpatia, affetto e un pizzico di umorismo: coglie lo spettegolare delle galline, l’arroganza del gallo, la socialità esclusiva delle bianche oche ma anche la vanità della piccola civetta o l’eleganza dei rapaci in cerca di preda. Lei sa bene come affascinarci: immersi in una realtà che tutti i giorni ci mette alla prova con crudezza di immagini ci possiamo chiudere grati, almeno per un poco, in questo universo di straordinari ballerini, favolosi acrobati ed eccezionali cantanti. L’occhio è appagato. Non udiamo, purtroppo, il trillare, il bubolare, lo starnazzare, il fischiare, il cinguettare, lo stridere, il pigolare, il gorgheggiare… Silvana ne sa il motivo: maliziosamente ha invitato sul palcoscenico due magnifici cacciatori dal morbido pelo e dagli occhi di giada.

 

Giuliana Cusino

 

 

BARDONECCHIA: MOSTRA SUI PELLEGRINAGGI “LA VIA MICAELICA, LA VIA FRANCIGENA DEL SUD ITALIA”

Fino al 31 agosto è possibile visitare dalle ore 16.30 alle ore 19.00 al Palazzo delle Feste la mostra “Via Micaelica-Francigena tra arte, spiritualità, storia e natura” di Alessandra Favini.

L’esposizione testimonia il percorso che ha compiuto l’autrice in auto da Mont Saint Michael, nord della Francia alla Sacra di San Michele, Bassa Val Susa, a Vercelli e a Roma sino all’Eremo di S. Angelo Gabriele, nel Gargano, nel Nord della Puglia, poco distante dall’antico porto di Siponto, ora scomparso, uno degli imbarchi marittimi per le coste del vicino oriente e per i luoghi Sacri della Terra Santa ed in particolare di  Gerusalemme, meta dei pellegrini e dei crociati.

“Una mostra – sostiene Alessandra Favini – lungo la Via Micaelica, considerata la Via Francigena del Sud,  che raccoglie molte foto scattate durante il lungo viaggio, con immagini originali di cose e di luoghi molto interessanti e nuovi, poco noti ai più. Mi hanno aperto chiese e luoghi sacri abitualmente chiusi al pubblico, archivi, come quello del Duomo di Vercelli. Molti oggetti, immagini e cose antiche, riprodotte utilizzando tecniche nuove, assumono un aspetto decisamente più moderno, quasi contemporaneo”.

 

CHERASCO: MOSTRA “EX VOTO” DI PIERFLAVIO GALLINA

 

RIPRENDONO GLI INCONTRI CULTURALI DELL’UNITRE TORINO

Martedì 4 settembre “Emozioni di viaggio”

Giovedì 6 settembre “La Moda: mito e spettacolo”

Ore 16 – Auditorium EDP in corso Govone 16/a, Torino

 

Ritornano a settembre gli incontri culturali organizzati dall’Unitre Torino in attesa del nuovo anno accademico, che porterà con sé tanti corsi ed occasioni di approfondimento e confronto su temi di attualità, letteratura e arte, cultura e società.

Martedì 4 settembre alle ore 16 si terrà l’incontro “Emozioni di Viaggio” a cura del professor Michelangelo Dotta dell’Unitre Torino.

Giovedì 6 settembre alle ore 16 il professor Piegiorgio Dutto parlerà del mondo della moda all’interno dell’incontro “La moda: mito e spettacolo”. A seguire sarà presentato il programma delle lezioni del nuovo anno accademico che si presta a partire.


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