ALLEGRO MOLTO a cura di Edoardo Ferrati

TORINO- PROTAGONISTA LA DANZA IN MOLTEPLICI DECLINAZIONI

 La dodicesima edizione del festival MiTo (Settembre Musica) è dedicata alla danza  che da sempre feconda l’arte dei suoni anche quella dove il movimento non si vede perché nascosto tra le pieghe del pensiero musicale. Ecco quindi che la rassegna, in programma dal 3 al 19 settembre, diventa un’occasione per svelare le espressioni della relazione tra le due arti, dalle danze musicali rinascimentali e barocche alle loro reinvenzioni dei compositori d’oggi, dalle manifestazioni più concrete di tipologia di danze note a tutti come il tango o il valzer, alla sublimazione dell’arte coreutica in forma senza tralasciare uno spettacolo di danza vero e proprio con musica e coreografia commissionato ad hoc. In calendario 125 concerti tra Torino e Milano, tutti con programmi appositamente ideati e proposti da alcuni dei più importanti musicisti del panorama internazionale, alternati alle forze musicali torinesi e milanesi di maggiore prestigio. Per ragioni pratiche sono segnalati gli eventi maggiori, tutti dotati di un titolo.

A PASSI DI DANZA DALLA RUSSIA

 La Royal Philharmonic (Londra), fondata nel 1946 dal carismatico Thomas Beecham, inaugura l’edizione 2018. Sul podio Marin Alsop (foto), direttrice della Baltimore Symphony e dell’Orchestra della Radio di Vienna. Ospite delle ammiraglie di Boston, New York, Chicago, Los Angeles, London Symphony e Concertgebouw di Amsterdam. vanta una vasta discografia in cui spiccano l’integrale delle sinfonie di Brahms, l’opera omnia di Barber, un’ampia selezione di lavori di Bernstein di cui fu assistente.

Inizio con il brano Traumerei (Sogno) dal ciclo Kinderszenen op. 82 (Scene infantili) dall’originale per pianoforte di Schumann nella trascrizione orchestrale (in prima italiana) firmata dalla russa Victoria Barisova-Ollas che si avvicina con discrezione al brano, sfruttandone con  competenza  la tavolozza timbrica e il suo mondo sonoro. Il Concerto in re maggiore op. 36 di Cajkovskij, ultima composizione di rilievo prima di un lunga e sofferta crisi creativa: nonostante, è assente ogni traccia nel suo contenuto espressivo delle agitate vicende dell’autore. Il popolare concerto non ebbe subito successo, i giudizi furono aspri, celebre quello dell’autorevole Eduard Hanslick che vi ravvisò solo rozzezza e volgarità. Accuse miopi: la carenza di gusto non è dovuta a incompetenza, semmai Cajkovskij si muove nella direzione di una nuova vitalità espressiva mediante la presenza di motivi di danza e di ascendenze gitane. Solista di questo capolavoro è la tedesca Julia Fischer che iniziò lo studio del violino all’età di quattro anni, partendo dal metodo Suzuki. Talento precoce, presenza di grande forza tecnica  ed espressiva.

Il balletto L’oiseau de feu (1907-10) di Stravinskij venne presentato a Parigi nella stagione dei Ballets Russes e rappresenta la sintesi di tutte le sue  esperienze compositive precedenti, indirizzate ormai alla realizzazione di un nuovo stile russo nel superamento dell’Impressionismo, La partitura è ricca di smaglianti colori e di seduzioni armoniche (retaggio degli studi con Rimskij Korsakov) sempre sostenute da un frenetico dinamismo ritmico.

Teatro Regio, p. Castello- Lunedì 3 settembre, ore 21.00 (Ballets Russes)

ROYAL PHILHARMONIC ORCHESTRA diretta da MARIN ALSOP, solista JULIA FISCHER (violino)

Musiche di Schubert/Borisova-Ollas, Cajkovskij, Stravinskij

 

SOLISTI DI UNA CELEBRE ORCHESTRA OLANDESE

 La Camerata ROCA (foto) nasce nell’ambito della Royal Orchestra  Concertgebouw Orchestra  di Amsterdam ad opera delle sue prime parti. Il Trio in mi bemolle maggiore op. 40 per violino, corno e pianoforte di Brahms, opera dall’organico inconsueto, non facile e che è stata sottoposta a giudizi divergenti. Emergono disagio e inquietudine anche nei momenti brillanti in cui filtra la malinconia evocativa del corno. La scrittura è per nulla convenzionale, seria e asciutta. Segue il Quintetto in re maggiore per clarinetto, corno, violino., violoncello e pianoforte di Ralph Vaughan Williams (1872-1850), autore britannico latitante dalla scena italiana. Scritto nel 1923 s’ispira in modo palese  a Brahms. Dimenticato per oltre un secolo, è tornato in sala da concerto negli ultimi anni. Un lavoro interessante pervaso da uno slancio e un’arguta vitalità che hanno pochi riscontri nell’opera contemporanea.

Piccolo Teatro Regio “Puccini”, p. Castello – Giovedì 4 settembre, ore 17.00 (Danze romantiche)

CAMERATA ROCA

Davide Lattuada (clarinetto), Hervé Julain (corno), Annebeth Webl (violino), Laure Le Dante (violoncello), Alissa Firsova (pianoforte)

Musiche di Brahms, Vaugham Williams

 

BEETHOVEN: DIALOGO VIOLINO-PIANOFORTE

 Un duo di rango sulla scena  per un paio di Sonate di Beethoven e due brani di Stravinskij; Ilya Gringoltis (foto), violinista che suona uno Stradivari (ex Kisenvetter) prestato dalla Stradivari Society di Chicago e il pianista Peter Laul, studi a San Pietroburgo, Il violino nella Sonata in fa maggiore op. 24 (Primavera) di Beethoven esercita un ruolo per nulla subalterno nei confronti del pianoforte. I due strumenti legano perfettamente circa idee musicali. E’ la prima sonata per violino e pianoforte articolata in quattro movimenti. La Sonata in la minore op. 23 esprime l’originalità beethoveniana per asciuttezza di scrittura e per clima misterioso che emana. Completano la locandina pezzi di Stravinskij: la suite dal balletto Pulcinella  e tre momenti da L’oiseau de feu.

Conservatorio, p. Bodoni- Martedì 4 settembre, ore 21.00 ( Melodie inattese)

ILYA GRINGOLTIS (violino), PETER LAUL (pianoforte)

Musiche di Beethoven, Stravinskij

 

UN PROLIFICO COMPOSITORE BAROCCO

 Georg Philipp Telemann, autodidatta espresse una spiccata capacità compositiva e una precoce padronanza di strumenti musicali quali il flauto dolce e il clavicembalo, Contemporaneo di Bach e Haendel, in vita fu molto famoso e considerato uno dei maggiori compositori tedeschi. La sua lunghissima parabola creativa (quasi settant’anni di attività) gli consentì di attraversare le diverse fasi musicali dal pieno barocco allo stile galante fino alle soglie del classicismo con una copertura di continuo aggiornamento stilistico . Uomo di vasta cultura s’avvicinò alla musica per vocazione verso la quale conservò per l’intera vita un rapporto di felice partecipazione umana, ben lontana dal rigido accademismo di molti suoi colleghi. Il catalogo di Telemann è  prolifico in modo eccessivo: le sue opere vennero guardate con disprezzo perché erano in atto mutamenti nella società europea che dell’odierna scena, do modificarono anche la composizione musicale e portarono un rovesciamento della sua  reputazione conquistata in vita. Dall’ipertrofico catalogo telemannianol la Mole Armonica Ensemble (foto) estrapola tre lavori: i concerti in sol maggiore per archi e quelli in fa maggiore per viola e in re maggiore per flauto traversiere.

Torino, Sermig  Arsenale della Pace, Borgo DoraMartedì 4 settembre, ore 21.00( (Musica sospesa)

LA MOLE ARMONIA ENSEMBLE (Orchestra Sinfonica Nazionale RAI)

Lorenzo Brufatto, Valerio Iaccio, Pietro Bernardin, Paola Lombardi, Carlo Zosi, Roberto D’Auria (violini), Agostino

Mattioni, Federico Fobba (viole), Fabio Storino (violoncello). Francesco Platoni (contrabbasso), Maurizio Fornero

(clavicembalo)

Musica di G.Ph. Telemann

 

INSEGNARE LA MUSICA A FAVORE DEL DISAGIO SOCIALE

 La Neojiba Orchestra-Orchestra Giovanile dello Stato di Bahia (Brasile) è stata fondata nel 2007 dal direttore e pianista Ricardo Castro e s’ispira al modello venezuelano di “El Sistema”. Programma musicale e sociale a favore dei giovani provenienti da ambienti svantaggiati. Negli ultimi anni è stata acclamata in Europa e negli Stati Uniti per le sue interpretazioni coinvolgenti. I giovani musicisti che collaborano al progetto hanno trasformato la vita a centinaia i di ragazzi attraverso il dono meraviglioso che è quello di insegnare loro a suonare. Un’orchestra che riesce unire colore e attirare nuovo pubblico grazie a interpretazioni emozionanti del repertorio classico, di tradizione e contemporaneo.

Giungono a Torino in compagnia della pianista argentina Martha Argerich (foto) “leonessa della tastiera”, una delle maggiori artiste odierne dotata di grande capacità comunicativa. Interpreta il Concerto in la minore op. 54 di Schumann, lontano dalla concezione classica dove vengono trascurate le funzioni dello sviluppo tematico e dell’armonia, privo della dialettica solista-orchestra e di esibizioni virtuosistiche inseparabili dal concerto ottocentesco.

L’accompagnamento orchestrale è trapuntato dalle melodie cantabili del pianoforte il cui fascino resiede nel felice colloquio che s’instaura con l’orchestra. Leonard Bernstein, di cui quest’anno cade il centenario della nascita è presente con l’ouverture da West Side Story, musical di successo planetario con oltre duemila recite. Il libretto di Arthur Laurents, liberamente tratto da Romeo e Giulietta di  Shakespeare, racconta della rivalità tra due bande di adolescenti che si affrontano nell’Upper West Side di New York. Un lavoro che si focalizza su una  tematica sociale complessa, mentre la colonna sonora è sofisticata con lunghe sequenze danzate e segnò un punto di svolta nel genere del musical che viene visto non più come puro intrattenimento.

Si resta in argomento con la Cubana Ouverture (il titolo originale era Rumba): composta da Gershwin nel 1932 dopo una vacanza a Cuba è dominata da ritmi caraibici e cubanI  con un ampio spettro di colore strumentale. Conclusione con gli scatenati ritmi sudamericani di Wellington Gomes (Santios Percutidos in prima italiana) e di Arturo Marquez

(Danzon n.2).

Torino, Teatro Regio, p. Castello- Mercoledì 5 settembre, ore 21.00 (Anima e Tango)

NEOJIBA ORCHESTRA-ORCHESTRA GIOVANILE DELL STATO DI BAHIA  diretta da RICARDO CASTRO

Solista: MARTHA ARGERICH (pianoforte)

Musiche di: Schumann, Bernstein, Gershwin, Gomes, Marquez

 

IBRIDO ORATORIO DI HAENDEL

 Esther è stato considerato a lungo il primo oratorio in lingua inglese. In realtà si tratta di un ibrido molto vitale in cui vivono elementi dell’oratorio, del masque, della cantata pastorale e dell’opera. Studi recenti hanno permesso di ricostruire la prima esecuzione del lavoro (1720) ed è questa la versione che viene presentata. Essa venne rappresentata  a Camons nella residenza del ricco duca James Brydgers di Chandos che aveva ingaggiato Haendel per due anni come compositore residente. Il soggetto è a carattere biblico, suddiviso in sei scene ed è anche il primo esempio in cui il coro assume un ruolo importante, pur non possedendo un carattere eroico e tragico. Sorprendenti alcune pagine di squisita fattura.

Torino, Chiesa San Filippo, v. Maria Vittoria-Sabato 8 settembre, ore 17.00 (Tra oratorio e masque)

ORCHESTRA E CORO DELL’ACCADEMIA DEL  SANTO SPIRITO DI TORINO diretti da ROBERT KING (foto)

Solisti: HEIDI MARIA TAUBERT, CORNELIA KOURAD (soprani), DAVID ALSOPP (contraltista) ANDREA KARASIAK. MARTIN SCHAFER (tenorI), TITO DAHLMAN, VALERIO ZENOLLI (bassi)

Musica di Haendel

Ingresso libero

 

 

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