PIEMONTE ARTE: PENNAZIO QUAGLINO, CHIERI, CARMAGNOLA, LOMBARDI, GRANDE GUERRA, CAMPAGNA DI RUSSIA, SKOGLUND…

 

CHIERI, MOSTRA FOTOGRAFICA E SONORA AL MUSEO DEL TESSILE

Giancarlo Cazzin è l’artefice di una mostra fotografica e sonora sulla passamaneria. Il progetto è durato due anni di lavoro (2016-2018). L’inaugurazione sarà sabato 26 gennaio alle ore 16:00. L’esposizione si terrà a Chieri nella ex cappella appena restaurata annessa al museo del tessile.

 

 

 

 

 

 

 

MAGDALA PENNAZIO QUAGLINO INSEGNANTE E PITTRICE

Insegnante, disegnatrice, pittrice, Magdala Pennazio Quaglino, nata a Torino nel 1920, è scomparsa a Riva presso Chieri, in questo mese di gennaio 2019, lasciando un ricordo indelebile della sua figura d’artista e di appassionata interprete di una natura profondamente amata. Formatasi all’Accademia Albertina, allieva di Cesare Maggi per la pittura e Marcello Boglione per le tecniche d’incisione, ha attraversato le stagioni della pittura con la forza di una ricerca sempre controllata, meditata, espressa mediante un dipingere che appartiene all’arte piemontese del Novecento. Vi è, quindi, in questo suo cammino una particolare e interiore visione della realtà circostante. Una realtà che ha descritto con la veduta di un gelso e il Monviso, con un «Viottolo tra gli ulivi» e il brillante cromatismo di un «Vaso con fiori». Immagini, emozioni, ricordi di un tempo ormai lontano, di un dettato sempre sensibile al variare delle stagioni e della luce che accende un mazzo di gialle mimose e uno scorcio di Riva presso Chieri. E nel riannodare i momenti della sua attività pittorica, prende forma un discorso intimamente caratterizzato dagli anni trascorsi in Accademia: «si parlava molto, tra noi studenti, del futurismo e discutevamo animatamente con argomenti e giudizi contrastanti, mentre poco ci interessavano le altre correnti». Un racconto, quindi, che appartiene a un periodo ricco di incontri, di iniziative, di approfondimenti tecnici: «Avevamo sempre con noi un piccolo album e la matita per fare schizzi (questa abitudine mi è sempre rimasta e rimane ancora). E dai quei piccoli appunti hanno preso forma opere come «Composizione con margherita» del 1945 o «Ostuni la bianca» o, ancora, l’armoniosa «Natura morta» con frutta del 2004. Un’esperienza, perciò, contraddistinta da personalissime impressioni e, in occasione della mostra a Palazzo Opesso di Chieri del 2007, accompagnata dal catalogo curato da Andrea Gastaldi, Clizia Orlando e dal sottoscritto, avevo scritto che la vicenda di Magdala Pennazio Quaglino «si identifica anche con il lungo magistero legato all’insegnamento, alla formazione dei giovani, alla volontà di comunicare le proprie sensazioni ed  emozioni». E queste indicazioni, delineano ancora oggi il senso del suo lungo, misurato e coerente percorso tra vita e arte.

                                        Angelo Mistrangelo

 

CARMAGNOLA: “CITTARTE 2019”, ARTISTI IN MOSTRA

aprile – maggio – giugno 2019

orario: ven. ore 16.00 / 19.00

sab. e dom. ore 10.00- 12.30 / 15.00 – 19.00

Avrà luogo anche quest’anno, nei fine settimana di aprile, maggio e giugno, il calendario di mostre CittArte, realizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Carmagnola in collaborazione con Il Carmagnolese. Gli artisti che desiderano partecipare sono invitati a comunicare la propria candidatura entro le ore 12.00 del 22 febbraio 2019, mediante invio all’Ufficio Cultura del Comune di Carmagnola, p. Manzoni 10 -10022 Carmagnola (TO), o a mezzo posta elettronica all’indirizzo: protocollo.carmagnola@cert.legalmail.it

Le domande dovranno riportare i seguenti dati: nome, cognome, data e luogo di nascita, residenza, telefono, indirizzo email dell’artista e breve descrizione delle opere che si intenderanno esporre. Per l’allestimento delle mostre il Comune metterà a disposizione gratuitamente le attrezzature e lo spazio espositivo, l’allacciamento elettrico, la produzione e la diffusione del materiale pubblicitario. Saranno a carico degli artisti: il trasporto, l’installazione e l’eventuale copertura assicurativa delle opere, la sorveglianza del locale durante l’orario di apertura, ogni altro oggetto o servizio utile alla mostra, non espressamente qui indicato.

Per informazioni: Comune di Carmagnola, Ufficio Cultura: 011-97.24.238;

musei@comune.carmagnola.to.it

 

VILLANOVA D’ASTI, MOSTRA FOTOGRAFICA DI PIETRO LOMBARDI

Si intitola “Tra memoria e nostalgia” la mostra del fotografo chierese Pietro Lombardi dal 18 gennaio al 9 febbraio presso la Confraternita dei Batù di Villanova d’Asti. La mostra è visitabile nei seguenti orari: martedì 10-12, giovedì 10-12 e 15-18, sabato 10-12. Ha scritto di Lombardi Luciano Borghesan: “Una vita da operaio. Sarebbe stato questo il destino di Pietro Lombardi se non avesse fatto due incontri decisivi: la macchina fotografica e Luigi Ciotti. Lo strumento e il sentimento: così gli Anni 70 sono diventati seimila immagini di abiti, acconciature, gesti, ma soprattutto volti di un’Italia simile, a Cavarzere di Venezia, come in Sardegna come a Venosa, la patria di Orazio».

 

 

 

 

 

 

ACCADEMIA ALBERTINA: CONFERENZA “SUI PASSI DI GIOTTO PER UNA STORIA DEL TRECENTO”

Lunedì 21/01/2019 h. 18.00 – Conferenza del Prof. G. A. Golin, “Sui passi di Giotto per una storia del Trecento”, Accademia Albertina di Belle Arti, Torino.

 

TORINO, BIBLIOTECA NAZIONALE: MOSTRA “SCHEGGE DI SOLE NEL BUIO – UN AMORE NELLA GRANDE GUERRA”

Giovedì 10 gennaio è stata inaugurata la mostra “Schegge di sole nel buio – un amore nella grande guerra” organizzata nell’atrio dell’Auditorium Vivaldi in piazza Carlo Alberto 3 a Torino in collaborazione con l’Odv-Associazione Archivio Amoretti.

La mostra resterà aperta fino al 18 febbraio 2019 con ingresso libero.

E’ un patrimonio unico di circa 500 cartoline del periodo della  prima guerra mondiale conservate dalla famiglia Amoretti per 100 anni. Oltre 300 sono scritte dai due protagonisti Maria Caprile in Amoretti, rimasta a Torino ed il marito Oreste Amoretti nelle zone di guerra che gradualmente si avvicinano sempre più alla prima linea (veronese, mantovano, Pasubio, Montello).

Maria le ha raccolte in un album mettendo nelle pagine di sinistra i luoghi ove Oreste era stato, e a destra le immagini piene di caldi colori del sole scelte da lei per rischiarare il buio in cui erano immersi. E’ un dialogo tra due persone innamorate che comunicano, non con parole, ma con immagini i loro sentimenti di amore, sofferenza, e poi di gioia dopo la vittoria.

Ricordiamo inoltre l’interessante mostra dedicata a Icilio Guareschi, storico e chimico torinese, visitabile nella Sala Mostre Vivaldi fino al 28 febbraio.

 

SALA MOSTRE REGIONE: IN MEMORIA DELLA CAMPAGNA DI RUSSIA

La vita dei soldati italiani e piemontesi al fronte nella tragica campagna di Russia, i combattimenti, il gelo, la fame, la prigionia, la morte. Sono i temi trattati dalla mostra “La campagna di Russia. Memorie”, che viene inaugurata giovedì 17 gennaio, alle ore 17, nella Sala Mostre del Palazzo della Regione Piemonte.

Promossa dalla sezione torinese dell’Unirr, Unione Nazionale Italiana Reduci Russia, e dalla Regione Piemonte, la mostra presenta una serie di profili di soldati che, strappati alla vita di tutti i giorni, sono stati catapultati a migliaia di chilometri di distanza, lontani dai loro affetti più cari e che spesso non hanno più fatto ritorno.

Il Piemonte ha pagato un prezzo assai alto sul fronte russo. I caduti e dispersi furono 10.312, così ripartiti: Alessandria 1491; Asti 794; Biella 187; Cuneo 5.894; Novara 636; Torino 950; Verbano-Cusio-Ossola 129 e Vercelli 231.

«A loro ci legano rapporti di parentela, sono i nostri padri, zii, nonni, cugini che hanno lasciato un segno indelebile nel nostro cuore. Raccontiamo la sofferenza di chi è tornato al pensiero dei compagni rimasti in Russia – spiega il presidente della sezione Unirr di Torino, Silvio Cherio -. Attraverso immagini e tabelloni descriviamo le fasi della campagna di Russia fino alla suo tragico epilogo. A ricordarcelo sono visibili oggetti ritrovati a Kirov, grande città industriale ai piedi degli Urali, dove migliaia di uomini furono deportati e trovarono la morte. Attraverso i disegni di Carlo Romoli si vede un momento in cui l’arte e la natura si fondono per salvare la mente dalla follia».

I caduti italiani nella campagna di Russia assommano secondo alcune stime a circa 90 mila. I morti sul fronte russo di tutti i Paesi impegnati nel conflitto furono circa 30 milioni di cui una buona metà di civili russi. Tra i pannelli della mostra anche l’elenco dei caduti dell’area provinciale di Torino con 950 nomi di 198 comuni.

La sezione Unirr del capoluogo piemontese nacque nel 1981 per opera del canonico monsignor Carlo Chiavazza, cappellano della divisione alpina Tridentina, che raccolse nella Real Chiesa di San Lorenzo (dov’è stata posta una lapide che recita “Non vendicateci, ricordateci, fateci vivere ancora”) un primo nucleo di Reduci provenienti dall’intero Piemonte. La sezione crebbe e raggiunse ben 295 reduci, impegnati a mantenere viva la memoria della tragedia vissuta in prima persona. Oggi sono rimasti soltanto due reduci: Aldo Garbagne e Giovanni Alutto. Quest’ultimo, all’età di 102 anni, va ancora nelle scuole a raccontare la sua triste vicenda per ammonire i giovani sulla follia che la guerra rappresenta.

Alla realizzazione della mostra, con il patrocinio di Assoarma e della Città di Torino, hanno collaborato la sezione Unirr del Monferrato ed il parco storico “North Appennines Po Valley Park”, che opera in contatto con associazioni di altri Paesi ed in accordo con le autorità dei territori ex sovietici nella ricerca e nel recupero di corpi di soldati italiani.

La mostra, ad ingresso gratuito, si potrà visitare da venerdì 18 gennaio sino a domenica 3 febbraio, tutti i giorni, dalle ore 10 alle 18.

 

TORINO, CAMERA: SANDY SKOGLUND. VISIONI IBRIDE

Torino, CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia

24 gennaio – 24 marzo 2019

Mostra a cura di Germano Celant

Apre al pubblico il 24 gennaio 2019 negli spazi di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, a Torino, l’importante mostra “Sandy Skoglund. Visioni Ibride”, prima antologica dell’artista statunitense Sandy Skoglund (1946), curata da Germano Celant. La mostra riunisce lavori che vanno dagli esordi nei primi anni Settanta all’ancora inedita opera “Winter”, alla quale l’artista ha lavorato per oltre dieci anni. Sarà proprio questa immagine – accompagnata da alcune delle sculture create per l’installazione da cui è stata tratta la fotografia – il fulcro dell’esposizione: una spettacolare anteprima mondiale che conferma una volta di più l’unicità della sua ricerca e del suo

linguaggio, formatisi in pieno clima concettuale per evolversi in un immaginario sospeso tra sogno e realtà, di straordinaria potenza evocativa. La mostra permette dunque di seguire questo percorso attraverso oltre cento lavori tra fotografie, quasi tutte di grande formato, e sculture. Si va dalle prime serie fotografiche prodotte a metà anni Settanta, dove già emergono i temi caratteristici dell’interno domestico e della sua trasformazione in luogo di apparizioni tra comico e inquietante, fino alle grandi composizioni dei primi anni Ottanta, che hanno dato all’artista fama internazionale. In particolare, si ricordano le visionarie “Radioactive cats” del 1980 e “Revenge of the goldfish” del 1981, autentiche icone del periodo, rivisitazioni surreali e stranianti di ambienti famigliari dai colori improbabili, invasi da gatti verdi e pesci volanti. Come ha dichiarato l’artista, “credo che esista un contrasto tra l’aspetto della fantasia – gli animali sono come cartoon o fantasie – e la realtà. Poiché noi, in quanto esseri umani, ci consideriamo la principale forma di coscienza esistente in natura, ho scelto di popolare le mie immagini con animali per introdurre nella nostra esperienza questa

coscienza alternativa”. Le immagini di Skoglund nascono – sempre – dalla costruzione di un set, estremamente complesso, che l’artista poi fotografa: un procedimento che ben spiega la rarefatta produzione dell’artista e la peculiarità della suo percorso visuale, che è al tempo stesso installativo, scultoreo e fotografico. Elementi, tutti, che si ritrovano nella mostra torinese, dove alcune sculture rimandano alle fotografie e viceversa. Tra le tante opere storiche che compongono quest’esposizione, si ricordano i venti scatti della serie “True Fiction Two”, realizzata tra 1986 e 2005, che è una lisergica interpretazione dell’American Way of Life, le spettacolari composizioni di “Fox Games” 1989 e “The Green House” 1990, con i loro ormai iconici animali, volpi rosse e cani viola. Seguono il balletto di “Shimmering Madness” 1998, dove le statue e le figure umane condividono lo stesso spazio in una folle coreografia e il visionario pic nic di “Raining Popcorn” 2001. Si giunge così alle due opere più recenti, “Fresh Hybrid” 2008 e l’inedito “Winter” 2018.

Sono i primi due capitoli di una serie dedicata alle quattro stagioni, tra le opere più ambiziose e

impegnative dell’artista: riflessioni non solo sull’arte, ma sulla vita, nel sempre più complesso rapporto tra essere umano e natura, tra realtà e artificio. Come ha scritto Sandy Skoglund, “per resistere all’istantanea, questa fotografia si muove alla velocità di un ghiacciaio. Il tempo resta immobile per un momento, ma solo dopo un lungo periodo di accumulazione e fatica. Ogni frammento di ‘Winter’ è stato scelto per esprimere la paura primaria della dipendenza umana dalla natura e dagli altri. Noi non siamo soli, e la nostra situazione è invariabilmente precaria”.

La mostra – che durerà sino al 24 marzo 2019 ed è realizzata con la collaborazione della Galleria Paci contemporary di Brescia – è accompagnata da un volume monografico edito da Silvana Editoriale, anche in questo caso il primo in assoluto, curato da Germano Celant, in cui si ricostruisce l’intero percorso dell’artista attraverso l’intreccio della sua biografia con il suo procedere professionale, documentato dalla riproduzione di tutte le sue opere, accompagnate da note critiche e da un’ampia bibliografia.

CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia

Via delle Rosine 18, 10123 – Torino www.camera.to |camera@camera.to

Orari di apertura (Ultimo ingresso, 30 minuti prima della chiusura)

Lunedì 11.00 – 19.00

Martedì Chiuso

Mercoledì 11.00 – 19.00

Giovedì 11.00 – 21.00

 

LA REGIONE PREMIA I FOTOGRAFI E I REGISTI DI EXODOS

La mostra che ha ottenuto  la medaglia del presidente della Repubblica e il patrocinio dell’Unhcr

Una targa come riconoscimento del buon lavoro svolto. È questo il premio che questa mattina il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, e l’assessora regionale all’Immigrazione, Monica Cerutti, hanno consegnato, nella sala stampa della Regione Piemonte, in Piazza Castello 165, a Torino, ai fotografi, giornalisti e film-maker che hanno lavorato alla mostra Exodos, rotte migratorie, storie di persone, arrivi, inclusione”. La Regione ha voluto sottolineare la qualità del prodotto realizzato da questi professionisti, che ha ricevuto la medaglia del presidente della Repubblica e ottenutoil patrocinio dell’Unhcr.

Tra i premiati ci sono il fotoreporter Mauro Donato, arrestato e poi rilasciato in Serbia a marzo dello scorso anno, la fotografa di guerra Andreja Restek, una delle poche donne che ha raccontato, stando sul territorio, il conflitto in Siria. I giornalisti Stefano Rogliatti e Stefano Tallia, autori del documentario ‘Dust’, andato in onda anche su Rai News, che parla della vita nei campi profughi in Iraq. La lista è lunga. In tutto, i premiati sono una quindicina. Tra cui Marco Bobbio, presidente dell’associazione Allievi del master di giornalismo Giorgio Bocca, che ha promosso la realizzazione della mostr, con il supporto del fotografo Max Ferrero. Un’idea accolta con favore dall’assessora Cerutti e dallo stesso Chiamparino.

“Oggi c’è un problema di linguaggio quando si parla di migranti. – afferma il presidente della Regione – Se ne parla come di cose inanimate, di colli di merce. Quando c’è un incidente e il conduttore è di origine marocchina o albanese il linguaggio è diverso da quando è italiano. Trovo importante il messaggio lanciato da Exodos perché con la sua narrazione questa mostra fa vedere che dietro le migrazioni ci sono delle persone. Riteniamo anche per questo che il riconoscimento del presidente della Repubblica a Exodos sia più che meritato. Noi abbiamo avviato il ricorso in Corte costituzionale contro il decreto sicurezza sia perché riteniamo si configuri un conflitto di attribuzione, ma anche perché si susciti una discussione sul tema migranti. È importante riuscirci. Questi sono temi pre-politici’.

“Per noi Exodos ha un forte valore simbolico, anche attraverso a questo tipo di iniziative vogliamo costruire una nuova narrazione del fenomeno migratorio. – racconta l’assessora Cerutti – Questo non è altro che un naturale spostamento di persone, come tanti altri se ne sono consumati in passato. Anche noi italiani siamo stati costretti a emigrare negli Stati Uniti, in America Latina, in Germania e altrove. Exodos serve a ricordarcelo, a farci vedere i volti di chi fugge dal proprio paese, a farci immaginare i sogni di queste persone. Di sicuro è uno strumento funzionale alle politiche regionali perché aiuta a creare un dialogo con le comunità locali che hanno collaborato alla realizzazione di ogni singola tappa. La medaglia del presidente è il giusto riconoscimento per un lavoro di qualità”.

 

G.A.M. : LA CORNICE COME ORNAMENTO E DECORAZIONE

Mercoledì 23 gennaio 2019 alle 18

Sala Uno GAM – Via Magenta, 31 Torino

GLI AMICI DELLA BIBLIOTECA D’ARTE

Per il ciclo Vivere di (storia dell’) arte. Professioni, temi, strumenti

Presentano

La cornice come ornamento e decorazione

Orso Maria Piavento, Decorazioni barocche per altari rinascimentali

Aurora Laurenti, Funzione e modelli delle cornici rococò

Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili.

Qual è la rete di oggetti di cui si occupa uno storico dell’arte? Quali lenti inforca per leggere le opere? E quali strumenti si possono trovare nella sua cassetta degli attrezzi? Oltre alle mostre e ai libri, l’Associazione Amici della Biblioteca d’Arte dedica un ciclo di incontri alla scoperta del mestiere dello storico dell’arte: Vivere di (storia dell’) arte. Professioni, temi, strumenti è un confronto a due voci sugli oggetti e gli strumenti che servono per conoscere un’opera. Il primo incontro vede Orso Maria Piavento e Aurora Laurenti confrontarsi sul tema della cornice, non mero confine spaziale ma elemento indispensabile per la lettura di un fatto artistico. Capolavori delle arti decorative, le cornici possono svolgere funzioni specifiche in relazione al contesto ambientale in cui sono inserite, isolando un dipinto per metterlo in risalto sulla parete oppure inglobandolo, rendendolo parte di una decorazione unitaria. Le cornici possono servire allo storico dell’arte per ampliare la serie di informazioni a disposizione su un dipinto, ma possono anche diventare esse stesse oggetto di studio, indicatori precisi di un gusto da osservare seguendone il mutare delle forme. I due storici dell’arte caleranno il loro racconto in due contesti – gli ambienti chiesastici post tridentini e la decorazione d’interni rococò – in cui la stratificazione delle forme e la centralità delle arti decorative investirono le cornici di nuovi significati. Orso Maria Piavento (1984) insegna Storia dell’arte nelle scuole superiori. Si è laureato all’Università di Pisa e alla Scuola Normale Superiore, dove ha conseguito il dottorato di ricerca, studiando la trasformazione e la conservazione delle pale d’altare rinascimentali in età barocca. Aurora Laurenti (1985) ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia dell’arte presso l’Università di Torino ed è stata borsista della Fondazione 1563. La sua attività di ricerca verte attorno al rapporto tra le arti decorative e l’architettura d’interni tra il XVII° e il XVIII° secolo.

 

TORINO. INCONTRO CON GIULIANO LADOLFI: LA POESIA DI ATELIER, DAGLI ANNI ZERO A OGGI

Venerdì 18 gennaio alle 18 alla Libreria Il Ponte sulla Dora di Via Pisa 46

Continua con Giuliano Lanolfi, venerdì 18 gennaio alle 18, la stagione di incontri con i poeti contemporanei e critici letterari italiani “Sul Ponte diVersi. I poeti d’oggi”. L’editore, critico e scrittore sarà ospite della Libreria Il Ponte sulla Dora in Via Pisa 46 e del gruppo di lettura “Sul Ponte diVersi”, formato da studenti e dottorandi delle Università di Torino e Roma Tre. Che cos’è la poesia? Come si definisce la poesia contemporanea? Dove sta andando? Domande dalla risposta complessa. A far luce sulla questione sarà il piemontese Giuliano Ladolfi, editore, critico e scrittore che ha fondato nel 1996 la rivista di critica letteraria Atelier. In dialogo con Riccardo Deiana, Federico Masci, Jacopo Mecca e Francesco Perardi, Ladolfi ricostruirà la storia della rivista. Racconterà come è nata, quali obiettivi aveva e quale strada sta intraprendendo ora, dopo la svolta internazionale che ha visto la redazione aprirsi al mondo e a poeti di diverse nazionalità. Atelier ha pubblicato nomi che oggi hanno rilevanza notevole all’interno dell’universo poetico, ha visto esordire figure che hanno lasciato un segno nella poesia contemporanea, quali Francesco Iannone e Giulia Rusconi, già ospiti di “Sul Ponte diVersi. I poeti d’oggi”. Atelier nasce dal gruppo di studenti appassionati di poesia creato dall’allora professore in un liceo della provincia di Novara Giuliano Ladolfi. I giovani, con la guida del loro mentore, sono cresciuti insieme a lui, e con lui hanno sviluppato un’idea di poesia ben precisa. In continuo dialogo e dibattito, le figure a capo della rivista hanno dato vita a un vero laboratorio intellettuale dall’importanza sempre crescente. Punto di riferimento della poesia contemporanea, Giuliano Ladolfi avrà la possibilità di esprimere la sua visione del mondo poetico, di ricostruire la storia e la visione critica di un laboratorio esclusivo.

La rassegna “Sul Ponte diVersi. I poeti d’oggi” è giunta al suo secondo ciclo, dopo aver ospitato autori quali Umberto Fiori, Riccardo Olivieri, Franco Buffoni, Francesco Iannone, Mario Baudino e Giulia Rusconi. Con il quarto appuntamento continua la stagione ricca di critici e artisti che vedrà ospiti quali Milo De Angelis, Antonella Anedda e Guido Mazzoni. Autori e critici attivi, ma che non per forza hanno pubblicato opere in tempi recenti, perché “A noi interessa l’opera nel tempo, la sua evoluzione, il cammino della creatività; ci preme di più ricostruire che promuovere, come per un’innata e indomabile curiosità genealogica.” dichiarano i giovani studiosi di “Sul Ponte diVersi”.

“Rendersi conto che una comunità di lettori forti di poesia esiste, ma le manca un luogo in cui trovarsi, condividere, esprimersi liberamente. Questa presa d’atto è presto diventata uno degli obiettivi del nostro gruppo: dare la possibilità ai lettori di conoscere i loro autori, di sedersi uno di fianco all’altro e guardarli negli occhi; favorire l’incontro tra avventori, giovani critici e aspiranti tali, librai, professori, studenti, studiosi, poeti e poeti…”. Con queste parole il gruppo di studenti racconta l’atto di nascita di un’iniziativa coraggiosa che, sin dall’inizio, ha incontrato ampia approvazione e consensi diffusi.

 

IL GIORNO DELLA MEMORIA ALLA FONDAZIONE BOTTARI LATTES A TORINO

Giovedì 24 gennaio 2019

La nuova mostra “Mario Lattes. Non dimenticare” sulla Shoah e cultura ebraica

Il progetto degli studenti del Liceo Gioberti sulle conseguenze delle leggi razziali

Opening mostra ore 17.30 | Presentazione del progetto ore 18

Spazio Don Chisciotte della Fondazione Bottari Lattes

Torino (via della Rocca 37b)

Mostra da giovedì 24 gennaio a sabato 23 febbraio

Orario: martedì-sabato ore 10.30-12.30 / 15-19

www.fondazionebottarilattes.it

In occasione del Giorno della Memoria (ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno), la Fondazione Bottari Lattes ricorda le vittime dell’Olocausto con un doppio appuntamento giovedì 24 gennaio allo Spazio Don Chisciotte di Torino (via della Rocca 37b): l’inaugurazione della mostra “Mario Lattes. Non dimenticare” (ore 17.30) che propone diverse opere inedite di Lattes sul tema della Shoah e della cultura ebraica, appartenenti alla Fondazione Bottari Lattes e agli eredi (aperta fino a sabato 23 febbraio); la presentazione al pubblico della ricerca “Non dimenticare” degli studenti del Liceo Gioberti sulle conseguenze che le leggi razziali del 1938 ebbero su alunni e professori della scuola, con un approfondimento sulla storia personale di Mario Lattes (ore 18).

All’appuntamento interverrà Fabio Bianco, tesista con il professor Valter Boggione dell’Università di Torino, sugli aspetti autobiografici nell’opera letteraria di Lattes.

Info: 011.1977.1755; segreteria@spaziodonchisciotte.it.

Progetto “Non dimenticare. Le conseguenze delle leggi razziali del 1938 al Liceo Gioberti”

La ricerca raccolta nel volume “Non dimenticare. Le conseguenze delle leggi razziali del 1938 al Liceo Gioberti” è un progetto di Alternanza Scuola-Lavoro che nel 2016/17 e 2017/18 ha coinvolto trentadue studenti di classi diverse del Liceo Gioberti, guidati da quattro insegnanti. Viene presentata al pubblico da alcuni studenti, proprio in occasione delle celebrazioni dedicate al Giorno della Memoria.

Dopo un percorso di incontri con esperti, storici, testimoni e professionisti, gli alunni si sono concentrati sui documenti conservati nell’Archivio storico del liceo, nell’Archivio Terracini della Comunità ebraica e nell’Archivio di Stato, alla ricerca dei professori e degli studenti che a causa delle leggi razziali furono allontanati dal liceo o subirono conseguenze anche gravi, con un approfondimento sulla storia personale di Mario Lattes.

Tante le storie che affiorano alla luce da fotografie, registri di classe e di ammissione agli esami, pagelle, lettere, telegrammi, verbali. Vengono così riportate alla nostra attenzione le figure dei due professori sospesi mentre sono in servizio al Liceo Gioberti: Marco Levi, che ricopre vari incarichi di responsabilità all’interno della scuola, e Giuseppe Morpurgo, punto di riferimento culturale fuori e dentro l’Istituto.

La ricerca studia anche la vita e le famiglie degli studenti definiti di “razza ebraica” a cui è stato impedito di continuare il liceo. Oltre a Mario Lattes, ci sono: Alda Beer, Germana Colombo, Vera Debenedetti, Giuliana Diena, Gastone Guastalla, Lucia e Gabriella Morpurgo, figlie del professore, Giorgio Ovazza, Guido e Sergio Treves.

Tra gli altri studenti colpiti in modo più o meno drammatico dalle leggi razziali ci sono: Franco Foà, che pur continuando a frequentare il liceo in quegli anni ha preferito assumere il cognome della madre, Bernardi, per non destare sospetti, e Bruno Finzi il cui nome sul registro accompagnato dalla scritta in rosso “di razza ebraica”.

La ricerca è riuscita anche a individuare le ripercussioni drammatiche delle leggi su alcuni studenti che avevano frequentato il Gioberti molti anni prima, come Enrico Anau, studente di I Classico nel 1901-02 a cui nel 1938 viene impedito l’esercizio della professione di medico, o Ugo Segre, studente di I Classico nel 1909-10, morto con il figlio Tullio ad Auschwitz.

Ci sono poi le tre docenti sospese mentre prestano servizio in altre scuole, colpite dalle leggi razziali, con differenti conseguenze, a volte drammatiche, che arriveranno al Gioberti dopo la guerra e vi rimarranno a lungo, fino alla pensione: Lia Corinaldi, Giuliana Fiorentino in Tedeschi e Giorgina Levi in Arian.

La pubblicazione è reperibile online all’indirizzo web:

www.liceogioberti.gov.it/wp-content/uploads/2018/05/Non-dimenticare.pdf

Mostra “Mario Lattes. Non dimenticare” (dal 24 gennaio al 23 febbraio)

La mostra “Mario Lattes. Non dimenticare” allo Spazio Don Chisciotte di Torino propone i più significativi lavori di Mario Lattes (editore, pittore, incisore e scrittore, ma anche ideatore di iniziative culturali, scomparso nel 2001) dedicati alla cultura ebraica e alla tragedia della Shoah, con immagini spesso potenti e drammatiche. È visitabile fino a sabato 23 febbraio (Orari: martedì-sabato ore 10.30-12.30 / 15-19 – Ingresso libero). La Fondazione Bottari Lattes, nata nel 2009 proprio per ricordare Mario Lattes e promuovere cultura e arte sulla scia della sua multiforme attività (conserva la biblioteca privata del pittore e il suo archivio storico), dispone di una vasta collezione dell’artista, arricchita da nuove acquisizioni. Tra i quadri esposti (una quindicina): Il giro dei Sefarim (1958, olio su tela), Kaddish (1959, olio su tela), Deportati (1959, china), Fanciullo (1964, tecnica mista su carta), Figura ebraica (1984, tempera su carta), Interno di sinagoga (1987, olio su tela). Artista raffinato, capace di dare vita a immagini oniriche, Mario Lattes ha sperimentato tecniche e linguaggi eterogenei, con i quali ha espresso il dolore dell’esistenza e la propria rivendicazione di libertà da ogni pregiudizio. La sua opera racchiude momenti d’ispirazione ora astratta ora espressionista, ora visionaria, per approdare a suggestioni visive, senza mai essere imprigionata in categorie o movimenti. La sua opera pittorica dopo un iniziale periodo informale, è sempre stata figurativa, con valenze visionarie e fantastiche, tale da evocare illustri discendenze, da Gustave Moreau a Odilon Redon a James Ensor. La pittura, le incisioni e i romanzi sono legati da un forte filo conduttore, talvolta anche nella scelta di soggetti identici, trasfigurati dalla diversità dei mezzi espressivi. Vittorio Sgarbi nel 1988 così osservava: «Il pennello di Lattes segue gli impulsi, le emozioni, gli abbandoni di una irrimediabile inquietudine». E il critico d’arte Marco Vallora commentava nel 2008: «Lattes è sempre là dove non te lo attendi, anche tecnicamente».

Mostra “Mario Lattes. Non dimenticare”

Spazio Don Chisciotte, via Della Rocca 37B – Torino

Inaugurazione: giovedì 24 gennaio 2019, ore 18

Mostra da giovedì 24 gennaio a sabato 23 febbraio 2019 – – ingresso libero

Orari: martedì-sabato ore 10.30-12.30 / 15-19

Info: 011.1977.1755; segreteria@spaziodonchisciotte.it

WEB fondazionebottarilattes.it | FB Fondazione Bottari Lattes | TW @BottariLattes | YT FondazioneBottariLattes

 

TORINO, MUSEO PIETRO MICCA: CONVERSAZIONE SUL GENERALE ALFONSO FERRERO DELLA MARMORA

 

ASL TO 5: “RACCONTI DI NASCITE “, TERZA EDIZIONE 2019

L’ASL TO5, insieme alle biblioteche di Carmagnola, Chieri, Moncalieri, Nichelino, indice la terza edizione del concorso letterario “Racconti di nascite”.

Il concorso è rivolto a chiunque desideri raccontare l’esperienza di una nuova nascita nella propria famiglia, tra la propria cerchia di amici o conoscenti. Non è necessario aver vissuto in prima persona l’arrivo di una bambina o di un bambino, è importante avere una storia e volerla condividere. Presentazione racconti entro il 15 febbraio.

Regolamento e modulistica su http://www.comune.chieri.to.it/biblioteca/racconti-nascite-2019

 

TORINO, BIBLIOTECA NAZIONALE: DUE INCONTRI SU MANOSCRITTI BRUCIATI E SHOAH

Due interessanti incontri di approfondimento culturale all’auditorium Vivaldi.

Venerdì 18 gennaio ore 09.30-17.30: “Chartres à Turin – Restauri e indagini sui manoscritti bruciati della Bibliothèque Municipale di Chartres e della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino”.

Mercoledì 23 gennaio ore 16.00: “Raccontare la Shoah: dalla finzionalità della testimonianza al valore testimoniale della finzione narrativa”. Seminario di Alessandro Costazza dell’Università di Milano.

Due incontri, due periodi differenti, grande storia, cultura e approfondimento.

 

TORINO: PREMIO I MURAZZI 2019

8ª edizione

SCADENZA

30 GIUGNO 2019

 L’Associazione Elogio della Poesia indice l’ottava edizione per l’anno 2019 del  Premio I MURAZZI e introduce una riorganizzazione attinente la composizione del Comitato d’Onore, delle Giurie specifiche, oltre all’introduzione, accanto al Premio di Poesia edita e inedita dedicati alla memoria di Nino Pinto, della nuova sezione di Poesia in Opera prima in memoria di Liana de Luca, riservata alle Donne. Sono previste le sezioni di Poesia, Narrativa e Saggistica,  ciascuna con sottosezioni, per l’edito e per l’inedito, come specificato di seguito.  Inoltre, verrà attribuito un unico Premio alla Carriera a uno scrittore italiano o straniero, di prosa ovvero di poesia, per valutazione extra concorsuale della Giuria.

I premi per l’edito sono in danaro, il cui importo riservato verrà comunicato solo ai Vincitori.

I premi per l’inedito consistono nella pubblicazione gratuita ovvero di una dignità di stampa.

 POESIA INTITOLATO A NINO PINTO

Sez. A – poesia singola: si partecipa inviando tre poesie (a tema e ad ampiezza libere) a info@elogiodellapoesia.it, in un unico file, contenente anche i dati anagrafici del partecipante.

È ammesso anche l’invio per posta tradizionale, spedendo tre copie delle tre poesie e una scheda biografica a Elogio della Poesia, Via Nuoro 3, 10137 Torino.

Sez. B – silloge inedita di poesia: si partecipa inviando una silloge inedita a info@elogiodellapoesia.it, in un unico file, contenente anche i dati anagrafici del partecipante (max 200 cartelle).

È ammesso anche l’invio per posta tradizionale, spedendo una copia della silloge inedita e una scheda biografica a Elogio della Poesia, Via Nuoro 3, 10137 Torino.

Sez. C – libro edito di poesia: si partecipa inviando tre copie di un libro edito di poesia pubblicato non anteriormente al 2014, a Elogio della Poesia, Via Nuoro 3, 10137 Torino

Sez. D – Poesia edita in Opera prima, in memoria di Liana de Luca, riservato alle Donne: si partecipa inviando tre copie di un libro edito di poesia pubblicato non anteriormente al 2014, a Elogio della Poesia, Via Nuoro 3, 10137 Torino

NARRATIVA

Sez. E – inedito di prosa (racconti, romanzo): si partecipa inviando a info@elogiodellapoesia.it una raccolta in prosa inedita, in un unico file, contenente anche i dati anagrafici del partecipante (max 200 cartelle).

È ammesso anche l’invio per posta tradizionale, spedendo una copia della raccolta in prosa inedita e una scheda biografica a Elogio della Poesia, Via Nuoro 3, 10137 Torino

Sez. F – libro edito di prosa (racconti, romanzo): si partecipa inviando tre copie del libro pubblicato non anteriormente al 2014, a Elogio della Poesia, Via Nuoro 3, 10137 Torino

SAGGISTICA

Sez. G – inedito di saggistica (letterario, filosofico e attualità): si partecipa inviando a info@elogiodellapoesia.it una raccolta di saggi, in un unico file, contenente anche i dati anagrafici del partecipante (max 200 cartelle).

È ammesso anche l’invio per posta tradizionale, spedendo una copia della raccolta di saggi inedita e una scheda biografica a Elogio della Poesia, Via Nuoro 3, 10137 Torino

Sez. H – libro edito di saggistica (letterario, filosofico e attualità): si partecipa inviando tre copie del libro pubblicato non anteriormente al 2014, a Elogio della Poesia, Via Nuoro 3, 10137 Torino

 

 


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