ALLEGRO MOLTO a cura di Edoardo Ferrati

Torino- CAPOLAVORO PER FIATI DI MOZART

Per la stagione dell’Unione Musicale un capolavoro assoluto: la Gran Partita in si bemolle maggiore K. 361 pr tredici strumenti a fiato, sbalorditivo tour de force, uno dei lavori più sorprendenti di Mozart, imponente nell’architettura, che rompe ogni ponte con le vecchie Serenate galanti. Su tutta la partitura domina l’Adagio, pagina notturna dove alla magistrale scrittura e alla condotta strumentale fa riscontro una precisa ricerca di combinazioni sonora, le sfumature, le trasparenze, le trasposizioni delle voci qui non conoscono riscontri. Lo stesso dicasi per il suono che ogni commentatore ha cercato di afferrare in una definizione (denso, acquoso, prezioso, trasparente, pastoso, semplice, argentino, ect.). I corni di basseto, usati per la prima volta, regalano all’ascoltatore un incredibile sapore- L’ Ensemble “Zefiro”  (foto), esperienza trentennale, fa capo agli oboiti Alfredo Bernardini e Paolo Grazzi, nella seconda parte si produce in trascrizioni da alcune pagine de Le nozze di Figaro

Torino, Conservatorio, p. Bodoni

Stagione Unione Musicale

mercoledì 30 gennaio, ore 21.00

ENSEMBLE “ZEFIRO” Musica di Mozart

Torino- SINIGAGLIA MUSICISTA DIMENTICATO-

In testa al concerto diretto da James Conlon  troviamo il concerto n. 2 in si bemolle maggiore op.66 per pianoforte e orchestra del napoletano Giuseppe Martucci (1856-1909) il cui problema interpretativo resiede non tanto nella tecnica strumentale quanto nel possedere profondità di spirito e temperamento eccezionali. L’op. 66 ha riscosso un generale consenso di stima e tale giudizio non aderisce per intero al suo intrinseco valore. Alla tastiera il giovane Giuseppe Albanese (foto), uno dei migliori interpreti dell’ultima generazione su cui si punta molto. Conlon porta all’attenzione il torinese Leone Sinigaglia (1868-1944) con i brani Hora Mysistica per archi e la Romanza per corno e archi (1902). Cresciuto in una famiglia ebraica dell’alta borghesia, viaggiò molto in Europa. Dal 1896 resiedette a Vienna dove strinse amicizia con Brahms  e dal 1900 a Praga dove studiò strumentazione con Dvorak da cui imparò a introdurre nelle strutture accademiche l”interesse per il canto popolare. Ritornò a Torino nel 1901. La sua vita si concluse in modo tragico: l’origine ebraica lo rese oggetto delle persecuzioni razziali, tradito da un amico, al momento dell’arresto venne colto da una sincope. In ultima posizione il poema sinfonico I pini di Roma  dove Respighi, formidabile orchestratore, mette sul pentagramma le sensazioni suscitate nelle sue permanenze a Roma ricreando l’atmosfera capitolina oggi del tutto scomparsa . Alla partitura è affidato un alternarsi di girotondi faciulleschi e di infantili marce militaresche che toccano il loro vertice nel finale con i glangori dei Pini sulla via Appia.

Torino, Auditorium “Toscanini” (RAI), p. Rosaro

venerdì 1° , ore 20.30 e sabato  2 febbraio, ore 20.00

ORCHESTRA SINFONICA NAZIONALE RAI diretta da JAMES CONLON, solista GIUSEPPE ALBANESE (pianoforte)

Musiche di Martucci, Sinigaglia, Respighi

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