Asti Pride: pronto il percorso da piazza Campo del Palio a piazza San Giuseppe

KgIl percorso dell’Asti Pride è stato definitivamente stabilito dopo gli incontri con la Questura e gli altri organi istituzionali: il ritrovo, a partire dalle ore 14 del 6 luglio, sarà in piazza Campo del Palio lato giardini mentre la parata, che partirà alle 17, toccherà corso Einaudi, piazza Alfieri, corso Alfieri, piazza Roma, via Roero per fermarsi in piazza San Giuseppe. Lo hanno annunciato questa mattina in Sala Pastrone gli organizzatori che hanno voluto presentarsi in conferenza stampa con una serie di caschetti protettivi:

Non vogliamo certo polemizzare con i guantoni da boxe indossati dal sindaco durante la conferenza stampa che annunciava la concessione del patrocinio del Comune di Asti al Pride – ha precisato Patrizio Onori di Nuovi Diritti Cgil – ma semplicemente mettere in evidenza come le persone appartenenti alla schiera LGBTQI (Lesbian, Gay, Bisexual, Transgender, Questioning, Intersex, n.d.r.) debbano, ancora oggi, indossare quotidianamente un caschetto protettivo per proteggersi da discriminazioni e attacchi di ogni tipo, anche violenti”.

Sono previsti due momenti di omaggio: in piazza Alfieri al grande poeta e in piazza Roma in ricordo di Miguel, morto suicida a seguito di un’aggressione omofoba.

“Volli, sempre volli, fortissimamente volli” è il motto scelto per l’Asti Pride, un po’ per rifarsi all’immagine di Vittorio Alfieri, declinata in versione arcobaleno come logo, un po’ per sottolineare la determinazione e l’impegno con cui la comunità LGBTQI astigiana ha portato avanti lungo gli anni le istanze e le rivendicazioni riguardanti i diritti legati al “gender”.

L’Asti Pride farà parte del Piemonte Pride che vedrà diverse città coinvolte a cominciare da Vercelli, Alessandria, Torino, Asti e Novara.

Se qualcuno si chiede perché a 50 anni dai moti di Stonewall (New York 1969), prima rivendicazione pubblica dei diritti della comunità gay – ha aggiunto Onori – ci sia ancora bisogno del Gay Pride, basterà leggere i commenti sui social alla notizia della concessione del Patrocinio della Città di Asti alla manifestazione. Le dichiarazioni di odio e di violenza che vengono fuori da quei “post” sono una motivazione più che valida”.

Come ha ricordato Vittoria Briccarello dell’associazione Love is Love, in molti paesi del mondo l’omosessualità è un reato e sono migliaia le persone che vengono perseguite e perseguitate per il loro orientamento sessuale.

Con Nuovi Diritti Cgil – racconta Briccarello – abbiamo raccolto testimonianze di torture e carcerazioni tra i migranti giunti sul nostro territorio a cui forniamo assistenza e ci adoperiamo perché ottengano diritto d’asilo (sempre più difficile) e il primo ostacolo che affrontiamo è proprio far comprendere che in Italia l’orientamento sessuale non è reato”.

La manifestazione, promossa da Nuovi Diritti Cgil Asti, Love is Love – Associazione LGBT Asti, Arci Asti Langhe Roero, vivrà di autofinanziamento. Il budget previsto è di 5.000 euro che saranno raccolti tramite la vendita di gadget e tramite donazioni sulla pagina BuonaCausa.org con Paypal o Carta di Credito/Debito.

Il Pride non è però solo parata. Il primo obiettivo è quello di entrare nella rete READY, nata per promuovere pratiche anti discriminatorie nelle istituzioni. Portare nelle scuole campagne contro il bullismo di genere sarà il passo successivo. 

Il sindaco Maurizio Rasero

Ci saranno anche una serie di eventi di avvicinamento all’Asti Pride, il primo dei quali si svolgerà a FuoriLuogo il 23 marzo con il Lovers Tour, una serata ad ingresso gratuito durante la quale verrà proiettato il cortometraggio “Odio il rosa” della regista Margherita Ferri a cui seguirà “Watch Without Prejudice vol. 1 – un video tributo a George Michael” curato da Federico Sacchi: omaggio al cantante inglese recentemente scomparso a 20 anni dal suo coming out.

Il sindaco Maurizio Rasero ha voluto essere presente per ribadire di essere orgoglioso di aver concesso il Patrocinio della città di Asti, pur avendo avuto i voti contrari di alcuni componenti della sua maggioranza:

Ho sempre detto – ha spiegato il sindaco – che voglio fare di Asti una città dei diritti e in cui tutti possano avere voce. Ho chiesto alla mia giunta di votare secondo coscienza per il patrocinio e la maggioranza dei consiglieri ha condiviso la mia scelta. L’unica remora che avevo riguardava l’esposizione di qualche volgarità durante la parata che potesse dar fastidio ad alcuni concittadini. Per questo ho voluto partecipare lo scorso anno all’Alba Pride e rendermi conto di come si svolgesse un Gay Pride. Mi è sembrata una bellissima festa, colorata e senza eccessi”.

Che effetto fa – abbiamo chiesto agli organizzatori – all’alba del 2019, sentire ancora accostare la parola “volgarità” al Gay Pride?

E’ un’osservazione che ci aspettavamo – ha risposto Patrizio Onori – i pregiudizi sono duri a morire. Per me la volgarità sta in chi incita all’odio e in chi non riconosce gli stessi diritti a tutti i cittadini”.

 

Carmela Pagnotta

 

 

 

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