Chieri, in Biblioteca il libro su Pelosin

Martedi 26 marzo alle ore 17.30 in sala conferenze della Biblioteca Civica di Chieri, nell’ambito del progetto “Quattro chiacchiere alla locale”,  Rosanna Perilongo presenta l’autobiografia di Sante Tarcisio Pelosin “Una vita fatta da me”, curata con la collaborazione di Luciano Genta e pubblicata da Gaidano&Matta.

Nato il 12 /6/1922  in  Veneto ed emigrato a Chieri con la famiglia nel 1940, Tarcisio Pelosin, negli anni della vecchiaia, si impegnò a scrivere la sua autobiografia raccogliendo vecchi appunti,  riflessioni, diari di momenti difficili, lettere  della famiglia e degli amici, documenti della sua esperienza in guerra e soprattutto della sua vita di contadino e poi commerciante attivissimo e impegnato nel sociale. Fogli e fogli scritti a mano, riveduti e corretti, riscritti e fotocopiati più volte, con l’obiettivo di annotare meticolosamente tutti i fatti e i pensieri  di una vita vissuta per la famiglia, il lavoro, la religione. Scritti in un linguaggio di italiano misto al veneto, che i curatori hanno ritenuto di riportarenella sua interezza.

Ma perché trascrivere la sua storia? Perché è emblematica per ricordare le fatiche, le sofferenze ma anche gli affetti, le gioie e le soddisfazioni di tante famiglie di  veneti che sono venute ad abitare a Chieri nel corso del Novecento; è emblematica per ringraziare  quei tanti militari dimenticati che rifiutarono di stare con i tedeschi l’8 settembre 1943 e finirono nei campi di concentramento o si unirono alle forze partigiane, come Tarcisio a quelle in Montenegro;  perché vi troviamo un uomo con una fede incrollabile e ligio ai riti religiosi, al quale non importava  di essere considerato un bigotto perché sapeva  che i suoi valori cristiani erano la sua forza nel sopportare la vita.

Scrive Luciano Genta, che ha fatto l’editing dell’opera: Tarcisio “mette in riga con ossessiva meticolosità nomi, date, luoghi, cifre, misure. Un censimento, un regesto preciso e dettagliatissimo di quotidiana vita famigliare: persone e cose. Prima la terra, i raccolti, il grano e il vino, le bestie, le vacche e il cavallo, il maiale, le galline, una serena, a momenti persino allegra, povertà, come in un film di Ermanno Olmi; poi  il negozio e le merci, tutto ciò che serve a tirar su case e a viverci finalmente con agio, la cucina a gas, la stufa a kerosene fino alla piscina riscaldata e alla vasca con l’idromassaggio, nella “miracolata” Italia provinciale  smascherata da Pietro Germi. Due opposte epoche storiche, tagliate di netto dalle macerie del secondo conflitto mondiale che Pelosin attraversa su più fronti, dall’Italia ai Balcani. Una sola, identica vita. Guidata e sorretta con tenace, ostinata coerenza da pochi, fermi principi: fede, famiglia e lavoro”.

 

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