ALLA BIBLIOTECA DI NIZZA MONFERRATO PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI CHIARA GARBARINO

Per gli incontri in biblioteca con gli autori, interessantissima presentazione con un  nutrito e rapito pubblico venerdì sera, presso la Biblioteca di Nizza con l’autrice Chiara Garbarino,coordinatii sempre da Eugenio Carena e dall’assessore alla cultura Ausilia Quaglia. Il Libro racconta la diretta esperienza dell’ autrice come madre di un bambino affetto da disturbi comportamentali. L’autrice ha affermato che “ADHD: quando pronuncio queste quattro lettere c’è sempre qualcuno che mi guarda come se parlassi di una malattia infettiva, o di una branca deviata dei servizi segreti. A volte mi capita di dire soltanto: «Mio figlio è iperattivo», ma anche quella è una parola complessa, che contiene tanto dolore e tanta bellezza nello stesso tempo.” Leo si è annunciato che ancora era nella pancia: con qualche calcio ben assestato staccò la cartilagine di una costola a Chiara. E’ stato subito un bambino ribelle, che non stava fermo un attimo, che non ubbidiva come gli altri bambini, che aveva reazioni imprevedibili e violente. Ma era anche un bambino dolce, intelligente, capace di dare e ricevere affetto. Come mai Leo non si calmava, come tutti assicuravano che avrebbe fatto, col tempo? Perché non si riusciva in nessun modo a farlo comportare da “bravo bambino”? Come lottare contro l’opinione che andava formandosi in paese, secondo cui il bambino era un teppistello maleducato e Chiara una cattiva madre? Per fortuna, con l’aiuto di una psicologa infantile, pian piano la situazione si è chiarita ed è emerso che Leo soffre di un disturbo dell’attenzione e di iperattività. Ora Leo ha dieci anni, in paese cominciano a conoscere la sua diagnosi, a scuola hanno finalmente capito che non si trattava di maleducazione o svogliatezza, e le cose vanno meglio. Le difficoltà quotidiane sono tante, ma ora Chiara sa che il suo è un bambino speciale, più problematico degli altri, ma altrettanto intelligente, beneducato, sensibile e buono. E ha voluto raccontare la loro storia a tutti, perché sempre meno genitori si ritrovino smarriti di fronte a bambini difficili e devono essere consapevoli che, continuando a lottare, la situazione migliora.

Alessandra Gallo

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