Presbiterio – Coro – Aula – Bussola


Presbiterio – Coro – Aula – Bussola

Negli anni Cinquanta del Seicento il presbiterio e il coro, che avevano sostanzialmente mantenuto il loro aspetto gotico, cambiarono radicalmente aspetto. Giovanni Battista Bertone, cavaliere di Malta e commendatore di San Leonardo di Chieri, provvide a sue spese a farlo “barocchizzare”, cioè decorare con stucchi ed affreschi secondo il gusto dell’epoca, conferendo loro lo stesso aspetto che stavano assumendo le attigue cappelle del Corpus Domini e del Crocifisso, e che avevano già assunto, fra le altre, le cappelle della Madonna delle Grazie, del Suffragio, e del Carmine. L’aula, invece, venne semplicemente intonacata e tinteggiata di bianco.

Ma alla fine dell’Ottocento l’intero Duomo cambiò di nuovo volto, grazie ad un restauro generale promosso dal Capitolo e dal Comune e condotto dal conte Edoardo Arborio Mella, in quel momento ritenuto il massimo specialista nel restauro delle chiese medioevali.

L’obiettivo dichiarato dei promotori era quello di riportare il grande edificio al suo aspetto gotico originario eliminando le sovrastrutture barocche. Poi però si accorsero che, così denudato, il tempio rischiava di diventare non soltanto austero ma, per i gusti del tempo, addirittura squallido. Il Mella, perciò, come aveva fatto in altre chiese medioevali piemontesi, lo fece intonacare completamente ed abbellire con una decorazione neogotica e bizantineggiante, che affidò a Gabriele Ferrero, con l’aggiunta di rappresentazioni di alcuni episodi biblici, che vennero eseguite da Enrico Gamba ed Andrea Gastaldi, come il Ferrero pittori dell’Accademia Albertina. In altre parole, il Duomo gotico fu spogliato della veste non sua che gli era stata imposta nel Seicento (la decorazione barocca) ma ne ricevette un’altra non meno arbitraria.

Tutte le pareti della chiesa sono caratterizzate dalla decorazione neogotica e bizantineggiante tanto amata dal Mella. Le volte e la calotta dell’abside sono tutte dipinte di azzurro tempestato di stelle d’oro.

Nel presbiterio, le crociere con otto coppie di angeli, quattro musicanti e quattro reggenti cartigli con scritte in caratteri gotici inneggianti alla Vergine, sono di Enrico Gamba, come le quattro grandi scene dipinte a fresco nella zona più alta delle pareti: raffigurano lo Sposalizio della Vergine e il Transito della Madonna a destra, la Natività di Gesù e la Fuga in Egitto a sinistra. In basso, in due nicchie che probabilmente sono ciò che rimane di antiche porte tamponate, l’Annunciazione (a sinistra e l’Addolorata (a destra)sono anch’esse del Gamba.

Gli otto ritratti di santi vescovi e dottori della Chiesa, dipinti su tela, che si osservano nella fascia più alta della navata centrale, sono di Andrea Gastaldi. Partendo da sinistra, dopo l’ingresso, sono i Santi Ambrogio, Bonaventura, Girolamo e Massimo; nella parete di fronte, cominciando dal transetto e proseguendo verso l’ingresso, Tommaso d’Aquino, Anselmo d’Aosta, Agostino e Gregorio Magno

E. Gamba, Sposalizio della Vergine

E. Gamba, Sposalizio della Vergine

E. Gamba, Transito di Maria Vergine

E. Gamba, Transito di Maria Vergine

E. Gamba, Angeli con cartigli

E. Gamba, Angeli con cartigli

A. Gastaldi, San Gregorio Magno

A. Gastaldi, San Gregorio Magno

A. Gastaldi, S. Ambrogio

G. Ferrero, Interno Duomo, decorazione (Foto Cesare Matta)

G. Ferrero, Interno Duomo, decorazione (Foto Cesare Matta)

E. Gamba, Addolorata

E. Gamba, Addolorata

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