Cappella dei Tabussi


Cappella dei SS. Lorenzo e Martino (dei Tabussi)

Nella chiesa Collegiata, della cui costruzione era stato uno dei protagonisti, Lorenzo Tabussi ottenne dal Capitolo una grande cappella, che dedicò all’Annunciazione della Beata Vergine Maria e a San Lorenzo, che comprendeva quelle odierne dei Santi Lorenzo e Martino e della Visitazione.

Nel 1601 i Tabussi divisero la grande cappella in due e ne cedettero la metà (pari ad una campata) alla famiglia Berra che vi trasferì il titolo della Visitazione. Circa trenta anni dopo cedettero l’altra metà ai Diano, i quali, a loro volta, vi trasferirono il titolo di San Martino dalla cappella che già possedevano nella Collegiata, associandolo a quello di San Lorenzo: la cappella, perciò, da quel momento si chiamò “dei Santi Lorenzo e Martino”.

SCUOLA DI GIACOMO JAQUERIO. Scene dell’Infanzia di Cristo (inizio sec. XV)

SCUOLA DI GIACOMO JAQUERIO. Scene dell’Infanzia di Cristo (inizio sec. XV)

SCUOLA DI GIACOMO JAQUERIO. Scene dell’Infanzia di Cristo (inizio sec. XV)

SCUOLA DI GIACOMO JAQUERIO. Scene dell’Infanzia di Cristo (inizio sec. XV)

SCUOLA DI GIACOMO JAQUERIO. Scene dell’Infanzia di Cristo (inizio sec. XV) - Angelo musicante

SCUOLA DI GIACOMO JAQUERIO. Scene dell’Infanzia di Cristo (inizio sec. XV) – Angelo musicante

SCUOLA DI GIACOMO JAQUERIO. Scene dell’Infanzia di Cristo (inizio sec. XV) - Re Magi

SCUOLA DI GIACOMO JAQUERIO. Scene dell’Infanzia di Cristo (inizio sec. XV) – Re Magi

Dai documenti di archivio si sapeva che la cappella dei Tabussi era “benissime… depictam”, cioè molto ben dipinta, ma fino a tempi recenti nessuno aveva potuto vederne gli affreschi perché in parte erano andati distrutti con la suddivisione e la trasformazione della cappella e in parte si trovavano nascosti sotto un grande quadro che dal Seicento fungeva da pala dell’altare.

Nel 1981, rimosso il quadro, tornò alla luce quanto era rimasto di quegli affreschi raffiguranti scene dell’Infanzia di Cristo. La parte meglio conservata rappresenta la scena dell’Epifania, con la Madonna in trono che presenta Gesù Bambino ai Re Magi i quali offrono i loro doni. Alla sua sinistra, separati da una cornice, un San Giuseppe accanto al fuoco, un mulino sullo sfondo e angeli musicanti in alto è quanto rimane di una probabile Natività che proseguiva sulla parete sinistra, oggi non più esistente. A destra, tracce di un gruppo di personaggi lasciano supporre che vi fosse rappresentata la Presentazione di Gesù al tempio. Alcuni sondaggi hanno permesso di constatare che il dipinto proseguiva sotto il muro con cui nel Seicento la cappella dei SS. Lorenzo e Martino fu separata da quella attigua della Visitazione, a conferma dell’ipotesi secondo la quale tutta l’antica cappella dei Tabussi era affrescata.

I frammenti sono stati restaurati e studiati. Tutti gli esperti sono concordi nel ritenerli un’opera di qualità, eseguita all’inizio del ‘400 nella duplice declinazione, “cortese” in certe scene come l’Adorazione dei magi, popolaresca in altre, dello stile artistico detto “gotico internazionale”. Un’opera probabilmente uscita dalla bottega di Giacomo Jaquerio, il maggiore pittore piemontese del Quattrocento.

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