Edicole Votive e Pitture Esterne


Edicole Votive e Pitture Esterne

VICOLO MOZZO DELL’ANNUNZIATA, MADONNA COL BAMBINO (Guglielmo Caccia detto il Moncalvo attr.)

VICOLO MOZZO DELL’ANNUNZIATA, MADONNA COL BAMBINO (Guglielmo Caccia detto il Moncalvo attr.)

VICOLO MOZZO DELL’ANNUNZIATA, MADONNA COL BAMBINO (Guglielmo Caccia detto il Moncalvo attr.)

Scrive Guido Vanetti della casa e dell’affresco: “Nella fascia di orti compresi tra le due cinte murarie, nella regione tra il Fossato di S. Francesco (Piazza Trento e Trieste) e la Porta del Rio Inferiore (Ponte dell’Annunziata) sorgevano, nel Basso Medioevo, gli “orti d’Arene”, qua e là interrotti da modeste costruzioni tipologicamente simili ancora alle case rurali….Un esempio di tale tipologia edilizia è al n. 14 di Vicolo Mozzo dell’Annunziata…Ha mantenuto la struttura antica, con la lobia in legno, rivolta verso la strada e non verso il cortile, che sostiene la falda aggettante del tetto in coppi…Il valore storico, come documento d’architettura popolare, di questo edificio è accresciuto dalla presenza, sopra la porta d’ingresso, di un affresco, raffigurante la Madonna con Bambino, datato 1606. La delicatezza del disegno e la data inducono l’ipotesi che il dipinto possa essere opera di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo”.
Ipotesi, questa, del tutto verosimile. Un documento del 1600, infatti, dice il pittore monferrino “habitante in Chieri” e c’è chi ritiene che in questa città abbia anche tenuto una vera e propria bottega (2A), base dei numerosi itinerari che per anni lo portarono a dipingere in tutto il territorio astigiano e torinese .
Nel 1997 l’attribuzione del dipinto al Moncalvo è stata sostenuta anche da A. M. Bava e Giovanni Romano (anche se quest’ultimo, l’anno successivo, si esprimeva in modo non altrettanto convinto. Di parere opposto è, invece, Alberto Cottino, secondo il quale “l’autore è probabilmente un più modesto pittore di cultura vercellese: lo evidenzia chiaramente un semplice ma attento confronto con la Madonna di via Tana, certamente del Moncalvo, assai diversa e superiore di qualità e perfettamente inseribile nel percorso del maestro, all’altezza delle pale di S. Michele e di Moncalieri”.

VIA TANA ang. VIA DEI MOLINI Madonna col Bambino (Guglielmo Caccia detto “il Moncalvo” attrib,)

VIA TANA ang. VIA DEI MOLINI Madonna col Bambino (Guglielmo Caccia detto “il Moncalvo” attrib,).


VIA TANA ang. VIA DEI MOLINI Madonna col Bambino(Guglielmo Caccia detto “il Moncalvo” attrib,)

E’ un affresco raffigurante una dolcissima Madonna che tiene in braccio, con un po’ di fatica, un Bambinello particolarmente vispo. Sullo sfondo si intravede un paesaggio ricco di vegetazione.
Il dipinto, eseguito sulla facciata che guarda via Tana di una modesta casa secentesca, è racchiuso in un semplicissima cornice di legno, senza altri ornamenti o fronzoli. Non ce n’era bisogno: è sufficiente la sola immagine ad attirare l’attenzione di chi passa per la strada.
Si tratta, infatti, di una delle più belle Madonne affrescate sulle case chieresi. Non per niente due autorità in campo artistico come Giovanni Romano e Michela di Macco la attribuiscono niente di meno che a Guglielmo Caccia detto “il Moncalvo”.
La cosa è verosimile perché, come si è detto altrove nei primi due decenni del Seicento il Moncalvo a Chieri era di casa, intento a dipingere pale d’altare o affreschi in S. Domenico. Abitò anche a Chieri dove, secondo alcuni, tenne anche una bottega che nei periodi in cui lui era assente perché impegnato nel Torinese e nell’Astigiano, veniva portata avanti dai suoi allievi Giovanni Crosio e Francesco Fea

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