PASSIONE FUMETTI di Giancarlo Vidotto: Il mondo di Julia e “Il male d’Africa”

 

immagine 1 (2)

Julia Kendall è uno dei personaggi più affascinanti del fumetto italiano. Protagonista di una serie “thriller-giallo-avventurosa” nata nel 1998 per la Sergio Bonelli Editore, la casa editrice di Tex Willer i cui personaggi principali sono da sempre quasi esclusivamente maschili. Non ha nulla a che vedere con le eroine del fumetto classico, ne con le sexy-eroine degli anni ’70 e nemmeno con le supereroine americane, ma, al contrario, è una donna normale, dotata di una straordinaria sensibilità e femminilità. Lontana dagli stereotipi di tante eroine dallo stile top-model, ricorda invece l’attrice Audrey Hepburn, da cui ha preso le fattezze e la naturale eleganza. Insegna criminologia all’Università di Garden City(cittadina immaginaria a circa un’ora da New York) ed è consulente della Procura Distrettuale e della Polizia, che le chiede spesso aiuto per i casi più difficili. I suoi riferimenti sono letterari e cinematografici, più che fumettistici, come cita spesso il suo creatore, Giancarlo Berardi. Per preparare la serie ha frequentato corsi all’Istituto di Medicina Legale di Genova e studiato su testi di psicologia, sociologia, psichiatria, psicanalisi, medicina legale, balistica e criminologia, oltre a romanzi, resoconti di cronaca nera e documentari. Da qui partono le indagini di Julia, che non sono mai classici gialli o polizieschi, ma indagini nell’animo umano e nelle motivazioni che portano al crimine. Julia è dotata di una particolare sensibilità e di un istinto personale che le permette d’immedesimarsi emotivamente nel criminale di turno, di prevenirne le mosse o di risalire ai motivi che le hanno scatenate. I casi che la interessano riguardano la psicopatologia criminale, i binomi sesso-delinquenza e droga-delinquenza, gli omicidi efferati, il proliferare dei serial killer, il fenomeno della delinquenza giovanile. Nelle avventure di Julia vi è un ampio spazio dedicato alla sua vita personale e affettiva, così come a quella dei comprimari. Abita in una villetta primi Novecento alla periferia di Garden City, insieme alla gatta persiana Toni. E’ una donna indipendente e moderna anche nella concezione dei rapporti sentimentali e personali. Poco incline ai legami duraturi, ha tuttavia una relazione – abbastanza recente – con un poliziotto italiano, di Genova, come il suo creatore(!).

immagine 2 (2)Julia ha adottato “a distanza” un bambino africano di nome Abebe – che vive in un piccolo villaggio con i nonni – e con cui corrisponde via lettera e, qualche volta, telefonicamente. Nell’albo in edicola ad aprile “Il male d’Africa” Julia affronta un viaggio tutt’altro che facile per incontrarlo di persona. Un episodio apparentemente anomalo rispetto alle avventure che vive di solito, difficile perché affronta temi complessi: gli aiuti umanitari e la loro efficacia, i problemi di un continente spesso dimenticato, i labili confini tra corruzione e diplomazia, la difficoltà di approccio e le differenze culturali. Eppure Julia, grazie alla bravura e alla straordinaria sensibilità di Giancarlo Berardi, vivrà un’avventura intensa e toccante, se pure drammatica e pervasa da una tensione continua, come può essere quella di vivere in situazione di costante pericolo. Una storia speciale, pur essendo inserita nella normale cronologia(il nr. 199 della serie), dove tuttavia non mancano misteri e sorprese che Julia affronta con la consueta capacità di comprendere e risolvere al meglio. Anche i disegni sono speciali, in quanto vedono il ritorno di uno dei grandi maestri del fumetto italiano: Giorgio Trevisan(coadiuvato da Claudio Piccoli), che con il suo tratteggio fine ed elegante e i suoi toni chiari ma precisi, conferisce un’atmosfera suggestiva e quasi magica ai paesaggi e una impressionante espressività ed umanità ai personaggi. Julia continua ad appassionare e commuovere – in particolare con questa avventura – e dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, che i fumetti “seriali” non hanno nulla da invidiare a tanti buoni romanzi o ai fumetti da libreria di Gipi e Zerocalcare.

 

Julia 200 a colori, da maggio in edicola

immagine 3 (2)

A maggio Julia raggiunge il nr. 200 – un traguardo invidiabile per un fumetto seriale – e lo festeggia con un numero interamente a colori. Nell’albo “L’immagine perduta”, in uscita il 2 maggio, a richiedere l’aiuto di Julia sarà un fotografo, divenuto cieco in seguito ad un incidente professionale, che immagine 4 (2)sospetta che dietro al delitto di una modella vi sia un suo scatto di qualche anno prima. L’albo è scritto da Giancarlo Berardi(con la collaborazione di Lorenzo Calza) e disegnato da bravissimo Cristiano Spadoni, da qualche anno copertinista della serie.

immagine 5 (2)

 

Per l’occasione verrà editato anche una versione “variant” con copertina disegnata fronte/retro da Vittorio Giardino, maestro di fama internazionale grazie a personaggi come Little Ego, Max Friedman e Jonas Fink. L’albo verrà realizzato per il salone Comicon che si svolgerà a Napoli dal 30 aprile al 3 maggio e conterrà 16 pagine in più di contenuti speciali, redazionali e dietro le quinte. Successivamente potrà essere acquistato sul sito della Sergio Bonelli Editore: www.sergiobonelli.it dove vi saranno anche le istruzioni relative.

Sul sito trovate anche tutti gli arretrati di Julia, al momento mai ristampati(se pure esistono delle raccolte). Julia è la protagonista anche di diversi Almanacchi del Giallo, pubblicati annualmente, dove vengono raccontate le sue avventure da studentessa di criminologia e dove si possono trovare interessanti articoli di approfondimento e recensioni di tutto quanto è “giallo” nel mondo della letteratura, del cinema e della televisione. Gli albi li potere trovare anche sulle bancarelle dei vari mercatini del fumetto, dei saloni o nelle fumetterie.

 

Chi è Giancarlo Berardi

immagine 6 (2)

Giancarlo Berardi, genovese classe 1949, scrive e sceneggia fumetti fin dall’inizio degli anni settanta, quando inizia a scrivere fumetti di DIABOLIK e de IL PICCOLO RANGER. Il suo nome è stato legato per lungo tempo a quello del disegnatore Ivo Milazzo – suo compagno di scuola alle magistrali – insieme a cui realizza le avventure di TIKI, un giovane indio dell’Amazzonia. Nel 1974 crea, sempre in coppia con Milazzo, KEN PARKER, un fumetto “western” inizialmente ispirato al film “Corvo rosso non avrai il mio scalpo” di Sydney Pollack con cui ha in comune anche la fisionomia del protagonista Jeremiah Johnson, interpretato da Robert Redford. Serie originale e in continua evoluzione, si caratterizza per spessore e qualità. Pur non raggiungendo un pubblico vasto come Tex e altre serie popolari, è spesso considerato uno dei migliori fumetti di sempre, per livello culturale e capacità di emozionare, grazie alla perfetta integrazione tra i testi di Berardi e i disegni di Milazzo. Berardi crea altre serie brevi, tra cui WELCOME TO SPRINGVILLE e SHERLOCK HOLMES(illustrato da Giorgio Trevisan). Nel 1989 scrive “Oklahoma!”, una storia fuori-serie di Tex, disegnata dal veterano Guglielmo Letteri, con cui viene inaugurata la serie dei Maxi-Tex. Nello stesso anno fonda anche la Parker Editore che, oltre a ristampare i vecchi episodi del personaggio, ne produce di nuovi per “Ken Parker Magazine”, rivista che dopo qualche anno passerà alla Sergio Bonelli Editore. Nel 1998 crea JULIA, di cui è anche curatore. Giancarlo Berardi è un autore caratterizzato da una straordinaria sensibilità e da doti narrative non comuni che lo rendono uno dei più importanti sceneggiatori italiani. Nella sua carriera ha vinto tantissimi premi importanti, tra cui il Premio Oesterheld, il Premio Internacional Barcelona de Comics e lo Yellow Kid.