“RESTAURI D’ARTE”. LA CHIESA DI SANTA MARIA DI PULCHERADA A SAN MAURO TORINESE

La serie di reportage televisivi che la Direzione comunicazione e rapporti con i cittadini e il territorio della Città Metropolitana di Torino dedica ai “Restauri d’Arte” prosegue questa settimana con il filmato dedicato al campanile e alla chiesa di Santa Maria di Pulcherada a San Mauro Torinese. I filmati dei “Restauri d’Arte” vengono messi in onda dall’emittente televisiva locale GRP sul canale 114 del digitale terrestre, il venerdì alle 21,30, il sabato alle 13,45 e la domenica alle 20,45. Per visionare la playlist dei reportage video sinora pubblicati sul canale YouTube della Città metropolitana di Torino e le fotogallery basta accedere al portale Internet della Città metropolitana di Torino, alla pagina http://www.cittametropolitana.torino.it/speciali/2021/riflettori_restauri_arte/

Per visionare tutte le fotogallery dei Restauri d’Arte e scaricare le immagini: urly.it/3dkm8

UNA NUOVA LUCE NELLA CHIESA DI SANTA MARIA DI PULCHERADA

La rubrica che la Città metropolitana dedica ai restauri d’arte questa settimana ci proietta, è il caso di dirlo, a San Mauro Torinese a riscoprire le antiche radici dell’Abbazia di Pulcherada e a sorprenderci di fronte a un importante e innovativo progetto di restauro. La chiesa parrocchiale di Santa Maria di Pulcherada rappresenta la testimonianza oggi visibile dell’antica abbazia benedettina costruita lungo le sponde del Po alla fine del X secolo. Sorta in posizione strategica a ridosso della collina e in prossimità del fiume, l’abbazia stabilì un forte legame con il territorio e le vie commerciali, vocazione essenziale per la vita del nucleo monastico e per la città che intorno a questo si consolidò. Un documento del 991 ricorda la fondazione dell’antica abbazia, ma le mura romaniche e le decorazioni interne della chiesa raccontano la storia del complesso monastico dal Medioevo a oggi. In seguito ad una campagna di restauri partita nel 2010 si è scoperto un importantissimo ciclo pittorico di derivazione bizantina risalente alla fine dell’XI secolo. Il ciclo pittorico del catino absidale è suddiviso in tre livelli: nel primo, che coinvolge la fascia inferiore, sono illustrate alcune scene dei Vangeli tra le quali emerge, ancora ben conservata, quella della Crocifissione; nella fascia mediana, caratterizzata dalla presenza di monofore che servivano a dare luce all’ambiente, si ritrovano le figure degli apostoli Pietro e Paolo e dei patriarchi che accompagnano le anime al giudizio; nel terzo e ultimo livello, quello della calotta absidale, compare nella sua magnificenza il Cristo benedicente e ai suoi lati la Vergine Maria e San Giovanni Battista. Si tratta di uno dei ritrovamenti più importanti degli ultimi decenni per l’ampiezza della superficie pittorica recuperata, la raffinatezza dell’esecuzione, l’eccezionalità dell’iconografia, la qualità degli affreschi e l’accertato utilizzo di materiali preziosi come il blu di lapislazzuli e la lamina di metallo dorato applicata all’aureola in stucco del Cristo.

Proprio in seguito a questa importante scoperta è stata fondata l’associazione La PulchraRada, nata dalla passione e dall’esperienza di un gruppo di giovani professionisti nel settore dei beni culturali, che si occupa della valorizzazione non soltanto della chiesa, ma di tutto il complesso. “Da alcuni anni infatti, – ci ha raccontato Claudio Cericola dell’associazione La PulcrhaRada – si sta portando avanti un ampio progetto di riqualificazione che prevede, ad esempio, il restauro della vicina cappella della Madonnina che, insieme agli affreschi dell’Anno Mille, a un bellissimo campanile della seconda metà del Duecento, ai resti di un chiostro e della canonica che in origine era la foresteria, ci permettono di delineare un profilo e una sagoma di tutto il complesso che vogliamo e dobbiamo conservare”.

Fra gli ultimi progetti avviati e realizzati, fortemente voluto dall’amministrazione comunale che ha contribuito al finanziamento, c’è un innovativo restauro digitale affidato all’architetto Marco Capasso recentemente inaugurato. “L’installazione multimediale realizzata per il Comune di San Mauro Torinese rappresenta un unicum nel suo genere. – sottolinea Capasso – È la prima volta in assoluto infatti che un video mapping ricostruisce virtualmente un affresco medievale nel suo aspetto originale. Un intero palinsesto liturgico ricostruito grazie a un’installazione che noi definiamo di luce additiva, perché è la luce che ci permette di dare nuove informazioni all’affresco”. Un attento lavoro di ricostruzione grafica, ma anche un importante lavoro di squadra che ha coinvolto iconografi, medievalisti, storici dell’arte e che è stato seguito con attenzione e cura nei dettagli dai volontari dell’associazione, dal Comune, dalla Diocesi, dalla Soprintendenza e dal Politecnico di Torino.

“Queste, – conclude l’architetto Capasso – sono le nuove modalità per comunicare e valorizzare l’immenso patrimonio artistico e architettonico dei nostri Comuni, ma in particolare, in questo caso, parliamo di un modo per dare nuova luce a un periodo storico definito buio e che invece custodisce opere d’arte ricche di colori e di rara bellezza”. Per maggiori informazioni si può scrivere all’associazione La PulcrhaRada all’indirizzo e-mail lapulchrarada@gmail.com

 

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