PIEMONTE ARTE: SAMANTHA LAI, AIME E BALZOLA, ARTISTE, SOFFIANTINO, VITTA E DADAM, RITTANA, ANDREOTTI, POTAPENKO…

Coordinamento redazionale di Angelo Mistrangelo

 

CAMBIANO. “IMMAGINI DANZANTI” DI SAMANTHA LAI

Prosegue la stagione d’arte a Cambiano con la mostra “Immagini danzanti” dell’ artista Samanta Lai che si inaugurerà sabato 10 giugno alle ore 17,00 nella sala conferenze della Biblioteca Civica di Cambiano.

 

 

 

A RUBIANA LE ARCHITETTURE ALPINE DI TINO AIME E GINO BALZOLA

Il discorso artistico di Tino Aime e Gino Balzola si sviluppa nello spazio espositivo temporaneo della Pinacoteca Comunale “Francesco Tabusso”, in piazza Roma a Rubiana, dove s’incontrano anche le fiabesche pagine pittoriche di Tabusso, a cura di Marco Manzi (sino al 18 giugno, con aperture sabato e domenica: 10-12,30/ 15,30-18,30). Prende così forma la retrospettiva “Architetture naturali dell’invisibile” che unisce due momenti diversi, e complementari, di una ricerca legata all’ interpretazione di grandi alberi, radici e salici e di quelle architetture alpine delineate da Aime e Balzola, tra un senso di immanente solitudine e rievocanti percorsi di trascorse esistenze. Percorsi che dall’opera “Case di Gravere” di Balzola, della collezione del Comune, al silenzio che avvolge gli interni di Aime, si configura una dimensione estremamente controllata nella resa dei soggetti, siano questi le “Strutture popolari valdostane” (esposta alla Quadriennale di Torino, 1974) o i tetti innevati e raggelati sotto la rocca di Bastia. E un affresco sopra una porta d’ingresso, una grande radice triangolare e la casa alpina (con croce) degli anni Settanta appartengono all’esperienza di Balzola (1927-1983), pittore scalatore, che affida inoltre a una personalissima e puntuale indagine un dettato caratterizzato dagli orti urbani, da muri graffiti e giochi di bambini nelle periferie delle città devastate dal boom edilizio. Mentre attraverso i notturni a Cels, in Valle di Susa, le tavole-finestre che diventano singolari rappresentazioni figurali e i fogli di grafica “4 Gioielli in Valle”, si definisce la stagione di Aime (1931-2017)con la scultura in pietra “Frutti”, nella Piazza di Gravere al Mollare, e le giornate nello studio dinanzi al paesaggio montano, che ritroviamo nelle opere risolte con una misurata rilettura dell’ambiente.

Il 17 giugno, alle 16,30, in occasione del finissage della mostra, viene presentata l’antologia “Fra le rocce”, storie e immagini di montagna, a cura di Giorgio Enrico Bena, con prefazione di Valter Giuliano (NEOS Edizioni, 168 pagine, 16 euro). Racconti di realtà, fantasia e memoria dedicati a Gino Balzola, alpinista, fotografo e pittore, per i quarant’anni dalla scomparsa. Incontro con la presenza del Vicesindaco di Rubiana Cecilia Bo e il Consigliere Delegato alla Cultura Fabio Otta. Insieme al curatore del libro e alle autrici e autori dei racconti, intervengono Valter Giuliano e Andra Balzola. Conduce l’editore Silvia Maria Ramasso.

 

                                           Angelo Mistrangelo

 

 

 

GALLERIA D’ARTE PIRRA. ARTISTE

da venerdì 9 giugno 2023

Un nutrito gruppo di pittrici anima l’ultima collettiva prima della pausa estiva. Lontane per formazione, origine, epoca; diverse per linguaggi espressivi, scelte tecniche, personalità, la pluralità di questi sguardi consente di scoprire un’infinità di storie e narrazioni. Le opere esposte rappresentano generi e contenuti differenti, strettamente legati alle caratteristiche delle singole personalità artistiche. Spiccano in mostra tre lavori di Carol Rama (Torino 1918 – 2015)­ – una tecnica mista su masonite dai colori atipici del 1968, una carta filigrana con applicazioni di piombini del 1965 e un pastello con guarnizioni in gomma del 1974 – e le opere, affini a quelle di Rama nel tormentato estro creativo, della ormai iconica Dora Maar (Parigi 1907 – 1997), più tristemente e in maniera riduttiva nota come la Donna che piange, musa di Picasso.

Diametralmente opposta è la pittura misurata e discreta di Emmalisa Senin (Este, Padova 1914 – Bologna 1995), il cui ritratto di un bimbo addormentato richiama atmosfere intime, raccolte, delicate. Così come fortemente evocativi sono gli interni e le nature morte della torinese Luisa Albert (1969), il cui approccio lieve e al tempo stesso penetrante alla vita delle cose quotidiane, fa sì che gli oggetti sembrino dialogare tra loro. D’intensa suggestione sono anche le originali “declinazioni dell’acqua” della danese Birgitte Lykke Madsen (Odense 1960).

Di particolare interesse storico è il pastello futurista del 1934 di Marisa Mori (Firenze 1900 – 1985), una delle poche donne ammesse ufficialmente nel movimento marinettiano di seconda generazione, dal quale però prenderà nettamente e definitivamente le distanze con l’emanazione delle leggi razziali.

In mostra, inoltre, opere di Zhang Hongmei (1973), considerata dalla critica una sorta di poetessa del colore, portabandiera dell’orgoglio creativo femminile cinese, e un nucleo di pittrici russe delle scuole di Mosca e San Pietroburgo – tra cui Maya Kopitzeva (Gagra, Georgia 1924 – San Pietroburgo 2005), Olga Bogaevskaja (San Pietroburgo 1916 – 2000), Nadezhda Vorobieva (Mosca 1924 – 2011), Marina Uspenskaya (Mosca 1925 – 2007), Klara Vlasova (Mosca 1926 – 2022) – capaci di, indipendentemente dai soggetti, raccontare mondi vicinissimi eppure lontani, tempi trascorsi, silenzi, quotidianità filtrate dalla magia della pittura.

La mostra rimarrà aperta sino al 14 luglio 2023.

 

LE POETICHE “STRUTTURE” DI GIACOMO SOFFIANTINO

Dopo la mostra “Soffiantino. tra oggetto e indefinito”, alla Fondazione Ferrero di Alba dello scorso anno, questa nuova retrospettiva “Struttura e colore”, allestita nell’Antica Chiesa romanica di San Rocco, in via Cesare Battisti a Condove, esprime l’essenza di una ricerca e di una pittura in cui segno e colore sottolineano il clima di una profonda e interiorizzata rappresentazione (orario visita:mercoledì 10-12, venerdì 16-18, sabato e domenica 10-12/16-18, sino al 18 giugno). Curata da Gianfranco Schialvino, con la direzione artistica di Elena Piacentini e il coordinamento di Valter Vesco, l’esposizione rivela gli aspetti di un dipingere dove si avverte il fascino e la poesia dei fossili, di un fascio di luce che scopre un bucranio o di una filiforme trama segnica, sino alla lirica sequenza di spazi bianchi percorsi dalle memorie di un’intera e complessa esistenza.

Immagini che esprimono l’intenso dialogo con la terra e la natura, con sorgenti e il fluire inesausto delle stagioni della vita. Stagioni che compongono i capitoli di un lungo racconto tra riflessioni e coinvolgenti annotazioni che attraversano il tempo: “Lavoro per una verità che non si traduce in parole. Una verità alla quale posso dare vita solo mediante il colore, la linea, la struttura e la forma…La pittura è un atto d’amore”. Mentre immateriali silenzi, fragili architetture compositive e intime testimonianze dell’essere e del divenire, appaiono quali momenti e “specchi di una meditata inquietudine”, come scrive Bruno Quaranta. Una misura espressiva, quella di Soffiantino, che rinnova il clima e l’attenzione intorno ai linguaggi e contenuti della cultura artistica dal Novecento al contemporaneo.

 

Angelo Mistrangelo                

 

CONVERSAZIONI SULL’ARTE RITTANA. IL PROGRAMMA 2023

La rassegna intende proporre attraverso l’intervento di specialisti una qualificata offerta di conoscenze rivolta in particolar modo a giovani creativi e operatori culturali nel campo dell’arte contemporanea. Gli incontri sono però aperti a tutte le persone interessate al mondo delle arti visive del nostro tempo. Per l’anno 2023 si prevedono tre incontri e due visite di studio. Programma a cura del Comune di Rittana con Piani Verticali, Rifai, MUDRI (Museo Diffuso di Rittana), grandArte e l’era granda, in collaborazione con Kosmoki, MOMO, Accademia Belle Arti di Cuneo, Ordine dei giornalisti del Piemonte L’iniziativa fa parte del progetto Sportello Montagna Futura, sostenuto dalla Fondazione CRC con Giovani in contatto e di #RITTANARTE2023 sostenuto dalla Regione Piemonte.

Gli incontri

Tutte le conferenze avranno luogo presso il Centro Incontri di Rittana (piazza Galimberti 7) alle ore 17,30

  1. Venerdì 16|06|2023

Un avvicinamento all’arte contemporanea

Maria Teresa Roberto

Accompagnati dalle riflessioni che verranno sviluppate nell’incontro, si ripercorreranno i principali momenti di cambiamento e innovazione avvenuti nell’ambito di quello che la sociologa dell’arte francese Nathalie Heinich ha definito il “paradigma” dell’arte contemporanea e che si sono succeduti nel corso dei secoli XX e XXI, a partire dai ready made di Marcel Duchamp fino alle tendenze più attuali. Maria Teresa Roberto è stata professore di Storia dell’arte contemporanea all’Accademia Albertina di Torino fino al 2019. Ha concentrato i suoi studi sull’arte italiana del XX secolo, con particolare attenzione all’Arte Povera, e ha curato volumi ed esposizioni, tra cui Alighiero Boetti 1965-1994 (con J.-Ch. Ammann e A.-M. Sauzeau, GAM, Torino / Musée d’Art Moderne, Villeneuve d’Ascq / Museum Moderner Kunst, Wien, 1996-97); Gian Enzo Sperone. Torino Roma New York. 35 anni di mostre tra Europa e America (con A. Minola, M. C. Mundici, F. Poli, Hopefulmonster, Torino 2000); Pinot Gallizio. Catalogo generale delle opere 1953-1964 (Mazzotta, Milano 2001); Michelangelo Pistoletto. Il varco dello specchio. Azioni e collaborazioni (con M. Farano e M. C. Mundici, Fondazione Torino Musei, Torino 2005); Luciano Pistoi, “… inseguo un mio disegno” (con M. Bandini e M. C. Mundici, Hopefulmonster, Torino 2008); Surprise! (GAM, Torino, 2012-2015); Arte contemporanea: da Fluxus alla svolta postcoloniale (Carocci, Roma, in corso di pubblicazione).

  1. Venerdì 30|06|2023

Il sistema e il mercato dell’arte contemporanea

Vittorio Falletti

Quali sono i caratteri peculiari delle opere d’arte? Quali gli “ingredienti” del successo in arte? L’arte può e/o deve avere un ruolo sociale e come si pone oggi l’artista di fronte alle implicazioni etiche e politiche nelle proprie scelte estetiche? Un’opera d’arte può modificare il nostro modo di guardare o di pensare al mondo che ci circonda? Quali sono le dimensioni italiane e internazionali del mercato dell’arte? E’ redditizio l’investimento in arte? Come si spiegano le spesso enormi differenze di valore tra opere di artisti affermati? In che modo il sistema dell’arte contemporanea accoglie e trasforma le proposte artistiche più radicali? Quali logiche guidano le attività di gallerie, case d’aste, fiere e grandi esposizioni d’arte internazionali? A questi interrogativi, l’incontro cercherà di fornire risposte e spunti di riflessione, per conoscere meglio una realtà i cui meccanismi destano talvolta molte perplessità. Vittorio Falletti, docente e critico d’arte, è cultore della materia di Economia della Cultura presso il Dipartimento Cognetti de Martiis dell’università di Torino. Dopo aver conseguito il dottorato di ricerca in Business&Management indirizzo Cultura e Impresa ha svolto attività di docenza all’ Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e nell’ambito di corsi di laurea e di specializzazione pubblici e privati e master internazionali quali World Heritage and Cultural Projects for Development dell’Università degli Studi di Torino in collaborazione con Politecnico di Torino, ILO e UNESCO (Campus ONU, Torino), Contemporary Art Markets (NABA, Milano), Business Administration for Arts & Cultural Events (IED, Palazzo Franchetti, Venezia), Master dell’Impresa Culturale Sostenibile di Università di Torino e Fondazione Pistoletto (Biella), Management dei Beni Culturali del Corep-Politecnico (Torino). Tra le sue numerose pubblicazioni “I musei” , Universale Paperbacks, Il Mulino, 2018 (con M.Maggi).

  1. Venerdì 21|07|2023

Arte e sviluppo del territorio

Edoardo di Mauro

Nell’arte contemporanea, di fronte all’odierna globalizzazione anche della cultura, acquista sempre più importanza la dimensione pubblica e quindi etica dell’attività degli artisti. L’arte pubblica entra in rapporto con spazi che non sono più solo la galleria e i musei. E soprattutto, porre in primo piano il progetto di una fruizione alternativa al sistema ufficiale dell’arte, comporta la ricerca della condivisione degli interventi artistici che si intendono promuovere con gli abitanti e i loro luoghi. Le scelte progettuali devono calarsi delicatamente nella realtà urbana o in quella di un piccolo centro montano che si intende individuare come destinataria di specifiche operazioni artistiche. L’incontro vuole affrontare gli sviluppi dell’arte cosiddetta pubblica, sia nel passato che nel presente, e il suo grado di incidenza nelle politiche di rigenerazione sociale, economica e culturale, in particolare, delle aree territoriali più trascurate e periferiche del nostro Paese. Edoardo Di Mauro è nato e lavora a Torino. Critico d’arte e promotore culturale, docente di “Storia e metodologia della critica d’arte”, “Metodologie e tecniche del contemporaneo” e “Valorizzazione dei beni architettonici e paesaggistici” presso l’Accademia Albertina di Torino dove, dal novembre 2013 al febbraio 2023, è stato membro del Consiglio Accademico; dal novembre 2018 al dicembre 2019 Vicedirettore vicario; dal 21 febbraio 2020 al 21 febbraio 2023 Direttore; dal 22 febbraio 2023 Vicedirettore per le Relazioni Istituzionali, Attività Espositive, Progetti di Arte Pubblica, Orientamento Didattico. Dal 1994 al 1997 è stato condirettore artistico della Galleria d’Arte Moderna e dei Musei Civici torinesi. Attualmente è Direttore Artistico del Museo d’Arte Urbana di Torino, curatore della BAM Biennale d’Arte Moderna e Contemporanea del Piemonte, membro del Comitato Tecnico – Scientifico, per i Musei Regionali dellaLiguria, del Fortedi San Giovanni a Finale Ligure. Ha curato centinaia di mostre in spazi pubblici e privati italianied europei. Per i tipi della Prinp Editore ha pubblicato in due edizioni, 2013 e 2015, il saggio “Vocazione e progetto. Storia ed attualità della Critica d’Arte” , e, nel 2020, “Una dimensione etica. Storia e presente dell’arte pubblica” , contributi che si affiancano all’ampia pubblicistica di cataloghi da lui curati dal 1984 ad oggi.

Le visite di studio

Sabato 1|07|2023

CollezioneLa Gaia

Via Monte Gaudio, 13 – Busca (Cn)

Ritrovo a Busca, piazza Fratelli Mariano, con mezzi propri alle ore 15.0 La Collezione La Gaia nasce alla fine degli anni ’70 dalla passione per l’arte di Bruna Girodengo e Matteo Viglietta. Attualmente la collezione conta più di 2.500 opere, con un nucleo che fa riferimento all’arte dai primi del ‘900 agli anni ’50, per proseguire con un più cospicuo gruppo di lavori di arte Concettuale, Minimale (Serra, Andre, Judd, Flavin Weiner, LeWitt), Arte Povera italiana e nomi imprescindibili dell’arte contemporanea come David Hammons, Paul McCarthy, Thomas Hirschhorn, Doris Salcedo, Mike Kelley, Bill Viola, Tracy Emin e Vija Celmins. Opere raccolte senza mai privilegiare una corrente artistica, un medium espressivo o una generazione, ma seguendo soltanto il gusto e la sensibilità dei due collezionisti. Per ospitare il frutto di questo percorso appassionato, nel 2004 inaugura uno spazio espositivo immerso nel verde delle colline di Busca. Una casa dell’arte che testimonia questo viaggio straordinario, con le sue scoperte e i suoi avvistamenti, un luogo di incontro e confronto con altri amanti dell’arte contemporanea, dove ogni anno viene allestito un nuovo percorso espositivo visitabile su appuntamento.

Sabato 15/07/2023

Castello di Rivara – Museo d’Arte Contemporanea

Piazza Casimiro Sillano, 2 – Rivara (To)

Le modalità di trasporto e accesso verranno saranno oggetto di apposita comunicazione Il Castello di Rivara, sede storica del Cenacolo di pittori della Scuola di Rivara, situato a 30 chilometri da Torino nelle valli del Canavese, è un complesso costituito da due edifici: un maniero medievale e un palazzo neobarocco, meglio conosciuti come il castello superiore (o castello vecchio) e il castello inferiore (o castello nuovo), insieme a un corpo di scuderie e al parco di oltre 45.000 mq, che si estende su tutta la collina. Nel 1985, il gallerista Franz Paludetto, insieme all’artista e amico Aldo Mondino, ha trasformato il Castello in un centro d’arte contemporanea, sviluppando un programma di mostre ed eventi importanti e costituendo una ricca biblioteca di documenti d’arte e un’incredibile collezione di opere. I nomi sono quelli di Stephan Balkenhol, Bernd&Hilla Becher, Isa Genzken, Felix Gonzalez-Torres, Paul McCarty, Raymond Pettibon, Maurizio Cattelan, Dan Graham, Gordon Matta Clarck, Roman Opalka, Joseph Beuys, LaMonte Young, Candida Höfer, Pino Pascali, Giuseppe Chiari, Umberto Cavenago, Hermann Nitsch, Alighiero Boetti, Giorgio Ciam, Daniel Spoerri, Arnulf Rainer, a cui si aggiungono quelli di molti artisti torinesi di diverse generazioni, da Sergio Ragalzi e Salvatore Astore a Nicus Lucà, Maura Banfo e Paolo Grassino. Proprio nel suo Castello, Franz Paludetto si è spento il 16 maggio 2023, all’età di 84 anni. A gestire il Castello e l’attività espositiva è da molti anni il figlio Davide, in contemporanea con una galleria aperta a Torino in via Artisti 10, la Davide Paludetto Arte Contemporanea.

Info eprenotazioni:

www.montagnafutura.com | info@montagnafutura.com ! www. comune.rittana.cn.it

tel. 349 599 6077| 335 83 86 669

 

PINEROLO. MOSTRA DI SERGHEJ POTAPENKO

Pinacoteca Civica di Palazzo Vittone  Pinerolo (Torino)

11 giugno 2023 – 12 novembre 2023

La Pinacoteca Civica di Palazzo Vittone a Pinerolo (Torino) ospiterà dall’11 giugno 2023 al 12 novembre 2023 la mostra SERGHEJ POTAPENKO, promossa dal Comune di Pinerolo e organizzata da Munus Arts & Culture ed En Plein Air Arte Contemporanea, con il contributo della Fondazione Poet del Ponte.

La mostra, curata da Francesco Poli e Daniela Dello Iacovo, offre una panoramica del mondo poetico di Serghej Potapenko, ricco di simbolismi descritti in un fluente spirito fantastico, ironico e melanconico.

Di origine ucraina, Serghej Potapenko (1962 – 2003) nasce a Leningrado, ora San Pietroburgo. Dopo la partecipazione ad alcune mostre in Russia, alla fine degli anni Ottanta del Novecento si trasferisce a Torino dove emerge la sua creatività: una pittura di forte intensità, segnata da originalità e da una dimensione mistico-favolistica che desta l’interesse del mondo dell’arte contemporanea torinese, tra cui la Galleria Weber, l’Unione Culturale Franco Antonicelli e di illustri critici, come Francesco Poli.

Dal 1994 risiede per lunghi periodi a Pinerolo, nel corso dei quali intreccia una collaborazione proficua e significativa con l’Associazione En Plein Air Arte Contemporanea, durata fino al 1999. Risale a questi anni una serie di mostre collettive e personali promosse in Italia, Francia e Spagna da Elena Privitera ed Enrico Pettigiani. Il coronamento di questa collaborazione è, oggi, questa sua ampia retrospettiva ospitata presso la Pinacoteca Civica di Palazzo Vittone a Pinerolo. Un omaggio all’artista che in questa città ha sviluppato e arricchito il suo mondo poetico.

La mostra presenta oltre 70 opere provenienti da collezioni pubbliche e private, tra cui dipinti, fotografie, oggetti e materiali appartenuti all’artista, come la tavolozza e i colori che utilizzava per realizzare i suoi lavori.

Serghej Potapenko

Pinacoteca Civica di Palazzo Vittone

Piazza Vittorio Veneto 8 – Pinerolo (Torino) inaugurazione:  venerdì 9 Giugno, ore 17.00

Pinacoteca Civica di Palazzo Vittone

11 giugno 2023 – 12 novembre 2023

Orari:     da Giugno a Settembre: Domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 20.00.                                                Ottobre e Novembre: domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00

Ingresso: Intero € 10,00

 

 

FONDAZIONE AMENDOLA – MOSTRA ANTOLOGICA DELLE OPERE DI GIACINTA VILLA E LORIS DADAM

“Una storia di colori, forme e libertà”, dal 31 maggio al 30 luglio

nelle sale espositive di via Tollegno, 52 a Torino

La mostra d’arte “Una storia di colori, forme e libertà”, antologica delle opere di Giacinta Villa e Loris Dadam, uniti nella vita e nel percorso artistico, sarà ospitata nelle sale espositive della Fondazione Amendola e dell’Associazione Lucana Carlo Levi (in via Tollegno, 52 a Torino) da mercoledì 31 maggio, con inaugurazione alle ore 18, a domenica 30 luglio. Ingresso libero, catalogo in galleria.

DALLA PREFAZIONE DI DARIA DADAM

“ I miei ricordi di mamma e papà sono sempre stati fortemente legati alla loro arte, dalle immagini di mamma che dipinge acquerelli in roulotte quando eravamo in vacanza e dovevo chiedere se potessi salire il gradino per non far sbavare la linea del pennello, all’immagine indelebile di papà che disegnava faccine su qualsiasi superficie, sempre, incluso un tovagliolo, creduto di carta ma in realtà di stoffa, di uno dei ristoranti in cui si andava spesso a pranzo.

Dal famoso “gesto” della sua mano uscivano capolavori uno dietro l’altro, con la facilità con cui alla maggior parte di noi escono linee disgiunte e quadratini colorati con la biro. Il fatto è che per i miei genitori l’arte non era un’attività, ma una loro identità. Lo si sente nelle centinaia di opere che hanno lasciato, alcune di queste esposte in questa mostra.

Si tratta di alcuni dei quadri e disegni in mio possesso e non sono certamente esaustivi della loro produzione artistica. Questa è stata rappresentata più ampiamente in due mostre antologiche, entrambe curate da mio papà, con i rispettivi cataloghi a cui vi rimando per approfondimenti. Il testo del catalogo qui presente è composto per l’assoluta maggior parte dagli scritti di papà già pubblicati. Quello che mi interessa evidenziare in questa mostra è il percorso artistico di ciascuno di loro, da prima che si conoscessero ma soprattutto a dopo il famoso, per chi li conosceva, incontro nel 1974 alla Seconda Sezione Antonio Gramsci del Pci di Torino…”

 

“BARRIO SAN LEOPOLDO”L’ARCHITETTURA DI CUBA NELLA FOTOGRAFIA DI PIERO OTTAVIANO

Fino al 14 luglio 2023 – Phos Centro Fotografia Torino

Il lungomare de L’Avana, nel tratto del Malecón, rappresenta il luogo iconico per i cubani e turisti di tutto mondo che, ogni giorno, lo percorrono a bordo di auto storiche diventate patrimonio nazionale di Cuba. Phos Centro Fotografia Torino, con la collaborazione di Gruppo Building, presenta dal 29 maggio al 14 luglio “Barrio San Leopoldo”, una mostra personale di Piero Ottaviano che mette in evidenza il fascino dell’architettura caratteristica cubana.

Una raccolta di 25 fotografie panoramiche, parte di una più ampia serie di scatti, che ritrae con uno sguardo inedito uno dei quartieri simbolo della capitale caraibica, incluso il tratto di lungomare che percorre la costa nord della città, nel cuore del Barrio San Leopoldo, tra Paseo del Prado e Belascoain, mettendo in luce un’architettura in stile eclettico, che riflette la vivacità culturale della tradizione cubana. Dallo stile neoclassico al coloniale, passando dall’Art Déco fino al moresco e al barocco, l’architettura de L’Avana vanta oggi un contrasto di stili architettonici molto diversi tra loro, con edifici fortemente corrosi dall’azione salina e dalla scarsa manutenzione che ostentano una maestosa dignità.

Gli scatti, realizzati con il particolare formato di pellicola da 70 millimetri, rappresentano il punto di vista di Piero Ottaviano e il frutto del suo più ampio progetto di lavoro correlato alla fotografia di paesaggio urbano e di architettura, che testimonia anche una storia economica e sociale. Le fotografie non corrispondono a cliché turistici, ma vogliono parlare di una condizione antropica e del contesto in cui si svolge, per raccontare la vita di chi abita quel quartiere attraverso edifici “animati” ed espressivi quanto possono esserlo i volti delle persone.

“Barrio San Leopoldo” rappresenta una collezione unica, realizzata con due camere panoramiche analogiche dotate di ottiche decentrabili per la fotografia di architettura, costruite dal noto maestro Giorgio Jano e donate a Piero Ottaviano. La pellicola utilizzata è medio-formato per fotografia aerea, in bianco e nero, consente una migliore penetrazione del velo atmosferico e una maggiore incisione, e la specifica costruzione delle macchine utilizza l’obbiettivo fotografico fino al suo limite, permettendo al contempo la creazione di una particolare sagomatura. Inoltre, l’assenza del mirino conferisce un carattere particolare al rapporto fotografo-camera-soggetto, rendendo impossibile stabilire in maniera metodicamente programmata l’inquadratura, e quindi ottenendo un risultato difficilmente ripetibile.

 

CUNEO. LA BIBLIOTECA OSPITA FRANCE À L’ALBUMINE. MOSTRA FOTOGRAFICA SULLA FRANCIA DI METÀ OTTOCENTO

Un lotto di quaranta stampe vintage all’albumina sali d’argento estratto da una più ricca raccolta di fotografie realizzate tra il 1860 e il 1895 raffiguranti imponenti castelli della Loira, maestose chiese gotiche e spettacolari monumenti d’epoca romana nella Francia del XIX secolo.

Un insieme di documenti storici oggi di grande importanza ma anche una visione un po’ retrò e nostalgica di un mondo non poi così lontano ma già definitivamente storicizzato e destinato agli archivi. Una mostra fotografica dove le fotografie possiedono ancora la fisicità di un oggetto da vedere, toccare, conservare.

Immagini ottenute dalla trasformazione chimica dell’argento disciolto in un sottile strato di albumina depositato su un foglio di fine carta puro cotone, a sua volta incollato su un cartone secondario più importante, sovente riportante fregi e insegne dell’atelier del fotografo che immortalò la scena oltre agli appunti di chi allora, comprando la fotografia, si portò a casa un ricordo tangibile di quanto vide.

Immagini stupende, nonostante abbiano dai 120 ai 160 anni di vita, che propongono forme di lettura diverse in base a chi le osserva, ma comunque e sempre ricche di messaggi, informazioni, storie.

6 giugno – 1 luglio 2023

Biblioteca civica di Cuneo, salone primo piano (via Cacciatori delle Alpi 9)

Ingresso libero

La mostra è visitabile nell’orario di apertura della biblioteca

 

 

MOSTRA DI LUCA ANDREOTTI A CARESANABLOT (VERCELLI)

I dipinti del “Gran Premio del Cortile”

Opera di Luca Andreotti

Sabato 10 giugno, alle ore 17,30, sarà inaugurata presso lo spazio espositivo di Volvo Autovar – Gruppo nuovo sa.car di Caresanablot, in via Vercelli 6 (Vercelli), la mostra personale di Luca Andreotti, dal titolo “Gran Premio del Cortile”. Luca Andreotti, nato a Novara nel 1962, ha frequentato il Liceo Artistico della propria città e si è quindi si iscritto alla Accademia di Belle Arti di Brera in Milano al corso di pittura tenuto da Beppe Devalle, il primo anno, ed i seguenti con Luciano Fabro, ivi diplomandosi. Ha esposto e partecipato a numerose personali e collettive. Verso l’inizio degli anni Novanta ha vissuto in Francia, a Lille, per un breve periodo, continuando a dipingere. Attualmente vive e lavora in provincia di Novara, dove ha egualmente allestito, con successo, anche recentemente, esposizioni personali.

La mostra, che continuerà fino al 17 giugno, è curata dalla giovane critica Beatrice Pasquali, che ha anche curato il catalogo che accompagna la mostra.

Volvo Autovar ha ritenuto di ospitare, molto opportunamente, presso la sua sede una mostra del pittore Andreotti, che, in relazione ai soggetti proposti, si inserisce certo armonicamente negli spazi in cui si svolge l’attività della concessionaria.

La mostra conferma la “validità” della produzione dell’artista, ormai da tempo caratterizzata da un personale e avvincente stile figurativo e da una sapiente tecnica pittorica. La rassegna di Caresanablot presenta una serie di dipinti realizzati nel 2022 e 2023 sul tema delle macchine a pedali per bambini (nella foto “Vecchia macchinina arrugginita di Hollywood”, 2022). Come ci ricorda Beatrice Pasquali nella sua presentazione in catalogo, la serie andreottiana opera in direzione di una gestaltica ripetitività cromatica, ma con dissonanze nella scelta dei soggetti, che appartengono sì all’idea di auto giocattolo, ma sottolineano contemporaneamente l’unicità di ognuna. Le opere certamente rivelano, come scrive la stessa Pasquali, l’indole fanciullesca dell’artista e possono essere lette anche come evocazioni dei sogni infantili dei bambini, i quali attraverso le automobiline iniziavano a costruire un proprio ideale futuro.

Il pittore sceglie certamente i suoi soggetti nelle serie di immagini che arrivano alla sua attenzione, siano essi online, riviste o cartelloni pubblicitari.

Protagonista della mostra e della più recente produzione di Andreotti è quindi la macchinina, che è la semplificazione meccanica della più complessa automobile, di cui peraltro mantiene, anche se in scala, le proporzioni, i colori e la funzione essenziale di spostamento. I dipinti delle sue macchinine, oltre ad essere apprezzati per il loro evidente valore artistico, possono essere guardati e ammirati con nostalgia dalle generazioni che, con quelle macchinine, hanno giocato negli anni della loro infanzia. Anche il sottoscritto ricorda, con grande piacere e una certa commozione, le sue “corse” con una macchinina a pedali al parco dei bambini di Novara di quell’epoca, un’epoca che ci appare così lontana, anche se in realtà parliamo, almeno per quanto mi riguarda, solo dei primi decenni della seconda metà del secolo scorso…

Già i Futuristi individuavano nella macchina il simbolo del progresso, della forza e della creatività dell’Uomo, caratteristiche che sono alla base dell’estetica del Novecento ed è certamente appropriato che il catalogo alla mostra si apra proprio con una citazione dal “Manifesto del Futurismo” di Filippo Tommaso Marinetti del 1909: “Un’automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia”. La macchinina è poi certamente un trampolino di lancio per la fantasia; in alcuni dei titoli risulta evidente la volontà dell’artista di dare vita ai sogni, come in “Vortice di gioventù”” e “Lo voleva anche papà”.

Nella produzione di Andreotti sono evidenti i riferimenti al Dadaismo e alla Pop Art, ma il suo stile, come ho già ricordato, è assolutamente personale e la ripetitività dei suoi soggetti è solo apparente, perché non è sempre la stessa macchina ad essere riprodotta.

La serie delle sue macchinine non è quindi trattata come una ripetizione, “ma come –scrive correttamente Pasquali- processo di analisi del concetto unico di macchinina attraverso soggetti che appartengono a decenni differenti”.

Anche per questo motivo opere diverse attivano percezioni e provocano emozioni differenti nei vari spettatori. Visitando la mostra, ciascuno di noi troverà la macchinina che, attraverso il ricordo, “parla” alla propria sensibilità, con emozioni certamente diverse, ma sempre profonde in ognuno.

Enzo De Paoli

 

 

MOMBERCELLI. ANDREA ZANCHI “AL DI LA’ DELLA FORMA”

Mostra personale di Andrea Zanchi “AL DI LA’ DELLA FORMA” sabato 10 giugno 2023 alle ore 17.

Musarmo, via Brofferio 24 (presso caserma Carabinieri), Mombercelli.

La mostra sarà visitabile fino al 2 luglio.

Ingresso libero

 

 

 

 

 

 

PARCO ARTE VIVENTE. ANDARE CON LE RADICI. WURMKOS. IL PARLAMENTO DELLE COSE

Wurmkos, Andare con le radici (Going with the roots), 2023, tecnica mista su carta

Chiara Antonelli, Davide Barberi, Alessandro Cavallini,

Traian Cherecheș, Chiara Scodeller

a cura di Marco Scotini

opening venerdì 9 giugno, ore 18

10 giugno – 22 ottobre 2023

Una programmazione a cura di Marco Scotini che mette in relazione la produzione dello storico collettivo milanese con una generazione di giovani artisti formatisi presso il Biennio Specialistico in Arti Visive e Studi Curatoriali e il Master Accademico in Art and Ecology del campus di Milano di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti.

 

L’OPERA “TRE PESCI” DI NINO VENTURA ENTRA NELLA COLLEZIONE DEL MUSEO DEL PARCO DI PORTOFINO

L’opera Tre Pesci dell’artista Nino Ventura entra a far parte della Collezione permanente del Museo del Parco di Portofino, Centro Internazionale di Scultura all’aperto

Grazie al Patrocinio del Comune di Portofino, a partire dal primo giugno 2023 la scultura sarà esposta nel Porticciolo del Borgo per alcune settimane, prima di essere collocata all’interno del Museo

 

 

 

 

 

 

TORRE PELLICE. MOSTRA BI-PERSONALE TRA SCULTURA E FOTOGRAFIA “INTER ACTION”

spazio culturale Open ADA di Torre Pellice (TO) da sabato 10 giugno 2023 a domenica 6 agosto 2023.

L’esposizione comprende il nucleo di opere bi e tridimensionali TORNARE A SCOLPIRE IL MARE di Enzo Sciavolino e la rassegna fotografica LO SGUARDO DI ELSA di Elsa Mezzano. Testi critici in sede e su piattaforma ISSUU. Un estratto delle due diassertazioni è presente al fondo di questa comunicazione. Il progetto della mostra e la sua presentazione critica è a cura di Monica Mantelli. La supervisione alla fotografia è di Antonio Attini. “InterAction” è un grande incontro tra due Artisti che sono insieme nella vita privata e professionale da quasi sessant’anni, influenzando reciprocamente il loro linguaggio espressivo. Lo storicizzato scultore siciliano e la nota fotografa piemontese espongono nello stesso spazio per la prima volta, in un connubio espositivo che racconta la loro produzione artistica e la loro reciproca ispirazione creativa.

Presso Open ADA di via Repubblica 6 a Torre Pellice, convivono al piano superiore ben ventiquattro fotografie b/n di Mezzano,  su carta pregiata e sviluppate dall’Autrice in camera oscura (formato 60 × 80) oltre a una grande immagine su tela, precedentemente esposta alla Biennale di Venezia nel ’78. Al piano terra invece campeggiano una ventina di opere di Sciavolino, tra arazzi stampati su tela, grandi medaglioni pendenti in plexiglass, mobili-scultura in legno, oltre a busti, testine e una incisione.

Inaugurazione, alla presenza dei due Artisti, sabato 10 giugno ore 15 – 18.

Giorni e orari di apertura della mostra: nei fine settimana – i pomeriggi di sabato e domenica ore 15 – 18. Il venerdì su appuntamento (tel. 3479756902).

 

DRONERO. AL MUSEO MALLE’ ACQUEFORTI DI XAVIER DE MAISTRE

Al Museo Mallé si è inaugurata sabato 3 giugno la mostra Il salto dell’acciuga e altre storie. Acqueforti di Xavier de Maistre a cura di Ivana Mulatero. Xavier de Maistre vive e lavora in una grande casa del ‘700, a Borgo Cornalese di Villastellone, vicino a Torino, un lembo recintato di storia e natura che racchiude la magione di famiglia dove si depositano le tracce degli avi illustri. Da Xavier de Maistre celebre autore del Voyage autour de ma chambre (1794) e anche pittore e fine acquarellista, al fratello di questi, Joseph, scrittore savoiardo e ambasciatore del Re di Sardegna.

Allievo di Mario Calandri all’Accademia Albertina, ha sempre prediletto la tecnica dell’incisione calcografica che ha scelto per rappresentare il mondo che lo circonda da vicino e il ricordo lontano, ancestrale, di ciò che sicuramente quel mondo era tanti, tanti anni fa. Una conoscenza che sa evadere i tecnicismi di maniera e si accompagna ad “un uso di mondo” che gli deriva non solo dal lignaggio ma dall’attività di pubblicitario per la Fiat e di fotografo e organizzatore di viaggi avventurosi in diverse parti del pianeta (negli anni settanta del ‘900), tra cui il luogo dei sogni d’infanzia, l’impenetrabile Amazzonia della tribù Yanomami. L’incontro con l’uomo nella vera essenza antropologica d’istinto e sapienza cambia il suo destino che lo porta a sentire il richiamo di casa, di queste case, questi boschi e degli esseri che li abitano, che sono valori in pericolo. Xavier de Maistre, a modo suo, ne diventa il conservatore affascinato ma inquieto.

 Il Progetto Espositivo

La mostra nasce con la volontà di valorizzare il percorso espressivo realizzato da Xavier de Maistre nel corso dell’intera sua carriera, dalle incisioni ad acquaforte alle illustrazioni per i volumi degli scrittori, dagli strumenti del calcografo contestualizzati nell’atelier dell’incisore a un video documentario in cui è protagonista l’artista in veste di maestro che illustra la tecnica dell’incisione per ottenere una stampa d’arte.

La mostra presenta quasi un’ottantina di opere attraverso un percorso che si sviluppa in quattro sale e che ripercorre i tre principali cicli tematici: le dimore storiche, gli alberi e gli animali.

Accanto alla mostra, si presenta la cartella di grafica d’autore Figure d’acciughe 2023. L’acciuga quasi al verde, acquaforte e acquatinta di Xavier de Maistre, che fa parte della rassegna nata nel 2017 con l’intento di valorizzare il linguaggio della calcografia e dell’incisione contemporanea in coerenza con le sezioni di disegno e stampe del Museo Mallé e in dialogo creativo con le tradizioni del territorio e con la Fiera degli Acciugai della Valle Maira 2023.

Nella storia della rassegna si annoverano le cartelle di grafica d’autore espressamente ideate per l’occasione e incise da Mario Gosso (2017), Guido Navaretti (2018), Elena Monaco (2019), Gianfranco Schialvino (2022) Gianni Verna (2022) e da Xavier de Maistre (2023). Di ognuna, in tiratura limitata e stampata a mano con torchio a stella, il Museo Mallé conserva gli esemplari che vanno a incrementare il patrimonio d’arte della comunità.

 

ZANCHI A MOMBERCELLI. SI VA AL DI LÀ DELLA FORMA

Al MUSarMo di Mombercelli inaugura sabato 10 giugno Al di là della forma, personale pittorica di Andrea Zanchi, grande interprete di materico e astrazione

Andrea Zanchi nasce a Torino nel 1961. Già da ragazzo la sua strada è segnata, passando dalla scuola agraria all’artistico con una straordinaria passione per tutte le forme d’arte. Studia poi cesello e sbalzo a Roma, restauro di terre cotte e di affreschi. Si interessa all’acquarello e all’art therapy. Da restauratore collabora con la Sovrintendenza delle Belle Arti di Torino e del Piemonte con importanti interventi, da Villa della Regina alla Reggia di Venaria Reale. Premiato dall’Ordine degli Architetti del Piemonte per i suoi nuovi effetti decorativi.

Esperienze confluite più recentemente in una profonda introspezione e forte necessità di fermare, quasi scaricare, emozioni, mistica e personalità su tela. I suoi quadri sono polimaterici, carichi di leggerezza, astrazione, figurazione e simbologia, di spunti naturali, di “oltre”.

Oltre, ripreso nel titolo della sua personale, ospitata dal 10 giugno al 2 luglio, al MUSarMO, Museo d’Arte Moderna di Mombercelli: Al di là della forma. Esposizione che si sviluppa ad occupare l’intero piano terra dell’ex carcere mandamentale, oggi gioiello museale, sia per il numero di opere, ventisette, che per la loro importante dimensione.

Luogo, non certo usuale, scelto dall’artista su suggerimento di un’amica torinese di lunga data, residente nei dintorni, e per la bella presenza di opere dell’amico Paolo Spinoglio, maestro prematuramente scomparso che aveva scelto l’Astigiano per creare e per vivere.

La personale di Zanchi inaugura alle 17 di sabato prossimo e sarà poi visitabile nei pomeriggi del sabato e della domenica o su appuntamento chiamando lo 0141 959610 o il 338 4246055.

 

PINEROLO. TORNA LA NOTTE DELLE MUSE 2023

Sabato 10 e domenica 11 giugno i musei di Pinerolo (TO) omaggiano Maria Callas

Torna la Notte delle Muse: il 10 e 11 giugno i musei di Pinerolo (TO), visitabili gratuitamente, proporranno una serie di performance in omaggio a Maria Callas nel centenario della sua nascita. Da non perdere: retrospettiva dedicata all’artista russo ucraino Serghej Potapenko e anteprima di Scultura Diffusa, Biennale della Città di Pinerolo.

 

ACCESSO LIBERO E GRATUITO NEI MUSEI DI PINEROLO

Pinacoteca Civica di Palazzo Vittone, Museo Civico di Arte Preistorica,

Museo Civico Etnografico del Pinerolese, Museo Civico di Scienze Naturali “Mario Strani”,

Casa del Senato, Museo Storico dell’Arma di Cavalleria,

Museo Diocesi di Pinerolo, Museo Storico del Mutuo Soccorso, Sala concerti “Italo Tajo”

 

Torna a Pinerolo (TO) sabato 10 e domenica 11 giugno La Notte delle Muse, manifestazione che giunge nel 2023 alla sua settima edizione proponendo l’apertura straordinaria notturna dell’intera rete museale cittadina. In occasione del centenario della nascita di Maria Callas, la programmazione dell’edizione 2023 de La Notte delle Muse sarà dedicata alla figura intramontabile della Divina, tracciando un percorso dal grande impatto scenico ed emozionale che ripercorrerà quel magico, e al tempo stesso tragico, intreccio tra la vita della Callas e le protagoniste femminili che interpretò magistralmente nel corso della sua carriera artistica. La sua voce sarà quindi il filo conduttore che accompagnerà il visitatore nel corso dell’evento.

 

Con La Notte delle Muse sin dal 2017 la Città di Pinerolo punta a valorizzare e far (ri)scoprire alla comunità il patrimonio di storie, arte, conoscenze che conservano le collezioni cittadine nella cornice eccezionale dell’apertura serale. Alcune “opere viventi” saranno integrate nei tradizionali percorsi di visita che diverranno palcoscenico per tutte le arti che caratterizzano l’opera, come il teatro, il canto, la danza, la recitazione, l’arte sartoriale e la scenografia. Sabato 10 giugno dalle 21.00 alle 24.00 e domenica 11 giugno dalle 16.00 alle 19.00 le performance animeranno la Pinacoteca Civica di Palazzo Vittone, Museo Civico di Arte Preistorica, Museo Civico Etnografico del Pinerolese, Museo Civico di Scienze Naturali “Mario Strani”, Casa del Senato, Museo Storico dell’Arma di Cavalleria, Museo Diocesi di Pinerolo, Museo Storico del Mutuo Soccorso e la sala concerti “Italo Tajo”.

L’evento sarà introdotto da un ospite di eccezione: Athos Tromboni, critico musicale profondo conoscitore del più apprezzato soprano del Novecento, che terrà una conferenza presso il Circolo Sociale alle ore 18.00 di sabato 10 giugno dal titolo “Maria Callas, da Casta Diva a Diva. I significati di un centenario” conducendo il pubblico alla scoperta della figura innovatrice della Callas e l’apporto rivoluzionario del suo stile e della sua personalità artistica.

La Pinacoteca Civica di Palazzo Vittone proporrà la nuova mostra temporanea dedicata all’artista russo Sergej Potapenko prevista dal 9 giugno 2023 al 12 novembre 2023. Promossa dal Comune di Pinerolo e organizzata da En Plein Air Arte Contemporanea, con il contributo della Fondazione Poet del Ponte, la mostra presenterà oltre 70 opere provenienti da collezioni pubbliche e private, tra cui dipinti, fotografie, oggetti e materiali appartenuti all’artista, come la tavolozza e i colori che utilizzava per realizzare i suoi lavori. La Notte delle Muse offrirà anche l’anteprima di Scultura Diffusa – Biennale Città di Pinerolo che si terrà dal 7 settembre 2023 al 7 gennaio 2024 e vedrà protagoniste le opere dell’artista torinese Paolo Grassino (1967) con un nuovo percorso espositivo in città, che vede la curatela di Franco Fanelli e la collaborazione dell’Associazione Galleria Losano Arte e Cultura. In occasione della Notte delle Muse sarà installata l’opera Zero presso la terrazza del Circolo Sociale, come primo annuncio ufficiale e preview della manifestazione.

La Notte delle Muse è realizzata con il contributo della Regione Piemonte nell’ambito del progetto “Pinerolo: percorsi ed esperienze d’arte in città. Itinerari artistici e visite esperienziali alla riscoperta di luoghi e musei cittadini.

 

 PROGRAMMA DEGLI EVENTI | NOTTE DELLE MUSE | Pinerolo (TO)

Sabato 10 giugno (ore 21.00/24.00) e domenica 11 giugno (ore 16.00/19.00)

Circolo sociale, via Duomo 1, Pinerolo (TO) |  Sabato 10 giugno, ore 18.00

Conferenza “Maria Callas, da Casta Diva a Diva. I significati di un centenario”

Il critico musicale Athos Tromboni ci porterà alla scoperta della figura innovatrice del soprano e l’apporto rivoluzionario del suo stile e della sua personalità artistica, tanto da poter introdurre una nuova datazione nel mondo del teatro dell’opera: prima della Callas e dopo la Callas.

Palazzo Vittone, Piazza Vittorio Veneto 8, Pinerolo (TO)

Per tutta la serata di sabato sulla facciata di Palazzo Vittone verrà proiettata l’esibizione di Maria Callas della celebre aria “Casta Diva” dall’opera Norma di Bellini.

La proiezione sarà trasferita nell’atrio del palazzo per l’evento pomeridiano della domenica.

Museo Civico di Arte Preistorica, Palazzo Vittone, Piazza Vittorio Veneto 8, Pinerolo (TO)

Proiezione di un estratto delle coinvolgenti performance di Jacob Collier per esaltare lo strumento più affascinante che esista: la voce umana. E sarà proprio la voce, quella unica e inconfondibile di Maria Callas, ad accompagnarci lungo il prosieguo della visita. Sabato sera, dalle 21.00 alle 22.30 le classi di canto e violino dell’Istituto Civico Musicale Corelli si esibiranno con diversi momenti di improvvisazione musicale.

Museo Civico Etnografico del Pinerolese, Palazzo Vittone, Piazza Vittorio Veneto 8, Pinerolo (TO)

Uno dei brani più coinvolgenti del repertorio della Callas “Ebben? ne andrò lontana” dall’opera Wally di Alfredo Catalani. Un’attrice impersonerà la protagonista dell’opera indossando un abito che evochi la neve con uno strascico della lunghezza di due metri.

Casa del Senato, via Principi d’Acaja, Pinerolo (TO)

Presso la Casa del Senato, luogo di conservazione dei reperti della Necropoli della Doma Rossa, un’attrice reciterà un estratto del film Medea di cui Maria Callas fu protagonista.

Museo Storico dell’Arma di Cavalleria, viale Giolitti 5, Pinerolo (TO)

La sala Coppe e Trofei del museo storico dell’Arma di Cavalleria verrà allestita ricordando un episodio della vita della Callas.

Sala Italo Tajo, Ex Chiesa di San Giuseppe, Via San Giuseppe, Pinerolo (TO)

L’ex Chiesa di San Giuseppe ospiterà l’esibizione di un attore che impersonerà il cantante lirico Italo Tajo. Il breve monologo dell’attore sarà incentrato sulla carriera artistica del basso pinerolese e sulla sua collaborazione con Maria Callas.

Museo Storico del Mutuo Soccorso, Via Silvio Pellico 19, Pinerolo (TO)

L’ambientazione ottocentesca del Museo Storico del Mutuo Soccorso, e l’enfasi posta al ruolo delle donne all’interno della Società, si presta per fare da cornice a una delle opere più rappresentate nella storia dell’opera lirica: La Traviata (1853) di Giuseppe Verdi.

Museo Civico Didattico di Scienze naturali “Mario Strani”, Viale Rimembranza, 61/63, Pinerolo (TO)

Una ballerina danzerà su un’aria la cui interpretazione callassiana non ha eguali: “Un bel dì vedremo” tratta dalla Madama Butterfly di Giacomo Puccini.

Museo Diocesi di Pinerolo, via del Pino 49, Pinerolo (TO)

Uno spettacolo di danza sulle note della “Vergine degli Angeli” dalla Forza del Destino di Giuseppe Verdi, interpretata da Maria Callas.