“Radio Centotorri, c’ero anch’io…”: ricordi e pensieri in libertà. Ecco le vostre risposte
Uno spazio-revival per i ricordi e le emozioni di chi, in quei giorni, ascoltava la radio di Chieri e spesso partecipava direttamente ai programmi. Come un social di 50 anni fa… Le prime risposte di chi c’era: i ‘Birichin” di Brunetti, il rally, il rock festival, i quiz…
Nel 1976 nasce a Chieri Radio Centotorri, una delle prime radio libere in Italia. Dagli studi di piazzetta San Giorgio un folto gruppo di ragazzi (e non solo) trasmette musica (con le mitiche ‘dediche’), notizie locali, quiz a cui si partecipa telefonando (quando si riesce a prendere la linea…), dibattiti, interviste a personaggi rappresentativi del territorio e tanto altro.
Questo spazio-rubrica raccoglie l’atmosfera di quei giorni: gli ascolatori di allora ci scrivono i loro ricordi, le emozioni di allora.
L’UniTre di Chieri, che ha sposato il nostro progetto, ci sta dando una mano a realizzarlo.
Alla fine, non mancherà qualche sorpresa… Continuate a scriverci!
I vostri pensieri a
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o su whatsapp al 375-5402024.
“L’esperienza maturata in “Radio Cento Torri” è stata unica e grandiosa”
E quello che più mi è rimasto impresso ripensandoci a distanza di decenni assume caratteristiche ancora più importanti.
Don Lorenzo Burzio aveva una visione “d’avanguardia” a quei tempi per un Sacerdote. Ha saputo capire le necessità dei giovani e con la voglia di fare qualcosa di concreto che potesse essere utile e attraente per loro è riuscito a cogliere l’opportunità delle piccole “radio libere” che hanno iniziato a trasmettere attorno al 1975 per realizzare la sua idea di creare soprattutto un fulcro di aggregazione giovanile. E ci è riuscito perfettamente: decine e decine di ragazzi e ragazze si sono incontrate proprio in quei locali, alcuni sono solo transitati, altri hanno “vissuto” per diversi anni esperienze anche significative di formazione e di maturazione, impegnandosi nella gestione e conduzione dell’emittente, ma soprattutto… sono nate tantissime nuove amicizie.
Lorenza Piretta
“50 anni di Radio Centotorri. Prima da ascoltatrice, poi…”

Marina Viola
Nel 1976 Eugenio Finardi cantava La radio, “quella libera veramente, che piace anche di più perché libera la mente”.
I “giovani” della mia età se le ricordano bene le prime radio libere, e i chieresi in particolare ne avevano una che trasmetteva dalla Piazzetta di San Giorgio, Radio 100 torri.
Sono passati 50 anni da allora e, mentre i colti fra noi ricordano di quell’anno la fondazione del quotidiano La Repubblica, io povera tapina che non son più quel che ricordo, penso alla prima volta che, premendo il tasto del mio apparecchio, passai dalle onde medie alla modulazione di frequenza e ascoltai … le voci.
Voci scorrevoli, incantatrici, seducenti, ritmate, a volte opache o velate ma sempre in movimento. Voci dei giornalisti di cronaca o sportivi e dei loro intervistati. Voci dei dj che imitavano cadenze straniere come i brani del momento o tipicamente piemontesi alle quali mancavano unicamente i suffissi neh.
Ascoltavo e immaginavo i volti nascosti al di là fra microfoni, cuffie, spinotti, piatti, registratori e mixer, non conoscendo minimamente l’uso o l’abuso che ne avrei fatto anch’io due anni dopo.
Certo fu esaltante vivere la Radio a ruoli invertiti, da protagonista e non più da ascoltatrice! Ma restava l’emozione, quella sì, ogni volta che entravano negli studi personaggi importanti del panorama socio-politico chierese intervistati da Sisto o Gianni, ogni volta che preparavo con Miranda, mia ex prof, il programma del mercoledì o con i Birichin la messa in onda della domenica. C’era Franca, la moglie del pittore, pure lei di elevata cultura artistica; c’erano Silvana e Rosanna, dalle quali imparai a gestire flash e commenti agli articoli dei quotidiani, poi Raffaella che sapeva tanto di musica classica e tutto dei Savoia e dei reali in genere.
E ancora Beppe, esperto di musica e motori, conosciuto durante la diretta del 9° Rallyteam 971, al quale ho dedicato la vita e con il quale ho trascorso i momenti più belli in radio fra una dedica e un quiz a premi.
Poi c’erano colleghe e colleghi dj, esperti musicali irraggiungibili ciascuno nel proprio genere, che mi scuseranno se qui non possono essere nominati; alcuni ci hanno lasciato troppo presto ma la loro voce, quella no, la sento ancora come fosse ieri annunciare il prossimo brano o il notiziario fatto di musica anziché di parole. Perchè in fondo, tutti noi radiocentoturriti, siamo dentro le storie di coloro che abbiamo amato.
Marina Viola
I Birichin” di Radio Centotorri come li ricordava Armando (Bruno) Brunetti
Quelle mattine negli anni Novanta, a Chieri in via Demaria, noi volontari dell’Associazione Avezzana le trascorrevamo a svolgere i nostri compiti: chi a fare ricerche nella vasta biblioteca, chi a occuparsi di attività legate al museo del tessile, chi a occuparsi delle future pubblicazioni, chi ancora a gestire attività di segreteria e informatiche, sotto la regia attenta di Armando Brunetti, che però lasciava ampio spazio alle capacità e iniziative individuali. Nell’ultima parte della mattinata, dopo le undici, vi era però la consuetudine di raccoglierci poco alla volta alla fine delle nostre attività attorno al grande tavolo del salone centrale al primo piano. Talvolta arrivavano anche amici che passavano a salutare e si fermavano anche loro al nostro tavolo. Tutti insieme ci scambiavamo opinioni su fatti vecchi e nuovi e sovente era lo stesso Brunetti a rievocare avvenimenti chieresi del passato più o meno lontano che lo avevano visto coinvolto. Ecco cosa ci raccontò una di quelle mattine a proposito della trasmissione radiofonica dei Birichin.
Bruno Bonino
Quello dei “Birichin” era un gruppo di giovani e validi conduttori di un programma di Radio Centotorri dal titolo “A l’ombra d’ l’Arc” che andò in onda per lungo tempo, a partire dagli esordi dell’emittente nella primavera del 1976, ogni domenica alle 12.30 e ogni giovedì alle 19. Era una trasmissione in dialetto piemontese che ebbe sin dall’inizio un alto indice di ascolto e gradimento. Il gruppo dei “birichin” era composto da Diego Badoglio, Dino Cavaglià, Marisa Lasagna, Maria Stacchino e Domenico Novarino. Brunetti ne era stato l’ideatore e promotore e per il progetto aveva avuto il pieno appoggio di Don Burzio. Per la preparazione dei testi e per la parte tecnico-organizzativa erano impegnati diversi altri collaboratori della radio. Il programma veniva registrato a casa dello stesso Brunetti con uno studio improvvisato, ma con i tecnici sempre attenti alla qualità del sonoro. Era tutto rigorosamente in piemontese e si parlava con spirito tra il serio e l’umoristico di ciò che accadeva in città; si passava poi alle lettere degli ascoltatori che denunciavano marciapiedi rotti, pidocchi nelle scuole e altri malfunzionamenti nella vita di tutti i giorni. Negli intermezzi erano presentate delle canzoni piemontesi, sia quelle note che le ultime novità; erano anche recitate delle scenette comiche. In occasione dei festeggiamenti di San Martino nel novembre 1976 al Teatro Duomo venne presentato da Radio Centotorri lo spettacolo “Birichinissimo” con la riproposta da parte dei “birichin” dei loro pezzi migliori già trasmessi alla radio e la partecipazione di noti esponenti dello spettacolo e della cultura dialettale piemontese quali: Beppe d’Muncalè, cantautore e cabarettista, Dumini Badalin, poeta e Franco Roberto con altri attori e musicisti. Lo spettacolo fece registrare il tutto esaurito e per il grande successo ottenuto venne riproposto negli anni successivi.
Nella foto: una immagine del gruppo dei Birichin: da sinistra Domenico Novarino, Marina Lasagna, Diego Badoglio, Maria Stacchino, Dino Cavaglià
“La vigilia di Natale, giocando alla Radio, ho vinto un portafoglio”
Il mio primo ricordo di giovanissima ascoltatrice di Radio Centotorri risale alla notte di Natale del 1979. C’era un quiz in diretta, non era difficile ma il problema era prendere la linea, perché quel telefono era sempre occupato… Alla fine ci sono riuscita e ho azzeccato la risposta. Il premio? Lo ricordo benissimo, un portafoglio con marchio Yvette, uno degli sponsor del gioco. Non vi dico la soddisfazione. Per anni ho continuato a giocare alla radio, il sabato e la domenica mattina. Ma non ho più vinto… (Nella foto, due storici d.j: Sergio Appendino e Fabio Martano)
Luisa
Alla radio per il rally
Ero un appassionato di rally (lo sono ancora…), a Chieri da qualche anno partiva e arrivava il Rally Team 971 e Radio Centotorri lo trasmetteva in diretta tutta la notte. Così, con gli amici e una radio a transistor, andavamo nel cuore della notte sulla Panoramica, la mitica ‘Panu’, dove si disputava la prova speciale più bella. Emozioni dal vivo e sulla modulazione di frequenza, perché dallo studio centrale la radio trasmetteva i risultati di ogni prova speciale in diretta. A distanza di tanti anni, un grazie alla Radio è il minimo. Buon compleanno, 100torri!
Franco
Quel ‘rock festival’ del 1983, un sogno…

1983, la folla che riempie lo Studio 5 per Rock Festival
Sì, c’ero anch’io tra gli ascoltatori di Radio Centotorri chel 1983 seguivano (alla radio e al mitico studio 5) il Rock Festival che la radio di Chieri organizzava per la seconda volta. Ricordo una sala piena e tifo da stadio (votava il pubblico, ho votato anch’io) e poi ricordo, alla radio, le registrazioni di quelle serate. Un sogno da…ragazzo degli anni ‘80
Luigi
Da piazzetta San Giorgio “Duij amis d’Cher, faita da duij propi d’Cher”.
Buongiorno a tutti,
sono Giuseppe Vergnano, meglio noto come “PIP”. Ho avuto l’avventura di trasmettere per un po’ di tempo, negli anni ’70, da Radio
Centotorri, sita allora nella piazza del sagrato di San Giorgio. Con il compianto e grande amico Sisto Capra, conducevamo una trasmissione in dialetto
chierese. Si chiamava “Duij amis d’Cher, faita da duij propi d’Cher”.
Nel tempo, oltre che chiacchierare e trasmettere canzoni in dialetto, passammo anche ad intervistare alcuni sportivi, rigorosamente chieresi.
Ricordo che intervistammo, in diretta ed ESCLUSIVAMENTE in dialetto, Erardo Calligaris (motocrossista a livello nazionale) e Renza Gilli (pallavolista della Fulgor).
Come tutte le belle storie, l’avventura andò nel tempo esaurendosi per poi spegnersi.
Giuseppe Vergnano (Pip)
ADESSO…TOCCA A VOI !
