Casale Monferrato. Giovedì 15 gennaio presentazione libro Sebastiano Vassalli al castello del Monferrato

Sebastiano Vassalli: l’autore della Chimera 10 anni dopo. Giovedì 15 gennaio incontro al castello del Monferrato di Casale

Giovedì 15 gennaio alle ore 18 al Castello del Monferrato di Casale Monferrato presentazione del volume Raccontare l’Italia. I libri di una vita di Sebastiano Vassalli di Roberto Cicala (Il Mulino) in dialogo con Giovanni Tesio nel salone della mostra di Sergio Floriani “Le geografie dell’io”, dove l’autore della Chimera è scomparso nel 2015. Sarà proiettata un’intervista video.

Il grande scrittore era sposato con l’insegnante casalese Paola Todeschino e aveva spesso scritto del nostro territorio, per esempio in Il mio Piemonte: «Il mondo del Monferrato ha un respiro suo proprio, che non è lo stesso respiro della pianura… Casale è il luogo dove le due realtà, colline e pianura, si incontrano e si confrontano da sempre: è la nostra piccola Costantinopoli padana…»

Inoltre nel romanzo Stella avvelenata del 2003, con un classico espediente narrativo, aveva finto il ritrovamento di un antico manoscritto in cui è narrata la storia di Leonardo Sacco, un giovane chierico che, nel 1441, da Casale Monferrato, parte in peregrinatio academica alla volta di Parigi, dove avrebbe voluto frequentare l’Università. Il viaggio, però, si rivela molto pericoloso: le strade, infatti, erano insicure e piene di briganti. Proprio in seguito all’incontro con un ladro che lo deruberà di ogni suo avere, il chierico Leonardo si unisce alla setta di eretici del “Libero Spirito”, che hanno un segreto utopico: attraversare l’Oceano per giungere dall’altra parte del mondo, nella mitica Atlantide, dove poter vivere liberi e felici e non perseguitati dall’Inquisizione. Ma non esiste una stella che non sia in qualche modo avvelenata…

«Ho raccontato l’Italia» ha scritto nella pagina finale del suo ultimo romanzo Sebastiano Vassalli, scomparso nel 2015 dopo cinquant’anni di libri da «viaggiatore nel tempo» e di articoli giornalistici da «bastian contrario». Dopo l’infanzia di «figlio della guerra» abbandonato dai genitori, la sua carriera è iniziata con le proteste linguistiche della neoavanguardia nel Gruppo 63 e proseguita dedicandosi al romanzo di taglio storico. Con la sua investigazione letteraria delle radici e dei segni di un passato che illumini l’inquietudine del presente ha cercato di ricostruire il «carattere nazionale degli italiani». È approdato al Seicento con La chimera, successo editoriale del 1990, poi al Settecento napoleonico con Marco e Mattio, quindi all’Ottocento e agli inizi del Novecento con La notte della cometa sul poeta Dino Campana, Il cigno alle origini della mafia e Cuore di pietra dentro l’epopea dell’unità d’Italia, per tornare indietro fino all’età di Virgilio con Un infinito numero, senza tralasciare l’attualità con interventi militanti su quotidiani. Tra gli ultimi libri ci sono Le due chiese, ambientato in Valsesia e Terre selvagge nel Vercellese ai tempi dei Romani. Vassalli ha raccontato storie ambientate nella storia ma non ha mai tralasciato l’attualità con interventi militanti su quotidiani come “Repubblica” e “Corriere della Sera”. Nella nuova guida alla sua opera dal titolo Raccontare l’Italia. I libri di una vita di Sebastiano Vassalli si trovano inediti, antologia della critica e la prima bibliografia completa, ma soprattutto emerge l’idea di Vassalli che la letteratura sia «vita che rimane impigliata in una trama di parole».