Novara. Festeggiati i centenari
Novara festeggia i suoi centenari
A chiudere l’anno dei decani novaresi si è aggiudicata il primato Maria Varese, nata il 31dicembre 1925 a Langosco Lomellina. La signora Varese, dopo aver frequentato la scuola fino alla quinta elementare, ha lavorato per molti anni come contadina, coltivando le terre di famiglia insieme ai fratelli maggiori. Mariuccia ha sempre nutrito un grande amore per la lettura e, grazie a questa passione coltivata per tutta la vita, è una donna di notevole cultura e intelligenza. Nel 1950 si sposa con Ettore Berzero e insieme si trasferiscono a Novara, al quartiere della Bicocca. Nel 1951 nasce la figlia Maria Rosa che sposerà Roberto Belmi; dalla loro unione nascerà nel 1981 Manuela, oggi residente a Londra, mamma di una bambina di cinque anni, pronipote della signora Mariuccia.
Tra le sue passioni l’orto e la cucina, ma soprattutto le storiche tombolate, organizzate ogni settimana nella sua casa, che hanno visto per anni riunirsi decine di vicine e amiche. Donna spiritosa e profondamente grata per la lunga vita che ha vissuto.
Teodoro Torgano, per tutti da sempre Dorino, compie 100 anni ed è il primo decano del nuovo anno. Nato il 2 gennaio 1926 a Novara, nel quartiere del Torrion Quartara, Dorino attraversa un secolo di storia con la discrezione di chi ha vissuto molto e la lucidità di chi non ha mai smesso di osservare il mondo. Figlio di un fondatore della ditta Dell’Era e di una madre che gestiva il circolo del Torrion Quartara, cresce in una famiglia abituata al lavoro e al contatto quotidiano con le persone. Nel 1931 i genitori prendono in gestione una trattoria in via Marconi, esperienza che prosegue fino al 1940, quando la famiglia si sposta in via Monte San Gabriele, dove apre un nuovo circolo con annesso campo di bocce, destinato a diventare un punto di riferimento del quartiere.
Dorino frequenta le suore Giuseppine e poi le scuole magistrali. Nel 1944 risponde a un bando per lavori agricoli in Germania, ma il suo percorso prende un’altra direzione: si arruola nella zona di Domodossola nella Guardia di Finanza, in un momento storico delicatissimo, quando quell’area diventa la Repubblica partigiana dell’Ossola. Fino al 14 ottobre 1944 si occupa del contrasto al contrabbando e alla borsa nera, in particolare delle sigarette. Durante un rastrellamento in caserma è costretto a nascondersi prima a Varzo, poi a Iselle, fino all’internamento in Svizzera. Il viaggio avviene su un treno merci, accanto a bidoni di mercurio: sullo stesso convoglio viaggiano anche uomini guidati dal comandante partigiano Cino Moscatelli. Arriva nei pressi di Berna; poco prima del 25 aprile 1945 si ammala e viene accudito per una decina di giorni in casa di una donna che lo ospita e lo cura. Il 4 luglio 1945 rientra a Chiasso. Conseguito il titolo magistrale, inizia l’insegnamento: prima a Piedimulera, poi a Monticello, Vespolate, Terdobbiate, fino alla scuola novarese di via delle Rosette. L’educazione diventa la sua missione quotidiana.
Nel 1954 incontra Teresa Botta, infermiera dell’ospedale psichiatrico, che sposa nel 1956. A causa delle leggi dell’epoca, Teresa è costretta a lasciare il lavoro, ma insieme costruiscono una famiglia solida e unita. Nel 1957 nasce la figlia Alessandra, laureata in Fisica, che lo renderà anche bisnonno; successivamente nasce il figlio Giorgio, ingegnere. I nipoti saranno quattro: due maschi da Alessandra e una femmina e un maschio da Giorgio. Nel 1985 Dorino ricopre il ruolo di direttore a Druogno e a Cesenatico per il Consorzio Casa Vacanze, continuando a mettere competenza e senso di responsabilità al servizio degli altri. La sua vita conosce anche la prova della malattia: supera due tumori. Eppure oggi, a cent’anni, Dorino è sorprendentemente vispo, in forma, circondato dall’affetto della sua famiglia.
Tifa ancora con passione per la Juventus, si dedica alle parole crociate e affronta le giornate con curiosità e serenità. “Il suo centenario non è solo una ricorrenza anagrafica, ma il racconto vivente di un Novecento attraversato con dignità, impegno e umanità. Un traguardo importante che oggi tutta la città festeggia con affetto, insieme ai suoi familiari e alle persone care”, conclude il Presidente del Consiglio Edoardo Brustia che ha portato ad entrambi i centenari il saluto e gli auguri dell’amministrazione e della città.
Si aggiunge ai festeggiati anche Italia Sarracino, 102 anni, a cui ha portato gli auguri la consigliera Maria Luisa Astolfi



