PERSONAGGI NOVARESI 22. GIOVANNI CACCIAPIATTI, CARDINALE E BENEFATTORE

Ritratto del Cardinale Giovanni Cacciapiatti

Figlio di una nobile e antica famiglia novarese, Giovanni Cacciapiatti (ritratto nella foto) ricoprì importanti cariche in Vaticano, senza mai dimenticare Novara, la sua città d’origine, nel regno di Sardegna, dove nasce l’8 marzo 1751. Era figlio di Carlo Emmanuele Cacciapiatti e Giuseppa Cacciapiatti. Non abbiamo informazioni sulla sua formazione scolastica. Fu Abbreviatore di parco maggiore dal settembre 1774 e Referendario dei Tribunali della Segnatura Apostolica di Giustizia e di Grazia dal 22 giugno dell’anno seguente. Divenne Vice-legato in Romagna dal 17 marzo 1776 e fino al 1782, commendatario dell’abbazia di Sant’Albino in Mortara dal 1788 fino al 1799, Relatore della Sacra Consulta dal novembre 1782 per 18 anni, Delegato apostolico a Urbino dal 1801 al 1806, Revisore generale delle cause della Camera Apostolica nel 1808. Era inoltre Abate commendatario di San Giulio di Dulzago nella diocesi di Novara dal 1795.

Creato Cardinale presbitero da Pio  VII nel concistoro dell’8 marzo 1816, ricevette il cappello rosso l’11 marzo seguente e la diaconia dei Santi Cosma e Damiano il 29 aprile dello stesso anno. Non avendo mai ricevuto gli ordini sacri ebbe due dispense il 21 febbraio 1817 e il 13 marzo 1818. Camerlengo del Collegio Cardinalizio dal 10 marzo 1823 al 1825, partecipò al conclave del 1823 che elesse Papa Leone XII e a quello del 1829 che elesse Papa Pio VIII, mentre fu assente a quello del 1830-1831, che elesse Papa Gregorio XVI. Fu prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura di Grazia dal 7 gennaio 1829 fino alla morte. Morì il 15 settembre 1833 a Novara all’età di 82 anni. Venne esposto nella Cattedrale di Santa Maria Assunta al termine del rito funebre e lì sepolto, benché avesse fatto costruire una tomba per sé nella chiesa di Garbagna, paese vicino a Novara a cui era particolarmente legato (era solito trascorrere le estati nella tenuta di Buzzoletto). Attualmente le sue spoglie mortali si trovano presso la chiesa di S. Eufemia, a breve

Mosaico pavimentale ideato da Pelagio Pelagi

distanza da Palazzo Cacciapiatti Fossati, dimora della famiglia..

A Novara viene anche ricordato come grande benefattore. Alla sua morte lasciò una parte dei suoi beni per la realizzazione di alcune opere effettuate nella basilica di San Gaudenzio. Fu a suo carico la spesa per il grandioso pavimento in marmo ideato da Pelagio Pelagi, che vediamo nella foto (è stato recentemente restaurato il mosaico pavimentale situato sotto la cupola della basilica), mentre altre parti dei suoi beni vennero devolute all’Istituto De Pagave e al Collegio Caccia.

A lui venne intitolata una via dal Consiglio Comunale di Novara con atto del 22 giugno 1906. La via si trova nel Quartiere San Martino, molto vicino alla sede di quell’Istituto De Pagave di cui era stato insigne benefattore.

Come si è detto all’inizio il Cardinale apparteneva a una nobile e antica famiglia novarese; tra l’altro la casata dei Cacciapiatti (nella foto lo stemma della famiglia) è derivata dalla nobile famiglia Caccia. Infatti Giovanni Pietro Caccia, denominato del Piatto, nel 1441 lasciò al figlio Giovanni Bartolomeo il cognome Cacciapiatti. Solo all’inizio del XVIII secolo però, grazie all’imperatore Carlo VI, Giacomo Cacciapiatti fu

Stemma della famiglia Cacciapiatti

insignito del titolo di marchese, in quanto la sua famiglia aveva sempre mantenuto le cariche nel Consiglio decurionale di Novara ed il Consolato di Giustizia.

In seguito il marchese Carlo Emanuele ed il fratello Michelangelo Luigi ottennero particolari privilegi per importanti servizi resi alla Real Casa Savoia. Infatti Carlo Emanuele ottenne da re Vittorio Amedeo di appartenere all’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro, mentre Michelangelo Luigi, commissario straordinario e membro della Municipalità con il Prina e capitano della milizia cittadina nel 1778 fu onorato della gran croce dei SS. Maurizio e Lazzaro, creato cavaliere d’onore di S.M. la Regina ed infine tesoriere del supremo ordine della SS. Annunziata.

Successore del Cardinale Giovanni fu il cugino marchese Giuseppe Luigi che, insieme alla moglie contessa Maria Carlotta Stampa, incrementò il lascito dello stesso Cardinale defunto al nascente Istituto De Pagave. La famiglia si estinse col marchese Cesare Fossati De Regibus Cacciapiatti, morto a Novara il 18 febbraio 1917.

E’  il caso di ricordare per il suo rilievo architettonico e storico anche il palazzo novarese della famiglia, il già citato Palazzo Cacciapiatti Fossati (nella foto), attuale sede del Tribunale di Novara. La costruzione del palazzo iniziò tra il 1670 ed il 1674 su commissione del cavaliere Luigi Cacciapiatti. Il terreno su cui sorge la dimora patrizia faceva parte, nei secoli precedenti, del sobborgo di Sant’Agabio e venne inglobato all’interno delle nuove mura ricostruite dagli Spagnoli, tra il 1553 e il 1600, sul perimetro degli attuali baluardi. La via dove era costruito il palazzo era detta alla fine del secolo XVIII

Palazzo Cacciapiatti Fossati

Contrada delle munizioni, in relazione ai depositi militari posti nell’ex convento di Sant’Agnese (l’attuale Procura della Repubblica e precedentemente sede dell’Istituto Professionale Bellini) della vicina via dei Brusati (all’epoca contrada di San Nicola). La Contrada delle munizioni divenne quindi dal 1895 via Pietro Azario.

Il Palazzo ospitò nel tempo molti personaggi insigni: tra gli altri Vittorio Amedeo III e la consorte Maria Antonietta di Borbone che lì soggiornarono in occasione delle nozze del figlio Vittorio Emanuele, duca d’Aosta, con Maria Teresa d’Asburgo-Este, nozze celebrate nella Cattedrale novarese (vi era ancora la cattedrale romanica poi abbattuta un secolo dopo per fare posto all’attuale Duomo antonelliano) il 25 aprile del 1789. Dieci anni dopo fu la volta del conte Aleksandr Vasil’evic di Suvorov di Rymnik, generalissimo russo inviato, più che settantenne, dallo Zar Paolo I al comando delle forze austro-russe. Questi, grande stratega, riuscì, anche se per breve tempo, a vincere l’esercito napoleonico e a costringerlo alla ritirata. Nel 1800, quando, alla fine del mese di maggio, Napoleone conquistò Novara, il generale Louis Alexandre Berthier, maresciallo dell’impero e Capo di Stato Maggiore dell’armata d’Italia, collocò in questa sede il quartier generale dell’esercito francese.

Nel settembre del 1828 Carlo Felice, divenuto Re di Sardegna, in occasione di una visita al lago Maggiore, soggiornò al palazzo con la moglie Maria Cristina di Sicilia. Dal settembre 1943, a seguito dell’occupazione tedesca, divenne sede del Militar Kommandatur per il controllo del traffico ferroviario. Una decina di anni dopo, anche se solo per un breve tempo, fu lì collocato il Comando Provinciale della Guardia di Finanza, prima del suo trasferimento nell’attuale sede, a lato della Questura, nell’ex Casa Littoria di piazza del Popolo. Il Palazzo è di proprietà comunale e ha quindi ospitato e tuttora ospita in via definitiva gli uffici del Tribunale.

Enzo De Paoli