Chieri. Mercato coperto: favorevoli e contrari. Tra questi…gli ambulanti

Basta un post su 100torri, con un cittadino di un paese dei dintorni che in un sabato di pioggia torna sull’argomento, per scatenare polemiche. A Chieri manca un mercato coperto, qualcuno lo reclama da anni, ma gli ambulanti che al mercato ci lavorano non sono dell’idea e la politica si spacca, al solito.

Ecco alcuni commenti al post di ieri su 100torri.

Carlo Bagnasacco

“Con la collaborazione di una nota associazione culturale Chierese, presente l’allora assessore all’ urbanistica, è stata proposta una soluzione per il recupero della ex caserma Scotti, prevedeva la realizzazione di uno spazio per il mercato coperto ed un teatro. Nessuna risposta.”

Fabio Fornero

“A Chieri serve assolutamente un mercato al coperto è una priorità”

Giannetta Èuplio Euplio

“Si sono fatti scappare l’occasione di farlo all’interno dell’ex caserma. Lì si sarebbe potuto fare anche la fiera di San Martino e altri eventi, nei mesi invernali”

Katya Fuseri

“Difatti ci perdono loro io oggi sono andata al mercato coperto a porta palazzo”

Gianluca Caputo

“La caserma Scotti riqualificata sarebbe stato un mercato coperto perfetto con piazza Europa e piazzale Quarini utili come parcheggi….ma come sempre sindaco e Co. hanno deciso per altre cose inutili”

Gianfranco Gamba

“C’erano le tettoie in piazza Europa. “Conviene più buttarle giù che smaltire l’amianto…” Avevano detto… E dire.che sopra potevano farci un fotovoltaico e il.costo dello smaltimento con gli incentivi statali e la produzione di energia elettrica sarebbe stato zero…”

Elisabetta Lancellotti

Dovevano farlo all’area caserma scotti e lasciare piazza Europa per parcheggio! La sveglia qui a Chieri non suona mai!

Marina Losano

Avrebbero dovuto fare il mercato coperto nell’ex caserma Scotti e cosi aumentavano anche i parcheggi liberando piazza Europa

Vito Chanda Pellegrino

“Come operatore del mercato sono contrario al mercato coperto, l’esperienza di Torino insegna. Chiaro che non si chiude la discussione pro o contro. Vanno visti tanti aspetti e soprattutto non si rischi di essere confrontati, in un mercato coperto, con i supermercati del territorio….. troppi.”

Mario Bosco

“Quando c’era Gay si discusse sull’utilizzo dell’intera area della ex “caserma” Scotti. L’area era ancora del demanio, quindi non si fece nulla. Dopo Gay il nulla”

Massimo Cucco

“Perché Chieri non ha bisogno di una struttura coperta. Come operatore attivo da quasi trent’anni e portavoce di molti colleghi, desidero fare chiarezza su un punto fondamentale: il mercato coperto è un modello che non appartiene alla nostra identità. Le ragioni del nostro “no” non sono preconcette, ma radicate nella storia e nella realtà economica del nostro mestiere.

  1. Una questione di identità e tradizione

Per definizione e storia, il mercato in Italia vive nelle vie e nelle piazze. È l’essenza stessa dei centri storici. Questa “biodiversità culturale” è una ricchezza da proteggere: ogni mercato è unico e irripetibile, a differenza dell’omologazione dei centri commerciali che ci vorrebbero tutti uguali. Rinunciare all’aperto significa snaturare il nostro mestiere e inseguire mode che non ci appartengono.

  1. L’evidenza dei fatti: successi e fallimenti

I numeri e la storia parlano chiaro. Le eccellenze piemontesi — da Alba a Cuneo, da Chivasso a Carmagnola — sono tutti mercati che pulsano all’aperto, integrati nel tessuto urbano. Al contrario, le esperienze dei mercati coperti a Torino (come Piazza Guala, Piazza Crispi o Don Grioli) si sono rivelate fallimentari, trasformandosi spesso in scatole vuote prive di vita.

  1. Modelli di business diversi

Dobbiamo essere realisti: noi e la Grande Distribuzione giochiamo a sport diversi. Loro giocano a calcio, noi a ping pong. Se proviamo a sfidarli sul loro terreno — quello degli spazi chiusi e climatizzati — perdiamo in partenza. I centri commerciali hanno direttori, risorse infinite e strategie di ottimizzazione che mal si conciliano con la natura del commercio ambulante.

  1. Lo spirito del commercio ambulante

Fare l’ambulante è una scelta di vita. Se avessimo voluto stare al coperto, avremmo aperto un negozio o lavorato in un centro commerciale. Il nostro settore è composto da operatori indipendenti, talvolta “anarchici” per vocazione, per i quali una gestione condivisa e rigida di una struttura chiusa risulterebbe impossibile e soffocante.

Il mercato deve restare tra la gente, sotto il cielo, per continuare a essere quel polmone sociale ed economico che da secoli arricchisce le nostre città.”

Luigi Sodano (consigliere comunale FdI)

“Chiarisco per evitare facili polemiche: l’area Scotti è stata finanziata con fondi PNRR. Poi l’utilizzo è stato deciso da questa giunta. I fondi per fare altri interventi ci sarebbero stati. Riguardo all’area verde, invito i cittadini ad andare a sentire i numerosi interventi dell’assessore al bilancio nei quali egli dice chiaramente che il Comune non ha i fondi per il taglio del verde (motivo per cui, tra l’altro, sono stati aumentati i parcheggi). Quindi cosa si fa? Secondo la logica del buon padre di famiglia un altro parco, che non si è in grado di mantenere….”

Antonella Giordano (assessore alla cultura e comunicazione)

“Ma Chieri è l’unica città che non ha tutto il mercato al coperto? A Chivasso è coperto? I grandi mercati di Torino (Crocetta, Corso Svizzera, Corso Racconigi, piazza Bengasi, piazza Benefica…) sono tutti al coperto? Rivarolo è al coperto? Cuorgnè e al coperto? Villastellone? Anche Carmagnola ne ha solo una parte al coperto!

Possiamo continuare a citare ed elencare chi è al coperto e chi no: ma non è una gara.

Se i mercatali ritengono che avere uno spazio al coperto è la loro necessità e la loro urgenza, chiedano un incontro all’Amministrazione e si ragionerà insieme.

Da quando sono assessora, dal 2019, non mi sembra che sia arrivata da parte loro una richiesta chiara e ufficiale in tal senso.”