Denso Poirino: cassa integrazione e crisi automotive. Una nota di +Europa

“Denso Poirino: la cassa integrazione nella BU aftermarket conferma il fallimento delle politiche regionali sull’automotive

La cassa integrazione che coinvolge una sessantina di lavoratori della Business Unit Aftermarket della Denso di Poirino rappresenta l’ennesima conferma del fallimento delle politiche regionali sul settore automotive.

Il caso Denso si inserisce in un quadro regionale drammatico: in Piemonte la cassa integrazione è aumentata del 38,9% in un anno, con oltre 46 milioni di ore richieste nei primi nove mesi del 2025. Il 62% delle imprese automotive ha visto calare il proprio fatturato, con perdite del 35% per molte aziende della filiera.

Dopo anni di segnali d’allarme ignorati – dalla crisi Stellantis al crollo della produzione di autoveicoli – assistiamo ancora una volta a interventi tampone dell’ultimo minuto invece di scelte politiche lungimiranti.

La Regione Piemonte deve assumersi le proprie responsabilità e mettere in campo strategie concrete che ridiano ossigeno a un comparto in sofferenza. Servono:

– Un piano strutturale per accompagnare la transizione del settore automotive

– Supporto concreto alla riconversione e riqualificazione dei lavoratori

– Incentivi reali per attrarre nuovi investimenti e diversificare la produzione

– Tavoli permanenti di confronto con aziende, sindacati e istituzioni nazionali

Non possiamo continuare ad assistere inermi allo smantellamento del nostro tessuto produttivo. +Europa chiede alla Giunta regionale azioni immediate e una visione strategica per il futuro dell’automotive e della componentistica piemontese.”

così in una nota Giulia Casalino – Referente Chieri +Europa e Membro Assemblea +Europa e Matteo Maino – Membro Direzione Nazionale +Europa