PIEMONTE ARTE: SEPE NOVARA A CHIERI, PREMIO SAN GAUDENZIO, BENE VAGIENNA, MARCO VALLORA AD ALBA, PINOTTINI, RACCONIGI…
Coordinamento redazionale di Angelo Mistrangelo
CHIERI. “LE STAGIONI DEL TEMPO”, ANGELA SEPE NOVARA PER “ARTE TRA I LIBRI”
A Chieri, inaugurata presso la libreria Mondadori Centro Storico la mostra “Le Stagioni del Tempo” opere di Angela Sepe Novara: il terzo appuntamento della rassegna “Arte tra i Libri”, a cura di PIEMONTE ARTE e Libreria Mondadori Centro Storico di Chieri. La mostra sarà aperta fino al 16 febbraio 2026. La mostra è on-line su 100torri.it
MOSTRA E PREMIO “SAN GAUDENZIO, ARTE CONTEMPORANEA” A NOVARA

Un momento dell’inaugurazione con Vincenzo Scardigno, autorità e artisti
In occasione della festa patronale di San Gaudenzio, sabato scorso 17 gennaio è stata inaugurata la mostra delle opere artistiche presentate al concorso “San Gaudenzio, arte contemporanea”, alla tredicesima edizione. La rassegna, che ha come direttore artistico, come sempre, Vincenzo Scardigno, è allestita presso i locali della sala “Barbara” (nella foto un momento dell’inaugurazione), ultimamente più conosciuta come sala Accademia, all’interno del complesso del Broletto (via Fratelli Rosselli) e continuerà fino al prossimo 25 gennaio.
Gli artisti partecipanti al concorso, con i lavori esposti, sono i seguenti: Angela De Luca, Antonio Devicenzi, Beppe Ceffa, Bruno Coen, Carlo Paleari, Carmen Ceffa, Carmen Dragone, Claus Joans, Cristina Alleva, Cristina Fusetti, Domenico Pompa, Ennio Lave’, Florin Offergelt, Francesco Ingignoli, Gianni Baratto, Giorgio Panelli, Giuseppe Bianchi, Giuseppe Pavia, Henry Beckert, Lorena F. Bianchet, Maria Teresa Bolis, Mario Vitale, Melina Merlino, Paolo Lo Giudice, Patrizia Pollato, Pierangelo Bertolo, Piero Motta, Raffaele Iacone, Roberta Favara, Roberto Minera, Roberto Pasquale, Stefano Rabozzi. Le opere esposte sono di un livello internazionale ma con presenze novaresi; prevalgono i lavori astratti e informali, compresi pezzi che richiamano la cosiddetta “Arte povera”, ma non mancano i figurativi. Dal punto di vista tecnico sono rappresentati vari generi: dalla pittura all’assemblaggio materico, dalla scultura all’installazione.

Dipinto di Domenico Minniti e scultura di Luigi Sergi
L’inaugurazione, avvenuta con un folto pubblico, ha visto gli interventi dei rappresentanti del Comune, della Provincia e della ATL di Novara oltre a quelli del Centro Novarese di Aiuto all’Infanzia ODV. E’ poi seguita la presentazione della mostra di Federica Mingozzi, che ha sottolineato le caratteristiche dell’iniziativa, dal valore artistico a quello sociale, cittadino e benefico, in quanto il ricavato dei biglietti della lotteria che accompagna la rassegna sarà devoluto al Centro per l’Infanzia già citato. Premi della lotteria saranno un grande dipinto, dal titolo “Luci della ribalta”, del pittore Domenico Minniti e una scultura dell’artista Luigi Sergi, opere con le quali si apre il percorso della mostra, che possiamo vedere nella foto.
Domenico Minniti è nato a Reggio Calabria il 7 luglio 1946 e vive ed opera a Caltignaga, a pochi chilometri da Novara. Ha iniziato a dipingere giovanissimo, partecipando con successo a numerosi concorsi e a mostre nazionali e internazionali, conseguendo premi di prestigio. La sua produzione inizialmente prettamente informale ha poi acquisito caratteristiche assolutamente personali con l’inserimento di frammenti di pittura visiva e materiali poveri, con un felice risultato d’assieme.
Luigi Sergi è invece nato a Presicce e vive e lavora a Novara e Presicce. Anche lui inizia giovanissimo l’attività artistica, dedicandosi sia alla

In ricordo di Giulia Cecchettin e di tutte le vittime di FEMMINICIDIO
pittura che alla scultura. Frequenta l’Istituto d’Arte e l’Accademia di Belle Arti di Lecce dove, nel 1975, si diploma in scultura. Apprezzato per il valore della produzione artistica, diversificata ma costante e molto personale, Sergi ha preso parte a numerose collettive e personali in tutta Italia; le sue opere sono esposte in musei e collezioni private. Artista inizialmente vagamente iperreale è poi approdato a un meditato concettualismo, che si accompagna sempre alla ricerca di un’arte pura ed essenziale con risultati di particolare rilievo.
I visitatori sono invitati a valutare i lavori esposti, proponendo i nomi di tre concorrenti, a loro giudizio, particolarmente meritevoli. Il 25 gennaio, alla chiusura della mostra, presso il salone Arengo del Broletto saranno premiati gli artisti che hanno ottenuto più preferenze con la consegna di un Trofeo Gaudenziano; seguiranno le estrazioni dei premi della lotteria. Il Centro per l’infanzia a cui sono destinati i fondi raccolti ospita 90 bambini di 19 nazionalità diverse (7 italiani) e 70 famiglie.
Particolarmente interessante nella rassegna l’installazione di Melina Merlino (nella foto) dedicata ad un tema purtroppo di attualità: “Femminicidio”, dal titolo “In ricordo di Giulia Cecchettin e di tutte le vittime di femminicidio”.
Enzo De Paoli
BENE VAGIENNA. LA CHIERESE LAURA BERRUTO ALLA MOSTRA PER I 10 ANNI DI CSA FARM GALLERY

ALBA. “RACCONTARE L’ARTE”. MARCO VALLORA ALL’AUDITORIUM FERRERO
MARZIO PINOTTINI TRA ARTE E FILOSOFIA
A dieci anni dalla scomparsa si ricorda la figura e l’impegno culturale di Marzio Pinottini (Torino 3 novembre 1939 – 15 gennaio 2016) tra l’insegnamento universitario e le ricerche dedicate alle maggiori esperienze dell’arte del Novecento, e non solo.
Una stagione che appartiene alle vicende e a un linguaggio sempre attento e misurato nel delineare pagine filosofiche o la storia del Futurismo, convegni (come “Attraverso il Novecento:Albino Galvano (1907-1990”, Bulzoni Editore 2004) e mostre nella storica galleria torinese “Il Narciso”, con sede in piazza Carlo Felice, da Felice Casorati a Nicola Diulgheroff, da Guido Seborga a Osvaldo Peruzzi. E in questo percorso si coglie l’essenza dell’inesauribile dialogo di Pinottini con gli artisti, con l’evoluzione del linguaggio, con il fascino di una singolare narrazione che ha fatto dire a Giovanni Arpino, riferendosi a Mino Rosso – se mai gli “verrà attribuito il gran premio internazionale della Biennale di Venezia, una parte segreta di Torino potrà legittimamente entrare in festa: la storia di Mino è infatti così lunga, così aggrovigliata, così esemplare, che non risulta mai staccata e indipendente da un mondo di avvenimenti che appartengono a più di un ambiente”.
A più di in ambiente era naturalmente anche inserito Marzio Pinottini – sottolinea la moglie Sally Paola Anselmo Pinottini – che allievo di Vittorio Mathieu (di cui divenne assistente), era stato Professore Associato di Storia dell’estetica, Estetica e Fenomenologia degli stili all’Università degli Studi di Torino, mentre era profondamente legato alla lezione di Giovanni Gentile, Martin Heidegger, Augusto Guzzo e Luigi Pareyson.
Direttore di “Filosofia”, ha collaborato a “Tottolibri” de “La Stampa”, alla pagina dell’arte curata da Luigi Carluccio per “La Gazzetta del Popolo”, alla rivista della “Società di Studi Astesi” “Il Platano” e “Dimensione Democratica”.
E sono numerose le presentazioni pubblicate nei cataloghi della “Narciso”, che rispecchiano l’indiscussa volontà di Pinottini di fissare un luogo della memoria, una poetica e interiore visione e l’energia del segno e del colore che nella pittura di Jean Paul Riopelle le “immagini sono simboli non consumati della realtà nuova che li sottende”.
Angelo Mistrangelo
RACCONIGI. PINACOTECA LEVIS SISMONDA. MOSTRA COLLETTIVA “FACCIAMO PACE”

VERBANIA. UN SUCCESSO LA MOSTRA DI TROUBETZKOY A PARIGI CON OLTRE 230 MILA VISITATORI. ORA IL VIAGGIO DELLE SCULTURE PER MILANO
MUSEO APERTO NEI WEEKEND FINO ALL’8 MARZO
Oltre 230 mila visitatori, una media di 2.550 al giorno, negli 89 giorni di aperturadella mostra dedicata a Paolo Troubetzkoy al Museo d’Orsay di Parigi.
Ben 43 le opere in prestito dal Museo del Paesaggio di Verbania per l’esposizione dedicata al “principe scultore” che ha contato 231.161 ingressi (inclusi il vernissage e gli eventi privati) e che si è chiusa lo scorso 11 gennaio. Un grande successo di pubblico per questa prestigiosa vetrina per il museo verbanese. In questi giorni a Parigi il disallestimento alla presenza della restauratrice Maria Gabriella Bonollo che nei mesi scorsi nelle sale di Palazzo Viani Dugnani, sotto gli occhi dei visitatori, insieme al suo staff aveva curato il restauro delle sculture.
Ora l’omaggio a Troubetzkoy prosegue dal 27 febbraio al 28 giugno con la retrospettiva alla GAM Galleria d’Arte Moderna di Milano.
L’esposizione propone ottanta opere, quasi la metà provenienti dal Museo del Paesaggio di Verbania che sipreparano al nuovo viaggio verso il capoluogo lombardo. Anche questa saràun’occasione importante di promozione per l’ente culturale verbanese: il pubblico milanese è molto vicino al Lago Maggiore
“Dipingere con la luce”
Casale Monferrato. Mostra personale di Giorgio Lupano, al Castello dal 24 gennaio
Sabato 24 gennaio 2026 alle ore 17,00, presso la sala “Manica Lunga” del Castello del Monferrato, sarà inaugurata la mostra “Dipingere con la luce”, personale dell’artista Giorgio Lupano.
L’esposizione propone un percorso fotografico di forte impatto visivo e narrativo, nel quale l’artista invita lo spettatore a intraprendere un viaggio intimo e suggestivo all’interno del suo universo creativo. Attraverso l’uso di luci e ombre, l’artista non si limita a rappresentare elementi inanimati, ma costruisce vere e proprie scene evocative che diventano strumenti di riflessione sull’animo umano e sulla capacità dell’immagine di suscitare emozioni profonde.
Le opere nascono all’interno dello studio dell’artista, avvolto nel buio, dove Lupano utilizza una torcia appositamente concepita per “dipingerne” i soggetti. La luce diventa così uno strumento invisibile ma essenziale, capace di modellare forme e texture, svelando dettagli nascosti e lasciandone altri nell’ombra, in un equilibrio che stimola la curiosità e l’immaginazione dell’osservatore. Ogni scatto è il risultato di un’attenta ricerca interiore e di una composizione scenica rigorosa, nella quale ogni elemento è scelto e collocato con precisione.
Nel binomio tra luce e composizione si manifesta la cifra artistica di Giorgio Lupano: le sue fotografie si trasformano in racconti visivi senza tempo, esperienze intime e personali che accompagnano il visitatore in un dialogo silenzioso con l’opera e con il proprio mondo interiore.
La mostra “Dipingere con la luce” sarà aperta al pubblico fino al 22 febbraio 2026, e sarà visitabile nelle giornate di sabato e domenica dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 19,00 con ingresso libero e gratuito.





