Lettera “aperta “di una buca in strada Andezeno al Comune di Chieri.

6 novembre, prima del buco asfalto liscio

“Salve a chi legge! Sono una delle buche che da un po’ di tempo si sono formate in strada Andezeno. Non ho un nome e neppure un numero di previdenza sociale, però posso dire che abito all’incirca all’altezza del numero 20 e che un tempo non c’ero. Scrivo a chi di dovere perché non mi piace essere buca. Preferivo quando ero asfalto ben steso, compatto e scorrevole. Le auto rotolavano su di me che era un piacere e la gente che attraversava il passaggio pedonale non mi guardava parlando male di me. Dunque, scrivo perché da un po’ di tempo, dopo l’intervento di manutenzione operato da un’azienda di cui sono riuscita a percepire l’acronimo: SMAT, che probabilmente si riferisce a qualcosa di metropolitano, né io, né le buche mie sorelle che proseguono per alcuni metri, siamo mai più state né asfalto come prima, né una riparazione credibile, cosa di cui ci saremmo anche accontentate.

Ecco perché scrivo! Io vorrei tornare ad essere asfalto scorrevole per far contente le gomme rotolanti e non vorrei più sentire brutte parole dalla gente che passa di qui, su chi si è occupato di me (anche se ne condivido il parere). Il fatto è che, dopo ogni riparazione, puntualmente ci siamo nuovamente ritrovate buca, questo perché i lavori di ripristino sono stati fatti malissimo.

Non è per polemica, ma solo per capire, poiché io buca di strada Andezeno so quel che succede qui, ma se la capacità di riparare gli asfalti da parte degli addetti di Chieri è la stessa in tutta la

26 dicembre buche dopo la prima riparazione

città, allora immagino che io e le buche qui presenti non siamo le uniche. Siccome credo che lavorare abbia un costo, mi chiedo a chi conviene ripararmi così: chiudere in modo sommario e, detto fra noi, “anche bruttino”, non passare un adeguato rullo compressore, non sigillare i bordi in modo che, col passare delle auto e soprattutto con il contributo della pioggia mi riapro subito, anziché fare un buon lavoro, moderno e duraturo. Per mostrare meglio quel che dico e quel che so “sulla mia pelle” pur essendo solo una buca, sono riuscita a ritrovare alcune foto di:

  • quando ero un asfalto felice rifatto di fresco e tutte le ruote di gomma che mi scorrevano sopra erano molto contente (foto che risale a novembre);
  • quando mi hanno “bucata” la prima volta (facendomi pure parecchio male), e poi riparata in modo anche esteticamente piuttosto discutibile, e nel frattempo mi sto riaprendo (26 dicembre);
  • quando dopo una riparazione ulteriore sono ritornata alla luce e a ogni passaggio sono tornata più grande (17 gennaio);
  • quando sono stata riparata (19 gennaio), ma al 25 gennaio mi sono aperta di nuovo…

È una serie di foto dedicatami da una gentile persona con senso civico che abita qui vicino. Ci conosciamo perché viene sempre a prendere la macchina nel garage e poi mi passa sopra senza volermi far del male. Ma questa è un’altra storia. Spero che questa mia lettera possa essere condivisa e giungere a chi di dovere, affinché, io buca di strada Andezeno possa tornare finalmente a riposare sotto forma di scorrevole asfalto. Colgo l’occasione per inviare i miei più ben amichevoli saluti, restando a disposizione per ogni cosa.”

Buca di strada Andezeno circa numero 20

 

(Lettera imbucata da Carlo Mariano Sartoris)

 

 

 

 

 

 

 

17 gennaio durante un giorno di pioggia

19 gennaio al mattino

25 gennaio la buca si riapre