Passione Fumetti: Lockness, il mostro ambientalista di Vittorio Pavesio e Alberto Setzu

Lockness il mostro del lago di Vittorio Pavesio e Alberto Setzu
Lockness è un mostro, un po’ drago marino, un po’ plesiosauro come Nessie – il leggendario mostro che abiterebbe le acque del lago di Loch Ness in Scozia – a cui è ispirato, e di cui pare essere anche innamorato. Ideato dal disegnatore Vittorio Pavesio e dallo sceneggiatore Alberto Setzu nel lontano 1978, Lockness, per essere un “mostro”, non ha un aspetto particolarmente spaventoso: è verde a chiazze nere, ha una lunga cresta gialla che discende lungo il sinuoso corpo da plesiosauro e un muso che a me ricorda vagamente quelli di Orazio e Clarabella. Insomma, a vederlo ispira simpatia. Inoltre, è un convinto ambientalista, protettore della Laguna di Nesa – da qualche parte nelle Highlands scozzesi – e difensore dei suoi amici animali. Lo è fin dal 1982, anno in cui apparvero le prime strisce sul settimanale per ragazze Dolly, pubblicato dalla Mondadori. Strisce divertenti ma taglienti, in cui Lockness e i suoi compagni commentano e ironizzano sulle peggiori abitudini umane. Insomma, già anni prima di Dylan Dog, c’era già chi aveva intuito che il vero mostro è l’uomo.

Lockness – il mostro del lago

Lockness su il Corriere dei Piccoli
Lockness – il mostro del lago, di Vittorio Pavesio e Alberto Setzu, torna in libreria – e fumetteria – grazie alla Sbam! Comics, vivace casa editrice nel cui ricco catalogo trovano spazio fumetti umoristici e divertenti, realizzati da autori quali Adriano Carnevali, Jacovitti, Giorgio Sommacal, Sandro Dossi, e con personaggi che vanno da Tiramolla e Pugacioff, a Bacon di Marco Natale, fino ai manga italiani.
Nel bel volume dedicato a Lockness, dopo le prefazioni dei giornalisti Gianfranco Goria e Guido Tiberga, il co-creatore Alberto Setzu svela origini, ispirazioni e contesto in cui è nato il personaggio. Vengono poi presentate alcune pagine di strisce autoconclusive in bianco e nero, pubblicate su Dolly, e tutte le avventure pubblicate a partire dal 16 giugno 1989 sulle pagine del Corriere dei Piccoli, poi sulla rivista Dodo e su altre pubblicazioni locali (tra cui uno Speciale Corriere di Chieri e dintorni). Nel 2002 è stato protagonista di un albo speciale in occasione del festival Torino Comics, di cui Vittorio Pavesio è fondatore e patron.

Fotografate il mostro!” è la prima storia lunga di Lockness: 9 pagine a colori, nata per passione e poi pubblicata sul Corriere dei Piccoli. Vi compaiono già la Laguna di Nesa, il simpatico castoro Rudy e lo gnomo Tarff, dotato del potere di rendersi invisibile, ma anche della capacità di combinare guai. Vi compare anche Nessie, o almeno così pare. Antagonista di Lockness, nonché minaccia per la quiete, e soprattutto della pulizia, della Laguna di Nesa, sono gli uomini, in particolare Mr. Badrock, misterioso faccendiere che ordisce i suoi intrighi dallo specchiato grattacielo di Inverness. Ma qualche umano buono c’è, tra cui Frate Francesco, che nell’Abbazia di White Bridge riceve la cartaccia recuperata da Lockness e dai suoi amici, per riciclarla. Un’avventura che, tra messaggi ancora attuali e trovate divertenti, si conclude – e badate che siamo negli anni ’80 – con il primo selfie nella storia del fumetto.

Lockness e i suoi amici
Nelle avventure seguenti, di lunghezza variabile, la Laguna di Nesa e la circostante vallata di Glen More, si popolano via via di nuovi animali, a partire dal feroce BigBear, fino ai coniglietti Fred e Ginger, senza dimenticare i fondamentali topolini di città, Dan (il chiacchierone) e il nipote Peter. E se i temi ambientali sono frequenti, sempre più di rado compare l’uomo, minaccia che rimane fortunatamente lontana dal Glen More e dalla Laguna. Allo stesso modo, mentre da una parte si apprezza l’evoluzione del segno di Vittorio, sia nella rappresentazione e recitazione dei personaggi, sia nella costruzione di tavole e scenografie sempre più spettacolari, dall’altra si assiste ad un approfondimento delle personalità di Lockness e dei suoi amici, che diventano protagonisti di sfide motivazionali, giocose avventure, divertenti scenette quotidiane, scherzi e storie d’amore. A far ridere e riflettere sulle abitudini degli uomini tocca spesso al topino di città Dan, mentre a fare la parte del cattivo arriva anche una faina “malandrina”.

La visione di Lockness dei problemi ambientali non è comunque sempre negativa, lasciando spazio ad una visione ottimistica del futuro, come dirà lui stesso nel finale dell’avventura Lockness, paladino della natura: “io sono fiducioso, Rudy! Vedrai che tutti i bambini, un giorno, saranno dalla nostra parte!”. Del resto Lockness, dalla bocca spara acqua e non fuoco, come invece vorrebbe il topolino Dan. Eppure, anche se all’inizio proprio Dan sosteneva che Lockness fosse troppo carino per incutere timore e poter essere un valido difensore degli animali della vallata, anche lui, come tutti, ricorre al suo prezioso, e saggio, aiuto al momento del bisogno. Ed è così che Lockness, con le sue divertenti avventure, porta sorrisi e buon umore anche a noi lettori.

Monster Gallery – Tutti i mostri di Loch Ness

presentazione di Lockness e della mostra Monster Gallery allo Spazio Filatelia -Torino, con Antonio Marangi, Alberto Setzu, Vittorio Pavesio, Guido Tiberga e Ida Di Ciancia
La presentazione della riedizione di Lockness è stata fatta in concomitanza con l’inaugurazione della mostra Monster Gallery – Tutti i mostri di Loch Ness, allo Spazio Filatelia presso la Sede centrale delle Poste Italiane di via Alfieri 10 a Torino, il 27 novembre 2025, alla presenza degli autori, del giornalista Guido Tiberga, dell’editore Antonio Marangi e della Responsabile dello Spazio Filatelia di Torino, Ida Di Ciancia, che ha dedicato a Lockness uno speciale annullo filatelico e una cartolina, realizzati da Poste Italiane. La mostra ad oggi è ancora visitabile con i seguenti orari: lun-ver 8.20-15.30 e ultima settimana del mese lun-ver 8.20-13,35, sab 8.20-13.35.

Se l’incontro è stata una interessante rievocazione di un pezzo di storia del fumetto italiano, accompagnata da gustosi aneddoti, la mostra, oltre a presentare il personaggio, gli studi e i bozzetti preparatori, la sua storia editoriale – con numerose pubblicazioni originali – e la nuova edizione targata Sbam! Comics, si concentra in particolare sulla figura mitologica del Mostro di Loch Ness, sia nella realtà, sia nell’immaginario fumettistico e non. Un lungo lavoro di ricerca da parte di Vittorio Pavesio e Alberto Setzu, da cui emergono tante informazioni e non poche sorprese. In mostra anche la prefazione inedita di Luigi F. Bona – co-fondatore e Presidente della Fondazione Franco Fossati, nonché Direttore di WOW Spazio Fumetto-Museo del fumetto, dell’illustrazione e dell’immagine animata di Milano – che pubblico in coda a questo articolo per gentile concessione di Vittorio Pavesio.

Tra il materiale in mostra – che Vittorio Pavesio dichiara essere solo una parte di quello raccolto durante le ricerche – ritroviamo il Mostro di Loch Ness protagonista di una copertina de La Domenica del Corriere e di numerosi articoli che ne hanno documentato le presunte apparizioni e indagato la natura, facendolo diventare il motivo dell’intenso flusso turistico verso l’omonimo lago. Di lui si sono interessati riviste di scienza e mistero, e su di lui sono stati realizzati film fin dal 1934 (The secret of the Loch). Ma il Mostro di Loch Ness è stato soprattutto protagonista di tantissime apparizioni nel mondo del fumetto: da Paperino e il Mostro del Loch a Kriminal (albo n. 299 Il Mostro di Lochness), da Tiramolla a Alan Ford (albo n. 147 Il Mostro di Lochness) e Nick Carter, da Martin Mystère (Albo Speciale n. 2 Il tesoro di Loch Ness) a Dylan Dog (Speciale n. 1 Il Club dell’Orrore e albo n. 183 Requiem per un mostro).

Il mostro di Loch Ness è comparso più volte su Topolino ma anche in un’avventura di Asterix e i Pitti – realizzato da Jean-Yves Ferri e Didier Conrad e pubblicato nel 2013 – e in un’avventura di Scooby-doo pubblicata su Il Giornalino. Nei cartoni animati, Nessie compare nell’episodio dei SimpsonMonty can’t buy my love”.

Segue la prefazione inedita al volume Lockness – il mostro del lago di Luigi F. Bona:

“Lockness, una vecchia amicizia sempreverde

C’era una volta una gran voglia di raccontare, attraverso il disegno, storie fantastiche. Non che oggi non ci sia più, ma negli anni Settanta il Fumetto era al massimo della sua diffusione, con edicole dense di periodici per soddisfare settimanalmente oltre dieci milioni di lettori appassionati di ogni età. Questo stimolava ogni studente a riempire fogli e fogli di disegni, creare personaggi, impostare nuove storie, copiando il tratto di autori che erano già o stavano diventando personalità della Nona Arte (da Jacovitti a Magnus, da Scarpa a Bonvi, da Pratt a Silver, ai maestri statunitensi, sudamericani, belgi e francesi).
All’epoca mi trovavo già nell’occhio del ciclone, soprattutto dal 1976, quando avevo diffuso, dopo il Catalogo del Fumetto Amatoriale, la fanzine “WOW”: il mio ufficio milanese (da casa mia spostato alla Editiemme) era presto diventato un luogo di transito di professionisti e meta di pellegrinaggio di giovani esordienti. Venivano accolti con simpatia, qualcuno consigliato per una preparazione maggiore, altri indirizzati verso agenti o altri editori più adatti. Quando scoprivo doti particolari, ero felice di instaurare un rapporto diverso, professionale, progettuale.
Tra i giovani aspiranti c’era lo Studio SPL (Setzu Pavesio Lo Monaco). Tra schizzi e prove, c’era il loro entusiasmo per un “mostro” simpatico, ancora un po’ in divenire: emergeva dal piattume di idee che si accumulava con la posta e li stimolai a continuare e a presentarsi a editori non amatoriali. Era bella l’idea, in anticipo sui tempi (non c’era coscienza delle vicine emergenze, ma l’ecologia era già per me di grande importanza) e credevo nella necessità di puntare ai giovani per fare discorsi molto seri in modo leggero. In più la qualità del disegno del giovane Pavesio era già accettabile per la pubblicazione. Ancora non esistevano memorie elettroniche, ma credo di conservare, in scatole da trasloco di mezzo secolo fa, le strisce fotocopiate di quel primo Lockness! Nelle pagine del Vademecum del Fumetto italiano inserite nel n. 39 della rivista (primavera 1982) mezza pagina pubblicitaria del loro Studio, prima che diventasse Ettigraffio, mostrava il sorridente mostro del lago in primissimo piano. Nel tempo la frequentazione con Pavesio si intensificò e con Goria e altri amici (tra cui Franco Fossati) si formò il primo nucleo di Anonima Fumetti… ma quella è un’altra grande storia.
Intanto assistevo allo sviluppo del mostro gentile, la definizione dei suoi comprimari, la pubblicazione in testate importanti che condividevano il nostro amore per il fumetto umoristico creato rispettando l’intelligenza del giovane lettore. E venne anche l’animazione, perché il segno di Pavesio è perfetto per i disegni animati e per media avanzati.
Oggi rileggiamo con piacere “vecchie” storie, grazie a Sbam!, ma Lockness ha un potenziale futuro: ho sempre dato del “pigrone” a Pavesio quando trascurava la sua creatura per altri impegni che lo distraevano dal tavolo da disegno, e spero che Setzu lo riporti sulla retta via!

Luigi F. Bona”

Immagini @Sbam! Comics / Vittorio Pavesio
Prefazione di Luigi F. Bona per gentile concessione di Vittorio Pavesio
Foto @Giancarlo Vidotto