Chieri. 10 febbraio, Giorno del Ricordo. Commemorazione al Parco della Rimembranza e convegno alla Biblioteca Civica

Il Giorno del Ricordo è stato istituito dal Parlamento per recuperare la memoria storica del dolore inflitto agli italiani di Istria, Dalmazia, Venezia Giulia sotto l’occupazione dei comunisti jugoslavi e delle complesse vicende relative al confine orientale durante la Seconda Guerra Mondiale e negli avvenimenti immediatamente successivi, dalla politica brutalmente antislava perseguita dal regime fascista alle tante vittime, giustiziate, infoibate o morte di stenti nei campi di prigionia comunista alle migliaia di esuli costretti ad abbandonare le loro case.

Martedì 10 febbraio, il Sindaco Alessandro SICCHIERO e il Presidente del Consiglio comunale Federico RONCO presenziano, alle ore 10, al Parco della Rimembranza (viale Caduti Senza Croce), alla cerimonia commemorativa organizzata in collaborazione con l’Associazione Veneti Chieresi e l’Associazione Nazionale Famiglie dei Caduti e Dispersi in Guerra ANFCDG.

 Lunedì 9 febbraio, alle ore 21, alla Biblioteca Civica (via Vittorio Emanuele II, 1) lo storico Claudio Vercelli presenta il libro “Capire le foibe” (Edizioni del Capricorno).

Partendo dai dati assodati e da una riflessione critica lontana da pregiudizi ideologici, Claudio Vercelli descrive e analizza con il rigore della ricerca storica le tragiche e complesse vicende che si sono svolte lungo il «confine orientale» tra il 1943 e l’immediato dopoguerra, per offrire ai lettori diverse chiavi di lettura su una più ampia vicenda che chiama in causa l’identità italiana. Un libro che cerca di mettere chiarezza sulla tanto dibattuta questione delle foibe, rivedendo antefatti, fatti e conseguenze sotto la luce della veridicità storica.

 «L’istituzione del Giorno del Ricordo, votata a larghissima maggioranza dal Parlamento italiano, ha contribuito a riconnettere alla storia italiana quel capitolo tragico e trascurato, a volte persino colpevolmente rimosso. La memoria storica è un atto di fondamentale importanza per la vita di ogni Stato, di ogni comunità. Ogni perdita, ogni sacrificio, ogni ingiustizia devono essere ricordati. Troppo a lungo “foiba” e “infoibare” furono sinonimi di occultamento della storia. La memoria delle vittime deve essere preservata e onorata. Naturalmente – dopo tanti decenni e in condizioni storiche e politiche profondamente mutate – perderebbe il suo valore autentico se fosse asservita alla ripresa di divisioni o di rancori.» (Sergio Mattarella)