PIEMONTE ARTE: DE-COLL’ A CHIERI, THEO GALLINO A VALENZA, DA FELICE CASORATI A CAROL RAMA, CRONOTOPIE, MASCHERE IN VETRINA…

Coordinamento redazionale di Angelo Mistrangelo

Chieri. “Dialoghi senza parole” di Pier Tancredi De-Coll’

Chieri – Libreria Mondadori-Centro Storico.

Dal 20 febbraio al 22 marzo 2026

 

Continuano gli appuntamenti della rassegna “Arte tra i libri”, negli spazi della Libreria Mondadori – Centro Storico di Chieri, in Via Vittorio Emanuele 42 B, a cura di Piemonte Arte, la testata giornalistica settimanale di www.100torri.it.

Sabato 20 febbraio  alle ore 18,00 sarà inaugurata la Mostra “Dialoghi senza parole” opere di Pier Tancredi De-Coll’.

La mostra presenta una selezione di opere recenti di Pier Tancredi De-Coll’ presentate dal critico Angelo Mistrangelo che scrive, tra l’altro:

Sospese in atmosfere immateriali le immagini di Pier Tancredi De-Coll’ rivelano la singolare interpretazione di una quotidianità rivisitata, di una sequenza di meditati e suggestivi interni e di una visione che si rinnova, di volta in volta, secondo un’attenta definizione della struttura compositiva.

Vi è in questa sua lettura della realtà la volontà di fissare un luogo della memoria, un silenzioso giardino o una natura morta, “Cuisine”, che occupano lo spazio con la sensibilità del dialogo che intercorre tra l’artista e gli oggetti, tra il fascino di un incontro e un accogliente salotto……

 

Cenni critici:

Maurizio Vitiello – Scrittore e critico

De-Coll’ motiva calibrati impianti, di mano sciolta ed esemplare, che colpiscono ed affasciano, nonché produce interessanti immagini, legate ad una dimensione d’affetti e d’intenti, e sistema e accorda elaborazioni equilibrate per un ventaglio prezioso di riassunti singolari e congruenze su cromatismi segnaletici.

Formula circostanze emotive con accordanti scatti. …

Paola Gribaudo  – Presidente dell’Accademia Albertina ed Editore d’ArteCon all’attivo oltre mille libri curati  o editati so riconoscere quando ho a che fare con qualcosa di speciale.

Duccio Trombadori – Critico dell’Arte….C’è un mondo di storia visiva e cultura depositata nell’espressione raggiunta da Pier Tancredi De-Coll’ che emerge appena la sua mano trova la più spontanea e versatile via d’uscita figurativa. Via d’uscita che non risponde tanto al connubio professionale di arte e tecnica, in cui Pier Tancredi è pure un virtuoso, quanto invece alla liberazione di un intenso dispositivo lirico che, come il manzoniano cielo di Lombardia, “è cosi bello quando è bello”….

 

Biografia essenziale:

Pier Tancredi De-Coll’, torinese (classe 1959) è un pittore di impianto espressionista che si è formato frequentando l’atelier dell’artista torinese Serafino Geninetti.  Ha esordito come vignettista per i quotidiani Stampa Sera e La Stampa (1982-1995) con oltre 1.000 pubblicazioni.

Nel 1986, con lo scrittore Federico Audisio di Somma (Premio Bancarella 2002) ha realizzato il libro di disegni e poesie Femmes, Donne Elettriche con la prefazione di Gianni Versace.

Su questo percorso artistico è stato scritto il libro Pura Pittura (Gli Ori) curato dalla Presidente dell’Accademia Albertina Paola Gribaudo e scritto da Federico Audisio di Somma (presentato al Salone del Libro 2017). Nel 2018 la Città di Arezzo gli ha dedicato una mostra antologica presso la Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, a cura di Liletta Fornasari .

Suoi lavori sono stati selezionati per il  Premio Sulmona, ricevendo nel 2022 la Menzione d’Onore della Giuria presieduta da Vittorio Sgarbi. Ha recentemente aderito alla corrente romana dell’Effettismo, promossa da Francesca Romana Fragale. E’ membro della Consulta dell’Accademia Italiana d’Arte e Letteratura.

Un suo lavoro è stato esposto nel 2024 alla Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, nell’ambito della prestigiosa mostra D’Annunzio e la Cina.

Sue opere sono esposte in permanenza presso numerose gallerie italiane e sul suo lavoro si sono espressi critici e personalità del mondo dell’ arte come Angelo Mistrangelo, Maurizio Vitiello, Liletta Fornasari, Cosimo Savastano, Paola Gribaudo, Vittorio Raschetti, Antonio Perotti, Duccio Trombadori.

LA MOSTRA ON-LINE:

https://www.100torri.it/arte-tra-i-libri-e-la-mostra-e-anche-on-line/arte-tra-i-libri-pier-tancredi-de-coll-dialoghi-senza-parole/

VALENZA. THEO GALLINO CON AMEDEO SANZONE ALLA GALLERIA COSTA

Da Felice Casorati a Carol Rama, in arrivo a marzo la mostra Ritratti del XX secolo: le collezioni della Fondazione Bottari Lattes e oltre

Le collezioni della Fondazione Bottari Lattes e oltre

Da Felice Casorati a Carol Rama 

A cura di Francesco Poli 

Monforte d’Alba (CN), 29 marzo – 17 maggio 2026

 

Ritratti del XX secolo. Le collezioni della Fondazione Bottari Lattes e oltre: a partire dal 29 marzo 2026 le sale espositive della Fondazione Bottari Lattes, a Monforte d’Alba, saranno popolate da volti reali e immaginari, con oltre cinquanta opere tra quelle a firma di Mario Lattes e altre appartenenti alle sue collezioni, in dialogo con alcuni tra i più importanti maestri del ‘900. La mostra è a cura di Francesco Poli.

Nella sua vasta e articolata attività artistica, caratterizzata da raffinate suggestioni letterarie, così come da inquietanti visioni fantastiche e surreali, Mario Lattes ha sempre coltivato un grande interesse per la ritrattistica mai intesa in senso banalmente convenzionale. I suoi ritratti sono disegnati e dipinti con incisiva attenzione all’identità individuale, con connotazioni che vanno da quelle più intimistiche, come nel caso di familiari, a quelle fortemente espressioniste e visionarie. Nella mostra, particolare attenzione viene dedicata anche ai suoi numerosi autoritratti, attraverso cui l’artista sembra scavare a fondo dentro la propria problematica dimensione psicologica esistenziale. Accanto a una scelta dei lavori di Lattes, viene proposta una selezione di ritratti provenienti della collezione della Fondazione Bottari Lattes.

L’altra sezione dell’esposizione sarà dedicata a una serie di ritratti e autoritratti di pittori e scultori con i quali Lattes ha avuto rapporti e si è confrontato nel contesto artistico della sua generazione. La selezione comprende opere di pittori e pittrici come Mario Reviglione, Felice Casorati, Jessie Boswell, Carlo Levi, Francesco Menzio, Daphne Maugham, Nella Marchesini, Italo Cremona, Luigi Spazzapan, Mario Calandri, Carol Rama; e scultori come Giacomo Manzù, Umberto Mastroianni, Sandro Cherchi e Mario Giansone.

La mostra sarà aperta al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 9,30 alle 13 e dalle 14,30 alle 16,30; mentre sabato, domenica e nei giorni festivi dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17. L’ingresso è gratuito e non richiede prenotazione.

Ritratti del XX secolo. Le collezioni della Fondazione Bottari Lattes e oltre è realizzata con il sostegno di Regione Piemonte e di Italiana Assicurazioni “Agenzia di Alba e Mondovì – Sciolla” e con il patrocinio del Comune di Monforte d’Alba, dell’Unione dei Comuni Colline di Langa e del Barolo e di Confindustria Cuneo.

 

CRONOTOPIE. LA MOSTRA DEDICATA A EDOARDO DI MAURO

L’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, per volere del Direttore Salvo Bitonti, e il Pastis, su iniziativa di Antonino Minniti e Andrea Tortorella, presentano, all’interno di Casa Accademia, la prima edizione della mostra dedicata ad Edoardo Di Mauro, in memoria del noto curatore e critico d’arte militante e già Direttore e Vice Direttore dell’Accademia torinese prematuramente scomparso nel 2024.

La mostra prevede la produzione di un corpo lavori inedito di due giovani artisti selezionati tra coloro che hanno esposto nell’edizione 2025 di Casa Accademia. I selezionati, Morgana Cavicchioli ed Elia Nardin, hanno avuto la possibilità di realizzare opere inedite, grazie a un contributo di produzione stanziato dal Pastis.

I lavori realizzati verranno presentati nella mostra “Cronotopie” il 19 febbraio 2026 negli spazi della Conserveria del Pastis (Piazza Emanuele Filiberto, 11).

“Cronotopie” è una mostra bi-personale, a cura di Roberto Mastroianni e con la co-curatela di Ylenia Regia Corte, inserita nella rassegna “Casa Accademia 2025”, prodotta dal Pastis e dall’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.

“Cronotopie” è un racconto a due voci sulla percezione del tempo, immanente, in eterno ritorno.

La selezione di opere dei due artisti in mostra, Morgana Cavicchioli ed Elia Nardin, prendono forma a partire da operazioni di assemblaggio che non cercano sintesi. In entrambi i casi viene messa in giocouna compresenza di tempi e materiali. È un accumulo metodologico in cui il frammento non èresiduale, è protagonista e medium.In entrambe le pratiche, il lavoro non consiste nel rappresentare il tempo, ma nel mettere in forma le condizioni attraverso cui lo percepiamo e possono essere lette in relazione a quelle riflessioni teoriche che hanno indagato i media non solo come strumenti o messaggeri, ma come ambienti, dispositivi che organizzano l’esperienza prima ancora di produrre immagini o significati. In questo senso, le opere non si limitano a occupare uno spazio espositivo, ma ne ridefiniscono lecondizioni percettive, chiedendo allo spettatore di confrontarsi con ciò che resta quando il senso, ilcontesto o la funzione vengono sospesi.La mostra si configura così come uno spazio di compresenza, un luogo in cui immagini e architetture insistono sulla tensione tra ciò che è stato, ciò che è, e ciò che continua ad agire nel presente

TORINO, “MASCHERE IN VETRINA 2”. MOSTRA DIFFUSA NEI LABORATORI DI BORGO CAMPIDOGLIO

MUSEO DELLA MONTAGNA. ARE THERE MOUNTAINS IN THE SKY TOO? CI SONO MONTAGNE ANCHE NEL CIELO? Mostra personale di Benedetta Ferrari

nell’ambito di TO.BE 2026

01.03 – 28.05.2026

Inaugurazione sabato 28 febbraio ore 16:00

Nell’ambito della quarta edizione del programma TO.BE dal titolo “Intracore”, dedicato alla crescita professionale di artiste e artisti emergenti, il Museo Nazionale della Montagna presenta la mostra personale di Benedetta Ferrari, Are there Mountains in the Sky Too? / Ci sono montagne anche nel cielo?, sabato 28 febbraio alle ore 16.

La proposta espositiva curata da Ghёddo si inserisce in un programma più ampio di mostre che prevede la collaborazione tra artistə, musei e spazi d’arte contemporanea di Torino. L’intero progetto è realizzato con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione Venesio e con il patrocinio di Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e Città di Torino.

Dall’antichità a oggi, la montagna ha rappresentato per molti popoli un luogo di transizione verso un altrove cosmico e ultraterreno. Se nelle culture più antiche era intesa come la soglia più prossima al divino sulla Terra, con l’affermarsi del pensiero moderno il suo significato si rovescia: da limite sacro diventa traguardo da raggiungere e misurare, un territorio da conquistare per affermare il primato della conoscenza e dell’azione umana sulla natura. In un presente sempre più instabile e compromesso, ci si domanda se la montagna possa ancora permetterci di riorientare il nostro sguardo, aiutandoci a chiarire quale posizione desideriamo assumere nel nostro Pianeta.

La narrazione della mostra si sviluppa negli spazi della Vedetta Alpina in maniera ascensionale: dal primo piano fino alla Terrazza Panoramica. All’interno del percorso ogni opera funziona come il tracciato di una mappa, fornendo al visitatore le coordinate per muoversi attraverso le diverse letture del paesaggio montano, dalle pendici alle vette, ma soprattutto per individuare le attività che insistono in questi luoghi, le politiche che li regolano e le ricadute ecologiche che producono.

Il progetto è parte del Programma Sostenibilità Museomontagna.

 

Museo Nazionale della Montagna “Duca Degli Abruzzi” – CAI Torino

Piazzale Monte dei Cappuccini 7 – 10131 Torino

Martedì – venerdì: 10.30 – 18.00

Sabato e domenica: 10.00 – 18.00

 

ALBA. PRESENTAZIONE DEL LIBRO “NONA MARIA CUSINERA” DI GABRIELE ABRATE

NOVARA. MOSTRA COLLETTIVA “PASSIONE ROSSO”

La mostra si terrà dal 28 febbraio all’8 Marzo 2026 e sarà allestita presso la galleria di Vicolo della Canonica 3b a Novara e virtualmente sui nostri canali on-line.

L’ inaugurazione avverrà il giorno 28 febbraio 2026 alle ore 15:30, presentazione della professoressa Federica Mingozzi.

Durante il periodo di apertura della mostra vi saranno due eventi:

Domenica 29/02/2026 alle ore 16:00 : Roberto Mazzetta presenta il video “In giro per l’Algeria”.

Sabato 01/03/2026 alle ore 16:00 : “ Il colore delle emozioni… e tu che colore sei?” a  cura di Anna De Zuani, arte terapeuta e poetessa.

Gli artisti sono invitati a esprimere le proprie emozioni più profonde e in tense attraverso l’uso del colore rosso nelle loro opere.

Partecipano 50  artisti con 62 opere (pittura, fotografia, installazioni ,sculture)

Organizzazione e ideazione della mostra a cura di  Violetta Viola, Eva Boglio e Carlo Muscarello.

Allestimento a cura di Emilio Mera.

ASTI. FONDAZIONE GUGLIELMINETTI. MOSTRA “PAOLO BERNARDI…63 ANNI DOPO”

Sabato 21 febbraio 2026 alle ore 17 presso la Fondazione Eugenio Guglielminetti ( Asti, corso Alfieri 375), inaugurazione della mostra “Paolo Bernardi….63 anni dopo…” in occasione della seconda donazione di opere inedite

 

Alba. “Fuori e dentro: due mondi in dialogo”. Una mostra alla Biblioteca civica  racconta il mondo del carcere.

 

Sabato 7 febbraio, dopo l’incontro “La Casa di reclusione G. Montalto di Alba, tra attualità e futuro”, promosso dall’Assessorato alle Politiche Sociali con il Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale e i referenti del “Tavolo carcere”, è stata inaugurata, alla Biblioteca Civica G. Ferrero, la mostra fotografica: “Fuori e dentro: due mondi in dialogo”.

La mostra sarà visitabile, fino al 7 marzo, durante l’orario di apertura della Biblioteca Civica G. Ferrero di Alba (martedì, mercoledì e venerdì 9.00-12.30 e 14-18; giovedì 9.00-13.30 e 14.00-19.00; sabato: 9.00-12.30; chiuso lunedì e festivi).

Il progetto del fotografo Daniele Robotti, vuole essere un invito a esplorare, attraverso l’obiettivo della macchina fotografica, il delicato confine tra la realtà della reclusione e il mondo esterno.

“Fuori-dentro” è un progetto che percorre la frattura esistenziale creata dal carcere: da una parte il mondo esterno che procede incessante, dall’altra una realtà sospesa dove il tempo assume altre dimensioni.

Le fotografie esposte, tutte in bianco e nero, indagano come il “fuori” viva nell’immaginario dei detenuti attraverso istantanee, lettere e ricordi, diventando presenza costante proprio nella sua assenza. Gli affetti familiari si trasformano: condensati in visite limitate e parole preziose, ridefiniscono ruoli e relazioni in un contesto regolamentato. Al centro c’è l’identità divisa del detenuto, sospeso tra due mondi: una parte ancorata alla vita esterna, l’altra adattata alle logiche carcerarie. Le temporalità divergono drammaticamente: dentro, giorni ripetitivi e attese interminabili; fuori, un mondo che evolve, stagioni che cambiano, figli che crescono. Il “fuori” rappresenta l’orizzonte del ritorno, carico di speranze e timori: il desiderio di reintegrazione ma anche la paura dello stigma, la sfida di ricostruire la propria esistenza in un mondo mutato durante l’assenza. Prepararsi al ritorno significa mantenere vivo il dialogo con quella realtà esterna e coltivare le risorse per ricominciare oltre le mura.

Daniele Robotti è un fotografo professionista con trent’anni di esperienza sul campo, dalla fotografia di cronaca ai viaggi, dal reportage sociale alla fotografia naturalistica. Attualmente la sua produzione fotografica è orientata su storie e soggetti legati alle aree dell’inchiesta, del ritratto e della fotografia fine-art.

 

MONDOVI’. LUCIANA PENNA A “ESPRESSIONI DELL’ANIMA”

L’artista piemontese Luciana Penna partecipa ad una esposizione di Arte contemporanea, con artisti internazionali, presso il Museo della Casa, in via Beccaria 21 a MONDOVI’ – Curata da FLY ART (Torino) e THE ARTIST POOL (London).

Apertura ore 10-19 nei giorni di Giovedì, Venerdì, Sabato e Domenica – fino al 26 Aprile 2026

 

 

 

 

 

 

Casale Monferrato. “Femme au café du Louvre”. La mostra personale di Alessandro Cardamone al Castello del Monferrato

Sabato 21 febbraio 2026, alle ore 17,00, nelle Sale al Secondo Piano del Castello del Monferrato sarà inaugurata la mostra personale di Alessandro Cardamone “Femme au Café du Louvre”.

L’esposizione presenta una selezione di 75 opere dell’artista allestite in un percorso suddiviso in undici ambienti espositivi offrendo una panoramica sul lavoro di Cardamone, con particolare attenzione alla costruzione della figura e alla ricerca sulla relazione tra segno e spazialità pittorica. L’allestimento riunisce opere rappresentative dei temi che caratterizzano la sua produzione, consentendo al pubblico di approfondirne l’evoluzione stilistica.

Alessandro Cardamone è un artista attivo da diversi anni che ha sviluppato una ricerca centrata su forme essenziali, composizioni strutturate e un uso controllato del colore. La sua produzione si orienta verso una sintesi visiva che unisce elementi figurativi e componenti più astratte.

La mostra sarà visitabile gratuitamente fino al 5 aprile 2026 seguendo i consueti orari di apertura del Castello del Monferrato: sabato e domenica dalle 10,00 alle 13.00 e dalle 15,00 alle 19,00.

Apre ad Aosta la mostra Grigory Gluckmann. Tra luce e grazia

28 febbraio – 2 giugno 2026. Inaugurazione venerdì 27 febbraio 2026, ore 18

 

L’Assessorato Istruzione, Cultura e Politiche identitarie della Regione autonoma Valle d’Aosta informa che venerdì 27 febbraio 2026, alle ore 18, presso le sale espositive del Museo Archeologico Regionale di Aosta, sarà inaugurata la mostra Grigory Gluckmann. Tra luce e grazia.

L’esposizione, in linea con gli approfondimenti sull’arte moderna tra Otto e Novecento presentati nel corso degli anni nella sede espositiva regionale, è curata da Valeria Gorbova e Daria Jorioz e propone per la prima volta in Italia una mostra antologica sul pittore americano di origine bielorussa, attraverso una selezione di 35 dipinti, documentando la raffinatezza di un autore apprezzato in Europa e negli Stati Uniti, che ha interpretato in maniera personale il modernismo francese e l’eredità rinascimentale italiana.

Il percorso espositivo si compone di cinque sezioni tematiche: Caffè e interni, Infanzia, La danza, L’eco del classico e Frammenti di vita, accompagnando il visitatore a ripercorrere la vicenda umana e artistica di un pittore che sfugge alle classificazioni.

Grigory Gluckmann (1898-1973) nacque a Polotsk, allora parte dell’Impero Russo. Nel 1917 entrò alla Scuola di Pittura, Scultura e Architettura di Mosca, ma nel 1920, nel pieno degli sconvolgimenti rivoluzionari, emigrò a Berlino. Nel gennaio 1924 lasciò Berlino e si recò in Italia. Trascorse nove mesi a Firenze, dove lavorò nei musei e, per la prima volta, in uno studio tutto suo. Questo periodo si rivelò decisivo nella sua biografia artistica: immerso nello studio della pittura rinascimentale, adottò la tecnica della pittura su tavola lignea, raramente utilizzata dagli artisti del Novecento e che caratterizzò tutta la sua carriera. Durante il soggiorno italiano partecipò anche alla Biennale di Venezia, entrando così nel circuito espositivo internazionale.

Sempre nel 1924, Gluckmann si stabilì a Parigi, allora centro artistico internazionale. Il suo debutto parigino alla Galerie Druet attirò l’attenzione del pubblico e dei critici. Negli anni Venti e Trenta espose regolarmente nei maggiori saloni parigini, dal Salon des Tuileries al Salon d’Automne. Entrò a far parte del milieu artistico cosmopolita dell’École de Paris, una comunità composta in gran parte da artisti stranieri per i quali Parigi rappresentava libertà artistica e scambio culturale.

Nel 1937 gli fu conferita la Medaglia d’Oro al Salon di Parigi, uno dei riconoscimenti più significativi della sua carriera europea. Gli anni Trenta del XX secolo furono caratterizzati da un’intensa attività espositiva e da una crescente visibilità sulla scena artistica parigina: in quel periodo dipinse strade e caffè parigini, folle di abitanti della città e scene di vita urbana. In alcune composizioni raffigurò nudi femminili sensuali ed episodi della Parigi notturna. Due opere di questo ciclo, Rêverie (Due donne al caffè) e Un angolo di Parigi sono esposte in mostra.

Lo scoppio della Seconda guerra mondiale lo costrinse nuovamente all’esilio. Dopo un periodo nel sud della Francia, nel 1941 emigrò negli Stati Uniti con l’aiuto del violinista Jascha Heifetz, che sarebbe diventato uno dei suoi più importanti collezionisti. Si stabilì tra New York e Los Angeles, dividendo il suo tempo tra le due città. Nel 1945 ricevette il Watson F. Blair Prize dall’Art Institute of Chicago, nel 1948 fu nominato Respected Fellow della Royal Society of Art di Londra e nel 1968 divenne membro della Benjamin Franklin Society of Art. Dagli anni Quaranta fino ai primi anni Settanta rimase impegnato nell’attività artistica ed espositiva negli Stati Uniti.

Grigory Gluckmann morì nel 1973. La sua carriera, che si estese tra Russia, Germania, Italia, Francia e Stati Uniti, riflette la storia più ampia dell’esilio artistico e della migrazione culturale del Novecento. Le sue opere sono conservate in collezioni pubbliche e private in Europa e negli Stati Uniti, e la sua eredità continua a essere oggetto di rilettura nel contesto della pittura figurativa moderna e della storia dell’arte dell’emigrazione.

Scrive la curatrice Daria Jorioz: “È come se Grigory Gluckmann oscillasse continuamente tra passato e presente, inesorabilmente chiamato a guardare la bellezza dell’Antico ma desideroso di rielaborarla riconsegnandola a noi attraverso lo sguardo di un uomo del Novecento. Canta la donna come il Petrarca, in una poesia non priva di sacralità, poi ne decostruisce l’immagine e ne narra le contraddizioni e le fragilità come aveva fatto anni prima Henri de Toulouse-Lautrec.

Tra i soggetti prediletti da Gluckmann vi sono le scene di balletto che rinviano a un primo sguardo a Edgar Degas e rivelano la sua attenzione per momenti di attesa dietro le quinte, dove le figure sono raffigurate con le loro fragilità interiori come in Grandi aspettative, Sogni di domani e Prima apparizione, opere presentate in mostra.

Nel trattamento del nudo femminile, Gluckmann si rifaceva alle tecniche degli antichi maestri. La materia preziosa e smaltata delle tavole dipinte rinvia alla tecnica ad olio su supporto ligneo dei maestri antichi, fatta di sovrapposizioni di sottilissimi impasti: una scelta che raggiunge esiti altissimi in un’opera della maturità assegnabile al periodo americano, dal titolo Composition, presente in mostra.

L’opera di Grigory Gluckmann, conclude la co-curatrice Valeria Gorbova, incarna la complessità del Novecento: migrazioni culturali, sintesi artistiche e la ricerca di armonia in un’epoca segnata da traumi storici. La sua pittura non ricerca lo spettacolo – al contrario. Offre una visione profonda e intima del mondo. Questa mostra lo restituisce al contesto internazionale dell’arte moderna, riscoprendo un artista il cui genio oggi risuona con rinnovata forza.”

 

L’esposizione Grigory Gluckmann. Tra luce e grazia è prodotta da Contemporanea Progetti in collaborazione con Expona, da un’idea originale di Morus Art Foundation.

La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue nella doppia versione italiano-francese e italiano-inglese, edito da Mandragora, con testi di Valeria Gorbova, Daria Jorioz e Martin Wolpert, acquistabile in mostra al prezzo di 32 euro.

Biglietti: intero 8 euro, ridotto 6 euro.

La mostra è inserita nel circuito di Abbonamento Musei.

Aosta, Museo Archeologico Regionale

28 febbraio – 2 giugno 2026.

Orario di apertura: 10-13 e 14-18. Chiuso lunedì.

 

COOPERATIVA BORGO PO E DECORATORI. MOSTRA DI ANGELA GUIFFREY “SENZA TEMPO”

Prosegue, inaugurata il 29 gennaio, la nuova mostra di Angela Guiffrey Senza tempo

 

Respirare con gli occhi. Incontro con l’artista fotografa Paola Mongelli

28 Febbraio 2026

Orari Sabato: 11:00-12:30

Presentazione della monografia “Respirare con gli occhi” (Gli Ori, 2026), che racconta trent’anni di ricerca fotografica dell’artista torinese Paola Mongelli. Il volume, a cura di Angela Madesani, raccoglie molte delle sue opere più rappresentative, accompagnate da un testo curatoriale, apparati critici selezionati, citazioni e versi dell’artista.  Con Paola Mongelli dialogano Angela Madesani e Dario Capello. Letture di Renata Salmini.

Nata a Torino nel 1972, Paola Mongelli è artista visiva e fotografa. Negli anni Novanta si laurea in Scenografia all’Accademia Albertina di Belle Arti e si dedica alla fotografia fine-art, sperimentando in modo personale le tradizionali tecniche di camera oscura. Dal 1998 espone le sue opere in Italia e all’estero (Phos, A Pick Gallery, Unimediamodern, VisionQuest, Areapangeart, Stone Oven House, NegPos, Tonin Gallery, Fondazione Italiana per la Fotografia, Weber&Weber). Oggi la sua pratica abbraccia anche la poesia, il disegno e la performance, privilegiando i temi legati all’autoritratto, all’ombra e al movimento. Dal 2009 è formatrice e docente in materia di fotografia e di educazione alla visione (Istituto Europeo di Design, IAAD Torino, Collegio Universitario Einaudi, Accademia Ligustica e Albertina, SDC Torino). Collabora con istituzioni e progetti educativi nell’ambito della disabilità e del disagio (Diaconia Valdese, Servizi Sociali, Fondazione Time2) promuovendo la fotografia come strumento terapeutico. www.paolamongelli.com

G.A.M. – QUELLI DELLA NOTTE. Gli artisti e la fascinazione del buio, del sogno, dell’inconscio. Incontro con Anna Ottani Cavina

Incontro di approfondimento sulla mostra Notti. Cinque secoli di stelle, sogni, pleniluni

Mercoledì 18 febbraio 2026, ore 18:00

GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino

Sala incontri

Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili