Festival di Sanremo, si parte. Ma dov’è il Piemonte? Levante a parte, c’è solo…il Fantasanremo

Levante
Il sipario del Festival di Sanremo si alza ancora una volta sul Teatro Ariston, e con lui tornano le polemiche, i pronostici azzardati al bar e l’immancabile febbre da Fantasanremo.
L’edizione 2026, in avvio questo martedì 24 febbraio, promette scintille: superospiti internazionali, duetti da pelle d’oca e look destinati a popolare meme per mesi. Ma tra glitter, standing ovation strategiche e outfit che sfidano la legge di gravità, una domanda risuona con garbo sabaudo: dov’è il Piemonte? Già, perché tra i Big in gara quest’anno non figurano artisti nati o residenti nella regione. Un’assenza che si fa notare, specie per una terra che ha dato tanto alla musica italiana. L’unico filo che conduce verso il Nord-Ovest passa per Levante, siciliana di nascita ma torinese d’adozione artistica.
È proprio sotto la Mole che Levante ha mosso passi fondamentali nella sua carriera, costruendo un legame solido con la città e con quel pubblico piemontese capace di entusiasmo misurato ma profondissimo.
Per il resto, il Piemonte osserva. Con eleganza, s’intende. E forse con un pizzico di rammarico. Perché Sanremo è anche una questione identitaria: ogni regione cerca il “suo” artista da sostenere come in un derby canoro. E se la Campania e la Lombardia fanno squadra compatta, dalle parti di Torino e dintorni si tifa un po’ in ordine sparso.
A consolare i fan ci pensa però il Fantasanremo, vero collante generazionale. Qui non contano le provenienze, ma i bonus: un “ciao mamma”, un inchino plateale, una discesa in platea valgono più di una nota tenuta alla perfezione. E così anche senza un rappresentante ufficiale piemontese, nulla vieta di schierare in squadra l’artista del cuore e sperare in un bonus a sorpresa.
Giulia Giacone




