PIEMONTE ARTE: DE-COLL’, F8CHIERI, KLIMT A SAVIGLIANO, LA CORONA DI CARLO III, LE XILOGRAFIE DI HOKUSAI, BELLON, BERSEZIO…
Coordinamento redazionale di Angelo Mistrangelo
CHIERI. I “DIALOGHI SENZA PAROLE” DI PIER TANCREDI DE-COLL’
Inaugurata venerdì scorso alla Libreria Mondadori di Chieri la mostra “Dialoghi senza parole” di Pier Tancredi De-Coll’, a cura di Piemonte Arte, la testata giornalistica settimanale di 100torri, e con la presentazione di Angelo Mistrangelo.
In mostra dodici opere dell’artista chierese dalla consolidata fama nazionale e con all’attivo importanti mostre personali. Espressionista con origini da vignettista sui quotidiani torinesi, De-Coll’ è dal 2024 membro della Consulta dell’Accademia italiana d’Arte e Letteratura.
La mostra, aperta in libreria fino al 22 marzo, è visitabile on-line su 100torri.it.
Chieri. Prosegue la Mostra Fotografia F8CHIERI 2026 presso la Galleria Civica d’Arte e Cultura Palazzo Opesso
La mostra resterà aperta fino all’8 marzo 2026 con orario dal lunedì al venerdì 16 -19 e sabato, domenica e festivi 10,30-12,30 e 16-19
Il gruppo fotografico Effeottochieri, sezione dell’Unione Artisti del Chierese ha lo scopo di riunire le persone appassionate di fotografia, attraverso serate associative, corsi, mostre e ogni altra attività inerente la fotografia.
La mostra “F8CHIERI 2026” è una collettiva non a tema, dove i soci presentano ciascuno le proprie fotografie relative ai generi e soggetti prediletti.
LA MOSTRA E’ ANCHE ON-LINE su 100torri.it
Savigliano. L’arte di Klimt a palazzo Muratori-Cravetta
Fino al 3 maggio visitabile la mostra “Gustav Klimt – Segno e Visione”, che ospita oltre 60 collotipie dell’artista
Fino al prossimo 3 maggio palazzo Muratori-Cravetta di Savigliano ospita la mostra “Gustav Klimt – Segno e Visione”, progetto espositivo di grande valore scientifico e culturale che indaga il ruolo centrale della stampa e della grafica nella ricerca artistica di uno dei massimi protagonisti della modernità europea.
Inaugurata sabato pomeriggio, la mostra presenta una selezione di oltre sessanta collotipie provenienti dalla collezione di Fiorenzo Silvestri, elementi di altissimo pregio artistico e documentario capaci di offrire una visione organica e approfondita dell’opera klimtiana su carta.
Il percorso espositivo è articolato attraverso le tavole tratte da tre celebri cartelle storiche:
- Das Werk von Gustav Klimt (1918), edizione Hugo Heller, progettata e supervisionata dall’artista stesso;
- Gustav Klimt. Fünfundzwanzig Handzeichnungen (1919), edizione Gilhofer & Ranschburg;
- Gustav Klimt. Eine Nachlese (1931), a cura di Max Eisler.
La mostra è arricchita da materiali fondamentali della Secessione viennese, tra cui la rivista Ver Sacrum, manifesti storici e due rare collotipie raffiguranti il Burgtheater di Vienna dai punti di vista di Gustav Klimt e Franz Matsch, che consentono una lettura critica del clima culturale dell’epoca e delle diverse concezioni dell’arte monumentale e decorativa.
Di particolare rilievo è inoltre la presenza, accanto alla sezione dedicata ai disegni erotici, di un bozzetto originale inedito di Gustav Klimt, verosimilmente riconducibile a uno studio preparatorio per le Bisce d’Acqua II.
Spiegano i curatori Diego Repetto e Alberto Mattia Martini: «“Gustav Klimt-Segno e Visione” non propone soltanto una rassegna di capolavori su carta, ma una vera riflessione sui processi attraverso cui l’opera di Klimt si è costruita, diffusa e storicizzata. La mostra affronta il maestro viennese non come icona ormai cristallizzata dell’immaginario collettivo, ma come protagonista di una complessa rete di relazioni intellettuali, tecniche ed editoriali che investono la nozione stessa di opera d’ arte, il rapporto tra unicità e riproducibilità e il ruolo del pubblico».
«Le collotipie di Klimt – aggiungono – esprimono in modo esemplare il valore della stampa come strumento essenziale della sua poetica, capace di restituire attraverso il segno la finezza cromatica, la ricchezza ornamentale e intensità della sua visione. Lontane dall’essere semplici riproduzioni, costituiscono una vera e propria traduzione autonoma dell’opera, in grado di generare una nuova “aura” fondata sulla qualità tecnica, sulla limitazione delle tirature e sul diretto controllo esercitato dall’artista sul processo di realizzazione».
INFORMAZIONI MOSTRA
Sede: Palazzo Muratori Cravetta, Via Jerusalem 4, Savigliano.
Date: dal 14 febbraio al 3 maggio 2026.
Orari di apertura: sabato e domenica dalle 15.00 alle 18.30.
Visite su prenotazione disponibili anche in altri giorni e orari.
Aperture straordinarie: 6 aprile – 24 aprile e 1° maggio.
Biglietti:
Intero € 8,00
Ridotto € 7,00 (gruppi fino a 25 persone)
Ridotto € 6,00 (under 12 / over 65)
Ridotto € 5,00 (Cultura Card, Piemonte Musei, UNI3)
Ridotto scuole € 4,00 – scuole locali € 2,00
Gratuito per Soci AICA Italia – Sezione Ufficiale Italiana Associazione Internazionale dei Critici d ’Arte.
Info e prenotazioni:
cultura@comune.savigliano.cn.it
www.vivaticket.com
Tel. 0172 / 710 222 – 235
Palazzo Madama. Presentato il restauro del POLITTICO CON SAN GEROLAMO E SANTI, ANNUNCIAZIONE E SCENE DELLA PASSIONE DI DEFENDENTE FERRARI
Grazie al generoso finanziamento dell’avvocato Marziano Marzano, già Assessore e Vicesindaco della Città di Torino per oltre dieci anni, Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica ha potuto affrontare e portare a compimento un delicato e complesso intervento di restauro sul Polittico con san Gerolamo e santi, Annunciazione e scene della Passione di Defendente Ferrari, opera di straordinaria importanza per la storia della pittura piemontese del primo Cinquecento, restituendo così al pubblico un capolavoro delle collezioni civiche torinesi.
Dipinta su tavola e conservata con la cornice originale, a differenza di molte altre opere simili oggi nei musei o nelle chiese, l’opera – acquisita dal Museo nel 1932 – ha richiesto un intervento di restauro particolarmente articolato, legato alla complessità dell’apparato ligneo e alle condizioni strutturali dei supporti. La presenza della carpenteria originaria, rara per polittici di questa epoca, ha reso necessaria la revisione delle soluzioni conservative adottate in precedenti restauri.
Il restauro ha riguardato innanzitutto gli aspetti strutturali e di montaggio dell’insieme, con un complesso lavoro di risanamento delle tavole lignee che costituiscono il supporto dei dipinti. In particolare, la tavola centrale presentava evidenti segni di un’antica frattura, che è stata ricomposta con grande accuratezza, restituendo stabilità e continuità all’intero polittico. Parallelamente, sono stati affrontati gli interventi sulla superficie pittorica.
Il lavoro è stato condotto dal laboratorio di restauro di Leone Algisi a Gorle (BG), che ha curato gli interventi sulla parte lignea e strutturale, con la collaborazione di Carla Grassi per la parte pittorica.
Il polittico fu realizzato da Defendente Ferrari (Chivasso, 1475 ca. – 1540), allievo di Giovanni Martino Spanzotti con il quale collaborò in diverse occasioni tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento. In seguito, la sua autonoma bottega diffuse in numerosi episodi, in tutto il territorio del ducato di Savoia, un linguaggio elegante e raffinato, espressione di una mediazione tra la pittura dell’Italia padana e quella francese e fiamminga, riconoscibile nella costante attenzione ai particolari, dagli elementi naturali ai dettagli preziosi degli abiti.
Il polittico presenta al centro san Gerolamo nel suo eremitaggio, affiancato da due tavole laterali con coppie di santi. Non si conosce la collocazione originaria dell’opera, priva di riferimenti storici o iconografici certi. Un elemento di eccezionale interesse è la cornice originale, decorata con candelabre rilevate a pastiglia secondo i dettami della cultura rinascimentale, così come la predella, realizzata con una raffinatissima tecnica di tratteggio a oro che richiama tanto l’oreficeria quanto le tecniche incisorie.
Entrato nelle collezioni civiche grazie al mecenatismo illuminato di inizio Novecento – grazie al contributo di Giovanni Battista Devalle, Isaia Levi e Silvio Simeom – il polittico torna oggi pienamente leggibile e strutturalmente risanato grazie a un atto di mecenatismo altrettanto significativo.
Al termine del restauro, l’opera sarà nuovamente esposta nella Sala Acaia, al piano terra del museo, nella stessa sede che la ospitava prima dell’intervento, tornando così a dialogare con il percorso permanente di Palazzo Madama.
AL MUSEO ACCORSI-OMETTO LA CORONA DI CARLO III DI BORBONE
Arte e regalità nell’Europa del Settecento
21 febbraio – 22 marzo 2026
La Fondazione Accorsi-Ometto è lieta di ospitare nella Sala delle Arti del Barocco la Corona di Carlo III di Borbone, proseguendo nell’intento di promozione della cultura e di divulgazione della conoscenza delle arti decorative, dell’eccellenza tecnica e della tradizione manifatturiera italiane.
La corona dei Borbone rappresenta la riproduzione dell’originaria corona commissionata nel 1732 dalla regina di Spagna, Isabella Farnese, a un’equipe di orefici fiorentini. Con questa corona Carlo di Borbone venne incoronato re di Sicilia il 3 luglio 1735 nel Duomo di Palermo.
La corona di Carlo III è stata realizzata dal Centro Orafo Il Tarì, da sempre impegnato nell’organizzazione di eventi culturali e di mostre nell’ambito del gioiello e dell’oreficeria, con particolare attenzione alle tecniche lavorative susseguitesi nel corso dei secoli. La sua riproduzione è in argento dorato e pesa 1405 grammi; il diametro di base è di 20 cm e l’altezza è di 19 cm. È decorata da oltre 300 pietre bianche cubic zirconia e da una grande ametista di taglio antico, che sostituisce l’originale “diamante viola Farnese” di 42 carati.
Accanto alla riproduzione della corona, saranno esposti esempi di arte decorativa napoletana appartenenti alle collezioni del Museo Accorsi-Ometto: una coppia di doppieri in argento eseguiti intorno al 1775 dall’ancor poco conosciuto Francesco Tomaselli e un vassoio da parata in piquet tartarugato, , donato da papa Benedetto XIV Lambertini al marchese piemontese Leopoldo del Carretto di Gorzegno e di Moncrivello.
La corona dei Borbone, dopo esser stata esposta alla Reggia di Caserta nel 2023 e oggi al Museo Accorsi-Ometto di Torino, entrerà a far parte del tesoro di San Gennaro.
Vedere fotograficamente. Il talento di Edward Weston. In mostra a CAMERA fino al 2 giugno 2026
Tra le figure più autorevoli nella storia della fotografia, Edward Weston (1886–1958) ha avuto un ruolo decisivo nel riconoscimento del linguaggio fotografico come forma d’arte. Con le sue immagini in bianco e nero, realizzate per lo più con la fotocamera a grande formato, ha trasformato oggetti quotidiani in sorprendenti giochi di linee, volumi, contorni e ombre. Ma cosa rende unico il suo sguardo?Weston inizia a fotografare all’età di 16 anni, quando il padre gli regala una Kodak Bulls-Eye No. 2. Segue alcuni corsi di fotografia ma è fondamentalmente un autodidatta e nel 1911, poco più che ventenne, apre il suo primo studio a Tropico (Los Angeles). La sua attività di fotografo comincia così, tra lavori commerciali e sperimentazioni più autoriali, influenzato dall’ambiente pittorialista dell’epoca. Sono però i due soggiorni in Messico, tra il 1923-1924 e il 1925-1926 a segnare una svolta decisiva per il suo percorso creativo. Inizia a esplorare nuovi soggetti e generi: le prime nature morte, i primi nudi e i ritratti, consolidando uno stile basato sul rigore tecnico, formale e compositivo. Temi che diventano mano a mano sempre più centrali e ricorrenti all’interno della sua produzione e a cui si aggiungono, più avanti, anche eccezionali paesaggi che restituiscono una visione epica e contemplativa della natura. Weston sviluppa così la capacità di “vedere fotograficamente”, trasformando il banale in qualcosa di suggestivo, straordinario. In lui matura la consapevolezza che l’essenza della fotografia risieda nel momento dello scatto e nella capacità di osservare e scegliere, trasformando soggetti comuni in immagini di forte intensità visiva. Tutto diventa materiale artistico: peperoni che si trasformano in corpi, corpi che diventano forma pura, oggetti quotidiani che si tramutano in sculture marmoree. Il come si vede è più importante di ciò che si vede.
TORINO. GALLERIA SALAMON: XILOGRAFIE DEL MAESTRO GIAPPONESE KATSUSHIKA HOKUSAI
Dal 6 marzo al 24 aprile 2026, la Galleria Elena Salamon di Torino presenta oltre 180 xilografie originali di Katsushika Hokusai, il maestro giapponese che ha rivoluzionato l’arte mondiale.
La mostra ospita opere comparabili per qualità e conservazione a quelle custodite al British Museum e al Metropolitan, con rarità eccezionali come “Warai Hannya” (Il demone Hannya che ride, 1831), una delle xilografie più preziose mai realizzate dall’artista, presente in esemplare di prima edizione.
L’esposizione rappresenta un’occasione unica per ammirare dal vivo capolavori normalmente accessibili solo nei grandi musei internazionali: dalle celebri serie delle Trentasei Vedute del Monte Fuji e delle Cento Vedute, alle stampe della Piccola Tokaido (1804), fino ai tre volumi completi dei Guerrieri Illustrati.
Casale Monferrato. “Time to be”. La mostra dell’artista Paolo Bellon al Castello del Monferrato
Sabato 28 febbraio 2026 alle ore 17,30, nella Manica Lunga del Castello del Monferrato, verrà inaugurata “Time to BE”, la mostra dell’artista Paolo Bellon dedicata al rapporto tra pensiero critico, trasformazione individuale e contemporaneità.
L’iniziativa propone un percorso attraverso quattro dimensioni, che sono rigenerazione del pensiero, sfida all’omologazione, valore del tempo e riscoperta della bellezza, e vengono sviluppate attraverso manufatti, installazioni e immagini realizzate anche con l’intelligenza artificiale.
La mostra non si presenterà come un’esposizione tradizionale, ma come un invito a fermarsi, osservare e interrogarsi sul proprio ruolo nella società attuale grazie alle opere realizzate con tecniche diverse che introducono il visitatore in un percorso che utilizza l’arte come mezzo di analisi e non come fine decorativo.
“La società non può cambiare se non attraverso le scelte di tutti i singoli: il cambiamento reale si genera dal basso, dal pensiero critico che guida le scelte quotidiane” spiega Bellon, sottolineando come l’omologazione rappresenti uno dei rischi più concreti per una società pluralista.
L’esposizione affronta il tema della responsabilità individuale come motore di trasformazione, proponendo installazioni e provocazioni visive che cercano una reazione più che un consenso estetico.
La mostra sarà aperta al pubblico, con accesso libero e gratuito fino al 29 marzo 2026: sabato, domenica e festivi dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 19,00.
Bra: a Palazzo Mathis e a Il Fondaco la doppia personale di Enzo Bersezio
Inaugurazione sabato 28 febbraio. Mostra visitabile fino al 4 aprile
Il Comune di Bra e Il Fondaco presentano un nuovo evento artistico culturale: dal 28 febbraio al 4 aprile, nelle sale affrescate di Palazzo Mathis e presso la sede dell’associazione in via Cuneo sarà visitabile la mostra: “Esercizi di astrazione nella continuità, sul divenire del tempo”, doppia personale dell’artista Enzo Bersezio.
Il percorso espositivo, a cura di Silvana Peira con testo critico di Monica Trigona, si divide in due momenti progettuali principali, in un racconto che si articola in due sedi: a Palazzo Mathis una serie di sculture degli anni 2020/2025 in cui Bersezio predilige il legno trattato con forme archetipe, vere e proprie architetture dell’immagine, in un ideale dialogo con i lavori degli anni ‘70/’80 allestiti negli spazi del Fondaco, in via Cuneo.
Enzo Bersezio nato a Lesegno (CN) è uno scultore, e dopo gli studi liceali a Cuneo, si diploma in scultura frequentando il corso tenuto dal maestro Sandro Cherchi all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, città che da quel momento diventa luogo d’arte, di vita e lavoro.
Il suo lavoro lo rende partecipe di numerose manifestazioni di mostre sia personali, che collettive in Italia ed all’estero e ad essere presente alla 54° BIENNALE DI VENEZIA, Padiglione Italia – Torino.
L’evento fa parte del progetto “I confini del Sacro – GrandArte 2025/2026”, realizzato in collaborazione con CSA Farm Gallery Torino.
La mostra “Esercizi di astrazione nella continuità, sul divenire del tempo” dell’artista Enzo Bersezio sarà visitabile ad ingresso gratuito. Inaugurazione sabato 28 febbraio, alle 17 a Palazzo Mathis, per proseguire alle 18.30 presso Il Fondaco.
Orari di visita:
Palazzo Mathis – P.za Caduti Per La Libertà 20, Bra
Da lunedì a giovedì su prenotazione, venerdì sabato e domenica dalle 10 alle 18
Pinerolo. Becoming Climate: il cambiamento climatico e il rinnovamento, attraverso le lenti di World Press Photo
Venerdì 27 febbraio, ore 14.00 presso la Biblioteca Civica Alliaudi (Via Battisti 11, Pinerolo)
La mostra, organizzata dal Rotary Club Pinerolo in collaborazione con il Comune di Pinerolo, aperta al pubblico dall’1 marzo al 6 giugno 2026, presenta negli spazi della Cavallerizza Caprilli 80 fotografie selezionate da World Press Photo, ente promotore del più importante concorso annuale di fotogiornalismo al mondo. Immagini di grande forza espressiva che invitano a riflettere su temi profondamente intrecciati con la nostra quotidianità e con il futuro delle nostre comunità.
IVREA. CREATIVITÀ E FOTOGRAFIA AL MUSEO PIER ALESSANDRO GARDA: LABORATORI PER I PIÙ PICCOLI E PROROGA DELLA MOSTRA “OLIVETTI E I FOTOGRAFI DELLA MAGNUM”
Ingredienti naturali, essenze e tecniche utilizzate in epoca antica nel laboratorio “Profumi dall’Antichità” sabato 28 febbraio 2026
Il Museo Civico P. A. Garda di Ivrea propone un nuovo appuntamento dedicato ai più piccoli: “Profumi dall’Antichità”, un laboratorio esperienziale alla scoperta dei profumi, delle essenze e dei gesti di bellezza nel mondo antico.
L’iniziativa si terrà sabato 28 febbraio 2026, a partire dalle ore 15.30, e prenderà avvio con una breve visita guidata alla collezione archeologica del museo. A seguire, bambine e bambini parteciperanno a un laboratorio sensoriale dedicato ai profumi antichi.
Ogni partecipante potrà realizzare il proprio profumo personale, da portare a casa come ricordo dell’esperienza.
Il laboratorio, della durata di circa due ore, è a cura dell’archeologa Elisa Benedetto ed è pensato per avvicinare i più giovani al patrimonio archeologico in modo coinvolgente, creativo e multisensoriale.
Costo: € 7,00 a partecipante
Prenotazione obbligatoria scrivendo a musei@comune.ivrea.to.it – tel. 0125 410512
A Grugliasco arriva la mostra multimediale “Senzatomica”
Dal 20 febbraio al 10 aprile, il Parco culturale Le Serre di Grugliasco (via Tiziano Lanza 31) ospita la tappa piemontese di Senzatomica, la mostra multimediale itinerante dedicata al disarmo nucleare. L’esposizione, che ha già coinvolto oltre 460.000 visitatori in più di 80 Comuni italiani, torna in una veste rinnovata per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di un mondo libero da armi atomiche. Nata per trasformare lo spirito umano e promuovere una cultura di pace, Senzatomica si inserisce in un contesto internazionale storico: l’approvazione del Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW) da parte dell’ONU nel 2017, un traguardo raggiunto grazie anche all’impegno della società civile e di ICAN (International Campaign to Abolish Nuclear Weapons), di cui Senzatomica è partner ufficiale e premio Nobel per la Pace 2017.
La mostra è dedica con particolare attenzione alle nuove generazioni. Sono infatti previsti percorsi didattici guidati pensati per ogni ordine e grado scolastico, a partire dalla quarta elementare. Per le scuole, la visita è gratuita con prenotazione. Senzatomica è un progetto promosso dalla fondazione Be the Hope e realizzato grazie ai fondi dell’otto per mille dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai. L’iniziativa si svolge in collaborazione con la Città di Grugliasco e i patrocini della Regione Piemonte, del Comitato Diritti Umani e Civili del Consiglio regionale del Piemonte, della Città metropolitana di Torino e del Comune di Torino.
La mostra, ad ingresso libero e gratuito, è aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 20, con ultimo ingresso un’ora prima della chiusura.
GIAVENO. MOSTRA SUI 130 ANNI DI SCI ITALIANO: UNA STORIA INIZIATA IN VAL SANGONE
L’8 gennaio 1896 è una data spartiacque per la cultura sportiva italiana, perché in quel mattino dell’inverno di 130 anni fa, tra i silenzi dei boschi e i pendii innevati della borgata Pra Fieul di Giaveno, che si trova poco sotto l’Alpe Colombino ed è dominata dalla sagoma del Monte Aquila, l’ingegnere e industriale svizzero Adolfo Kind agganciò ai piedi due rudimentali assi di legno di frassino e si lasciò scivolare lungo il declivio. Kind, che a Torino aveva impiantato una fabbrica di stoppini per candele, non arrivò a quel debutto per caso. Dopo aver effettuato alcuni timidi esperimenti con gli “ski” importati dalla Norvegia al Valentino e a Villa Genero, comprese che per testare davvero le potenzialità di quel nuovo mezzo serviva la montagna vera. Scelse la Val Sangone, raggiunta con lo storico trenino che partiva da via Sacchi a Torino e arrivava alla stazione di via Torino a Giaveno. A piedi Kind e i suoi amici salirono sino ad un pendio che reputarono idoneo. Dopo le prove aGiaveno, l’interesse per i nuovi attrezzi crebbe; Kind fondò loSki Club Torino (il primo sodalizio italiano dedicato allo sci) e nellevalli alpine piemontesi si trasmisero e codificarono i primi rudimenti tecnici e si organizzarono le
prime uscite di gruppo.A Giaveno il Comune, la sezione del CAI, gli Sci Club della Val Sangone e altre associazioni locali hanno deciso di celebrare i 130 anni dello sci italiano e di ricordare insieme l’epopea della stazione sciistica dell’Aquila, attiva tra il 1961 e i primi anni ’90. L’obiettivo è trasformare il ricordo di un’epoca pionieristica in un volano per la promozione turistica e culturale, onorando un passato in cui migliaia di torinesi scoprirono la neve proprio su questi pendii. L’attenzione verso l’Alpe Colombino è rinata grazie a stagioni invernali generose, che hanno registrato affluenze record di escursionisti e appassionati. La montagna di Giaveno vive una seconda giovinezza all’insegna della sostenibilità e degli sport “green”, riscoprendo una dimensione lenta, simile a quella dei primordi, quando lo sci si praticava senza impianti di risalita.
Sabato 28 febbraio alle 15,30 ad aprire il calendario degli eventi patrocinati dalla Città metropolitana di Torino sarà l’inaugurazione della mostra storico-fotografica “Pra Fieul, la culla dello sci italiano”, allestita al ristorante Monte Aquila. Alle 17 si terrà una dimostrazione di discesa con la tecnica norvegese del Telemark, la prima codificata e insegnata a livello mondiale, a cura del CAI di Coazze. Alle 18 partirà la ciaspolata “Al Chiaro di Luna” proposta dall’associazione Valsangone Turismo, mentre alle 19 si disputerà la cronoscalata scialpinistica Memorial Tommaso Dovis, organizzata dal CAI Coazze. La cena a prezzo convenzionato si potrà consumare alle 21, prenotando il posto a tavola all’ufficio turistico di Giaveno al numero telefonico 011-9374053.
Torino. Nasce a San Salvario “SALA ART ENSEMBLE”, spazio cultura e socialità”.
Un nuovo luogo di incontro: arte e comunità nel cuore di Torino.
Nel quartiere torinese di San Salvario apre le porte uno spazio cultura chiamato “ART ENSEMBLE”: aggregazione, spettacoli e cultura. Nuovo presidio formativo creato dalla rifunzionalizzazione di una piccola chiesa in via Petitti 24, a Torino. Il progetto è realizzato e gestito dalla “Fraternità Maria Consolatrice” – associazione di promozione sociale fondata nel 2007 – da sempre impegnata nel sostegno alle persone fragili e alla promozione della cultura come strumento di vera inclusione. L’iniziativa prende vita in un’aula dall’atmosfera suggestiva, caratterizzata da uno stile gotico eclettico che conferisce agli eventi un fascino particolare e raccolto. La sala – polifunzionale e attrezzata con impianto audio e video – dispone di 90 posti a sedere. E’ pensata per ospitare proiezioni cinematografiche, concerti, spettacoli, incontri culturali e appuntamenti di pubblica utilità. L’obiettivo che si propone è chiaro: stimolare l’aggregazione, contrastare l’isolamento sociale domestico e accendere una nuova luce sul territorio, contribuendo alla rivitalizzazione del quartiere. Lo spazio “ART ENSEMBLE” vuole essere un luogo dove incontrarsi e confrontarsi, uno spazio veramente aperto alla partecipazione attiva dei cittadini, di tutti i cittadini, non solo quelli del quartiere. Il nome “Art Ensemble” racchiude un significato: ovvero l’insieme delle arti, cinema, pittura, fotografia, letteratura e musica da vivere e al tempo stesso condividere. Progetto che mette al centro le singole persone e la comunità, valorizzando il potere dell’arte come linguaggio universale capace di unire anche generazioni diverse. Particolare attenzione è rivolta alle famiglie e alle persone fragili. L’ingresso agli eventi è a contributo libero, per consentire anche a chi si trova in difficoltà economica di partecipare a momenti culturali e aggregativi. I volontari della “Fraternità” offrono un servizio di accoglienza in sala e, in occasione di proiezioni o eventi serali, garantiscono un servizio di accompagnamento a casa per le persone del circondario, in particolare anziani soli o con difficoltà motorie. Il progetto “Art Ensemble – Cultura e Socialità” è promosso e finanziato dalla Regione Piemonte e l’Assessorato alle Politiche Sociali. Alcuni eventi sono patrocinati dalla Circoscrizione 8 di Torino. La programmazione culturale prevede: proiezioni cinematografiche ogni giovedì alle ore 21.00 con pellicole d’essai o a tema socioculturale, introdotte da presentazioni e momenti di approfondimento. La domenica alle ore 18.00 appuntamento con la rassegna “Rivediamoli insieme”, dedicata ai film da riscoprire sul grande schermo.Sono inoltre in calendario rassegne tematiche e dedicate a grandi registi, previste il sabato nel tardo pomeriggio. Per partecipare alle attività cinematografiche è richiesta la tessera annuale di 10.00 euro. Per quanto riguarda la musica è in programmazione “Storie cantate”, a cura dell’Opera Rinata diretta da Valter Carignano e Roberta Wildmann. Concerti e cori polifonici animeranno la sala con repertori che spaziano dalla tradizione ai tempi attuali. A settembre ci sarà anche una mini rassegna jazz con artisti del circuito torinese. Per la storia e la cultura locale una serie di incontri dal titolo “Piemonte com’era-immagini e parole”. Tradizione e curiosità della nostra Regione in un viaggio tra memoria e identità. Il polo culturale “ART ENSEMBLE” si propone così come un nuovo punto di riferimento per San Salvario, facilmente raggiungibile (fermata Metro Dante, bus 18), dove cultura e socialità si intrecciano per costruire relazioni e rafforzare il senso di comunità. In sintesi, lo spazio di via Petitti 24 a Torino non è un semplice luogo religioso dismesso, ma aspira a diventare un centro culturale attivo con eventi e proposte artistiche per tutta la comunità torinese.
Spazio Culturale “ART ENSEMBLE”, associazione di cultura e socialità
Via Ilarione Petitti 24, Torino
Gestore: Fraternità Maria Consolatrice – APS
Info e contatti: 366 3407927Email: fraternita.mc@libero.itSito web: www.missionepadrearsenio.it
ARTE CITTA’ AMICA. MOSTRA COLLETTIVA “CULTURA E’ PACE”

“Essenze di luce”: prorogata al 27 di marzo la mostra di Ferdi Giardini a Palazzo Bricherasio
Le opere dell’artista illuminano le esedre e le sale auliche della sede di Banca Patrimoni Sella & C. in via Lagrange 20 a Torino
È stata prorogata fino al 27 di marzo l’esposizione dell’artista Ferdi Giardini Essenze di Luce nello storico Palazzo Bricherasio in via Lagrange 20 a Torino, oggi sede istituzionale di Banca Patrimoni Sella & C.
La mostra, a cura della direttrice artistica Daniela Magnetti, è un’esperienza che combina arte, design e sensorialità in un connubio unico e suggestivo, capace di trasportare il visitatore in un mondo di bellezza ed emozione.
Entrando in sintonia con la storia e l’architettura del luogo, Ferdi Giardini ne ha estrapolato l’essenza trasformandola in un concerto armonico di forme e di cromie. I numerosi schizzi, uniti ai tanti pensieri tracciati a matita sul suo inseparabile quaderno, sono testimonianza dell’intenso lavoro di ricerca portato avanti per realizzare le installazioni site-specific della mostra. Nelle esedre che portano al cortile interno, il visitatore incontra Rituali di luce , sei sottili sculture in alluminio e led che mettono in connessione il Palazzo con l’esterno e catturano gli sguardi dei passanti incuriositi da frammenti di luce sospesa.
Negli spazi aulici l’esperienza è opposta: le opere si mimetizzano con gli stucchi dorati, le specchiere e i grandi arazzi sfidando l’occhio a essere scoperte. Per ciascuna delle sei sale del piano nobile Ferdi Giardini plasma, senza farsi intimorire, una composizione capace di dialogare sottovoce con le tante meraviglie cariche di storia. Trovare Neutrini stabilizzati o Impulsi è ardua impresa fino a quando non rivelano la loro anima luminosa.
L’esperienza non si limita alla vista: Il misterioso verde, l’umido pungente nero-ambra e l’arancio del tramonto , un olio essenziale creato appositamente dall’artista, è uno stimolo olfattivo che completa e arricchisce il percorso sensoriale del visitatore.
COLLEGNO. I VASI OFFICINALI 2026
A Collegno, venerdì 27 febbraio, alle 18, viene inaugurata alle 18, alla Sala delle Arti Parco Gen. C.A. Dalla Chiesa, in via Torino 9, la IX Edizione della Mostra della Ceramica Contemporanea Lucio De Maria “I Vasi Officinali”, con il patrocinio della Regione Piemonte.
Intervengono: Matteo Cavallone, Sindaco della Città di Collegno, Clara Bertola, Assessora alla Cultura, Commercio, Costituzione e Antifascismo della Città di Collegno, Renato Migliari, Presidente dell’Associazione “Gli Argonauti” di Collegno.
Nella Sala delle Arti sono esposte le 40 opere selezionate che hanno partecipato al Concorso Triennale di Ceramica, analizzate e giudicate da una Commissione composta da Matteo Cavallone, Sindaco della Città di Collegno, Carla Giacone, Ufficio Cultura, Nino Ventura, artista, Isidoro Cottino, artista, Cinzia Rey, artista, e Angelo Mistrangelo, giornalista critico d’arte.
La commissione ha stabilito la seguente graduatoria:
– Primo Premio, acquisizione, a Pier Luigi Scardino di Capri Leone
(ME) per “Ciclica Tempore”
– Secondo Premio, acquisizione, a Cinzia Rochi, Agrate Brianza
(MB) per “Ombra”.
– Terzo Premio, Anna Gala, Rivoli (To) per “Radici”.
– Quarto Premio, Martina Capra, Torino per “Vertigine
policromatica.
– Opera Segnalata, Oscar Pennaccino, Savona per “Conosci te
stesso”.
– Opera Segnalata, Laurea Gorrea, Collegno (To) per “Le erbe di
Maria Stuarda”.
– Opera Segnalata, Maria Zunino, Rivoli (To) per “Contenitore di
smalti di magnesio”.
L’esposizione rispecchia, quindi, le esperienze in corso e propone un “corpus” di lavori in ceramica che unisce tradizione e contemporaneità, forme innovative e preziose decorazioni, raffinate immagini e vasi accompagnati dal catalogo illustrato con testo di Angelo Mistrangelo.
La mostra è aperta fino al 15 marzo, con orario:mercoledì-domenica 14,30-18,30 (mail@gliargonauti.org).
Camera. Incontro con il fotografo Peter van Agtmael
È in arrivo a CAMERA un ospite speciale: il fotografo americano Peter van Agtmael (Washington, DC, 1981). Membro di Magnum Photos dal 2008 e autore di immagini profondamente coinvolgenti, talvolta surreali, sarà protagonista di un incontro con il direttore artistico di CAMERA François Hébel mercoledì 4 marzo alle ore 18.30. Un’opportunità unica per esplorare più da vicino il suo lavoro di documentarista focalizzato sulle conseguenze umane, politiche e psicologiche del potere, della guerra e dell’identità nazionale, in particolare negli Stati Uniti.
A partire dalla sua esperienza esploreremo da diverse angolazioni la storia degli Stati Uniti e le sue contraddizioni anche attraverso lo sguardo critico e sensibile dei fotografi e delle fotografe di Magnum Photos, raccolti nel libro Magnum America (Contrasto, 2024). Curato dallo stesso van Agtmael insieme a Laura Wexler, il volume è un fondamentale contributo alla documentazione dell’America contemporanea: un racconto visivo che connette il passato e il presente degli Stati Uniti d’America, interrogandosi sul futuro del paese. Dal libro è nata anche la mostra Magnum America. The United States visitabile al Forte di Bard fino all’8 marzo 2026.
Intervengono: Peter van Agtmael, fotografo e membro di Magnum Photos François Hébel, direttore artistico di CAMERA
“L’EREDITÀ DELLA VITA”, UNA MOSTRA SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI A NOVARA
L’evento, promosso e coordinato dalla Fondazione Be the Hope, si svolge a Novara dal 3 al 10 marzo 2026
Arriva a NOVARA dal 3 al 10 MARZO la mostra “L’eredità della vita. Il clima è una scelta: salviamo il futuro”, realizzata nell’ambito del progetto “Cambio io, cambia il mondo: pensare globalmente, cambiare interiormente, agire localmente”. Il progetto è promosso e coordinato dalla Fondazione Be The Hope e finanziato con i fondi dell’8×1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai. L’evento, con il patrocinio del Comune di Novara, è dedicato alla crisi climatica e alle azioni che ognuno può fare per affrontarla con speranza e ottimismo. L’inaugurazione si svolge alle ore 17.00 di martedì 3 marzo 2026 nella Sala dell’Accademia del Broletto, in via F.lli Rosselli 20, a Novara.
L’ingresso è libero.
Orari di apertura al pubblico: da lunedi a venerdi: dalle 10.00 alle 17.00
sabato e domenica: dalle 10:00 alle 19:00
Aumentare la consapevolezza sui cambiamenti climatici e incoraggiare ad agire in prima persona: questo il cuore della mostra “L’eredità della vita”. La mostra, articolata in diciotto pannelli, spiega come la crisi climatica sia causata dalle attività umane — in particolare dall’uso di combustibili fossili e dalla deforestazione — che aumentano i gas serra nell’atmosfera e innescano una catena di impatti negativi sugli ecosistemi, aggravando ulteriormente il cambiamento climatico. Vengono inoltre presentati i settori chiave su cui intervenire per azzerare le emissioni — energia, città, produzione e consumo, alberi e sicurezza alimentare — sottolineando la necessità di un cambiamento sistemico e di un nuovo modello di sviluppo fondato sul profondo rispetto della vita.




