Serravalle Scrivia. Dai rifiuti abbandonati alla filiera dello smaltimento: l’indagine dei Carabinieri Forestali.

Serravalle Scrivia – Un cumulo di sacchi neri, materiali edili e scarti abbandonati ai margini della vegetazione. È da questa scena, documentata dalle immagini, che ha preso avvio l’attività dei Carabinieri Forestali di Stazzano, culminata con l’individuazione dei responsabili di un illecito ambientale.

Il ritrovamento è avvenuto su un terreno privato, dove il proprietario ha segnalato la presenza di rifiuti abbandonati su un’area di circa 130 metri quadrati. Sacchi colmi di imballaggi in plastica, carta e cartone, polistirolo, tavole di legno e materiali da cantiere erano stati depositati senza alcuna cautela, a ridosso della vegetazione spontanea, alterando lo stato dei luoghi e generando un evidente degrado ambientale.

Da qui è partita un’indagine articolata, condotta su delega dell’Autorità Giudiziaria di Alessandria, che i Carabinieri Forestali hanno scelto di sviluppare partendo dai rifiuti stessi. Un lavoro paziente e metodico, fatto di sopralluoghi, ispezioni e verifiche documentali, che ha permesso di ricostruire a ritroso il percorso del materiale, risalendo dal luogo di abbandono fino al cantiere da cui i rifiuti avevano origine.

Le verifiche hanno evidenziato che il materiale proveniva da un cantiere edile regolarmente autorizzato, ma che qualcosa si era incrinato nella fase successiva: il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti erano stati affidati senza le necessarie verifiche sulle autorizzazioni del soggetto incaricato, con irregolarità anche nella documentazione di accompagnamento. Una leggerezza che si è tradotta in un illecito, consumato lontano dal cantiere ma con effetti immediati sul territorio.

Al termine dell’attività investigativa, i Carabinieri hanno individuato il nesso causale tra l’origine dei rifiuti e il loro abbandono, procedendo al deferimento all’Autorità Giudiziaria dei soggetti ritenuti responsabili: da un lato l’autore materiale dell’abbandono, dall’altro il produttore del rifiuto, chiamato a rispondere per non avere vigilato adeguatamente sulla corretta gestione dello smaltimento.

Poiché le condotte accertate non hanno determinato un danno ambientale permanente, sono state impartite prescrizioni tecniche per la rimozione dei rifiuti e il ripristino dell’area interessata, con la possibilità di regolarizzare la posizione attraverso il successivo pagamento di una sanzione pari a 13.000 euro. Essendo le condotte illecite precedenti all’ultimo aggiornamento normativo non si è provveduto alla sospensione della patente del presunto autore.

L’operazione mette in luce un aspetto spesso sottovalutato: la responsabilità nella gestione dei rifiuti non si esaurisce con la fine dei lavori, ma accompagna l’intera filiera, dalla materia prima allo smaltimento finale. Una catena di passaggi in cui anche una sola negligenza può trasformarsi in un danno per l’ambiente e per la collettività.

I Carabinieri Forestali proseguono l’attività di controllo sul territorio, richiamando imprese e cittadini al rispetto delle regole e alla consapevolezza che la tutela dell’ambiente passa anche dalle scelte quotidiane e dalla corretta gestione dei rifiuti.Inizio modulo