PIEMONTE ARTE: LOGRAND A PALAZZO OPESSO DI CHIERI, IL SODOMA AL MUSEO ACCORSI-OMETTO, VIVA JAQUERIO ALLA PRECETTORIA DI SANT’ANTONIO DI RANVERSO…
Coordinamento redazionale di Angelo Mistrangelo
CHIERI. PALAZZO OPESSO. GIORGIO LOGRAND “OLTRE L’IMMAGINE DENTRO L’IMMAGINE”

MUSEO ACCORSI-OMETTO. Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento
A cura di Serena D’Italia, Luca Mana, Vittorio Natale
Comitato Scientifico
Roberto Bartalini, Francesco Frangi, Edoardo Villata
MUSEO DI ARTI DECORATIVE ACCORSI-OMETTO, TORINO
31 marzo – 6 settembre 2026
La Fondazione Accorsi-Ometto presenta un’importante rassegna dedicata a Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, a quasi ottant’anni dall’ultima grande retrospettiva che si tenne nel 1950 a Vercelli e a Siena.
La mostra, curata da Serena D’Italia, Luca Mana e Vittorio Natale, con il comitato scientifico composto da Roberto Bartalini, Francesco Frangi ed Edoardo Villata, propone per la prima volta all’attenzione del pubblico la produzione iniziale del pittore, nella quale emerge un’elaborazione frenetica delle diverse esperienze maturate dall’artista che gli hanno permesso di sviluppare un linguaggio del tutto personale.
Dalla bottega di Giovanni Martino Spanzotti, ai cicli di affreschi in Sant’Anna in Camprena (1503-1504) e nel chiostro di Monteoliveto (1505-1508), nel Senese, per giungere alle straordinarie puntate a Roma, sorretto dalla committenza di Agostino Chigi, Sodoma compie un viaggio che la mostra tenta idealmente di ricostruire.
Le oltre cinquanta opere presenti in mostra, alcune delle quali inedite o mai esposte prima, provengono da prestigiose collezioni private e da importanti istituzioni pubbliche, come l’Accademia Carrara di Bergamo; il Museo Civico e Gipsoteca Bistolfi di Casale Monferrato (AL); la Pinacoteca di Brera di Milano; il Musée Jacquemart-André di Parigi; i Musei Civici di Pavia; la Fondazione Guglielmo Giordano di Perugia; l’Arciconfraternita di Santa Maria dell’Orto, la Galleria Borghese, i Musei Vaticani e la Pinacoteca Capitolina di Roma; la Collezione Chigi Saracini, Banca Monte dei Paschi di Siena e la Pinacoteca Nazionale di Siena; la Parrocchia Spirito Santo di Sommariva Perno (CN); la Biblioteca Reale, la Galleria Sabauda, i Musei Reali, Palazzo Madama e la Pinacoteca dell’Accademia Albertina di Torino; il Palazzo dei Musei Pinacoteca di Varallo; l’Archivio Storico Comunale e il Museo Francesco Borgogna di Vercelli.
SANT’ANTONIO DI RANVERSO. Viva Jaquerio! Una visita alla scoperta di uno dei maggiori esponenti del gotico internazionale del Piemonte
Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso – Località Sant’Antonio di Ranverso, Buttigliera Alta (TO)
Domenica 22 marzo 2026, ore 15
Viva Jaquerio! è una speciale visita per conoscere la vita, il lavoro e la bottega d’artista di uno dei maggiori esponenti del gotico internazionale del Piemonte che a Ranverso ha lasciato proprio la sua firma e il suo più grande capolavoro.
Nato nel 1375 circa a Torino da una famiglia con una lunga tradizione nella pratica della pittura, Giacomo Jaquerio vive la prima parte della sua vita tra continui spostamenti fra Torino, Ginevra, Thonon-les-Bains ed altre località d’oltralpe, lavorando al servizio di Amedeo VIII di Savoia e ricevendo commesse da istituzioni religiose e da importanti casate nobiliari. Dal 1429 in poi abitò stabilmente a Torino. Della sua vasta produzione solo pochissime opere sono documentate. Il primo documento certo relativo a Jaquerio è la sua firma, scoperta solo nel 1914 sugli affreschi dell’Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso, databili intorno al 1410, epoca in cui l’artista doveva già essere a capo di un’ampia bottega. La Salita al Calvario è il suo capolavoro caratterizzato da toni marcatamente realistici di crudeltà e dolore che ne fanno un brano pittorico di grande tensione drammatica.
Costo visita: 5 euro, oltre il prezzo del biglietto
Biglietti: intero 5 euro, ridotto 4 euro
Hanno diritto alla riduzione: minori di 18 anni, over 65, gruppi min. 15 persone
Fino a 6 anni e possessori di Abbonamento Musei: biglietto ingresso gratuito
È indispensabile la prenotazione entro il giorno precedente.
Info e prenotazioni (dal mercoledì alla domenica):
011 6200603 ranverso@biglietteria.ordinemauriziano.it
www.ordinemauriziano.it
Museo MIIT Museo Internazionale Italia Arte – ‘VISIONI DI DONNA’
FINO AL 21 MARZO 2026
Una mostra internazionale come nella migliore tradizione del Museo MIIT, nato per effettuare scambi artistico- culturali con musei, fondazioni, gallerie pubbliche e private di tutto il mondo. Il Museo MIIT di Torino, Italia Arte e Galleria Folco curano e organizzano la mostra ‘VISIONI DI DONNA’ in occasione della Festa della Donna dell’8 marzo. L’inaugurazione della mostra sarà accompagnata dalla presentazione del libro di Vania Perale ‘Vorrei rinascere cormorano’, Phasar Edizioni. Come ogni anno il Museo MIIT dedica l’esposizione di questo periodo dell’anno alle donne, alla loro festa e alle tante problematiche di attualità che la società contemporanea esprime e sui cui è necessario riflettere e porre in essere adeguate misure sociali e culturali. L’arte può fare molto in questo settore ed è per questo che il Museo MIIT da sempre cura esposizioni tematiche per sollecitare un cambiamento e promuovere una nuova e virtuosa cultura in merito all’universo femminile. Come in occasione del 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, anche in questo frangente la figura femminile diventa protagonista della mostra del MIIT, permettendo al pubblico di scoprire un universo artistico in continua sviluppo e movimento. In mostra, non solo opere dedicate alla figura femminile, ma anche un percorso emozionale che trova, nell’astrazione e nella scomposizione della forma, elementi profondi per esprimere sensazioni e interiorità. La mostra collettiva è accompagnata dalla grande esposizione personale di Maria Pavlovska, una tra le maggiori esponenti artistiche del panorama internazionale.
In esposizione opere di: Angele Simoliuniene, Federica Bertino, Giuseppe Cacciatore, Francesco Calistri, Valentino Camiletti, Secondo Capra, Sergio Cavallerin, Naty Lorella Chiapparini, Maurizio D’Andrea, Maria Lorenzo Dariol, Angela De Biase, Enza De Paolis, Francesca Donateo, Laura Fasano, Daniela Ghione, Leo Giampaolo, Daniele Giustat, Rosangela Giusti, Francesca Guetta, Mariell Chirone Guglielminetti, Maria Elena Ritorto, Josefina Temin, Alessia Alberici, Grazia Barbieri, Silvia Belleri, Giusy De Leo, Susanna Dore, Galileo Marino, Tina Jezorski, Clag!, Mariana Matei, Nikice, Daniela Palano, Flavio Palazzina, R De Larva, Margherita Realmonte, Requejo Pereda Camilo, Sha Ksha, Cristina Stoppa, Constantin Taranu, Cristian Tarricone, Lorenzo Trombino, Gabriela Jaramillo, Laura Graziani, Anna Rota Milani, Maria Pia Giacomini, Stéphanie Arpels, Barbara Pecorari, Akshita Lad, Francesca Trevisonno, Claudia…..
MOSTRA: ‘Trame di vita’
SEDE ESPOSITIVA: Museo MIIT, corso Cairoli 4 – Torino
ORARI VISITE: dal martedì al sabato 15.30-19.30 – info: 011.8129776 / 334.3135903
Biella. Mostra Collezione Franco Riccardi. Segni e visioni del Novecento
Palazzone, via dei Seminari 3 Giovedì 19 marzo, ore 18.00
Inaugurazione della mostra Collezione Riccardi. Segni e visioni del Novecento, il 19 marzo alle ore 18.00 presso il Palazzone di Biella.
L’esposizione, curata da Alberto Fiz, Daniela Magnetti e Filippo Timo, presenta 60 opere di artisti italiani e internazionali attivi tra gli anni Trenta e Settanta del Novecento, offrendo una panoramica sulle principali correnti artistiche del periodo, con nomi quali Burri, Fontana, Manzoni, Christo e molti altri.
Informazioni
La mostra sarà aperta al pubblico dal 20 marzo al 28 giugno.
Venerdì, sabato e domenica, 15.00 – 19.00
Ingresso gratuito.
Scuole e gruppi su appuntamento:info@palazzonebiella.it
Casale Monferrato. “Qui si fa l’Italia. L’immagine dell’eroe da Bistolfi a Baroni”
Dal 28 marzo nel Salone Vitoli del Museo Civico e Gipsoteca Bistolfi
Sabato 28 marzo 2026 alle ore 11,30 sarà inaugurata la mostra “Qui si fa l’Italia. L’immagine dell’eroe da Bistolfi a Baroni”, allestita nel Salone Vitoli del Museo Civico e Gipsoteca Bistolfi.

Bistolfi – Fantasma di Garibaldi – bronzo – monum Garibaldi Savona
L’iniziativa nasce dalla rinnovata collaborazione tra la Città di Casale Monferrato, il Rotary Club di Casale Monferrato e la Fondazione De Ferrari, avviata lo scorso anno con la mostra “La bellezza liberata. Leonardo Bistolfi e gli amici divisionisti”, che ha registrato un’ampia partecipazione di pubblico.
Il titolo dell’esposizione richiama la celebre espressione attribuita a Giuseppe Garibaldi, figura simbolo dell’epopea risorgimentale, e rappresenta anche un omaggio al ruolo svolto da Casale Monferrato negli eventi che portarono all’Unità d’Italia con un percorso espositivo prende avvio dall’importante lascito artistico “Martelli-Bistolfi 2021/2023” e approfondisce lo sviluppo della rappresentazione dell’eroe, inteso anche come simbolo o figura emblematica, dai primi anni dell’Italia unitaria fino al primo dopoguerra. In questo periodo si afferma progressivamente uno stile più retorico e legato ai richiami della classicità, di cui lo scultore Eugenio Baroni, formatosi artisticamente a Genova, è stato tra i primi e più autorevoli interpreti.
Attraverso le opere in mostra viene inoltre evidenziata l’influenza esercitata dalla lezione bistolfiana sugli artisti contemporanei: gli sconvolgimenti introdotti dalla modernità e, soprattutto, gli effetti della Prima guerra mondiale modificano profondamente la sensibilità dell’opinione pubblica, che individua nuove figure eroiche, spesso legate al sacrificio dei caduti. Da questa frattura emergono nuovi percorsi stilistici e interpretativi, tra cui quello rappresentato dalla produzione di Baroni.
Accanto ai lavori di Bistolfi e Baroni, l’articolazione espositiva mette in dialogo opere plastiche e pittoriche di artisti quali Gaetano Previati, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Plinio Nomellini, Libero Andreotti ed Eliseo Sala. Una ricca selezione di opere di Bistolfi provenienti dalla donazione “Martelli-Bistolfi 2021/2023”, in parte ancora inedite e restaurate per l’occasione, sarà presentata al pubblico: dai disegni, ai bassorilievi, alle sculture in gesso. I materiali supportano il tema individuato dal Comitato scientifico della mostra, composto dagli studiosi Sandra Berresford, Leo Lecci e Aurora Scotti, e sono arricchiti da prestiti

Pellizza da Volpedo – L’annegato
provenienti da musei, istituzioni pubbliche e collezionisti privati.
L’esposizione sarà accompagnata da un catalogo di 175 pagine a colori edito da Fondazione De Ferrari ETS, contenente i saggi di approfondimento dei curatori, le introduzioni del Sindaco di Casale Monferrato e del Presidente del Rotary Club di Casale Monferrato, e la riproduzione delle opere in mostra con un ampio apparato iconografico. Il volume sarà disponibile presso la biglietteria del museo al prezzo speciale di 25 euro.
In concomitanza con la mostra, sono previste visite di approfondimento realizzate dallo staff del Museo Civico e Gipsoteca Bistolfi nelle giornate di domenica 5 aprile, sabato 11 aprile, domenica 19 aprile e sabato 25 aprile, tutte con inizio alle 16,00. La partecipazione prevede il pagamento del biglietto di ingresso al museo più un supplemento di 4 euro per la visita guidata.
La mostra, che gode del patrocinio della Regione Piemonte, della Provincia di Alessandria e di ATL Alexala, si realizza con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e con il sostegno di Bcube, Buzzi Unicem, Energica, Magnoberta, Pastorfrigor, Enosis Meraviglia e Gruppo Stat.
Il percorso espositivo resterà aperto al pubblico fino al 28 giugno 2026 e l’accesso avverrà negli orari di apertura del Museo Civico e Gipsoteca Bistolfi.
“Qui si fa l’Italia. La figura dell’eroe da Bistolfi a Baroni”
Museo Civico e Gipsoteca Bistolfi Casale Monferrato – Salone Vitoli
dal 28 marzo al 28 giugno 2026
Orari di apertura:
giovedì 8,30-12,30 /14,30-16,30
venerdì sabato domenica e festivi 10,30-13,00 / 15,00-18,30
ACCADEMIA ALBERTINA. PRESENTAZIONE DEL VOLUME ANTOLOGICO R-ESISTENZE : SAVE THE WORLD – CONNECTING CULTURES
Reti saperi pratiche per mondi possibili – Edizioni Albertina Press – Gli Ori 2026
www.resistenzemg.com
18 marzo 2026 ore 15.30 Salone d’onore
Il nuovo volume antologico e rivista on line di R-esistenze (il quinto uscito dal 2021) è dedicato alla riflessione teorica, ai progetti formativi e alla produzione artistica sul tema cruciale delle connessioni culturali per “salvare il mondo”. In un momento storico particolarmente complesso e pericoloso per le accelerazioni tecnologiche, le emergenze sociali e ambientali, i conflitti sempre più diffusi ed estesi, è necessario sviluppare un pensiero della complessità unendo innovazione scientifica e riflessione filosofica, anche l’arte sta trasformando il suo ruolo e le sue modalità operative: è necessario trovare nuove risposte, in forma di idee, sperimentazioni pratiche e visioni teoriche, impegni solidali per promuovere un possibile cambiamento di rotta, favorendo consapevolezza e dialogo nel rispetto delle differenze e del pluralismo.
UN’OPERA per un’opera di restauro. A Gassino Torinese 75 artisti donano un’opera per il restauro della Chiesa dello Spirito Santo.
La Pro Loco di Gassino Torinese APS, in collaborazione con l’associazione ARTEinOGNIDOVE e con il patrocinio di Regione Piemonte, Torino Città Metropolitana, Comune di Gassino Torinese, FAI Piemonte e Valle d’Aosta e con il sostegno della Curia Torinese con il Delegato vescovile per i Beni Culturali Ecclesiastici e con il supporto di Unitre locale, promuove il restauro di una parte della Chiesa dello Spirito Santo a Gassino Torinese tramite un innovativo crowdfunding, coinvolgendo ben 75 artisti, anche di fama internazionale, che hanno donato una loro opera a questo fine. Le opere d’arte – pittoriche, grafiche e scultoree – saranno esposte in mostra nella chiesa dal 17 al 27 marzo e saranno battute all’ asta il 27 marzo alle ore 18 presso il Salone Polifunzionale Don Camillo Ferrero di Gassino Torinese in via Don Camillo Ferrero 1. Un catalogo permetterà di conservare la memoria della mostra e della grande generosità di tutti artisti. Viene editato non solo in volume, ma anche in forma digitale sul sito www.prolocogassino.it
L’asta sarà gestita da ASTE BOLAFFI, la prestigiosa casa d’aste, che si ringrazia per il sostegno e la vicinanza all’iniziativa.
Per orientare meglio anche chi non è nel settore, ciascuna opera avrà l’indicazione di un suo valore di mercato. Le opere artistiche donate diventano così lo strumento per arrivare a salvaguardare altre opere artistiche/architettoniche del passato che sono state lasciate in custodia alle nostre generazioni e che abbiamo il dovere di rispettare e salvare.
L’ing. Guido Savio, presidente della Pro Loco di Gassino Torinese, dichiara “sono orgoglioso di ospitare a Gassino questa ampia iniziativa e vedo il valore che questo può avere per la nostra comunità, con la chiesa del “cucurìn” che unisce così tanti significativi temi. Per tutti coloro che hanno a cuore la cultura mi rallegro per il circolo virtuoso che si è venuto a creare tra i tanti protagonisti di un evento, che aiuta a recuperare parte della bellezza dei nostri centri storici. In questo caso la grande generosità degli artisti, dei collaboratori e patrocinatori istituzionali è il punto di partenza; ad essa contiamo di poter aggiungere la generosità di chi acquisterà le opere: non solo un buon investimento in sé, ma un’opera di bene per la cultura. Ciascuno libero di scegliere come bilanciare le due componenti. In ogni caso, Aiutateci ad Aiutare”.
Cristian Corrado, sindaco di Gassino Torinese, ci tiene a evidenziare che la mostra “UN’OPERA per un’opera di restauro” rappresenta un esempio concreto di come l’arte possa farsi strumento di cura, memoria e responsabilità collettiva. A Gassino Torinese il patrimonio storico e culturalenon è soltanto testimonianza del passato, ma parte viva dell’identità della nostra comunità”.
Per il FAI, in prima linea per la conservazione e restauro dei beni storico-artistici, la Presidente del Piemonte e Valle d’Aosta, Smeralda Saffirio Incisa, si dice onorata di essere la madrina dell’Evento e dichiara: “condivido appieno le finalità del progetto coerenti, pienamente coerenti con lo scopo del FAI di garantire un futuro ad un patrimonio di bellezza che connota fortemente l’identità del nostro Paese, rendendolo un unicum”.
L’arch. Luciano Cappellari, presidente vicario di ARTEinOGNIDOVE APS, sottolinea: “la partecipazione culturale è una risorsa determinante per il benessere e la qualità della vita di tutti noi. Siamo un Paese che vive di creatività, dove la fruizione di bellezza non è un lusso, ma una componente essenziale della nostra identità sociale”.
Apre ad Aosta la mostra Mario Giacomelli. Oltre il visibile
21 marzo – 13 settembre 2026. Aosta, Centro Saint-Bénin
L’Assessorato Istruzione, Cultura e Politiche identitarie della Regione autonoma Valle d’Aosta informa che venerdì 20 marzo 2026, alle ore 18, verrà inaugurata, presso il Centro Saint-Bénin di Aosta, la mostra Mario Giacomelli. Oltre il visibile.
Giacomelli (1925-2000) è stato protagonista di una stagione in cui, a partire dal dopoguerra, la fotografia si affranca definitivamente dal ruolo secondario rispetto alle arti maggiori, assumendo una propria autonomia poetica ed espressiva. Creatore, sin dagli esordi, di un linguaggio originale fatto di contrasti e stonature, specchio della sua interiorità, Giacomelli apparve sconvolgente nel suo sguardo sul paesaggio e sui temi delicati dell’umanità: il suo “realismo magico” superava la visione neorealista della fotografia italiana, arricchendola di un espressionismo intimo e materico. È una fotografia che nasce da situazioni concrete – un ospizio, un seminario, la vita contadina – ma che si spinge ben oltre il dato visibile, trasformando ogni immagine in una scena interiore, in una visione poetica e personale del mondo.
“La mostra – dichiara l’Assessore Erik Lavevaz – riflette l’idea ambiziosa di intercettare non solo gli appassionati di fotografia, ma anche un pubblico eterogeneo. Siamo convinti che un’offerta artistica diversificata sia alla base di una società aperta e consapevole: per questo, lavorare per costruire una proposta culturale plurale significa investire nella crescita della nostra comunità, consolidando un modello che si rivolge tanto ai valdostani quanto a chi visita la nostra regione e si trova coinvolto in un contesto culturale composito e articolato”.
L’esposizione, a cura di Bartolomeo Pietromarchi e Katiuscia Biondi Giacomelli, intende restituire al pubblico la complessità, la densità e la stratificazione di un’opera che continua a sfuggire alle definizioni canoniche di uno dei più grandi artisti italiani del XX secolo: da un lato, l’indagine sulla materia, il segno, la visione artistica; dall’altro, la forza poetica della fotografia come forma lirica del pensiero e della memoria.
Il percorso della mostra è concepito per proporre i nuclei tra i più significativi della ricerca di Mario Giacomelli secondo una modalità che gli era particolarmente congeniale: la forma non cronologica. Non un semplice susseguirsi di tappe biografiche, ma un intreccio di visioni, rimandi e risonanze che attraversano l’intera sua opera.
Le tre sezioni che compongono l’esposizione riuniscono oltre 150 immagini provenienti da serie diverse (tra stampe vintage e provini di stampa corredati da materiali documentari come manoscritti e poesie dell’artista), che sono accostate per affinità poetiche, tematiche e formali.
“I paesaggi di Giacomelli e le sue audaci sperimentazioni al limite dell’astrazione – commenta Daria Jorioz, curatrice del programma espositivo del Centro Saint-Bénin – hanno la consistenza impalpabile del sogno, ma sono soprattutto le fragili esistenze dei giovani seminaristi del celebre lavoro Io non ho mani che mi accarezzino il volto ad essere indimenticabili. Il bianco e nero di quelle stampe fotografiche è teso e intenso, duro e puro. Eppure quelle stesse immagini rivelano una sovrabbondanza di tenerezza, di leggerezza e di compiuta poesia. Ci restano impresse nella memoria come quei brani pittorici o letterari che non esitiamo a definire capolavori. Giacomelli ci narra, tra incanto e disincanto, l’ambiguità della condizione umana, in precario equilibrio tra aspirazioni e promesse che la vita non manterrà”.
Mario Giacomelli nasce nel 1925 a Senigallia, città dalla quale non si allontanerà mai, per cui sarà il mondo dell’arte, negli anni, a raggiungerlo nella Tipografia Marchigiana, sua dal 1950. Inizia a fotografare nel 1953 sotto la guida del maestro Giuseppe Cavalli, che riconosce subito in Giacomelli un carattere nuovo e così forte da lasciare un segno nella storia della fotografia.
Nel 1962 espone in mostre personali a Parigi e Barcellona, mentre nel 1964 è l’unico italiano selezionato per The photographer’s eye, la celebre mostra curata da John Szarkowski per il MoMA di New York. Saranno quelle le prime tappe di un’ascesa inarrestabile che negli anni successivi ha visto Giacomelli esporre nelle principali gallerie e musei internazionali. Divenne un punto di riferimento per i fotografi italiani degli anni Sessanta e ancora oggi fonte d’ispirazione per i fotografi di tutto il mondo. La sua fama è ormai mondiale e i musei di tutto il mondo acquisiscono sue opere per le loro collezioni permanenti.
La mostra, ideata e organizzata dalla casa editrice Electa in collaborazione con l’Archivio Mario Giacomelli, è accompagnata da un libro-catalogo edito da Electa inserito nella collana delle monografie Electaphoto.
Biglietti: Intero 8 euro, ridotto 6 euro. Ingresso gratuito per i minori di 18 anni.
Mostra inserita nel circuito Abbonamento Musei.
Orari di apertura: martedì-domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18.
Per informazioni: Regione autonoma Valle d’Aosta, Struttura Attività espositive e promozione identità culturale
Tel. 0165 275937
SPAZIOBIANCO. MOSTRA DI PAOLA MALATO “NULLA DIES SINE LINEA”
Spaziobianco è lieto di invitarvi all’inaugurazione della mostra di Paola Malato “Nulla dies sine linea”. La mostra comprende disegni, dipinti, collage, composizioni e sculture che ben evidenziano il percorso sperimentale più recente di un’artista prolifica e originale. La curatela è di Silvano Costanzo e Pino Mantovani.
Inaugurazione venerdì 20 marzo 2026 a partire dalle ore 18.00
Torino Consiglio Regionale. Mostra fotografica “L’eredità di Falcone e Borsellino”
In occasione della Giornata contro le mafie che si celebra il 21 marzo, il Consiglio regionale del Piemonte ospita dal 12 al 31 marzo la mostra itinerante “L’eredità di Falcone e Borsellino” nell’atrio di Palazzo Lascaris.
I pannelli bilingue, realizzati dai giornalisti Ansa della Sicilia in collaborazione con la Fondazione Falcone, viaggiano in Italia e all’estero grazie alla collaborazione del Movimento Forense.
Le fotografie illustrano la vita e il lavoro dei magistrati siciliani Giovanni Falcone e Paolo Borsellino uccisi dalla mafia nel 1992, diventati icone del contrasto alla criminalità organizzata. Il materiale espositivo, tratta dall’archivio fotografico Ansa, comprende immagini storiche e dichiarazioni estratte da interviste e testimonianze, offrendo una rappresentazione intensa e profonda del loro impegno professionale e umano.
Carmagnola: aperta fino al 25 marzo la mostra ‘Le perle nascoste’ a San Rocco
E’ aperta fino al 25 marzo (dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18) presso la chiesa di San Rocco in via Valobra la mostra “Le perle nascoste”. La mostra organizzata dall’associazione “I Delfini”, ha come obiettivo quello di far vedere al pubblico i tesori custoditi nei magazzini del Museo civico navale che solitamente non sono visibili per ovvi motivi di spazio o perché richiedono ancora lavori di restauro. Per l’occasione è stato installato un veliero lungo 5 metri e altro più di 5 della Santa Maria, una delle tre caravelle che portarono nel 1492, Cristofolo Colombo a scoprire l’America. La mostra è ad ingresso libero.



