CHIERI SORPRESE D’ARTE E STORIA . Quando San Domenico fu comprato dal Comune di Chieri…

Altre curiosità dalla storia della chiesa di San Domenico

Oltre a quelle già raccontate, il convento e la chiesa di San Domenico di Chieri ci riservano altre sorprese, alcune veramente impensabili.

Sappiamo che nel 1855, in seguito alle leggi  Siccardi, convento e chiesa furono incamerati dal Demanio dello Stato. Nel 1857 vennero acquistati  dal Comune di Chieri che vi sistemò il Collegio-Convitto.

In seguito, quando il Comune trasferì il Collegio nell’ex monastero di Santa Chiara, nel convento di San Domenico, rimasto vuoto, ospitò prima un reparto dell’Esercito regio poi un riformatorio per ragazzi “difficili”.

Ma aspettava l’occasione di disfarsene, magari ricavandone qualcosa.

L’occasione si presentò nel 1869, quando i sacerdoti Carlo Pampirio, Bernardino Benedicenti, Remigio Montarolo e Culò Giovanni lo acquistarono per 45.550 lire per “girarlo” ai padri Domenicani. Nel vendere il complesso, però, il Comune si riservò l’uso in perpetuo della chiesa per alcune funzioni civili e religiose compatibili col decoro della chiesa stessa”, e da allora in poi fece valere quel suo diritto almeno una volta all’anno, il 4 giugno, festa dello Statuto, per la premiazione degli studenti delle scuole. Ma con il passare del tempo quella servitù per i Domenicani diventò sempre più insopportabile. Cercarono di liberarsene, senza mai riuscirci, salvo ottenere dal Comune, il 24 maggio del 1894, la rinuncia all’utilizzo del Presbiterio e del Coro, cioè dell’area rivestita di maggiore sacralità.

Dovette arrivare il 1925 perché il Comune di Chieri, riconoscendo l’inopportunità dell’uso di un luogo consacrato per uno scopo profano, per iniziativa del commissario prefettizio Nicola Rivela rinunciasse definitivamente a quell’anacronistico diritto. Ma pretese un risarcimento di 10.000 lire.

Antonio Mignozzetti