PERSONAGGI NOVARESI 27. MARTINO DELLA TORRE, SIGNORE DI MILANO, PODESTA’ DI NOVARA, COMO, LODI E BERGAMO

Stemma dei Della Torre
Martino Della Torre, anche se noto soprattutto come signore di Milano fu protagonista anche nella storia di Novara, in quanto in quegli anni le vicende di Novara si intrecciavano con quelle di Milano, di cui per questo motivo è opportuno dare notizia. I Della Torre (o Dalla Torre o Torriani) erano una famiglia della nobiltà lombarda, che dominò la Lombardia e larga parte dell’Italia settentrionale tra il XII e il XIV secolo (nella foto lo stemma).
Possedevano la Signoria di Milano prima di venire estromessi dai Visconti (nella foto un epitaffio della famiglia). Erano membri del partito guelfo. Tornarono poi a Milano ma non certamente in una posizione di potere. Alcuni rami della famiglia sono poi presenti in altre regioni italiane, come la Toscana, dove però non è storicamente tra le principali famiglie nobili fiorentine (nella foto il monumento funebre di un membro). Discendenti della casata lombarda vengono poi ricordati nel Friuli, quindi coi rami del Friuli, di Verona e di Gorizia. Da essi vennero molti dei conti tedeschi di Thurn. Dei Della Torre o Torriani rimasero a lungo come ricordo le rovine delle case, che sorgevano presso l’area oggi occupata dal Teatro della Scala.
Per cominciare ad approfondire la storia dei Della Torre ricordiamo che la Credenza di S. Ambrogio, roccaforte delle classi mercantili e industriali milanesi, scelse nel 1240 come suo capo Pagano Della Torre, che si trasferì con la sua famiglia stabilmente a Milano. Pagano, che morì nel 1241, era zio di Martino che avrà lo stesso incarico pochi anni dopo.
Martino, figlio di Jacopo e nipote del nonno Iacopo di Martino detto il Gigante, conte di Valsassina, nacque all’inizio del secolo XIII. Le notizie su di Lui

Epitaffio di Martino e Filippo Della Torre e dei loro genitoti
sono molto scarse fino al 1247, quando appunto la Credenza di S. Ambrogio di Milano lo scelse quale capo, eleggendolo “Anziano” della città di Milano, consegnandogli così il comune. Martino riprese e proseguì, senza tuttavia completarla, l’opera di Pagano, cioè la redazione del catasto delle terre, strumento indispensabile per una giusta ripartizione dei tributi tra i cittadini. Fu quindi podestà di Lodi nel 1252. Partecipando alla vita pubblica era riuscito a guadagnarsi la fiducia dei Milanesi, che lo ritenevano una sorta di protettore in un periodo difficile, caratterizzato dall’antagonismo tra fazioni e famiglie.
L’intrecciarsi di legami con famiglie dei “popolari” e con altre consorterie milanesi, così come l’inserimento di membri della famiglia nelle istituzioni ecclesiastiche e nel circuito podestarile dell’Italia centro-settentrionale, servirono ai Della Torre per rafforzare la loro posizione di potere a Milano e di grande notorietà nell’Italia settentrionale. I numerosi e reiterati incarichi alla guida dei comuni ne sono sicura prova: Francesco Della Torre è podestà di Novara nel1243, nel 1262 e nel 1263. Alamanno Della Torre diventa podestà di Firenze nel 1256 e di Pisa nel 1257. Filippo Della Torre è podestà di Genova nel 1256.
L’anno della svolta politica dei Della torre a Milano è il 1256 ed avviene attraverso Martino. Mentre i nobili guidati dall’Arcivescovo Leone da Perego avevano designato come loro podestà Paolo da Soresina, i popolari scelsero Martino Della Torre quale podestà del “popolo”. Sempre nel 1256 Martino fu anche nominato senatore di Roma, carica alla quale rinunciò a favore del podestà milanese Emanuele de’ Maggi, che lasciò così vacante la suprema magistratura cittadina, per la quale venne scelto Enrico Sacco da Lodi. L’anno successivo ripresero le lotte tra le fazioni e i popolari guidati da Martino posero l’assedio a Fagnano, ma furono poi costretti a tornare verso Milano. Nel 1258 venne raggiunto un accordo tra le parti poi approvato dal Pontefice. Sempre nel 1258 a Como si scontrarono la fazione nobiliare e quella popolare e il Della Torre contribuì in maniera determinante alla vittoria di quest’ultima e quindi ricevette la carica di podestà che divise con gli altri due già esistenti.

Monumento funebre a Gastone o Cassono Della Torre, Museo di Santa Croce di Firenze
La Lombardia in questi anni è caratterizzata da una serie di lotte tra famiglie per il controllo territoriale, lotte che passavano all’interno degli schieramenti, dando vita a contrasti e ad alleanze di tipo nuovo. Il 30 marzo 1259 i popolari milanesi si riunirono nella chiesa di Santa Tecla, eleggendo Martino Della Torre con il titolo di Anziano e di Signore. La Credenza di S. Ambrogio, assieme alle corporazioni artigiane e ai paratici, appoggiò l’elezione di Martino Della Torre contro il candidato Azzolino Marcellino. Scoppiarono tumulti che culminarono con l’omicidio di Azzolino Marcellino. Per evitare ulteriori scontri in città, il podestà di Milano decise di allontanare i due capi fazione, ma Martino della Torre riuscì, con uno stratagemma, a rientrare a Milano con numerosi uomini armati e sconfitto il podestà Baldo de Ghiringhelli, che si era opposto al suo ritorno, divenne padrone della città. I primi atti di Martino il giorno 8 settembre 1259 decretarono la messa al bando del capo fazione nemico, della sua famiglia e dei sostenitori. Iniziava di fatto la signoria dei Della Torre a Milano. Dopo un nuovo scontro con la fazione ghibellina, Martino riuscì a farsi eleggere primo signore di Milano nello stesso 1259. Contro di lui le famiglie nobili nemiche sollecitarono l’aiuto di Ezzelino da Romano e dei ghibellini dell’Italia settentrionale, ma la sconfitta e la morte di Ezzelino il 27 settembre 1259 consolidarono la sua posizione.
Anche a Novara durante il secolo XII le fazioni politiche guelfa e ghibellina, rappresentate a Novara dalle famiglie Brusati, Cavallazzi e Tornielli, lottarono con alterne conquiste di potere e relative espulsioni delle famiglie interessate. Le vicende di Novara si intrecciavano con quelle di Milano e nel giugno del 1263 Martino Della Torre, già Signore di Milano, come si è visto, fu nominato podestà di Novara. Pare che Novara si sottomise volontariamente a Martino Della Torre, riconoscendone l’autorità, inserendosi nel contesto dell’espansionismo torriano nel Milanese.
Martino infatti, figura chiave della famiglia, consolidò il potere signorile nell’area, estendendo l’influenza della casata ben oltre Milano, prima dell’ascesa dei Visconti. Il 7 novembre però mentre si trovava a Lodi, fu colpito da una grave malattia. Morì il 20 novembre 1263 e gli successe il fratello Filippo, strettamente legato a Martino. A lui lasciò tutte le sue cariche all’interno di Milano e fuori; Filippo diventava quindi anziano perpetuo della Credenza di S-. Ambrogio e signore di Milano, podestà di Como, Lodi, Bergamo e Novara e svolse quindi negli anni seguenti un ruolo fondamentale come podestà nell’area territoriale acquisita da Martino.
Il Comune di Novara con suo atto del 1926 intitolò a Martino Della Torre una via del quartiere S. Agabio prima denominata via del Molino Diana.
Enzo De Paoli


