PIEMONTE ARTE: UNIA, GRIFFA, EXPOSED, ARTE DI LANGHE E ROERO, NOVELLI, ART OF GAZA, GONIN, MILANI…
Coordinamento redazionale di Angelo Mistrangelo
NIZZA MONFERRATO. SERGIO UNIA, MOSTRA “I BAMBINI DELLA GUERRA UNA LUCE TRA LE MACERIE”

Torino. I 90 anni di Giorgio Griffa.Un intero anno di celebrazioni tra mostre, acquisizioni e nuovi progetti.
Il 29 marzo 2026 Giorgio Griffa ha compiuto novant’anni.
Figura tra le più autorevoli e coerenti dellapittura contemporanea, Griffa ha sviluppato a partire dalla fine degli anni Sessanta un linguaggioradicale, fondato su segni primari, ritmo e relazione tra gesto, tempo e materia. La sua ricerca, cheattraversa oltre mezzo secolo, continua oggi a rinnovarsi mantenendo intatta la propria essenzialità.In occasione di questo importante anniversario, un articolato programma di iniziative in Italia eall’estero celebra il suo lavoro, coinvolgendo istituzioni museali, fondazioni e collezioni pubbliche.Le celebrazioni non rappresentano solo un omaggio alla sua lunga carriera, ma anche un momentodi rilancio e apertura. Tra mostre, acquisizioni e nuovi progetti, il 2026 segna una tappafondamentale nella valorizzazione di un artista che ha saputo ridefinire il linguaggio della pitturacontemporanea con rigore, libertà e continuità.
Dal 9 aprile al 2 luglio 2026
La mostra alla Fondazione Giorgio GriffaFulcro delle celebrazioni è la mostra Summer 69, presentata dalla Fondazione Giorgio Griffa diTorino nel suo Art Space dal 9 aprile al 2 luglio 2026.L’esposizione nasce come un ritorno a un momento fondativo della vicenda umana e artistica diGriffa: l’estate del 1969.
Negli spazi torinesi della Galleria Sperone ancora non aperti al pubblico,Griffa si confronta con Gian Enzo Sperone e viene ritratto dall’obiettivo di Paolo Mussat Sartor mentre lavora alle sue tele. Le fotografie realizzate in quell’occasione non sono semplici documenti,ma testimonianze vive di un passaggio decisivo, in cui la sua pittura trova una formulazione pienamente consapevole.
Il percorso espositivo riunisce alcune delle tele presenti negli scatti del 1969 accanto a una selezionedelle fotografie originali, ricostruendo il dialogo tra gesto pittorico e sguardo fotografico, tra il tempodella creazione e quello della memoria. Ne emerge un’atmosfera sospesa, intima, capace di restituirela densità di una stagione irripetibile.A completare la mostra, una selezione di lavori realizzati tra la fine degli anni Sessanta e i primiSettanta documenta il passaggio cruciale verso una pittura fondata su segni elementari: linee,segmenti e tacche tracciate con ritmo, su tele grezze e non preparate. È qui che prende forma quelvocabolario essenziale che Griffa definirà segni «che appartengono alla mano di tutti», un linguaggiouniversale che rinuncia alla rappresentazione per interrogare la pittura come evento e comeconoscenza. A oltre cinquant’anni di distanza, otto tele realizzate nei primi mesi del 2026 chiudono il percorso espositivo, stabilendo un ponte ideale tra passato e presente. Queste opere recenti nonrappresentano una cesura, ma la continuità di una ricerca che procede per variazioni, ritorni e sviluppi paralleli, confermando la natura profondamente processuale del lavoro di Griffa.
Rivoli e Gam: le sale che Torino dedica all’artista
Due istituzioni museali torinesi dedicano una sala all’artista: il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, in collaborazione con il CRRI – Centro di Ricerca del Castello di Rivoli, ha aperto il 26 marzo 2026 una sala monografica con opere della collezione permanente del Museo e prestiti della Fondazione Giorgio Griffa, accompagnati da materiali d’archivio.
A seguire, la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino inaugurerà a maggio 2026 una sala con i lavori dell’artista appartenenti alla propria collezione permanente.
L’acquisizione del MAXXI
Sei opere monumentali dell’artista sono state acquisite dal MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, destinate alla collezione pubblica del museo.L’acquisizione rappresenta un passaggio chiave nel riconoscimento istituzionale del lavoro di Griffa e consente di attraversare in modo organico oltre trent’anni della sua ricerca. Le opere selezionaterestituiscono infatti la natura continua e non lineare del suo percorso, che non procede per rotturema per accumuli, variazioni e ritorni. Tra queste: Linee orizzontali (1973 e 1976) e Segni orizzontali (1975), dai cicli dei Segni Primari deglianni Settanta; Arabesco Doppio (1986), in cui la ricerca si apre a una dimensione più ampia ecomplessa in un intreccio tra tempo lineare e tempo circolare; il Trittico con sette linee (1999),appartenente alla produzione degli anni Novanta; Quaranta tele (2001), con cui Griffa raggiunge unacomplessità modulare in cui segni, linee, punti e arabeschi si moltiplicano e si distribuiscono in unsistema aperto, capace di adattarsi allo spazio e di rinnovarsi a ogni allestimento.Tale nucleo di opere non costituisce una semplice antologia, ma un corpus coerente che riflette laconcezione della pittura di Griffa come processo in divenire. Ogni opera è un frammento di unpensiero che si sviluppa a spirale: ritorna, varia, si espande, si ricompone.Per questo la loro presenza nella collezione pubblica del MAXXI assume oggi un significatoparticolare: non documenta soltanto le tappe del lavoro di un artista, ma invita a entrare dentro unmodo di pensare la pittura, il tempo, la conoscenza.La mostra negli Stati Uniti, al The Clark Art Institute
Dal 13 giugno al 12 ottobre 2026, il Clark Art Institute, tra i maggiori musei e centri di ricerca degli Stati Uniti, apre la mostra Giorgio Griffa: Paths in the Forest, una grande mostra monografica, con oltre 20 opere monumentali che ripercorrono quasi sessant’anni di carriera dell’artista. Curata da Robert Wiesenberger, l’esposizione presenta un dialogo tra opere storiche e recenti,accompagnato da un catalogo con contributi accademici, consolidando il riconoscimentointernazionale del lavoro di Griffa. La mostra è resa possibile dall’Edward and Maureen Fennessy Bousa Fund for Contemporary Projects, sostenuta dall’American Academy e vincitrice del bando dell’Italian Council – 14° edizione, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
EXPOSED Torino Photo Festival. 3° edizione. Mettersi a nudo
INAUGURAZIONE | 9 – 12 aprile 2026. Quattro giorni di inaugurazione, un’intera città coinvolta, infiniti sguardi. EXPOSED Torino Photo Festival apre la sua terza edizione con un programma di eventi diffusi per una vera e propria immersione nella fotografia di ieri e di oggi con mostre, talks, incontri, letture portfolio, proiezioni e tante immagini.
Con un invito a guardare oltre le apparenze, interrogando la relazione tra identità e rappresentazione, corpo e immagine, visibile e invisibile, giovedì 9 aprile 2026 apre ufficialmente Mettersi a nudo, la terza edizione di EXPOSED Torino Photo Festival.
Il Festival presenta 18 mostre in città molte delle quali all’interno del “miglio della fotografia” – il percorso espositivo diffuso che collega alcune delle principali istituzioni culturali torinesi – accompagnate da un programma di talk, incontri, letture portfolio, screening ed eventi diffusi nello spazio urbano.
Promossa da Città di Torino, Regione Piemonte, Camera di commercio di Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, in sinergia con Fondazione Arte CRT e Intesa Sanpaolo, e coordinata da Fondazione per la Cultura Torino, la terza edizione del Festival, quest’anno curato e realizzato da CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, intende evidenziare e rafforzare la vocazione di Torino come città della fotografia.
Dal 9 al 12 aprile, la quattro giorni inaugurale della manifestazione include oltre alle mostre anche talk, incontri, letture portfolio, screening, proiezioni ed eventi diffusi in tutta la città, che riflettono lo sguardo della direzione artistica di Walter Guadagnini. Le iniziative costituiscono un primo svelamento del progetto, con il coinvolgimento attivo di alcune delle principali sedi culturali torinesi e spazi distribuiti su tutto il territorio urbano. Attraverso un programma di appuntamenti pubblici, le giornate inaugurali mettono in dialogo artisti, curatori, istituzioni e pubblico, dando forma a un evento creativo che unisce qualità curatoriale e partecipazione diffusa.
Giovedì 9 aprile il Festival inaugura la terza edizione di EXPOSED con l’apertura al pubblico di tutte le mostre, visitabili dalle ore 11.00 alle 21.00 (la mostra Diana Markosian. Replaced a Gallerie d’Italia -Torino è visitabile dalle ore 19.30 e la mostra collettiva Metamorphosis dalle ore 15.00), mentre dal 10 al 12 aprile l’apertura è prevista dalle 11.00 alle 20.00 (con le sedi di Metamorphosis sempre visitabili a partire dalle ore 15:00). Le mostre outdoor sono visibili a partire dalla mattina del 9 aprile nei diversi luoghi della città.
Venerdì 10 aprile, dalle 15.00 alle 18.30 alle Gallerie d’Italia – Torino si svolge The Searchlights. Public Portfolio Review, realizzata da IED – Istituto Europeo di Design in collaborazione con Gallerie d’Italia – Intesa Sanpaolo, in cui 18 studenti dei corsi di Fotografia delle sedi di Torino, Milano e Roma presentano i loro progetti in un confronto aperto con curatori, professionisti e pubblico. Un’iniziativa che interroga alcune delle questioni più urgenti del presente – dalla crisi climatica alle diseguaglianze, dalle migrazioni ai diritti – mettendo al centro lo sguardo della nuova generazione e la fotografia come strumento di consapevolezza e presa di posizione.
Nella stessa giornata prende avvio anche il programma di talk che, a partire dal tema Mettersi a nudo, approfondisce le mostre del Festival con curatori, artisti e figure di riferimento, trasformando così la visita delle mostre in un’esperienza di dialogo e confronto, permettendo al pubblico di conoscere le autrici e gli autori degli scatti, figure di primissimo piano della fotografia contemporanea o autentiche leggende della sua storia recente.
Alle ore 18.00 alle Gallerie d’Italia – Torino la fotografa Diana Markosian dialoga con il pubblico prendendo spunto dalla sua mostra Replaced, presentata in anteprima mondiale in occasione del Festival. Un progetto che – tra fotografie e un film riadattato alla sala immersiva del museo – ricostruisce una storia d’amore durata oltre dieci anni, interrogando memoria, mito romantico e senso di smarrimento alla fine di una relazione.
Infine, dalle 21.00 alle 24.00, parte ESTERNO NOTTE, l’evento partecipato di proiezioni diffuse che coinvolge vie, cortili e facciate della città, trasformando Torino in un grande spazio espositivo a cielo aperto. Un invito ad alzare lo sguardo e riscoprire lo spazio urbano sotto una nuova luce, una festa collettiva dedicata alla fotografia e all’immagine resa possibile grazie alla partnership con Lavazza Group e anche alla partecipazione delle gallerie di TAG Torino Art Galleries.
Sabato 11 aprile è la giornata dei talk ospitati da CAMERA: alle ore 11.00 il maestro Ralph Gibson dialoga con Giangavino Pazzola e Walter Guadagnini a partire dalla mostra Self Exposed, ospitata all’Archivio di Stato di Torino: un’esposizione che ripercorre oltre cinquant’anni di carriera attraverso una settantina di opere che mettono in luce un linguaggio inconfondibile fatto di contrasti netti, inquadrature audaci e continue tensioni tra astrazione e realtà.
Alle ore 12.00, gli spazi di Gallerie d’Italia – Torino ospitano la presentazione al pubblico dell’atteso Rapporto Annuale Fotografia de Il Giornale dell’Arte, alla presenza del Vicedirettore delle Gallerie d’Italia – Torino Antonio Carloni, e delle curatrici del Rapporto, Rica Cerbarano e Chiara Massimello e dell’editore Tommaso Parrillo.
Alle ore 17.00 si torna da CAMERA dove il fotografo britannico Dean Chalkley dialoga con Walter Guadagnini in occasione della mostra Back in Ibiza e altre storie al Circolo del Design. Il percorso espositivo riunisce tre serie dedicate alla cultura musicale e giovanile tra gli anni Ottanta e l’oggi tra ritratti iconici della scena britannica e reportage intimi che raccontano comunità, viaggi e libertà.
Alle ore 18.30, sempre a CAMERA, si tiene il talk dedicato agli artisti coinvolti nella mostra Metamorphosis, progetto realizzato in collaborazione con l’unica piattaforma per la fotografia emergente sostenuta dall’Unione Europea: FUTURES Photography. Protagonisti del talk saranno gli artisti Ada Zielinska, Benedetta Casagrande, Yana Wernicke, Claudia Amatruda, Anna Orlowska e Máté Bartha in dialogo con il curatore di CAMERA Giangavino Pazzola e con Menno Liauw, direttore di Futures. L’incontro approfondisce i temi della mostra diffusa, ospitata in una rete di spazi indipendenti della città, che indaga il concetto di trasformazione individuale, sociale e ambientale attraverso il lavoro di giovani autori internazionali.
La giornata di sabato si conclude alle 22.00 con una vera e propria festa di inizio Festival – aperta a tutti i possessori del pass EXPOSED – che si terrà a Le Roi Music Hall, un luogo che si collega a sua volta al Festival, perché è stato progettato da Carlo Mollino, uno dei protagonisti della mostra in corso all’Archivio di Stato. Sarà il momento in cui artisti, curatori, istituzioni, tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del Festival si incontreranno con il pubblico per ascoltare musica, ballare e stare insieme. Alla consolle si alterneranno personaggi come il leggendario DJ Eddie Piller – produttore di Jamiroquai, fondatore dell’etichetta Acid Jazz che ha segnato la scena musicale mondiale negli anni Ottanta e Novanta, oggi impegnato con “Modcast”, il podcast dedicato alla cultura mod in tutte le sue declinazioni – e come Dean Chalkley, il fotografo protagonista della mostra Back in Ibiza e altre storie che si tiene al Circolo del Design e che è una delle figure di primo piano della scena fotografica musicale inglese, dj per passione. A loro si affianca il dj producer Piero Casanova appena tornato da una tourneé in India con la sua Soul Therapy Ecstatic Dance, che a proposito delle sue serate scrive “tu porta scarpe comode e outfit impeccabile, al resto pensiamo noi”.
Domenica 12 aprile, alle ore 11.00, al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, la fotografa Karla Hiraldo Voleau dialoga con Walter Guadagnini e Camilla Marrese del suo progetto You Can Have It All, presentato nel portico del Museo. Tra fotografia, scrittura e azioni rituali, l’artista trasforma la propria esperienza personale in un processo di consapevolezza, dando forma a un percorso di autodeterminazione in cui il corpo è chiamato prima di tutto a esistere, a essere protagonista attivo e non semplicemente oggetto dello sguardo.
Tutti gli incontri inseriti nel programma inaugurale sono gratuiti con il PASS EXPOSED e la partecipazione libera fino a esaurimento posti.
Per ottenerlo sarà sufficiente cliccare sull’area dedicata al download del pass dal sito del festival o dal sito turismotorino.org e procedere alla registrazione. Il pass è digitale, pertanto il Qr code sarà inviato via email.
Dreaming in Art: a Bra in mostra un viaggio nei multiversi dell’arte
Dal 10 al 26 aprile a Palazzo Mathis. Cinque sezioni in mostra. Inaugurazione il 10/04 alle 17.30
E’ in programma dal 10 al 26 aprile 2026 nelle sale affrescate di Palazzo Mathis, a Bra, la terza edizione della mostra collettiva “Dreaming in Art – Viaggio nei multiversi dell’arte di Langhe e Roero. Dialogo collettivo sul contemporaneo”.
Il progetto – promosso dall’Associazione Culturale Dreaming In Art in collaborazione con il Comune di Bra, l’Associazione Anforianus ODV-ETS, gestore della Gipsoteca Gioachino Chiesa di Santa Vittoria d’Alba, Valorizzazione Roero, l’Istituto Italiano per il Patrimonio del Paesaggio Culturale Vitivinicolo e il Centro Studi sul Paesaggio Culturale di Langhe Roero Monferrato – vuole promuovere il dialogo tra linguaggi artistici, territori e comunità creative: una innovativa riflessione sul contemporaneo, attraverso la pluralità delle arti.
Il vernissage dell’evento artistico-culturale si terrà venerdì 10 aprile 2026, alle ore 17.30, nei prestigiosi spazi espositivi di Palazzo Mathis, in piazza Caduti per la Libertà, 20. L’ingresso al vernissage è libero al pubblico fino ad esaurimento posti; seguirà rinfresco.
In questa edizione, la mostra si articola in cinque sezioni – Digitale, Scultura, Pittura, Fotografia, Scrittura – ciascuna intesa come un universo espressivo che contribuisce al racconto corale dei paesaggi umani e culturali di Langhe e Roero. Le sezioni Pittura, Fotografia e Scrittura, vedranno la partecipazione di artisti e autori selezionati che, attraverso la propria ricerca, contribuiscono a costruire un dialogo collettivo e multidisciplinare sull’identità contemporanea dei territori UNESCO di Langhe e Roero, mentre la sezione Scultura sarà interamente dedicata al compianto artista e scultore Gioachino Chiesa.
LE SEZIONI IN MOSTRA
La sezione PITTURA vede come protagonisti gli artisti: Roberto Andreoli, Maura Boccato, Nadia Canevaro, Enzo Cattaneo, Giovanna Galizio, Franco Gotta, Petronija Makaveeva, Tore Milano, Ada Perona, Francesca Semeraro, Riccardo Testa, Andrea Zanninello.
Per la sezione FOTOGRAFIA partecipano all’evento, Giovanni Gutamo e Paolo Vergnano.
Per la sezione SCRITTURA partecipano all’evento gli autori Pino Berrino, Marina Panero con Wilma Basolo e Ivo Chiolerio, Giovanni Repetto con Ettore Chiavassa.
La sezione SCULTURA è dedicata all’opera del compianto scultore ed artista Gioachino Chiesa, e sarà interamente curata dall’Associazione Culturale Anforianus ODV-ETS, gestore della Gipsoteca Gioachino Chiesa di Santa Vittoria d’Alba e dal Comune di Bra. L’esposizione segna un momento particolarmente significativo: è il debutto postumo di Chiesa nella sua città, a quasi tre anni dalla scomparsa e pochi mesi dopo la celebrazione del ventennale della Gipsoteca Comunale di Santa Vittoria d’Alba a lui intitolata (avvenuta a luglio 2025). Un ritorno simbolico che restituisce all’artista il dialogo con le due comunità che ne hanno accompagnato la crescita umana e creativa.
Il percorso presenta opere in gesso, bronzo e legno che attraversano i temi centrali della sua ricerca: la fragilità dell’uomo, la forza dei legami, il radicamento nei luoghi, la tensione tra libertà e limite, fino alla dimensione più intima della protezione e della speranza. Una scultura essenziale e potente, capace di trasformare la materia in pensiero e di parlare con sorprendente attualità.
Saranno inoltre esposti alcuni pensieri autografi dello scultore, inediti e di grande intensità espressiva, che permetteranno ai visitatori di avvicinarsi alla sua voce più intima e poetica. Il percorso sarà accompagnato dal testo narrativo che racconta le sculture, interpretato magistralmente dall’attore Paolo Tibaldi: un contributo prezioso per offrire un’esperienza immersiva, attenta e appassionata.
La sezione DIGITALE, curata dall’architetto e critico d’arte iscritto all’AICA Italia, Diego Repetto, viene rappresentata dall’installazione immersiva “Tuber magnatum” del Collettivo dell’Antimateria, ispirato al movimento avanguardistico situazionista, proponendo una riflessione sul rapporto tra arte, territorio e immaterialità.
La sezione MUSICA, curata dal maestro Cristiano Alasia, accompagnerà il vernissage di venerdì 10 aprile 2026, dalle ore 17.30, con una suite musicale ispirata alle opere esposte.
Con questa terza edizione, Dreaming in Art continua il proprio percorso di promozione della creatività e della cooperazione culturale, stimolando relazioni professionali e artistiche per riaffermare il valore universale dell’arte come linguaggio di connessione e conoscenza condivisa nel cinquantesimo sito iscritto alla Lista UNESCO.
ORARI
La mostra d’arte è visitabile, ad ingresso gratuito, nei seguenti orari:
Lunedì – Martedì – Giovedì, dalle ore 9.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 17.30 Mercoledì – Venerdì, dalle ore 9.00 alle 12.30
Sabato – Domenica, dalle ore 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00
Santuario di Vicoforte scelto per il volume che racconta oltre 400 santuari in Piemonte
Le maestose architetture del Santuario di Vicoforte diventano il simbolo di un’opera che celebra la bellezza e la spiritualità del territorio. E proprio qui verrà presentato il nuovo volume della collana “Santuari d’Italia”, dedicato a Piemonte e Valle d’Aosta.L’appuntamento è pensato non solo per gli appassionati di storia e arte, ma anche per chi vuole riscoprire uno dei patrimoni più affascinanti del territorio.
Un volume che racconta oltre 400 santuari
Edito da “De Luca editori d’arte”, il libro rappresenta una vera e propria mappa del patrimonio devozionale italiano. Al suo interno sono raccolti oltre 400 santuari, descritti attraverso schede dettagliate e un ricco apparato iconografico.
Grande spazio è riservato proprio alla provincia di Cuneo, tra le più ricche di testimonianze religiose e artistiche. Non a caso, la Basilica di Vicoforte è stata scelta come immagine di copertina, diventando il volto dell’intero volume.
L’evento si terrà sabato 11 aprile dalle 9.45 a Casa Regina Montis Regalis, all’interno del complesso del Santuario. Protagonisti della mattinata saranno i due curatori del volume, Paolo Cozzo e Pierangelo Gentile, docenti universitari dell’Università di Torino.
I due studiosi racconteranno il lavoro di ricerca e coordinamento che ha portato alla realizzazione del volume, frutto di un ampio contributo di studiosi e collaboratori. Accanto a loro interverrà anche lo storico e archivista Giancarlo Comino, con una relazione dedicata ai benefattori del Santuario, figure fondamentali che nei secoli hanno sostenuto il complesso religioso con donazioni e lasciti.
Uno dei momenti più interessanti sarà infatti proprio l’approfondimento sui benefattori, raccontati attraverso documenti storici e testimonianze che vanno dal XVI al XX secolo.
La relazione, intitolata “Huius Sanctae Basilicae benefactor eximius”: devozione e lasciti testamentari per il tempio mariano di Vico (XVI-XX secolo), offrirà uno sguardo inedito su chi ha contribuito concretamente alla crescita e alla conservazione del Santuario, lasciando un segno tangibile nella sua storia.
Al termine degli interventi, i partecipanti potranno vivere un’esperienza completa con una visita guidata al complesso monumentale della Basilica e di Casa Regina Montis Regalis, accompagnati dallo stesso Comino.
Per chi desidera prolungare la giornata, sarà possibile anche fermarsi a pranzo presso la Tavola del Chiostro, nel suggestivo refettorio dei monaci, su prenotazione al 0174 565300 (costo 25 euro). Insomma, un evento da segnare in agenda per chi vuole scoprire – o riscoprire – uno dei luoghi simbolo del Piemonte.
Casale Monferrato. “Paolo Novelli. Opere 2020 – 2026″. Mostra di pittura al Castello del Monferrato
Sabato 11 aprile 2026, alle ore 18,00 nelle Sale al Secondo Piano del Castello del Monferrato, verrà inaugurata la mostra “Paolo Novelli. Opere 2020 – 2026”.
Il percorso espositivo presenterà una selezione delle opere realizzate dall’artista negli ultimi sei anni, offrendo al pubblico un excursus attraverso il peculiare stile e le sperimentazioni pittoriche che testimoniano l’evoluzione e la ricerca creativa di Novelli, con opere che suscitano l’attenzione dei fruitori grazie alla cura compositiva grafica e all’intervento sulla sensibilità visiva, che invita a riscoprire i colori.
La mostra sarà visitabile gratuitamente fino a domenica 3 maggio 2026, nelle giornate di sabato e domenica dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 19,00.
Alba. Inaugurazione della mostra “Grace under pressure”
Domenica 12 aprile, ore 18, Coro della Chiesa della Maddalena
La mostra “Grace under pressure”, curata dall’architetto Alessandra Morra, nasce da un periodo di studio e riflessione sulla valenza intellettuale degli scrittori e traduttori del territorio di Langhe e Roero: Cesare Pavese e Beppe Fenoglio.
L’inaugurazione è il 12 aprile, alle ore 18:00, nel Coro della Chiesa della Maddalena, via Vittorio Emanuele II, 19 Alba.
La mostra, patrocinata dal Comune di Alba e promossa dall’Assessorato alla Cultura e Turismo, resterà aperta dal 12 aprile al 10 maggio 2026, il sabato e la domenica, dalle ore 10:00 alle 18:00. Ingresso libero e gratuito.
Grazie ai traduttori, la letteratura Americana arriva in Italia e porta con se un vento di cambiamento.
Centrale è la figura di Fernanda Pivano, traduttrice per Einaudi dell’Antologia di Spoon River e dell’opera di Hemingway. Fu lei a promuovere e valorizzare in Italia gli scrittori della Beat Generation, oltre a pubblicare il primo articolo su Bob Dylan. Le sue traduzioni ispirarono Fabrizio De André, che lei stessa proclamò come poeta del ‘900 italiano, dopo la rinuncia ad esserlo di Pier Paolo Pasolini.
Attraverso le immagini dell’Archivio Pivano e di Ettore Sottsass, presenti nel libro di Fernanda Pivano e Guido Harari “The beat goes on”, il pubblico avrà inoltre la possibilità di comprendere quanto la fotografia abbia potuto rendere iconica la figura di un traduttore.
Il titolo: “Grace under pressure” evoca una indimenticabile citazione di Ernest Hemingway riguardante la grazia: “Grazia è il tocco di chi è pieno di ciò che manca e che non può mancare. E si rivela supremamente nella difficoltà. Nel dolore. Nell’imminenza della fine.” Questa frase ci ricollega a tutta la poetica di Cesare Pavese.
Per visite narrate e info: cultura@comune.alba.cn.it
A Bra la mostra “Art of Gaza”
Esposizione d’arte dei bambini di Gaza promossa da Granello di Senape Odv, in collaborazione con il Comune di Bra, la Scuola di Pace, il Fondaco e Slow Food
Sabato 11 aprile 2026 alle h 17 sarà inaugurata a Bra, presso il Movicentro, la mostra “Heart of Gaza” che resterà aperta fino al 26 aprile.
E’ una raccolta di 50 opere i cui autori sono 17 giovanissimi palestinesi fra i 3 e i 17 anni. I disegni raccontano gli orrori della guerra nella striscia di Gaza dopo gli eventi del 7 ottobre 2023. Testimoniano la distruzione di un paese, i traumi, la paura, ma anche la speranza.
Le opere sono il frutto dell’iniziativa “La tenda degli artisti” ideata da un giovane palestinese, Mohammed Timraz di Deir al Balah, una città situata nel centro della Striscia, che ha pensato di accogliere bambine e bambini del suo quartiere sotto una tenda, per rimediare alla perdita della scuola e farli stare insieme a giocare, divertirsi, disegnare.
La mostra vuole essere un riflettore puntato su un dramma che ancora oggi tanti piccoli stanno vivendo.
Potrà essere visitata gratuitamente dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 13,30 e dalle 14,30 alle 17 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 12,30 e dalle 15 alle 18.
Giaveno. Visita-Concerto alla dimora storica di Francesco Gonin (Torino 1808 – Giaveno 1889)
Sabato 11 APRILE 2026 ore 15
Si segnala l’appuntamento dedicato al Concert Art presso Casa Gonin – Villa Marsili a Giaveno (To), dimora storica del pittore Francesco Gonin, celebre per le illustrazioni de I Promessi Sposi, allievo prediletto della Reale Accademia (l’attuale Accademia Albertina di Belle Arti di Torino), autore di imprese pittoriche come il gioiello nascosto della Stazione di Porta Nuova, la Sala d’attesa di prima classe, oggi chiamata Sala Gonin e alcuni soffitti neoclassici del Palazzo Reale di Torino.
Le porte della residenza privata si apriranno per questo evento, che permetterà di partecipare alla visita guidata in musica nella casa d’artista, tra sale arredate e affrescate, opere inedite e antiche piante fiorite, a cura della Storica dell’arte Barbara Stabielli e dell’Arpista Katia Zunino.
Un vero e proprio viaggio nelle Arti (Pittura, Architettura, Musica, Letteratura) e nella natura dell’incantevole “Giardino Segreto”.
Le vicende dell’artista sono assai curiose, il Gonin è il classico esempio di giovane non abbiente che riesce a costruirsi una solida carriera artistica attraverso il suo poliedrico talento, che gli permise di entrare in contatto con facoltosi mecenati e di ottenere prestigiose committenze.
La dimora privata, dove visse questo straordinario personaggio, amico di Massimo d’Azeglio e stimato dalla famiglia reale, si svelerà solo per l’occasione, in un percorso tra suoni, immagini e parole, per raccontare una storia speciale, quella del pittore torinese che elesse Giaveno a luogo del cuore, per trascorrere gli ultimi anni della sua vita con l’amata seconda moglie Angela Marsili, dipingendo nel giardino interno ed affrescando ogni angolo di casa.
Un viaggio nel tempo nel quale verranno svelate le antiche sale, l’edizione originale del capolavoro manzoniano del 1840, molte opere pittoriche inedite di collezioni private, le piante antiche del giardino, che oggi come allora regalano incredibili fioriture, così amate dall’artista che volle immortalarle nei suoi delicati acquarelli, il tutto avvolto dalle note dell’arpista Katia Zunino, che saprà interpretare le atmosfere ottocentesche, la bellezza del luogo, tra arte e natura, toccando le Corde dell’Anima.
COME PARTECIPARE:
Evento esclusivo a cura dell’Associazione culturale SCEALTA-SI
Su prenotazione inviando una e-mail a: info.concertart@gmail.com
L’evento richiede quota di adesione di 28€ a persona.
E’ prevista la gratuità fino ai 12 anni, e una riduzione fino ai 26 anni pari a 18€.
Il sito non fa parte del circuito abbonamento musei.
QUANDO: Sabato 11 aprile, ore 15
DOVE: Via Vittorio Emanuele II, Borgata Buffa, n. 59, 10094 Giaveno (TO)
Galleria Aversa. Personale di Anna Rota Milani
Dal 10 al 30 aprile 2026
Orario: dal martedì al sabato 10/12,30-15,30/19 Esclusi festivi
www.galleria-aversa.it
Quando il colore diventa narrazione Anna Rota Milani è autrice di una pittura raffinata, che descrive il paesaggio riservando alla luce la stessa attenzione dell’impressionismo ed esprimendo la stessa carica emotiva dell’espressionismo.
Ambientazioni naturalistiche o vedute urbane vengono evocate dall’artista ricorrendo a una tavolozza di colori brillanti, che raccontano la vita nelle sue mille sfaccettature, come se la pittrice riuscisse a svelarne l’essenza più profonda.
Questi lavori ricordano, nell’esecuzione tecnica, quelli del maestro del Divisionismo Rubaldo Merello, anche se Anna Rota Milani opera mediante spatolate o pennellate dense e materiche che vengono poi sfumate, in maniera tale che il colore intrecci un dialogo intimo e intenso con tutti gli elementi della composizione. In questo modo la visione scivola morbida di fronte agli occhi di chi osserva e si fa avvolgente, capace di suscitare la sensazione di trovarsi all’interno stesso della superficie pittorica. La pittrice ricrea la magia di ambientazioni che sembrano affiorare dalle pagine di una narrazione romantica, luoghi di ricordo e di meditazione, dove la contemplazione della natura si fa estasi silenziosa, e viaggio solitario alla ricerca di un’oasi di bellezza.
L’impianto compositivo nasce dalla necessità di dare contorni al suo sentire, rafforzato poi nella declinazione armoniosa dei particolari. Tuttavia una sorta di vaghezza acuisce la sensazione di trovarsi di fronte ad una dimensione sospesa, dove la realtà si stempera in emozione. Nella ricerca di una congrua corrispondenza fra forma e contenuto, che la pittrice raggiunge grazie ad una precisa calibratura dei toni e degli spazi, la sua pittura si rivela come il susseguirsi di pagine di un diario intimo. Sono momenti di grande sincerità e di forte impatto emotivo, che comunicano a chi guarda il senso compiuto di una narrazione.
Paolo Levi
“LINFA” collettiva d’arte al Ricetto per l’arte Agorà della Valle di Susa
11 aprile – 3 maggio 2026In arrivo A
Sabato 11 aprile alle ore 15.30 con il patrocinio del Comune di Almese, si inaugura “LINFA”, la prima collettiva della stagione, curata e presentata da Giuseppe Misuraca direttore artistico del Ricetto per l’Arte e Virna Suppo presidente dell’Associazione Culturale Cumalè. In mostra, le opere di diciotto artiste e artisti provenienti dalla Valle di Susa, dalla provincia di Torino e da quella di Vercelli: Edgar Bentura, Mauro Busso, Marina Carlone, Cecile Dossogne, Donatella Gagliardi, Paola Leandri, Patrizio Mancin, Antonio Novello, Alessandra Pica, Pierluigi Restoldo, Venere Rizzo, Valentina Rossi, Dina Russo, Claudia Rasetti, Paola Sappa, Chiara Tampone, Francesca Viale e Patrizia Zanon.
Le opere nascono da una riflessione poetica e profonda: “Il verde non appartiene né all’acqua né alla terra, è un passaggio. Scorre, si deposita, germoglia. Ritorna all’acqua, si scioglie e ricomincia”. Un pensiero che si traduce in un filo sottile ma continuo, capace di accompagnare il visitatore attraverso le sale del Ricetto in un percorso immersivo, dove il verde diventa protagonista e invita mente e sensi a un viaggio nella natura.
Biasutti & Biasutti. ANDREA NISBET“89 – 99 Fabbriche Macchine / 26 Vasi a”
fino al 30 aprile 2026
La Galleria Biasutti & Biasutti è lieta di presentare la mostra “Andrea Nisbet. 89–99 Fabbriche Macchine / 26 Vasi a”. Accompagnata da un testo di Marco Filippa, l’esposizione riunisce tre cicli del lavoro dell’artista: le fabbriche e le macchine, realizzate nel decennio 1989–1999, e la serie più recente dei vasi a, realizzati nel 2026, dedicati agli artisti del passato. Dal ciclo delle fabbriche, iniziato nel 1989, in cui Andrea Nisbet affronta i temi del tempo e dei processi di trasformazione, si passa a quello delle macchine, sviluppato a partire dagli anni Novanta, dove l’artista indaga il dislivello prometeico tra uomo e macchina, ponendo nell’osservatore interrogativi sull’avvenire. A chiudere il percorso espositivo è il ciclo più recente dedicato ai vasi: forme sinuose e colori vibranti che, innalzati su colonne di legno, evocano e reinterpretano la memoria della storia dell’arte, in un ideale omaggio a Medardo Rosso, J. M. W. Turner e Rembrandt van Rijn.



