Settimo Torinese. Progetto TILDE: innovazione e rete per il welfare territoriale

Mercoledì 22 aprile in Biblioteca Archimede, a Settimo Torinese, si è svolto uno degli incontri conclusivi della prima fase del progetto TILDE, un’iniziativa che ha contribuito a innovare il welfare locale rendendolo più coordinato, efficace e vicino ai bisogni reali dei cittadini. In particolare delle donne, il target principale a cui si rivolgeva il progetto che aveva fra i propri obiettivi primari il miglioramento della conciliazione famiglia-lavoro.«Con TILDE ha preso forma un nuovo modo di pensare e organizzare i servizi alla persona – interviene la sindaca di Settimo Elena Piastra , anche assessore al welfare dell’Unione NET – Il principio fondante era la creazione di una rete pubblico-privato in grado di mettere in campo iniziative concrete di supporto alla cittadinanza, coinvolgendo associazioni, imprese ed enti pubblici, a partire dall’Unione NET, principale promotore dell’iniziativa sostenuta dalla Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito della call for Action Equilibri». Il tutto anche attraverso la figura di un welfare manager (Marsha Cuccuvè), trait d’union fra i numerosi soggetti coinvolti nel progetto.Tra i risultati più significativi raggiunti dal progetto TILDE emerge un impatto positivo concreto sul territorio e sulle persone. In particolare, sono stati realizzati 134 inserimenti lavorativi e attivati 17 tirocini, offrendo nuove opportunità di occupazione e inclusione alle beneficiarie. Parallelamente, sono stati avviati oltre 100 percorsi di riqualificazione professionale, accompagnati anche dal conseguimento di 16 patenti, strumenti fondamentali per favorire l’autonomia e l’accesso al lavoro. Il progetto TILDE coinvolge un ampio partenariato guidato da Unione dei Comuni Nord Est Torino, con la partecipazione di numerosi enti del terzo settore, istituti scolastici e amministrazioni locali.

Sono sette i Comuni direttamente interessati: Borgaro, Caselle, Leinì, San Benigno, San Mauro, Settimo e Volpiano.

Fra i risultati ottenuti, il potenziamento dei servizi educativi, resi più accessibili a conferma di un approccio integrato capace di rispondere in modo efficace ai bisogni del territorio. Un esempio è stata la revisione dei regolamenti degli asili nido dei Comuni coinvolti, con l’obiettivo di uniformarli e garantire maggiori spazi e servizi alla popolazione. Dal progetto Tilde sono emersi anche alcuni casi virtuosi, ad esempio quello di alcune aziende del territorio intenzionate a inserire nei propri strumenti di welfare aziendale convenzioni con i servizi pubblici. «I risultati raggiunti finora confermano l’efficacia dell’approccio – interviene la sindaca Piastra – Il progetto TILDE rappresenta un progresso verso un welfare più moderno, capace di creare valore condiviso e risposte sostenibili nel tempo, mettendo al centro le persone e le comunità. È anche una sfida importante per i Comuni, perché innovare in questo campo richiede non solo un approccio dinamico, ma anche risorse importanti che dobbiamo essere bravi a trovare, in particolare con finanziamenti esterni».Processi come quelli che TILDE ha sperimentato e innescato a livello locale dimostrano che affrontare in modo integrato lavoro femminile e percorsi educativi di qualità è fondamentale per generare cambiamenti duraturi – sottolinea Marzia Sica, Responsabile Obiettivo Persone della Fondazione Compagnia di San Paolo -. La vera innovazione risiede nei dispositivi costruiti per il territorio, come piattaforme condivise, reti tra imprese e servizi e figure di raccordo: strumenti che rendono il sistema più accessibile, leggibile e capace di rispondere in modo continuativo ai bisogni delle comunità, rafforzando al tempo stesso la collaborazione tra attori pubblici e privati.