Pino Torinese. “La persona aggredita verbalmente sono stato io…”

A Pino Torinese, lo scorso 17 aprile, un fatto di cronaca segnalato dalla coordinatrice pinese di Fratelli d’Italia: “Cantierista aggredito a Pino Torinese in Via Maria Cristina”.

Ad una settimana di distanza, pubblichiamo una lettera in cui il capocantiere citato (ma non nominato) dalla coordinatrice racconta la sua versione dei fatti.

“Desidero esprimere il mio profondo disappunto per aver appreso da fonti esterne della pubblicazione di un servizio e/o articolo riguardante l’aggressione avvenuta in data 17 aprile 2026 ai danni di un cantierista presso il Comune di Pino Torinese, con contestuale riferimento e condanna da parte della Dott.ssa Eleonora Cacioli, coordinatrice territoriale di FDI. Il servizio in questione riconduceva l’aggressore al responsabile tecnico del cantiere “Ex Convento” di Pino Torinese, arrivando addirittura a menzionare l’eventuale applicazione di un Daspo urbano.

Ritengo, nel nome del buon senso civico, che non sia corretto additare, giudicare o trarre conclusioni senza un regolare processo e senza l’ascolto di entrambe le parti coinvolte. Non è giusto indignarsi o emettere sentenze basandosi su un disagio sociale percepito, in particolare riguardante soggetti impegnati in progetti comunali di utilità collettiva.

Il sottoscritto, Geom. Diego Paonessa, è l’altra parte in causa di questa incresciosa vicenda, che reputo figlia di un più ampio disagio sociale. I fatti riportati, purtroppo (o per fortuna), risultano distorti nella forma e nella sostanza. La realtà dei fatti narra di un uomo — di cui non conosco le generalità — corpulento, agitato, suscettibile e scontroso, ben noto a Pino Torinese, che verosimilmente, date le finalità del progetto comunale, non avrebbe dovuto trovarsi in quel luogo o svolgere quella mansione.

Ignoro i motivi di tanta rabbia da parte di questo individuo, ma posso assicurare che la persona aggredita verbalmente sono stato io. L’aggressione, caratterizzata da insulti e frasi irripetibili, si è consumata alla presenza di altre due persone, davanti alle quali ho temuto un’aggressione fisica, considerato che l’uomo agitava attrezzi da lavoro. Solo in seguito ho compreso che gli altri due individui cercavano di calmare l’uomo corpulento, e non di colpirmi. È vero, come riportato, che le forze dell’ordine mi hanno identificato, ma sono stato io a comunicare che mi sarei spostato di circa 50 metri, nei pressi del cantiere, rimanendo a disposizione per ogni chiarimento.

La ricostruzione pubblicata sui social è del tutto unilaterale e priva di riscontro, contrariamente ai tracciati GPS e alle registrazioni che ho personalmente consegnato ai Carabinieri, corredate da una corposa denuncia-querela nei confronti del suddetto individuo, noto in paese per analoghi comportamenti.

Mi sento profondamente dispiaciuto per l’accaduto e per quanto sta proseguendo a danno della mia immagine, pur non sentendomi in alcun modo responsabile. Mi domando, inoltre, quali sarebbero potute essere le conseguenze se, al mio posto, si fosse trovata una donna, una ragazza o una persona anziana…”

Geom. Diego Paonessa