SORPRESE D’ARTE E STORIA CHIERESE. Il braccio-reliquiario di Santa Basilissa e la appena ritrovata statua di San Giuliano  

(5^ puntata)

 

Reliquiario del braccio di Santa Basilissa

San Giuliano

Anche se non si tratta di un dipinto né di una statua,  parlando delle immagini dei Santi Giuliano e Basilissa presenti nel Duomo di Chieri non si può non parlare del braccio-reliquiario di Santa Basilissa: un finissimo lavoro d’argento dorato, risalente al 1388, eseguito dall’orafo Nicolao de Subrinis, attivo per la corte di Amedeo VIII.  È uno dei preziosi oggetti del tesoro del Duomo scomparsi in seguito al famoso furto della notte fra l’11 e il 12 luglio 1973. Ed è uno dei pochi che in seguito sono stati ritrovati.  Ma con un ammanco. Infilato al dito indice, infatti, c’era un grosso anello pontificale che era stato donato dal papa Sisto IV della Rovere, il quale aveva trascorso un periodo della sua vita nel convento dei Frati Minori Conventuali di Chieri. Ma quando i Carabinieri, nel 1975, insieme ad altri elementi della refurtiva, ritrovarono il braccio-reliquiario, l’anello non c’era più.

Per una fortunata coincidenza, oltre che del braccio-reliquiario, siamo in grado di parlare  anche della famosa statua d’argento di San Giuliano, preziosa opera di un orafo fiammingo, che all’inizio del Cinquecento fu donata alla Collegiata di Santa Maria della Scala dalla famiglia dei Valimberti. Rappresenta il Santo che, vestito di armatura e di un elegante mantello, con la mano destra stringe la  palma del martirio e con la sinistra la spada. Rubata anch’essa nel 1973, non era stata più ritrovata e ormai era data per dispersa. Solo recentissimamente i Carabinieri l’hanno  scoperta (insieme alla statua d’argento della Madonna col Bambino donata nel 1492 alla Collegiata dal canonico Rampart)  nell’abitazione di due coniugi svizzeri. Lo scorso 16 maggio, festa dei Santi Giuliano e Basilissa, alla fine della processione, in Duomo, alla presenza delle Autorità civili e religiose, fra cui il vescovo ausiliare mons. Alessandro Giraudo, il parroco del Duomo don Marco di Matteo, il procuratore aggiunto della Repubblica Salvatore Dolce, il sindaco Alessandro Sicchiero, dal maggiore  Ferdinando Angeletti, comandante del Nucleo Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, entrambe le statue sono state solennemente riconsegnate alla città e riunite al tesoro del Duomo.

Antonio Mignozzetti

 

(Continua)