PIEMONTE ARTE: ACCORSI-OMETTO, ARTE TRA I LIBRI, GAZZERA, CERAMICA DI CASTELLAMONTE, STALTARI, SALUZZO, SACRUM…
Coordinamento redazionale di Angelo Mistrangelo
AGOSTO ALLA FONDAZIONE ACCORSI-OMETTO
Domenica 2/8, ore 15.30:
MUSICA IN CORNICE: tracce sonore del passato
Visita musicale per famiglie a cura di Gabriella Perugini

Marlon Adriano
I partecipanti sono accompagnati a scoprire le atmosfere sonore del Rinascimento partendo da alcuni dipinti presenti nella mostra dedicata a Sodoma. Attraverso giochi ritmici, attività di ascolto e esplorazioni sonore, bambini e adulti ricreano i suoni degli strumenti raffigurati diventando protagonisti di una straordinaria orchestra del passato.
Merenda offerta da Centrale del Latte di Torino e Chicchisani
DURATA: visita 1 ora circa, laboratorio 30′
CONSIGLIATO: 5-11 anni
COSTI: bambini € 6,00 (anche per possessori Abbonamento Musei Junior); adulti € 8,00 / gratuito per possessori di Abbonamento Musei; speciale famiglie: due adulti e un bambino: € 18,00.
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA: 011 837 688 int. 4 oppure didattica@fondazioneaccorsi-ometto.it
Mercoledì 5 agosto, ore 15.30
MERCOLEDÌ D’ARTISTA
Visita guidata alla mostra + disegno dal vero
Il mercoledì, al Museo Accorsi-Ometto di Torino, ci si trasforma in artisti del Rinascimento!
Ti aspettiamo per disegnare insieme di fronte ai capolavori del Sodoma: matita alla mano, verrai ispirato dai dettagli più belli delle opere in mostra e imparerai alcuni dei segreti del disegno dal vero, proprio come un artista del Rinascimento.
COSTO: € 6,00 oltre al biglietto d’ingresso. Il biglietto comprende la visita guidata alla mostra e il materiale per il laboratorio pratico
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA: 011 837 688 int. 3 oppure biglietteria@fondazioneaccorsi-ometto.it
Giovedì 6/8/26, ore 18.30
Giovedì 20/8/26, or 18.30
NOTE D’ARTE |Concerti d’estate al Museo Accorsi-Ometto
In collaborazione con il Conservatorio Statale di Musica Giuseppe Verdi di Torino
Quest’estate il Museo Accorsi-Ometto propone una serie di concerti in collaborazione con il Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino.
Ad agosto, alle ore 18.30, si alterneranno con repertori che spaziano dalla musica novecentesca a melodie del Sette-Ottocento: Ivan Homolskiy alla fisarmonica (giovedì 6 agosto 2026) e Marlon Adriano alla chitarra classica (giovedì 20 agosto 2026).
Alla fine dei concerti, che dureranno all’incirca 30/35 minuti, si potrà seguire una breve visita guidata alla mostra Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento (Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto, fino al 6 settembre 2026) oppure visitare la mostra liberamente.
COSTO PER APPUNTAMENTO: € 12,00 (comprensivo di ingresso, concerto e speed tour). Con Abbonamento Musei € 6,00 (comprensivo di ingresso, concerto e speed tour)
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA: 011 837 688 int. 3 oppure e-mail biglietteria@fondazioneaccorsi-ometto.it
sabato 8/8, ore 16.30:
LA MAIOLICA RINASCIMENTALE | Incontro tematico
I tre albarelli in maiolica cinquecentesca senese, esposti in mostra, sono l’occasione per affrontare un viaggio nelle botteghe dei grandi maestri dell’arte ceramica rinascimentale italiana, da Faenza, a Siena, da Urbino a Casteldurante, alla scoperta dei loro segreti e delle loro opere. Un avvincente confronto tra pittura e ceramica.
COSTO: € 6,00 oltre al biglietto d’ingresso
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA: 011 837 688 int. 3 oppure biglietteria@fondazioneaccorsi-ometto.it
CHIERI. ARTE TRA I LIBRI, LA MOSTRA DI MARISA VALLE PROROGATA FINO AL 10 SETTEMBRE

Torino, Consiglio Regionale. Mostra “Romano Gazzera. Nel regno dei fiori giganti”
Dal 30 Luglio 2026 Al 10 Ottobre 2026
A 120 anni dalla nascita dell’artista piemontese (Ciriè 1906 -Torino 1985), Palazzo Lascaris ospita fino al 10 ottobre la mostra “Romano Gazzera. Nel regno dei fiori giganti”. L’esposizione è curata da Giulia Caffaro e promossa dalla Fondazione Romano Gazzera in collaborazione con il Consiglio regionale del Piemonte, con il contributo della Fondazione CRT e il patrocinio della Città di Torino. Attraverso un itinerario che riunisce ventisette opere pittoriche e diversi documenti e fotografie provenienti dall’Archivio della Fondazione, l’esposizione mette in luce un artista che ha saputo distinguersi tra le correnti del secondo Novecento con una ricerca pittorica del tutto originale, ponendo la natura al centro di una riflessione attuale ancora oggi.
La curatrice Giulia Caffaro ha spiegato che “la mostra è articolata in tre sezioni: Alfabeto botanico, Natura umana e Neo Floreale, e ripercorre le principali tappe della ricerca di Gazzera, affiancando alle opere materiali d’archivio, documenti storici e contributi contemporanei”. Il progetto espositivo comprende infatti il video animato di Edoardo Argentieri, tre installazioni dell’artista torinese Francesca Rabaioli (FlowerInMe) e l’opera vincitrice del Premio Gazzera 2025, dell’artista iraniana Bahar Heidarzade, dal titolo “The secret of Garden”. Il Premio Gazzera è stato promosso in collaborazione con l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e il Consiglio regionale del Piemonte.
I Fiori Giganti percorrono le strade del centro della città: le vivaci e colorate installazioni monumentali sono collocate infatti anche presso Palazzo Chiablese in piazza Castello, all’Accademia di Belle Arti, al Museo Accorsi in via Po, all’Orto Botanico, al Dipartimento di Biotecnologie dell’Università in via Nizza e sul balcone della Fondazione Romano Gazzera in piazza Vittorio Veneto. Un invito per cittadini e i turisti a incontrare il linguaggio dell’artista anche nello spazio pubblico, creando un dialogo tra patrimonio artistico, istituzioni culturali e luoghi della vita quotidiana. La mostra è stata progettata per offrire un’esperienza aperta e inclusiva per tutti con contenuti audio e video, installazioni olfattive, pannelli visivo-tattili realizzati in collaborazione con Tactile Vision Lab e l’Unione Italiana Ciechi, testi redatti secondo i principi dell’Easy to Read. Parte integrante del percorso è il progetto olfattivo curato da Valeria Pelle – We4you Consulting, realizzato con Opificio Olfattivo. Tre fragranze originali interpretano altrettante opere di Gazzera: La rosa di Clarissa, La danza dei grandi pensieri e La grande famiglia floreale. Il percorso è completato da QR code tattili collegati a contenuti audio in cui la voce della curatrice del progetto olfattivo descrive le essenze e il loro legame con i dipinti.
ROMANO GAZZERA. Nel regno dei fiori giganti – a cura di Giulia Caffaro
Ingresso gratuito – Visite guidate su prenotazione
Orario: lunedì – venerdì dalle 9 alle 17
Apertura straordinaria: sabato 10 ottobre 2026
65^ MOSTRA INTERNAZIONALE DELLA CERAMICA DI CASTELLAMONTE
22 agosto – 13 settembre 2026
La Città di Castellamonte si prepara ad accogliere la 65^ Mostra Internazionale della Ceramica, uno degli appuntamenti più prestigiosi dedicati all’arte ceramica in Italia, in programma dal 22 agosto al 13 settembre 2026.
Curata dal prof. Giuseppe Bertero, la manifestazione guarda al futuro con rinnovata energia senza mai perdere il legame con una tradizione secolare che ha reso Castellamonte un punto di riferimento nel panorama della ceramica artistica e artigianale. Un patrimonio nato grazie ai preziosi giacimenti di argilla rossa delle colline canavesane, dai quali hanno avuto origine stoviglierie, manufatti e soprattutto le celebri stufe di Castellamonte, oggi autentiche icone del design e dell’eccellenza del Made in Italy.
Inserita nel programma del Festival della Reciprocità delle Tre Terre Canavesane (Castellamonte, Agliè e San Giorgio Canavese), la Mostra rappresenta una prestigiosa vetrina internazionale per artisti, artigiani e manifatture che, attraverso linguaggi contemporanei e tecniche tradizionali,testimoniano la vitalità di un’arte in continua evoluzione.
Anche quest’anno la manifestazione ospiterà il concorso internazionale “Ceramics in Love”,giunto all’ottava edizione, ormai riconosciuto come uno dei principali appuntamenti dedicati alla ceramica contemporanea.
Saranno 136 gli artisti selezionati provenienti da 22 Paesi, a conferma della crescente dimensione internazionale della rassegna.
Sedici sedi espositive nel cuore della città
La Mostra si svilupperà in 16 punti espositivi, tra sedi istituzionali e spazi privati, trasformando il centro storico di Castellamonte in un grande museo diffuso dedicato alla ceramica.
Le sedi istituzionali
Rotonda Antonelliana La scenografica piazza progettata da Alessandro Antonelli ospiterà monumentali sculture inceramica realizzate da artisti italiani e internazionali.
Palazzo Botton Nel prestigioso edificio settecentesco la nazione ospite sarà la Francia, grazie alla collaborazione tra l’Associazione Italiana Città della Ceramica (AiCC) e la città francese di Saint-Amand-en-Puisaye, gemellata con Castellamonte e tra i più importanti centri europei della ceramica. Dopo gli omaggi dedicati a Romania, Marocco, Cina e Spagna, il percorso internazionale della Mostra prosegue con la Francia, rafforzando il dialogo culturale tra le grandi tradizioni ceramiche europee.Al piano nobile sarà visitabile la Raccolta Civica di Terra Rossa, con opere di importanti protagonisti dell’arte contemporanea quali Arnaldo Pomodoro, Carlo Zauli, Nino Caruso, Alessio Tasca, Enrico Baj, Ugo Nespolo, Giovanni Matano e Stefano Merli. Le teche espositive presenteranno inoltre opere di design ceramico e dell’artigianato locale,insieme ai lavori di artisti che hanno insegnato presso lo storico Istituto Statale d’Arte diCastellamonte, tra cui Enrico Carmassi, Ugo Milani, Alfeo Ciolli, Renzo Igne, Angelo Pusterla, Sandra Baruzzi e Guglielmo Marthyn. Saranno inoltre esposte le opere premiate nelle precedenti edizioni della Mostra e una significativa selezione di “Ceramiche Sonore”, autentiche sculture sonore nate dal concorso internazionale dedicato ai fischietti in terracotta.Il balcone dell’Arte ospita quest’anno Brenno Pesci in occasione del cinquantesimo anniversario della sua prima esposizione.
Centro Congressi Martinetti Ospiterà una selezione della straordinaria collezione di oltre 4.000 fischietti donata alla Città dall’artista Mario Giani (Clizia), insieme ai lavori della quinta edizione del concorso “CeramicheSonore”, promosso nell’ambito della manifestazione nazionale “Buongiorno Ceramica”.
Orto Sociale “Di Camillo” Lo spazio dedicato all’incontro tra arte e inclusione sociale accoglierà nuovamente “Relazioni”,l’opera di Denis Imberti e del collettivo Abracadabra, ispirata ai disegni realizzati dagli autori del gruppo.
Ceramiche da Indossare – CNA Federmoda Torna la 15™ edizione della mostra dedicata al gioiello ceramico artigianale, con creazioni checoniugano ricerca artistica, design e sapienza manifatturiera.
Arcate di Palazzo Antonelli Saranno esposte sei spettacolari stufe di Castellamonte, simbolo della tradizione produttiva cittadina e ancora oggi esempio di innovazione, qualità e design.
Liceo Artistico Statale “Felice Faccio” Gli studenti della sezione ceramica presenteranno una mostra dedicata al dialogo tra tradizione econtemporaneit‡, offrendo uno sguardo sul futuro della ceramica attraverso il talento delle nuovegenerazioni.Le sedi private.
Mostra Internazionale della Ceramica di Castellamonte
22 agosto – 13 settembre 2026
Orari di apertura• MartedÏ – Venerdì: 16.00 – 20.00• Sabato e Domenica: 10.00 – 20.00
Ingresso libero
SETTIMO TORINESE. INAUGURATA LA FONTANA DI NINO VENTURA “COME PESCI FUOR D’ACQUA”
Giovedì 30 luglio, alle ore 21.30 in Piazza degli Alpini a Settimo Torinese, un folto pubblico ha partecipato all’accensione dell’opera “Come pesci fuor d’acqua”, la nuova fontana-scultura realizzata dall’artista Nino Ventura.
L’opera rappresenta il completamento della riqualificazione di Piazza degli Alpini, intervento finanziato con risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che restituisce alla città uno spazio pubblico rinnovato. Il progetto si inserisce inoltre nel più ampio percorso di valorizzazione dell’area storica, in continuità con il restauro della vicina Pieve di San Pietro, anch’esso realizzato grazie ai fondi PNRR.
La nuova fontana è stata concepita come un’opera dedicata alla comunità di Settimo Torinese e alla sua storia. La fontana sorge nello stesso punto in cui, tra gli anni Sessanta e Settanta, era presente un’altra fontana della città.
Tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta la città visse una trasformazione profonda: da borgo agricolo di circa 13.000 abitanti divenne, nel giro di pochi anni, una realtà industriale che superò i 40.000 residenti. Un cambiamento che portò persone provenienti da luoghi e culture diverse a costruire insieme una nuova identità cittadina.
È proprio a questo percorso collettivo che l’artista ha voluto rendere omaggio.
La vasca della fontana richiama, con la sua forma a “S”, l’antica strada che collegava Augusta Taurinorum, a sette miglia romane e che diede origine al nome di Settimo. Sul bordo della vasca sono incise due date simboliche: 1958, anno in cui Settimo ottenne il titolo di Città, e 2026, a rappresentare la città di oggi.
Elemento centrale dell’opera è il pesce, figura ricorrente nella poetica di Nino Ventura e simbolo universale della vita. In questa fontana rappresenta il racconto dell’operosità di una comunità e delle donne e degli uomini che hanno contribuito, con il loro lavoro e il loro impegno, alla crescita della città.
Il gruppo scultoreo è composto da sette torri metalliche, che richiamano le sette torri simbolo della storia industriale e urbana di Settimo Torinese: oltre alla torre medievale, quelle della Fiat, dell’Acquedotto, della Siva, della Farmitalia, della Lucchini e della Paramatti.
Su ciascuna torre una fessura lascia intravedere bassorilievi raffiguranti pesci in movimento, attraversati da un velo d’acqua che evoca il Rio Freidano, storico canale artificiale che per secoli ha sostenuto lo sviluppo economico del territorio.
Sulla sommità delle torri trovano posto sette pesci in bronzo con ali, realizzati con l’antica tecnica della fusione a cera persa. Attraverso i loro getti d’acqua sembrano librarsi nell’aria, trasformando la fontana in una coreografia in continuo movimento.
Il titolo dell’opera, “Come pesci fuor d’acqua”, richiama tutte quelle persone che, arrivando a Settimo o affrontando una città in profonda trasformazione, hanno saputo costruire nuove relazioni, contribuendo con il proprio lavoro e il proprio impegno a renderla la comunità aperta, solidale e accogliente che è oggi.
AGLIANO TERME. MOSTRA “‘NINÎN. SANGUE DEL VOSTRO SANGUE‘ dell’artista savonese Gioele Sasha Staltari.
Da sabato 1° agosto al 20 settembre lo spazio BAart di Agliano Terme ospita ‘NINÎN. SANGUE DEL VOSTRO SANGUE‘, dell’artista savonese Gioele Sasha Staltari. L’esposizione fa parte del calendario di DegustArt, la rassegna, nata in collaborazione con il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, che prevede mostre, degustazioni e incontri dedicati all’arte e al vino.
Tutte le domeniche ai visitatori della mostra sarà offerto in degustazione un calice di Barbera d’Asti dei produttori di Agliano Terme.
Moonlight Saluzzo: tour notturno a piedi
Sabato 8 agosto, ore 21:30. Sabato 21 agosto, ore 21
Tour orientativo alla scoperta dell’antico borgo medievale di Saluzzo in notturna.
L’itinerario di visita parte dall’imponente mole del castello, la Castiglia, e prosegue nel cuore pulsante della città medievale. Esplora la bellezza di questo prezioso scrigno d’arte in un percorso a piedi sulle tracce di un fiorente Marchesato.
La visita guidata è a numero chiuso, il ritrovo con la guida è sabato 8 agosto alle ore 21:15 o sabato 21 agosto alle ore 20:45 presso la biglietteria della Castiglia, in piazza Castello, a Saluzzo.
Il costo dell’iniziativa è di 8 euro a persona – gratuito per i ragazzi con meno di 10 anni accompagnati.
CUNEO. MOSTRA COLLETTIVA “SACRUM”
Fino al 27 settembre – Complesso Monumentale di San Francesco – Via Santa Maria, 10 – 12100 Cuneo (CN)
La mostra sarà visitabile dal martedì alla domenica dalle 15.30 alle 18.30
Ingresso libero
La mostra “Sacrum” si presenta al pubblico come il venticinquesimo evento organizzato da grandArte nell’ambito della rassegna “OMG – grandArte 2025-2026 – I confini del sacro” che proporrà una serie rappresentativa di altre esposizioni d’arte in numerose località dell’intera provincia nel corso degli anni 2025-2026
“Sacrum” è una mostra collettiva di arte contemporanea, a cura di Roberto Mastroianni, ospitata negli spazi monumentali della ex Chiesa di San Francesco, oggi cuore pulsante del Complesso Monumentale del Museo Civico di Cuneo, che indaga il tema del sacro in relazione alla sua dimensione antropologica ed esistenziale.La mostra si presenta come un racconto per immagini sul rapporto tra il sacro e la contemporaneità,utilizzando i linguaggi dell’arte per mettere in scena un’iconografia della relazione tra esistenza,alterità e trascendenza, indagando una tensione universale a confrontarsi con l’invisibile, l’assoluto,le inquietudini sociali e individuali e con tuFo ciò che supera il limite della nostra percezione quotidiana.
Questa narrazione corale, realizzata dalle opere di alcuni tra i più interessanti artisti italiani contemporanei (Nicola Bolla, Domenico Borrelli, Gisella Chaudry, Marco Cordero, Carlo D’Oria, Francesca Dondoglio, Gabriele Garbolino, Paolo Grassino, Luigi Stoisa, Fabio Viale, Claudia Virginia Vitari) su quel “Mysterium tremendum e fascinans”, così definiva il sacro lo storico e filosofo delle religioni Rudolf Otto, ovvero un mistero tremendo e affascinante, si articola nello spazio attraverso tre assi principali: il sacro e la corporeità, la soglia e il silenzio e la dimensione antropologia ed esistenziale della sacralità.
SANSICARIO. SAN LORENZO. DESSÌ – GALLO – NUNZIO
GALLERIA UMBERTO BENAPPI – SANSICARIO | 14.08 – 27.09.2026
Opening giovedì 13 agosto 2026, h. 18.00
La Galleria Umberto Benappi, con il supporto creativo di Riccardo Pietrantonio, prosegue la stagione estiva nella nuova sede di Sansicario Alto con la mostra San Lorenzo. Dessì-Gallo-Nunzio.
In esposizione una selezione di opere di Gianni Dessì, Giuseppe Gallo e Nunzio, figure centrali della cosiddetta Scuola di San Lorenzo, l’esperienza artistica nata a Roma tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta nell’omonimo quartiere e formatasi attorno all’ex-Pastificio Cerere.
Pur sviluppando linguaggi autonomi e profondamente riconoscibili, i tre artisti condividono una ricerca che restituisce centralità alla pittura, alla scultura, alla materia e al gesto, in dialogo con la memoria della tradizione e la sensibilità contemporanea.
Gli artisti, che si riconducono alla nuova stagione della Scuola Romana, hanno contribuito al rinnovamento dell’arte italiana attraverso una pratica capace di coniugare rigore formale, intensità poetica e sperimentazione. L’esposizione mette in luce le affinità e le differenze dei loro percorsi, offrendo al pubblico un’occasione per riscoprire una delle esperienze più significative dell’arte italiana contemporanea.
La ricerca di Gianni Dessì (Roma, 1955) si concentra sul rapporto tra pittura, spazio e materia, sviluppando un linguaggio in cui il quadro supera i propri confini tradizionali per dialogare con l’ambiente circostante. Molti dei suoi dipinti, infatti, non rimangono costretti entro i limiti della tela, ma si estendono oltre, invadendo talvolta le pareti che li accolgono, in un processo di trasformazione che espande l’opera verso uno spazio “altro”. Attraverso l’uso di materiali diversi, superfici tridimensionali e interventi installativi, l’artista esplora temi come la memoria, il tempo e la percezione. Il suo lavoro si distingue per la continua sperimentazione formale e per la capacità di coniugare ricerca formale e forza espressiva, dando vita a opere che invitano lo spettatore a un’esperienza visiva e sensoriale.
Artista dalla straordinaria ricchezza immaginativa, Giuseppe Gallo (Rogliano – Cosenza, 1954) sviluppa un linguaggio profondamente personale in cui pittura, scultura e disegno dialogano attraverso un universo di simboli, forme organiche e riferimenti alla natura, al mito e alla storia dell’arte. La sua ricerca coniuga libertà inventiva e rigore compositivo, dando vita a opere in cui segni, immagini e colore si intrecciano in una riflessione poetica sulla memoria, sul tempo e sui processi della trasformazione. La sua produzione si distingue per la capacità di trasformare elementi del mondo naturale in un immaginario evocativo, aperto a molteplici livelli di lettura.
VINADIO. L’essenza spirituale della scultura. Dagli abissi del mare alle profondità della Terra. Gaetano Usciatta
Inaugurazione
Sabato 8 agosto 2026 alle ore 16
presso le Camere da sparo del Forte Albertino di Vinadio
Ingresso dal Bar del lago “La Crosa” – Via Guardia alla Frontiera, 12010 – Vinadio (CN)
A cura di Enrico Pero
La mostra personale di Gaetano Usciatta, predisposta nelle sale da sparo del Forte Albertino di Vinadio, si propone di avvicinare i visitatori a una scelta variegata di ventuno sculture realizzate in pietra arenaria, pietra di Finale e marmo di Ormea, oltre che in bronzo e in lamiera di acciaio patinato, che rappresentano al megliole caratteristi che della poetica figurativa dell’artista di origini abruzzesi, incentrata sulla realizzazione di opere scultoree motivate in modo diretto dai suoi stati d’animo fortemente intrisi di spirito ecologista e animalista,che lo hanno guidato nella determinazione della sua visione del mondo che ci circonda a partire dalla fine degli anni Sessanta, in concomitanza con l’affermarsi della coscienza ambientale tra i giovani animati da passioni civili e da istanze di rinnovamento della società del loro tempo.
Gaetano ha iniziato il suo percorso di ricerca concentrandosi dapprima sul movimento della macchina e in seguito su quello dell’uomo, dedicandosi, in particolare, come ha dichiarato in un servizio giornalistico di Maria Giulia Alemanno del 1995, “allo studio dei gesti” di “ballerine” e “calciatori” e del loro modo “di impossessarsi dello spazio, di scuotere l’aria.
SELEZIONATI GLI ARTISTI DELLA PRIMA EDIZIONE DEL PREMIO ARTE CONTEMPORANEA VALLE D’AOSTA
Entra nel vivo con l’annuncio degli artisti la prima edizione del “Premio Arte Contemporanea Valle d’Aosta”, il progetto della Regione autonoma Valle d’Aosta dedicato alla ricerca artistica contemporanea e al dialogo tra territorio, paesaggio ecreatività.
«Il progetto è una sfida interessante per molteplici motivi. In primis perché ci permette di condividere e documentare un modo specifico di immaginare la pratica artistica oggi in Italia; inoltre è importanteper guardare alle molteplici identità di un territorio. Le artiste e gli artisti invitati metteranno in campo attenti e complessi processi di ricerca, capaci di dare forma all’inquieta e spesso contraddittoria complessità del presente in cui tutti noi viviamo», così dichiarano a voce unanime i tre Commissari proponenti, Martina Angelotti, Alessandro Castiglioni e Bernardo Follini. Agli artisti sarà richiesto un confronto diretto con la storia e l’ambiente della Regione, mediante sopralluoghi sul territorio, avviando una fase di ricerca funzionale all’ideazione dell’opera.
Ambiente, sostenibilità, cambiamento climatico, rapporto tra uomo e natura, trasformazione del paesaggio alpino sono alcune delle questioni centrali del dibattito contemporaneo affrontate dalPremio.Gli artisti, qui sotto elencati, attualmente vivono e lavorano in varie zone d’Italia e si stanno impegnando a sviluppare progetti originali capaci di interpretare il territorio attraverso il propriolinguaggio e la propria ricerca.

benny bosetto
– Benni Bosetto (Merate, 1987) vive e lavora a Milano. Sviluppa una pratica artistica tradisegno, installazione, scultura e performance, indagando la trasformazione del corpo e ilrapporto tra spazi domestici, memoria e ritualità.
– Valentina Furian (Venezia, 1989) vive e lavora a Torino. È un’artista visiva che indaga,attraverso moving-images, time-based installations e disegno, il confine fluido tra esseriumani, più-che-umani e ambiente naturale, esplorando i temi della domesticazione e dellawildness.
– Muna Mussie (Keren, Eritrea, 1978) vive e lavora a Bologna. È artista, performer ericercatrice: la sua pratica intreccia gesto, visione e parola, indagando i linguaggi delleperforming e visual arts, per dar forma alla tensione che scaturisce fra i differenti poliespressivi, privato e pubblico, memoria e oblio, visibile e invisibile.
– Gianmarco Porru (Oristano, 1989) vive e lavora tra Milano e la Sardegna. È artista e regista:tra installazione, film e fotografia, indaga le mitologie sincretiche del Mediterraneo,esplorando territori e storie come spazi speculativi per una rilettura critica del presente.- Jacopo Rinaldi (Roma, 1988) vive e lavora a Roma. Sviluppa una pratica multidisciplinaretra installazione, fotografia, disegno e immagini in movimento, dando forma a progetti diricerca a lungo termine che coinvolgono realtà locali, istituzioni e fondi archivistici.
– Valentina Vetturi (Reggio Calabria, 1979), vive e lavora tra Roma e Bari. È artista ericercatrice. La sua pratica si sviluppa tra performance, testo, suono e nuovi media in unospazio discorsivo in cui il dialogo con persone, piante, luoghi e tecnologie, prende formacome risultato di lunghe ricerche transdisciplinari.
Promosso dal Castello Gamba – Museo di Arte moderna e contemporanea della Valle d’Aosta in collaborazione con l’Associazione Forte di Bard, il Premio nasce dalla volontà della Regioneautonoma Valle d’Aosta di consolidare e rilanciare il rapporto del territorio con la culturacontemporanea, rafforzando una tradizione di attenzione verso le arti visive, che nel tempo,ha contribuito alla costruzione di importanti collezioni pubbliche e alla presenza in Valle d’Aosta di artisti, critici e progettualità di rilievo nazionale e internazionale.Il progetto si inserisce infatti nel processo di rinnovamento e sviluppo intrapreso negli ultimi annidal Museo Gamba di Châtillon, sede delle collezioni regionali di arte, museo che oggi guarda alfuturo, per rafforzare il proprio ruolo di centro di ricerca, confronto culturale e produzione di nuovicontenuti artistici.Al termine del lavoro degli artisti sul territorio seguirà la presentazione pubblica dei sei progetti –l’appuntamento è fissato per il 7 novembre 2026 presso il Forte di Bard – e, tra questi, entro la finedel 2026 verrà proclamata l’opera vincitrice, che sarà realizzata e poi acquisita dalla Regione autonoma Valle d’Aosta ed entrerà a far parte delle collezioni regionali d’arte, contribuendo ad arricchirne il patrimonio contemporaneo.




