TORINO. LA POLIZIA DI STATO ARRESTA L’AUTORE DEL FEMMINICIDIO DI UNA GIOVANE DONNA, COMMESSO LA NOTTE TRA IL 9 ED IL 10 LUGLIO 2026

Nel corso della mattinata odierna, 5 agosto 2026, personale della Polizia di Stato, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino, sta eseguendo il fermo di indiziato di delitto emesso dal P.M. titolare delle indagini a carico di un cittadino romeno (classe 1981) gravemente indiziato femminicidio, occultamento di cadavere e maltrattamenti in famiglia aggravati, nei confronti della ex compagna (classe 1990), commesso a Torino, la notte tra il 9 ed il 10 luglio u.s., in un appartamento sito in questa via Paisiello 17 ove la donna, a seguito della cessazione della loro relazione, si era trasferita unitamente al figlio minorenne.

Segnatamente, il cadavere della vittima veniva trovato, la sera del 20 luglio, nell’appartamento in uso a quest’ultima, avvolto in un lenzuolo e posizionato all’interno del contenitore del letto matrimoniale, a seguito di una segnalazione giunta da un amico della donna, il quale, non avendo più sue notizie da circa dieci giorni, decideva di portasi presso l’abitazione della giovane e di effettuare una perlustrazione all’interno, utilizzando, per farvi accesso, un mazzo di chiavi a lui consegnate il 20 luglio stesso dal proprietario dell’immobile.

Una volta entrato dentro casa, l’uomo sentiva però un forte odore, motivo per cui decideva di uscire dall’appartamento e di contattare la Polizia consentendo, così, il rinvenimento del corpo della giovane. Il successivo accertamento autoptico, permetteva di costatare che la causa della morte della donna era da attribuire ad un severo politraumatismo cranico ed una compressione violenta di bocca e collo, compatibile con una morte per asfissia meccanica, e che il decesso era da ricondurre, indicativamente, a circa dieci giorni prima il ritrovamento del cadavere. La sera stessa del rinvenimento del corpo senza vita della giovane veniva rintracciato l’ex compagno della malcapitata, in compagnia del figlio minorenne, presso la sua abitazione, sita sempre nel quartiere “Barriera di Milano”.

L’uomo, pur negando qualsiasi suo coinvolgimento del delitto, cadeva più volte in contraddizione sugli ultimi momenti in cui aveva visto la donna; incoerenze che portavano il P.M. titolare delle indagini ad indagarlo per il reato di omicidio.

Nei giorni a seguire venivano svolti da parte della Squadra Mobile di Torino continui accertamenti volti a ricostruire gli ultimi giorni in vita della vittima, fino al 10.07.2026, data a decorrere dalla quale la stessa non aveva più avuto contatti con alcuno né era stata più vista. Tale attività investigativa, sviluppatasi senza soluzione di continuità, consistente nell’escussione di numerosissimi testimoni che conoscevano la vittima, nell’analisi dei tabulati di diverse utenze telefoniche, nella disamina delle registrazioni dei sistemi di video sorveglianza presenti in prossimità dell’abitazione della donna nonché in ulteriori certosini accertamenti anche di tipo tecnico, determinavano il P.M. titolare delle indagini ad emettere nei confronti dell’ex compagno della vittima, stante i gravi indizi di colpevolezza raccolti a suo carico, un decreto di fermo per il reato di omicidio dell’ex compagna. Il movente del grave fatto di sangue sarebbe da ricondurre, come preliminarmente emerso nel corso delle investigazioni, alla mancata accettazione da parte dell’uomo della fine della relazione con la donna; cessazione imposta dalla parte lesa ormai da mesi ed alla quale il compagno aveva sempre tentato di opporsi cercando di mantenere, come riferito da molti testimoni che conoscevano la coppia, un continuo controllo sulla stessa.

L’arrestato veniva, nel corso della mattinata odierna, rintracciato presso la sua abitazione di Torino.