PIEMONTE ARTE: CUCCO, IL CORPO DELLA CITTA’, M.A.O., ART SITE FEST, BASILICA MAURIZIANA, STUTO…
Coordinamento redazionale di Angelo Mistrangelo
CATERINA CUCCO. COLORI. IL SEGNO E LA SCRITTURA
Palazzo Madama. Il corpo della città. Moda e arti tra Liberty e modernità 1884 – 1961
A cura di Giovanni Carlo Federico Villa, Maria Paola Ruffino e Gregorio Thaon di Revel Mazzonis, con il coordinamento scientifico di Clelia Arnaldi di Balme
PALAZZO MADAMA | FONDAZIONE TORINO MUSEI
Torino è una città che ha saputo reinventarsi più volte nel corso della sua storia. Dopo la perdita del ruolo di capitale del Regno d’Italia nel 1865, ha costruito nuove identità attraverso l’industria, la cultura, la moda, l’arte e l’innovazione. È proprio questo processo di trasformazione il punto di partenza de Il corpo della città, la nuova mostra di Palazzo Madama Torino – in programma dal 15 ottobre 2026 al 22 febbraio 2027 – che racconta un secolo di storia torinese attraverso il corpo: rappresentato, vestito, disciplinato, liberato e trasformato dalle profonde evoluzioni della società moderna.
In ideale continuità con la mostra MonumenTo. La forma della memoria, il progetto propone un punto di vista originale attraverso il quale osservare l’evolversi della città attraverso il corpo, inteso non soltanto come soggetto artistico, ma come spazio in cui si riflettono i cambiamenti sociali, economici e culturali, luogo ideale di intersezione fra moda, arte e trasformazioni urbane. Se MonumenTo interrogava il rapporto tra città e monumenti, Il corpo della città sposta lo sguardo sulle persone, sull’intima relazione che lega le forme della città a quelle dei suoi abitanti, al loro abbigliamento e ai loro gesti, in ognuno dei momenti storici in cui Torino ha costruito e reinventato la propria identità.
Attraverso dipinti, sculture, abiti, fotografie, manifesti, documenti, il percorso espositivo accompagna il visitatore in un percorso scandito dalle grandi Esposizioni, a partire dall’Esposizione Generale Italiana del 1884 fino alla grande mostra di Italia 61, e propone una riflessione sulla città come organismo vivente, in continua trasformazione, e sul corpo come luogo in cui i cambiamenti della modernità diventano visibili.
M.A.O. : DECLINAZIONI CONTEMPORANEE #4. Residenze d’artista e installazioni site-specific
Gli artisti della quarta edizione: Gala Porras-Kim, Elif Uras, Dayanita Singh, Sissel Tolaas e Driant Zeneli
MAO Museo d’Arte Orientale
Via san Domenico 11, Torino
Dal 31 ottobre 2026, in occasione di Artissima, il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino presenta la quarta edizione di Declinazioni Contemporanee, il programma di residenze d’artista e commissioni site-specific che porta l’arte contemporanea in dialogo con le collezioni e gli spazi del museo, rileggendo il patrimonio attraverso prospettive e linguaggi del presente.
Il progetto prosegue il percorso intrapreso dal MAO negli ultimi anni, trasformando il museo in uno spazio attivo, capace di generare nuove forme di esperienza e relazioni collaborative, partecipative ed emozionali con il pubblico.
Le opere degli artisti riattivano gli oggetti delle collezioni, sottraendoli alla loro apparente immobilità e rimettendoli in circolazione attraverso narrazioni differenti. Non reperti da osservare a distanza, ma elementi che, riletti attraverso uno sguardo critico e poetico, riacquistano il loro valore intrinseco – perlopiù religioso, rituale, funerario – e tornano a interrogare le urgenze del nostro tempo.
Declinazioni Contemporanee #4 riunisce cinque artisti internazionali – Gala Porras-Kim, Elif Uras, Dayanita Singh, Sissel Tolaas e Driant Zeneli – che, seppur divergenti per sensibilità, pratiche e linguaggi artistici, condividono un comune interesse nell’interrogare le modalità attraverso cui il patrimonio museale viene custodito, esposto e trasmesso.
Installazioni site-specific, ceramica, fotografia, video, ricerca scientifica e olfattiva ricostituiscono e al tempo stesso destabilizzano le collezioni e Palazzo Mazzonis stesso, che si trasforma in un ricettacolo di interventi narrativi, una pagina bianca pronta ad accogliere nuove storie e traiettorie culturali eurasiatiche.
Come afferma Davide Quadrio: “Con il quarto anno del mio mandato, la trasformazione del MAO è giunta a un punto di non ritorno: da museo archeologico è diventato palestra creativa e luogo dove le collezioni sono soggette a una rinascita di senso. O come ha ben descritto Gala Porras-Kim, in una recente conversazione con me: ‘da luogo di conservazione a luogo di vita’”.
Oggetti, immagini e storie provenienti da epoche e geografie molteplici diventano così materia per una riflessione intorno ad alcune questioni interpretative centrali: la conservazione e la trasformazione dell’artefatto nel circuito globale del mercato dell’arte; la memoria e l’idea stessa di archiviazione; il lavoro museale e le economie della cura; la dimensione sensoriale e il rapporto tra storia e linguaggio metaforico; l’oggetto culturale funerario e le relazioni tra tempo, vita e desiderio di eternità, attraverso la cura del defunto.
A partire dal 1° novembre tutte le opere di Declinazioni Contemporanee saranno visibili acquistando il biglietto di ingresso alle collezioni permanenti a tariffa regolare.
ART· SITE· FEST XII EDIZIONE FARE STORIE, FARE MONDI
Dal 14 ottobre al 20 novembre, Torino ospita la dodicesima edizione della rassegna Art Site Fest con il titolo Fare Storie Fare Mondi, ideato e diretto da Domenico Maria Papa. Un viaggio multidisciplinare dedicato alla narrazione, all’educazione allo sguardo e all’ascolto e alla cura delle relazioni nei luoghi simbolo del patrimonio cittadino. <37b237f9-1e87-
Ancora più evocativa, ariosa e tridimensionale sarà la XII edizione di Art Site Fest. Una rassegna che negli passati ha cercato di promuovere la facoltà dell’attenzione, perché solo chi sa guardare e ascoltare a lungo una cosa, senza distrarsene, può davvero dire di averne fatto esperienza. Inoltre saper vedere e ascoltare estende il nostro mondo, lo rende meno piatto, più denso di significati.
La rassegna quest’anno pone al centro del suo percorso il valore profondo della narrazione e dell’attenzione. Ispirandosi al celebre pensiero di Hannah Arendt – per cui educare e fare cultura significa “consegnare il mondo e lasciare a chi arriva lo spazio per rinnovarlo“, il festival riafferma che nessuna comunità è un’isola.
Attraverso le arti visive, le installazioni site-specific, le performance, la musica, il teatro, le letture e gli incontri, Art Site Fest esplora forme di racconto che non risiedono più esclusivamente nel testo scritto, ma si fanno voce, immagine e suono. Mondi da abitare per dare voce ai luoghi e alimentare le radici di ogni comunità, fondata sul legame indissolubile tra chi dice e chi ascolta.
«La nuova stagione di Art Site Fest nasce da una rinnovata attenzione alla dimensione narrativa che pure abbiamo frequentato negli ultimi anni. Attraverso le arti visive, le installazioni site specific, gli incontri, le letture e gli spettacoli abbiamo cercato nel racconto il mezzo per dare voce ai luoghi», dichiara Domenico Maria Papa, Direttore artistico di Art Site Fest. «Dare forma autentica a storie, persone, spazi, idee è l’intento che ha — e deve avere — ogni espressione culturale, oltre ogni confine disciplinare. Ogni narrazione presuppone una relazione, a cominciare tra chi dice e chi ascolta. Ogni comunità trova alimento nelle storie che ne sono le radici».
La manifestazione con ingressi a titolo completamente gratuito è patrocinata dalla Regione Piemonte, dal Consiglio Regionale del Piemonte, dalla Città di Torino e dalla Città Metropolitana. È realizzata con il contributo di Fondazione CRT e di Teca Studio, in collaborazione con le sedi ospitanti.
IL PROGRAMMA E LE SEDI
14 OTTOBRE – 20 NOVEMBRE 2026
Per oltre un mese, la rassegna proporrà un ricco palinsesto di immagini, installazioni, percorsi ed eventi. Un’edizione pensata per e con i luoghi che la ospitano, con la partecipazione di un parterre di scrittori, artisti, musicisti e attori di grande talento.
I luoghi coinvolti nell’edizione 2026:
Museo Nazionale del Risorgimento Italian GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea Archivio di Stato di Torino Museo Regionale di Scienze Naturali Accademia dell’Agricoltura Museo della Frutta “Garnier Valletti” Polo Artistico e Culturale “Le Rosine”
www.artsitefest.it
Torino. La Basilica Mauriziana riapre dopo sette anni di chiusura
Venerdì 23 ottobre, ore 11
Basilica Mauriziana, via Milano 20, Torino
Chiusa al pubblico dal 2019, la Basilica Mauriziana riapre a partire da domenica 25 ottobre. Venerdì 23 ottobre alle ore 11 la FOM – Fondazione Ordine Mauriziano e l’Arciconfraternita dei Santi Maurizio e Lazzaro organizzano una visita in anteprima riservata alla stampa.
La Basilica Magistrale dei Santi Maurizio e Lazzaro fu ricostruita a partire dal 1679 su progetto di Antonio Bettino, sull’area dell’antica chiesa di San Paolo. Nel 1728 Vittorio Amedeo II la assegnò all’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, facendone la Chiesa Magistrale dell’Ordine. La sua storia è leggibile anche nell’apparato artistico dell’aula: dalla cupola, alta circa 40 metri e decorata da Paolo Emilio Morgari con il Trionfo della Croce, agli affreschi di Francesco Gonin, fino agli stucchi, alle colonne in pietra di Gassino e agli elementi marmorei che compongono l’interno.
Dopo sette anni di chiusura per restauri della cupola e del tamburo dell’aula, che con il loro avanzato e grave stato di degrado impedivano l’accesso al pubblico, la Basilica torna ad accogliere i visitatori, da domenica 25 ottobre, e riapre i suoi spazi al culto e alle visite. L’anteprima stampa sarà l’occasione per vedere il risultato degli interventi di restauro e approfondire il lavoro che ha permesso di restituire alla fruizione un edificio rimasto a lungo chiuso.
L’appuntamento di domenica 25 prevede visite guidate aperte al pubblico e un momento di presentazione dei lavori. Alle 17.30 la riapertura sarà accompagnata dal concerto Musica alla corte del Palatinato. Johann W. A. Stamitz e la Scuola di Mannheim, eseguito dall’Orchestra Barocca dell’Accademia di Sant’Uberto.
GALLERIA DEL PONTE. “FUORI REGISTRO”

MUSEO NAZIONALE DELL’AUTOMOBILE. ALDO BROVARONE. LA MATITA DI PININFARINA
Fino al 7 marzo 2027
mostra a cura di Maria Paola Stola Ariusso
Il Museo Nazionale dell’Automobile celebra – in occasione del centenario dalla nascita – Aldo Brovarone, straordinario designer e autore di alcune delle più eleganti automobili del Novecento, in Italia e nel mondo. La mostra – visitabile nella project room del primo piano da mercoledì 7 ottobre 2026 a domenica 7 marzo 2027 – racconta l’avventura professionale di Aldo Brovarone, dal suo incontro con Piero Dusio in Argentina agli anni trascorsi in Centro Stile Pininfarina dal 1953 al 1988.
La sua matita ha dato forma a concept car avveniristiche, capaci di anticipare soluzioni destinate a entrare nella produzione di serie: dalla Superflow, alla base dello sviluppo dell’Alfa Romeo Spider Duetto, fino alla Peugeot 504, prodotta in oltre 3.700.000 esemplari. Il contributo più significativo riguarda però Ferrari poiché i suoi progetti accompagnano la nascita delle gran turismo a motore anteriore, dalla Super America alla Superfast II, e aprono la strada alle sportive a motore centrale con la Dino Berlinetta Speciale.
“Curare questa mostra dedicata ad Aldo Brovarone è stato per me un viaggio nei ricordi, nell’amicizia che ci ha legato, nei racconti di vita, nei pomeriggi nei quali andavo a trovarlo e mi dividevo tra passione automobilistica e scambio di ricette con la sua adorata moglie Martarita. É stato difficile in poco spazio rendere omaggio ad Aldo Brovarone che è stato definito dalla rivista L’automobile Classique come uno dei dieci più talentosi designer dello scorso secolo. A me piace definirlo inconsapevole visionario”
Maria Paola Stola Ariusso, curatrice della mostra.
In esposizione al MAUTO, 28 disegni provenienti dall’Archivio Storico Pininfarina, dall’archivio di Cesare Brovarone e dall’archivio di Alfredo Stola, manifesti, fotografie, cartoline e alcune vetture significative della produzione del designer biellese. Tra queste, la Maserati A6GCS/53 Coupé del 1953 – prodotta in 4 esemplari ed eletta, nel 2014 in occasione del Centenario della Casa modenese, la Maserati del Centenario. La più bella Maserati di sempre; la Lancia Gamma Coupé del 1976 – considerata una delle espressioni più riuscite della collaborazione tra Pininfarina e Lancia; la Dino Berlinetta Speciale – il suo capolavoro – presentata al Salone dell’Automobile di Parigi nel 1965: la vettura, dopo 61 anni dalla presentazione parigina, torna per la prima volta in Italia per rendere omaggio al suo indimenticato creatore. A celebrare i suoi anni d’argento, infine, la Fiat Stola Dedica del 1996 – presentata al 66° Salone dell’Automobile di Torino nel 1996 e al Concorso d’Eleganza di Villa d’Este, sezione prototipi del 1996.
Una linea del tempo ripercorre le automobili da lui disegnate, selezionate sulla base delle memorie e dei testi dello stesso Brovarone, restituendo la continuità di una ricerca stilistica sviluppata nell’arco di un’intera carriera. Tra gli episodi conclusivi di questo percorso figura anche il suo contributo al progetto della futura Ferrari F40: ormai alla soglia della pensione, Brovarone mise ancora una volta il talento della sua matita al servizio del progetto, sotto la direzione dell’ingegner Leonardo Fioravanti, rivendicando con particolare orgoglio la paternità dell’inconfondibile alettone posteriore.
Un percorso professionale ma anche molto personale alla scoperta di un grande artista e di un uomo di rare virtù, capace di trasformare la passione per il disegno nella sua professione, ricordato, oltre che per le sue straordinarie realizzazioni, per la sua innata gentilezza, l’eleganza dei modi, la simpatia e la rara sensibilità umana che lo accompagnarono per tutta la vita. Riservato e curioso, concepiva il design quale equilibrio tra emozione e funzionalità. Le sue automobili restano esempi di stile, armonia e innovazione senza tempo.
Era solito dire: “Ho capito di aver fatto un lavoro speciale solo quando sono uscito dalla Pininfarina e giornalisti di tutto il mondo mi contattavano per intervistarmi. Durante gli anni della mia attività, mi è sempre sembrato di fare semplicemente un lavoro normale, un lavoro che però amavo profondamente”.
TORINO. «SE MI FERMO M’ABBRACCIANO LE ROSE»: ALLA FONDAZIONE AMENDOLA LA MOSTRA PERSONALE DI SIMONE STUTO
Da giovedì (15 ottobre 2026) a sabato 7 novembre 2026, negli spazi di via Tollegno 52 a Torino, l’esposizione del giovane artista siciliano, tra i venti selezionati per il Premio Cairo 2026. La mostra – curata da Luca Motto, nata da un progetto condiviso con il Comune di Torre Pellice e legata al convegno annuale di neuro estetica – esplora il rapporto tra essere umano e natura, tra dimensione spirituale e materia. Inaugurazione giovedì (15 ottobre 2026) alle ore 18.00.

Simone Stuto
La Fondazione Giorgio Amendola ospita, dal 15 ottobre al 7 novembre 2026, la mostra personale di Simone Stuto, artista nato a Caltanissetta nel 1991, che vive e lavora a Torino ed è tra i venti talenti selezionati per l’edizione 2026 del prestigioso Premio Cairo. L’esposizione, dal titolo «Se mi fermo m’abbracciano le rose», è curata da Luca Motto e sarà inaugurata giovedì (15 ottobre 2026) alle ore 18.00, negli spazi della Fondazione in via Tollegno 52, a Torino. L’iniziativa è legata al convegno annuale di neuroestetica organizzato e ospitato dalla Fondazione.
Il titolo della mostra riprende un verso del poeta greco Giorgos Seferis, Premio Nobel per la Letteratura nel 1963, e introduce un percorso artistico nel quale la natura, il corpo e la dimensione interiore si incontrano, dando vita a immagini sospese tra realtà e immaginazione.
La personale presenta i due principali filoni della ricerca di Stuto: da un lato, la rappresentazione della figura umana, attraversata da un continuo dualismo tra spirito e materia, bellezza e mostruosità; dall’altro, una serie di opere dedicate al giardino e al mondo naturale, nelle quali il paesaggio diventa uno spazio di riflessione sull’identità e sul rapporto tra l’individuo e ciò che lo circonda.
Il percorso espositivo si apre con una selezione di dipinti dedicati al giardino e alla natura, popolati da figure umane e animali che instaurano un dialogo con l’ambiente circostante. Un nucleo di opere che trova una particolare corrispondenza con il progetto di riqualificazione del Giardino Giorgio Amendola, attraverso il quale la Fondazione ha contribuito a restituire alla comunità uno spazio pubblico di incontro, socialità e partecipazione.
Accanto ai dipinti, la mostra propone una serie di paesaggi interiori, espressione di una fase di profonda riflessione personale dell’artista, e una selezione di ceramiche antropomorfe e fitomorfe, nelle quali forme umane e vegetali si intrecciano.
Particolarmente significativo è il dialogo con il patrimonio artistico della Fondazione, che prende forma nell’installazione site-specific «Retablo»: una galleria di circa venti ritratti attraverso i quali Stuto si confronta con il concetto di umanità universale espresso da Carlo Levi nel celebre dipinto Lucania ’61. L’opera di Levi è presente negli spazi della Fondazione attraverso una riproduzione permanente, valorizzata da un dispositivo di videomapping che ne propone una narrazione accessibile e multilingue.
A concludere il percorso è «Come d’un canto», un dipinto su tessuto di grande formato che sintetizza uno dei temi centrali della ricerca di Stuto: il legame profondo tra le forme animali e quelle vegetali, tra la dimensione umana e il mondo naturale.
La mostra nasce da un progetto condiviso tra la Fondazione Giorgio Amendola e il Comune di Torre Pellice, accomunati dall’impegno nella valorizzazione dei giovani talenti artistici. Dopo la tappa torinese, l’esposizione proseguirà nella primavera del 2027 presso la Civica Galleria d’arte contemporanea Filippo Scroppo di Torre Pellice.
L’iniziativa si svolge inoltre nell’ambito del progetto HABITUS – Habits, Aesthetic Behavior, and Improvisation: Theories, Uses, Studies, finanziato dal programma FIS e diretto da Alessandro Bertinetto. Dal 12 al 14 ottobre la Fondazione Amendola ospiterà il workshop inaugurale del progetto, che riunirà studiose e studiosi di diverse discipline per approfondire le relazioni tra abitudini, esperienza estetica e pratiche artistiche, mettendo in dialogo filosofia, psicologia, neuroscienze e ricerca sulle arti.
BAM ON TOUR 2026 >TRANSIT 2. Biennale d’Arte Moderna e Contemporanea del Piemonte
Inaugurazione di TRANSIT 2, la nuova tappa espositiva della BAM – Biennale d’Arte Moderna e Contemporanea del Piemonte, un progetto nato per valorizzare, promuovere e far dialogare le eccellenze artistiche del nostro territorio con il panorama internazionale.
La mostra propone una suggestiva indagine sull’evoluzione dei linguaggi artistici piemontesi: un viaggio affascinante che attraversa le stagioni dall’eclettismo torinese alla corrente postmoderna neo-pop, fino ad esplorare le nuove frontiere della creatività artificiale e degli algoritmi.
- Inaugurazione: Sabato 17 ottobre 2026, ore 16:30
- Periodo di apertura: Da sabato 17 ottobre a domenica 15 novembre 2026
- Sede: Castello di Novara – Sala delle Colonne e Piano Interrato
- Orari di visita: Da martedì a domenica, dalle ore 10.00 alle 19.00
- Ingresso: Gratuito
Artisti in mostra
- Fotografia: Fulvio Bortolozzo, Karina Chechik, Camilla Di Bella Vecchi, ill Mathis, Massimo Romani, Fabrizio Molinario, Natale Zoppis.
- Scultura e Installazioni: Laura Avondoglio, Enzo Bersezio, Pierangelo Bertolo, Corrado Bonomi, Marcello Corazzini, Alessia Clema, Gabriele Garbolino Rù, Ugo Giletta, Severino Magri, Valerio Tedeschi, Ilira Xhixha, Ilirjan Xhixha.
- Art Design: Diego Gugliermetto.
Organizzazione: HARAMBEE ARTE KUNST – Artisti Contemporanei Associati
Direzione Artistica: Prof. Riccardo Ghirardini
Curatore: Prof. Edoardo Di Mauro | Co-curatore: Marcello Corazzini
Fashion Shooting: Chiara Schembari | Servizio Fotografico: Aldo Galliano
In collaborazione e con il sostegno di:
Città di Novara, Fondazione Castello di Novara, Regione Piemonte, Fondazione CRT, HAKAssociati Artecontemporanea, Associazione Aftalina, Associazione Mauric Renaissance Art, CSA Farm Gallery Torino, Pro Loco Novara APS.
Nasce Galleria Accademia | Domus Alba: un nuovo capitolo per l’arte nel cuore delle Langhe
Galleria Accademia | Domus Alba, la nuova sede della Galleria ad Alba, nata dall’esperienza cinquantennale della Galleria Accademia Torino.
Indirizzo: Via Pertinace 10/D, Alba (CN)
Un nuovo progetto di Galleria Accademia prende forma nel cuore di Alba: apre ufficialmente al pubblico Galleria Accademia | Domus Alba. Uno spazio che nasce in continuità con l’identità, la ricerca e la visione della galleria torinese, aprendosi al tempo stesso a una dimensione nuova, più intima e raccolta.
Domus Alba vuole essere prima di tutto una casa per l’arte: un luogo in cui le opere possano essere osservate, vissute e raccontate con tempi diversi, favorendo una relazione più diretta e profonda tra artisti, collezionisti e pubblico. La programmazione dialogherà costantemente con il percorso della sede principale, affiancando alle esposizioni momenti di incontro, conversazioni, approfondimenti e occasioni di confronto. Un modo per avvicinarsi all’arte contemporanea attraverso i capolavori, ma anche attraverso le storie, le idee e le persone che li accompagnano.
Per celebrare l’apertura, in programma dal 9 all’11 ottobre 2026 in Via Pertinace 10/D, la galleria ha presentato una mostra straordinaria che ha portato in terra langarola capolavori assoluti firmati da maestri del calibro di: Valerio Adami, Joseph Beuys, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Christo, Lucio Fontana, Hans Hartung, Jannis Kounellis, Antonio Ligabue, Amedeo Modigliani, Giorgio Morandi, Mario Schifano, Victor Vasarely e altri.
La mostra d’esordio segue una regola rigorosa e d’impatto: dura soli due weekend. Una scelta voluta per trasmettere con forza il messaggio che la bellezza e la straordinarietà di questi capolavori richiedono un’azione tempestiva. Un’occasione irripetibile: o si coglie l’attimo, o si perde l’opportunità di vederli.
La scelta di Alba non è casuale. È una città dalla forte identità culturale, capace di coniugare storia, territorio e una naturale vocazione all’accoglienza. Un contesto che assume un significato ancora più speciale in vista del 2027, anno in cui Alba sarà Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea.
Domus Alba nasce così: come un nuovo capitolo di Galleria Accademia e, insieme, come un luogo aperto a nuovi incontri, nuove relazioni e nuove prospettive sull’arte.
TAG ART NIGHT – NOTTE DELLE ARTI CONTEMPORANEE
Sabato 31 ottobre 2026 | ore 18 – 23Apertura straordinaria delle gallerie aderenti
Nuove sedi, anniversari e sedici programmi espositivi attraversano Torino nei giorni di Artissima. Il 31 ottobre torna TAG Art Night – Notte delle Arti Contemporanee, mentre dal 30 ottobre al 1° novembre le TAG Art Coffee Breakfast aprono le gallerie fin dal mattino.
Celebrazioni di anniversari importanti, nuovi spazi che aprono, programmi che intrecciano maestri del Novecento e ricerca contemporanea: mentre si avvicina Artissima 2026, in programma all’Oval dal 30 ottobre al 1° novembre, TAG – Torino Art Galleries costruisce attraverso la città una geografia dell’arte che vive prima, durante e oltre i giorni della fiera.
In questo paesaggio diffuso torna sabato 31 ottobre 2026 la TAG Art Night – Notte delle Arti Contemporanee, con le aperture serali straordinarie, mentre venerdì 30, sabato 31 ottobre e domenica 1° novembre i TAG Art Coffee Breakfast invitano a entrare nelle gallerie dalle 10 alle 12 per un caffè e una visita prima di raggiungere la fiera.
La manifestazione è realizzata grazie al sostegno della Fondazione Arte CRT, unico ente sostenitore sin dalla prima edizione, avvenuta nel 2000.
A segnare simbolicamente questa edizione della art week torinese di TAG ci sono gallerie come Photo & Contemporary, che celebra trent’anni di attività con Lights & Shadows. Part Two: una storia iniziata nel 1996 e sviluppata attraverso oltre cento esposizioni, con una particolare attenzione alla fotografia internazionale, alla staged photography e alla percezione visiva. Un altro importante anniversario è quello di Mazzoleni, che celebra quarant’anni di attività tornando a Giorgio de Chirico con una mostra costruita come un dialogo fra epoche e generazioni. La Galleria Umberto Benappi, del neo presidente di TAG, trasferisce la sede torinese (ha uno spazio a San Sicario) negli oltre 700 metri quadrati dell’ex Tuxedo di via Belfiore 8, storica discoteca della città. Il progetto vuole conservarne la vocazione di luogo di incontro trasformandolo in uno spazio multidisciplinare capace di accogliere, oltre alle mostre, cinema, musica, performance e iniziative culturali. La galleria Simóndi, invece, trasferisce la propria attività nello straordinario Palazzo Scaglia di Verrua, uno dei rari palazzi rinascimentali conservati a Torino, condividendo l’indirizzo di via Stampatori 4 con Giorgio Persano. Il passaggio nella nuova sede diventa esso stesso parte del progetto espositivo Inspira. Trattieni. Espira. Anche Riccardo Costantini, già socio TAG con la precedente galleria, inaugura una nuova fase del proprio percorso: Seconda Soluzione nasce in un nuovo spazio al primo piano di via Luigi Mercantini 5 e debutta durante l’Art Week con la collettiva Turning Time Around.
THE OTHERS ART FAIR 2026. Dal 29 ottobre al 1° novembre
Piazzale Chiribiri, Torino. Porta a Torino 53 espositori dall’Italia e dal mondo per scoprire nuove traiettorie sul contemporaneo
Si avvicina la XV edizione di The Others Art Fair, che dal 29 ottobre al 1° novembre 2026 porterà a Torino, negli spazi del Parcheggio Lancia di piazzale Chiribiri, 53 espositori tra gallerie emergenti e consolidate, spazi indipendenti e non profit, artist run space e home gallery oltre a diverse realtà editoriali. Una selezione che racconta una scena italiana diffusa da nord a sud e si apre alla dimensione internazionale con presenze dall’Europa e dal Sud America.
Torino diventa così punto d’incontro per scene artistiche e creatività che arrivano da diverse parti del mondo: dalla Spagna al Portogallo, dalla Germania alla Slovacchia, fino al Perù, in un dialogo tra contesti e sensibilità differenti che amplia le prospettive sul contemporaneo. A questa pluralità di presenze si affiancano gli artisti protagonisti del Public Programme, tra performance e talk, e i progetti selezionati attraverso le open call della XV edizione, Expanded Grounds e Digital-Craft Journey, che arricchiscono la fiera di ulteriori occasioni di ricerca, sperimentazione e confronto.
Una dimensione internazionale che si ritrova anche nello sguardo curatoriale che accompagna questa edizione, affidato a un Board composto da Lorenzo Bruni, direttore artistico di The Others e coordinatore del Board, dalla curatrice e storica dell’arte slovacca Lýdia Pribišová, dalla creator Elisabetta Roncati (@artnomademilan), coordinatrice del Public Program, e dal curatore e artista cubano Leonardo Salgado.
È proprio da questo intreccio di pratiche, linguaggi, generazioni e prospettive differenti che prende vita, per quattro giornate, una scena contemporanea in movimento, fatta di incontri, attraversamenti e nuovi possibili dialoghi. Il parcheggio, luogo nato per il transito, si trasforma dunque in uno spazio di scoperta e produzione culturale, dove fermarsi significa anche cambiare prospettiva, lasciarsi sorprendere da ciò che arriva da altrove e aprire lo sguardo oltre il già noto. Nel segno del tema di questa edizione Sosta Temporanea. Forme di permanenza in uno spazio di passaggio, scelto dal direttore artistico Lorenzo Bruni, The Others invita ancora una volta a vivere la fiera come un momento di incontro con ciò che non conosciamo ancora.
PROGETTI ESPOSITIVI: TEMI, PERCORSI, RIFLESSIONI
A dare forma concreta alla Sosta Temporanea saranno dunque 53 espositori, chiamati ad abitare il Parcheggio Lancia con proposte elaborate per l’occasione, capaci di aprire, attraverso linguaggi e pratiche differenti, nuove traiettorie sul contemporaneo.
Tra i temi che tornano con maggiore forza in questa edizione della fiera c’è il rapporto tra persone, spazio e tempo, insieme a una particolare attenzione per le trasformazioni della materia, dell’ambiente e del modo in cui guardiamo la realtà. Ne emerge una scena contemporanea in cui pittura, fotografia, scultura e collage si incontrano e si mescolano, mettendo in dialogo dimensione personale e collettiva, natura e intervento umano, memoria e presente.
Casale Monferrato. Seconda visita guidata dedicata a Morbelli
Sabato 17 ottobre, al Museo Civico con possibilità di visitare gratuitamente lo studio del pittore alla Colma di Rosignano Monferrato
Sabato 17 ottobre 2026, alle ore 15,30, al Museo Civico di Casale Monferrato si terrà la seconda visita guidata tematica dedicata al pittore divisionista monferrino Angelo Morbelli, dopo il primo appuntamento organizzato in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio.
La visita, curata da Milena Zanellati, approfondirà la figura dell’artista attraverso la collezione di dipinti esposta nella sala a lui dedicata e il mondo sociale di fine Ottocento. Il percorso offrirà uno sguardo sulle persone, sulla quotidianità e sui valori dell’epoca, attraverso l’arte come racconto della condizione umana nella vita di tutti i giorni.
Per partecipare alla visita tematica è previsto un costo aggiuntivo di 4 euro rispetto al biglietto d’ingresso e la partecipazione sarà gratuita per i titolari dell’Abbonamento Musei.
Nella stessa giornata, dalle ore 10,00 alle 12,00, sarà inoltre possibile visitare gratuitamente lo studio di Angelo Morbelli nella frazione Colma di Rosignano Monferrato, contattando preventivamente il numero 377 169 3394.
L’appuntamento si inserisce nel percorso di approfondimento dedicato al pittore, avviato dal Museo Civico in seguito al recente rinnovo del contratto di comodato gratuito con cui il ramo monferrino della famiglia Morbelli ha messo a disposizione del Museo, ininterrottamente dal 1995, una collezione di 14 dipinti esposti nella Sala dell’Ottocento della Pinacoteca.
Le visite tematiche dedicate a Morbelli e l’apertura di Villa Maria si terranno anche sabato 31 ottobre 2026.
Per ulteriori informazioni è possibile contattare il Museo Civico ai numeri 0142 444249 e 0142 444309 oppure scrivere a museo@comune.casale-monferrato.al.it .
ALESSANDRIA. “LA MISTERIOSA FIAMMA DELLA MEMORIA”
Alla Biblioteca Civica “Francesca Calvo” di Alessandria una mostra dedicata a Umberto Eco e all’universo di immagini, libri e oggetti della sua infanzia
In occasione del decimo anniversario della morte di Umberto Eco, la Città di Alessandria, in collaborazione con la Biblioteca Civica “Francesca Calvo”, l’associazione “Il Contastorie”, la rivista “Andersen” e il Liceo “Umberto Eco”, inaugura la “La misteriosa fiamma della memoria”, mostra inserita nel calendario delle iniziative dell’Ottobre Alessandrino 2026.
L’esposizione, curata da Walter Fochesato, propone un viaggio nella memoria di Umberto Eco attraverso immagini, libri, fumetti, figurine, giornali, quaderni, manifesti, spartiti e altri oggetti dell’infanzia, ispirandosi al romanzo “La misteriosa fiamma della regina Loana” (2004). Come il protagonista Yambo, che cerca di ricostruire la propria identità attraverso gli oggetti conservati nella casa dell’infanzia, il visitatore è accompagnato alla scoperta di un universo di immagini capace di raccontare non solo una vicenda personale, ma anche la memoria di un’intera generazione.
Il percorso attraversa la letteratura per l’infanzia, i calendarietti da barbiere, la Biblioteca dei miei Ragazzi della Salani, gli spartiti musicali e l’immaginario popolare, per arrivare agli anni del fascismo, alla guerra, all’8 settembre 1943 e alla Resistenza. Gli oggetti diventano così testimonianze della memoria individuale e collettiva e strumenti per comprendere un’epoca.
La mostra invita il pubblico a riconoscere nelle immagini e negli oggetti quotidiani non soltanto documenti del passato, ma frammenti di memoria capaci di conservare e restituire la nostra storia. L’inaugurazione si terrà venerdì 16 ottobre 2026, ore 11.30 presso la Biblioteca Civica “Francesca Calvo” di piazza Vittorio Veneto 1 e l’esposizione resterà visitabile fino al 16 novembre nelle giornate di lunedì e venerdì dalle 8.30 alle 13.00 e nelle giornate di martedì e giovedì anche il pomeriggio, dalle 14.00 alle 18.00.
Per maggiori informazioni: giovanni.mino@iisumbertoeco.edu.it
FUORI PIEMONTE
Forte dei Marmi. Omaggio a Mario Marcucci al Museo Ugo Guidi
Il Museo Ugo Guidi di Forte dei Marmi dal 11 ottobre al 5 novembre 2026 ospita la mostra “Omaggio a Mario Marcucci” in collaborazione con l’Associazione Amici di Mario Marcucci di Viareggio. Inaugurazione domenica 11 ottobre alle ore17:00. Presentazione critica di Paolo Antognoli in dialogo con Luigi Lazzerini. Testimonianze del Presidente Adolfo Lippi, Ireno Francesconi, Enrico Salvadori.
“Marcucci, dagli anni venti agli anni ottanta, fino alla cecità, ha sempre vissuto in modo appartato e isolato nonostante la sua partecipazione a grandi mostre e biennali d’arte, circondato da amici e estimatori che furono figure prime sia della letteratura (tra gli altri, Cesare Ghiselli, Antonio Delfini, Mario Tobino, Mario Luzi, Alessandro Parronchi, Romano Bilenchi, Eugenio Montale, Giuseppe Raimondi, Carlo Betocchi, Alberto Moravia, Carlo Cassola, Manlio Cancogni, Cesare Garboli), sia della storia dell’arte italiana (quali ad esempio Roberto Longhi, Carlo Ludovico Ragghianti, Francesco Arcangeli, Roberto Tassi o Enrico Crispolti), che da artisti (quali Carrà, Rosai, De Pisis, Morlotti o Ruggero Savinio).
La mostra del Forte presenta una selezione di opere, fra cui alcuni inediti, presenti nell’Archivio Marcucci le quali restituiscono l’incanto di un artista votato esclusivamente a una pittura (si parla della sua pittura come una sorta di diario ininterrotto) che nasce a contatto con ogni materiale, anche il più povero e dimesso.
La mostra intende perciò ricordare un artista, Mario Marcucci, molto importante nella storia dell’arte del Novecento, creando un collegamento ideale tra il Museo Ugo Guidi e il Museo del Quarto Platano e invitando a visitare al Forte entrambi i musei per riscoprire questa figura centrale, per quanto trascurata, della pittura italiana in questo contesto unico della riviera versiliese.
MUSEO UGO GUIDI – MUG
Via M. Civitali 33 Forte dei Marmi
tel. 348-3020538
museougoguidi@gmail.com www.museougoguidi.it
PISA. EDWARD HOPPER: NEW YORK E OLTRE
Pisa, Palazzo Blu | 14 ottobre 2026 – 7 marzo 2027
A cura di Barbara Haskell, curatrice presso il Whitney Museum of American Art, insieme a Caroline Webb, assistente curatrice del Whitney Museum of American Art

Dal 14 ottobre 2026 al 7 marzo 2027, Palazzo Blu di Pisa presenta “Edward Hopper: New York e oltre”, una grande mostra dedicata a uno dei più importanti artisti americani del Novecento, la cui opera ha profondamente influenzato il modo di rappresentare la modernità, la città e l’esperienza dell’uomo contemporaneo. Il progetto riunisce oltre 150 opere tra dipinti a olio, disegni, acquerelli, acqueforti di Edward Hopper e di alcuni dei suoi più significativi contemporanei, provenienti dalle collezioni del Whitney Museum of American Art di New York, insieme a una selezione di materiali d’archivio legati alla vita e alla carriera dell’artista. L’esposizione è organizzata dal Whitney Museum of American Art, New York in collaborazione con Fondazione Palazzo Blu e MondoMostre, con il contributo di Fondazione Pisa, e curata da Barbara Haskell, curatrice presso il Whitney Museum of American Art, insieme a Caroline Webb, assistente curatrice del Whitney Museum of American Art. La mostra offre una visione ampia dell’intera carriera di Hopper attraverso i luoghi che hanno segnato la sua formazione e il suo immaginario: New York, Parigi e il New England. È attraverso questa geografia, insieme reale e mentale, che l’artista costruisce una delle visioni più riconoscibili del Novecento americano, fatta di architetture, paesaggi e figure apparentemente immobili, di luci nette e spazi sospesi, di silenzi e tensioni che restituiscono la complessità della vita moderna. New York, dove Hopper visse per quasi sessant’anni, rappresenta il centro della sua attività artistica e il principale laboratorio della sua ricerca; Parigi, visitata in tre occasioni tra il 1906 e il 1910, costituisce il momento decisivo della formazione e del confronto con la modernità europea; il New England, dalle coste del Maine a Gloucester fino a Cape Cod, diventa invece il luogo privilegiato dell’osservazione del paesaggio americano e della sperimentazione sulla luce, sulle forme e sul rapporto tra architettura e natura.




