Asti, Coronavirus: una cena contro discriminazioni e pregiudizi.

#JeNeSUisPasUnVirus (#iononsonounvirus), questo hashtag che sta girando sui social, riproposto dall’Unione dei Giovani Italo Cinesi (UGIC), è l’appello all’umanità, di fronte alla difficile situazione che sta vivendo la comunità cinese, che lunedì sera alcune persone e realtà astigiane della Rete Welcoming Asti nell’ambito del Cantiere per la Pace astigiano “La pace è la via”, hanno provato a rilanciare con un piccolo gesto simbolico.

Una cena conviviale ad un ristorante cinese nel centro di Asti, un piccolo segnale distensivo e di solidarietà con la comunità cinese che rischia di essere vittima delle conseguenze di una sorta di “psicosi da coronavirus”, che sta attraversando il nostro paese con gravi costi non solo economici ma, soprattutto, umani.

Al tavolo del ristorantino a gestione famigliare (una giovane e cordiale coppia di Hubei, con due piccoli bambini che giocavano allegri in sala), erano seduti l’infettivologo Paolo Crivelli, il Direttore di UniAstiss Francesco Scalfari, l’Assessore Mariangela Cotto, raggiunta nel corso della serata dal Sindaco Rasero, dall’assessore Morra e dalle consigliere Ragusa e Varca, oltre ai rappresentanti di diverse associazioni che, tra una portata e l’altra, hanno avuto modo di confrontarsi su come il diritto alla salute sia garantito, come sta accadendo, attraverso provvedimenti efficaci e proporzionali, presi da persone competenti rispetto all’emergenza in atto e di quanto sia, invece, pericolosa l’attuale diffusione di pregiudizi e discriminazioni che rischiano solo di creare inutili sofferenze e di avvelenare le nostre comunità.

Un piccolo, ma significativo, segnale distensivo e di solidarietà, che ha visto rappresentanti della comunità scientifica, delle istituzioni, e della società civile e religiosa astigiana raccogliere l’appello della comunità italo cinese: “IO non sono un VIRUS, sono un essere UMANO. Liberami dal pregiudizio”.

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