Il gioco online sale, ma non decolla: è colpa dell’illegale, secondo l’associazione LoGiCo

Il lockdown, durato poco meno di due mesi, ha letteralmente imbavagliato l’Italia. Chi ha sofferto più di tutti questa chiusura generale è il mondo del gioco d’azzardo fisico.

Tutte le attività del settore fisico sono state difatti bloccate: saracinesche chiuse per sale scommesse, bingo e tutte le altre attività comprese quelle facenti capo all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Difatti, le uniche opzioni per i giocatori sono state i Gratta&Vinci e il gioco online. Da quest’ultimo ci si aspettava il salto di qualità definitivo. Sarà successo?

GIOCO ONLINE, L’ANALISI DI MARASCO (LoGiCo)

La premessa è doverosa: il gioco online ha effettivamente aumentato il suo bacino. Ma il fatturato no, non ha visto nessun decollo. Le ragioni di questo fenomeno possono essere varie, mentre spunta lo spettro del gioco illegale, altro protagonista delle “migrazioni” temporanee dei giocatori dopo il blocco del gioco fisico.

Come riporta quotidiano LaStampa, Il punto della situazione è stato fatto da uno dei più importanti esponenti della filiera online, Moreno Marasco, presidente di LoGiCo, associazione a cui fanno capo grandi aziende del settore online, su tutte StarCasinò, William Hill, Bet365 e bwin.

Marasco ha fatto sua la denuncia più che giustificata in quanto tra febbraio e marzo il gioco online, in termini di fatturato, non ha subito alcun tipo di crescita. Dal punto di vista dell’accessibilità, dei passi in avanti sono stati compiuti eccome. Basti pensare che l’operatore di gioco ADM StarCasinò, uno dei colossi del gambling online italiano, abbia visto una crescita degli accessi del 23%. Ma lo spettro dell’illegale aleggia sempre. Questo, al contrario del gioco legale, non rispetta nessun punto della vigente normativa in materia. Dunque, nemmeno il blocco della pubblicità, sguinzagliata senza freni dalle piattaforme non regolarmente operanti sul suolo nazionale.

Gli affari dell’illegale sono manna dal cielo per il crimine organizzato. Parliamo di un bacino che supera i venti miliardi di euro, secondo stime della Guardia di Finanza. Il gioco online legale, invece, rappresenta il 9% del totale del mercato italiano. Logico attendersi un aumento, dato il lockdown forzato ma invece il fatturato non si è mosso e di conseguenza non ha registrato nessun incremento rilevante. I giocatori, da parte loro, hanno cominciato a spendere di meno da un lato. Ma dall’altro hanno cominciato un’altra migrazione, se temporanea non si sa, verso il mercato illegale. Anche perché molto spesso distinguere questo da quello legale non è facile. Quel che è certo è che il settore “oscuro” non offre garanzie, nemmeno in termini di certificazioni e concessioni, rigorosamente concesse dall’ADM.

Fatto che rende il gioco online legale “l’unico presidio di legalità al momento” – per dirla alla Marasco. Quest’ultimo, peraltro, si è augurato una revisione delle normative del Decreto Dignità, quelle che vietano la pubblicità aprendo la strada al gioco illegale. Nel gioco come in tutto il proibizionismo si è sempre rivelato un fallimento, mai una soluzione. A vantaggio, lo insegna la storia, del crimine organizzato. Anche se al momento le priorità sono altre, come il rilancio del settore post-pandemia, Marasco si è augurato una revisione di alcuni punti di una normativa che andrebbe interamente ridiscussa coi vertici del Governo.

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