La Sacra di San Michele torna a risplendere anche di notte, accese le luci.

Mercoledì 1° luglio la Sacra torna a risplendere.

Mercoledì 1° luglio, memoria liturgica del Beato Antonio Rosmini, la Sacra di San Michele torna a risplendere anche di notte. Al crepuscolo verranno accese le luci che rendono il monumento religioso ancora più prezioso e visibile da molto distante. Una scelta, quella dell’accensione, fortemente voluta dal rettore don Claudio Papa. Una luce di valorizzazione e anche di speranza che parte dal Monte Pirchiriano per illuminare, in modo metaforico, tutto il Piemonte di cui è simbolo. “Luce dell’intelletto, della mente, della ragione, dello spirito, della verità, dell’essere. È questa, in sintesi, l’intuizione rosminiana di quella luce che rischiara ogni cosa, e che dà spiegazione ad ogni cosa” -commenta don Papa- “Questi sono i pensieri e i sentimenti con cui i Padri Rosminiani della Sacra di San Michele riaccendono l’illuminazione artificiale, per far risplendere nella notte oscura la millenaria abbazia. Non tanto e non solo per ammirare la bellezza architettonica e le memorie storiche, quanto e soprattutto per la grandezza del Creatore, che risplende sia nelle cose create come nella mente dell’uomo, il quale partendo dall’intima rivelazione di cose belle tangibili e intangibili, passa a cose ancor più belle fino a scoprire e rapportarsi con l’assoluto, Dio”. L’illuminazione della Sacra vuole essere un messaggio chiaro alla Comunità dei fedeli: “la Sacra c’è ed è pronta all’accoglienza, ma è anche un grazie di cuore ai tanti privati che con il loro sostegno ci hanno aiutato in questo momento di difficoltà economiche e materiali, contribuendo alla campagna Insieme per la Sacra.

“La riaccensione delle luci della Sacra di San Michele –commenta Vittoria Poggio, assessore regionale alla Cultura -, monumento di immenso pregio spirituale nonché storico-artistico e architettonico, riveste un forte valore simbolico per tutti i cittadini piemontesi e in particolare per coloro che ne possono ammirare l’immaginifica bellezza a ogni calar della sera. Questa stupenda abbazia romanico-gotica, che domina dall’alto della sua strategica posizione tutta la bassa val di Susa e il capoluogo subalpino, lungo la via Francigena che portava i pellegrini fino in Terra Santa, è stata scelta per il suo fascino e la sua storia ricca di leggende, come monumento simbolo del Piemonte. L’accensione delle sue luci, soprattutto dopo la recente emergenza sanitaria, vuole perciò rappresentare, la speranza di noi tutti per un sereno e definitivo ritorno alla normalità con la vittoria della luce sull’oscurità, sul male e sull’ignoranza, come ci ricorda la storia e la sublime figura di San Michele Arcangelo, vincitore sul maligno e al quale è dedicata l’abbazia”.

Nel rispetto delle normative vigenti, la cerimonia di accensione delle luci non prevede partecipazione di pubblico, ma verrà programmato un evento ufficiale quando cesserà l’emergenza sanitaria.

 La Storia dell’illuminazione della Sacra

Nel 1954, in funzione del Congresso Eucaristico Nazionale, che si svolse a Torino, la Sacra fu illuminata da cellule fotoelettriche, un sistema militare adottato dall’Esercito Italiano.  Poi nel 1960, per incentivare il turismo, grazie alla Pro Loco di Sant’Ambrogio, venne realizzato un impianto stabile, che venne completamente rinnovato nel 1994 grazie a contributi di Enti pubblici e privati.

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