IL MONCALVO NEL CHIERESE – 4. Ad Arignano e a Castelnuovo don Bosco…

AD ARIGNANO

Nella chiesa parrocchiale di Arignano, in un piccolo ambiente adibito a battistero, situato a sinistra dell’ingresso, campeggia un grande quadro (fig.1) che nella composizione, nello stile e nelle atmosfere si rivela appartenere alla scuola di Guglielmo Caccia, detto Il Moncalvo. Più esattamente, oggi viene attribuito a Francesco Fea, il pittore chierese suo allievo. Nel registro superiore vi è raffigurata  l’Immacolata, con il capo cinto da dodici stelle e il piede che schiaccia la testa del drago. Come in altre pale del Moncalvo, la Vergine è circondata da una serie di angioletti con i simboli dei titoli (di origine biblica) che le vengono attribuiti nelle Litanie Lauretane o nelle opere dei Padri della Chiesa. Nel registro inferiore del dipinto,  in atteggiamento di contemplazione della Vergine, compaiono quattro Santi di difficile individuazione. Si riconosce San Francesco, ma non il vescovo che gli sta davanti.  Il Santo militare potrebbe essere San Maurizio o uno dei numerosi Santi Martiri della Legione Tebea venerati in Piemonte. Il Santo papa potrebbe essere San Pio V.

 

A CASTELNUOVO DON BOSCO

È attualmente custodito nella sacrestia della chiesa parrocchiale di Sant’Andrea un quadro, recentemente restaurato, raffigurante Sant’Antonio da Padova (fig. 2). Il Santo non stringe, come di consueto,  Gesù Bambino fra le braccia, ma lo sorregge in piedi su un tavolo. I piedi del Bambino, però, non poggiano direttamente sul tavolo,  ma su un libro: evidentemente la Bibbia. Come se uscisse da essa: a significare che tutta la Sacra Scrittura ha preparato l’avvento di questo Bambino. Per le sue inequivocabili caratteristiche stilistiche e compositive, questo quadro è da sempre ritenuto opera del Moncalvo o della sua scuola. Oggi viene preferibilmente attribuito ad Orsola Maddalena Caccia, figlia suora del Moncalvo.

Antonio Mignozzetti