Passione Fumetti: Giovanni Pisano e la torre pendente di Gianni Tacconella

Giovanni Pisano e la torre pendente di Gianni Tacconella
A dicembre 2025 è uscito per la Pacini Editore il graphic novel Giovanni Pisano e la torre pendente di Gianni Tacconella, un libro che celebra due dei miti di Piazza dei Miracoli: il suo monumento più celebre, la Torre – o meglio – il Campanile pendente di Pisa, e uno degli artisti che vi ha maggiormente contribuito, vale a dire Giovanni Pisano (1248-1315 ca.). I riferimenti storici non sono molti ma certamente non lasciano dubbi sul fatto che, nei suoi ultimi anni, Giovanni Pisano si occupò del completamento della Torre. Una preziosa pergamena datata 15 agosto 1298 e conservata nell’Archivio del Capitolo della Cattedrale di Pisa ce lo mostra intento a misurarne la pendenza, mentre l’artista e storico dell’arte rinascimentale Giorgio Vasari (1511-1574) già nella prima edizione de Le Vite (1550) attribuiva il completamento della Torre proprio a lui, “architetto che fece il disegno e la fabbrica del Camposanto di Pisa et il campanile del Duomo”. Giovanni Pisano, figlio d’arte di Nicola Pisano, è stato scultore e architetto, di cui si ricordano in particolare la Fontana Maggiore di Perugia, la facciata della cattedrale di Siena, il pulpito della chiesa di Sant’Andrea di Pistoia e il pulpito della cattedrale di Pisa. Per il suo aspetto Gianni Tacconella si è ispirato alla statua che lo ritrae, realizzata nel 1875 e attribuita allo scultore Salvini Salvino (1824-1899).

La torre pendente di Pisa


Sono trascorsi più di 850 anni dalla posa della prima pietra del campanile della cattedrale di Santa Maria Assunta nella piazza del Duomo di Pisa, avvenuta il 9 agosto del 1173, la cui costruzione è durata circa due secoli. Arrivati infatti al terzo piano, questa si è inclinò di circa 4% a causa del cedimento del terreno argilloso alla base. I lavori rimasero fermi per anni, riprendendo solo nel 1275, con l’aggiunta di ulteriori tre piani (incurvati in senso opposto alla pendenza) e – a metà del secolo successivo – anche della cella campanaria. La storia realizzata da Gianni Tacconella racconta proprio la ripresa dei lavori, sulla base delle limitate notizie storiche disponibili integrate in un intrigante e divertente intreccio narrativo, in cui l’autore si è preso alcune libertà per dare compiutezza alla storia, a partire dai tempi, in quanto la Torre nella realtà è stata completata circa quarant’anni dopo la morte di Giovanni Pisano. Come precisa lo stesso autore nell’introduzione al libro, vi compaiono inoltre alcuni strumenti inventati secoli dopo – tipo un cannocchiale – mentre la maggior parte dei personaggi è ovviamente di fantasia, il tutto a fini narrativi.

Giovanni Pisano e la torre pendente al Circolo dei Lettori di Torino


La genesi di questo libro è stata esposta nel corso di un incontro, promosso da Cooperativa Letteraria, che si è svolto al Circolo dei Lettori di Torino il giorno 27 novembre 2025, di cui potete vedere il video integrale a questo link. Nel corso dell’incontro, Gianni Tacconella, intervistato dal bravo Marco Vettorato e con l’ausilio di una ottima presentazione per immagini, ha ripercorso la sua carriera di fumettista (di cui ho già parlato in due articoli che potete leggere qui e qui) e la genesi del graphic novel Giovanni Pisano e la torre pendente, realizzato su richiesta dell’Opera della Primaziale Pisana (OPA) ed edito da Pacini Editore. Particolarmente interessante – anche per chi vuole capire come nasce una storia a fumetti – è stata l’esposizione delle fasi fondanti l’avventura che rievoca il completamento della Torre e dello studio dei diversi personaggi che vi compaiono e che potete vedere già nella bella copertina. Infatti, se pure questo libro nasce per celebrare un monumento nazionale – ed è presente nel bookshop di Piazza dei Miracoli – leggendolo si apprezza il fatto che, a tutti gli effetti, è un graphic novel che racconta un’avventura compiuta, piacevole da leggere e ammirare.

I personaggi e la storia


Oltre a Giovanni Pisano e a suo padre Nicola, nell’avventura raccontata da Gianni Tacconella compaiono tutta una serie di personaggi realizzati e caratterizzati con estrema cura, a partire dall’antagonista, il camerlengo dell’OPA, Puccio di Piero, ispirato nel nome al pittore del XIV secolo Piero di Puccio e nell’aspetto e negli atteggiamenti al Bob Rock del Gruppo T.N.T. Ad affiancare Giovanni Pisano ci sono invece il giovane aiutante Luca, l’amata Isabella, la taverniera Bice e il simpatico gabbiano Becò. Particolarmente divertente la caratterizzazione dei venerabili del Consiglio dei Saggi dell’Opera del Duomo, committenti della Torre campanaria, anch’essa annoverabile tra i protagonisti della storia. Tra riferimenti storici e scenette divertenti il libro racconta di come fu commissionato il completamento della Torre e di come Giovanni Pisano riuscì a risolvere i non semplici problemi tecnici per far sì che, una volta completata, e nonostante la pendenza, questa rimanesse in piedi.

L’arte di Gianni Tacconella


Pur essendo stato lontano dal mondo del fumetto per tanti anni, dopo tre albi di Alan Ford disegnati negli anni 1989/90 (n. 242 “Mistero un pochino svelato”, 245 “All’ombra della ghigliottina” e 248 “L’ultima lotta?”), essendosi poi dedicato interamente al lavoro di illustratore per libri per bambini, Gianni Tacconella si è fatto notare e apprezzare negli ultimi anni per le sue opere e il suo stile. Nel 2023 è uscito per la 001 Edizioni il libro di racconti a fumetti Le donne nascoste, a cui è seguito nello stesso anno il graphic novel L’ultimo spettacolo di Isa Bluette e, nel 2024, Il delitto di via Fontanesi, tutti scritti e disegnati da lui (e tutti editati da 001 Edizioni).

Il suo stile è frutto di una grandissima – e dichiarata – passione per l’indimenticabile Roberto Raviola – in arte Magnus – di cui Gianni, mi sento di dire, non è un imitatore ma un prosecutore dell’arte fumettistica. Nello stile di disegno di Gianni Tacconella non c’è infatti alcuna incertezza o sbavatura – tipica di chi cerca di rifare il tratto di un altro autore – ma una impressionante precisione e fluidità nel disegno, nell’espressività e nelle movenze dei personaggi, nell’attenzione al dettaglio e nella meticolosità con cui realizza sfondi e architetture, ma anche nella naturalezza con cui amalgama realismo, umorismo e grottesco – come solo grandi autori sanno fare, da Magnus a Pazienza, da Bonvi a Boichi – e nella pulizia e luminosità delle tavole, apprezzabili nel bianco e nero di Giovanni Pisano e la torre pendente, così come nelle sue opere precedenti.

Ma se la prima cosa che si nota è il bel disegno, altrettanto apprezzabile è l’evoluzione dello stile narrativo di Gianni Tacconella, a partire dai racconti de Le donne nascoste, fino a Il delitto di Via Fontanesi e Giovanni Pisano e la torre pendente. Se da una parte si apprezza un sempre più articolato e intrigante sviluppo nelle trame, dall’altro anche la costruzione delle tavole si è fatta più moderna e complessa (non sfigurerebbe in versione bande dessinée), mantenendo al contempo una fluidità narrativa che non richiede alcuno sforzo di lettura.
Oltre alle opere già citate, ricordo che Gianni Tacconella è apparso su Linus n. 6 del giugno 2025, con il racconto Il gioco della maschera, e – su testi di Mario Gomboli – su Il grande Diabolik 2-2024, con il racconto breve Lama a doppio taglio e 1-2025, con il racconto breve Cinquanta carati.

Immagini © Pacini Editore / 001 Edizioni / Gianni Tacconella