SORPRESE DI ARTE E STORIA. Chi ha scolpito il fonte battesimale del Duomo di Chieri?

Duomo di Chieri. Il fonte battesimale

Scolpito nel 1503 in pietra della Val D’Aosta, il fonte battesimale del Duomo di Chieri è costituito da una vasca, semisferica all’interno e ottagonale all’esterno, che forma un tutt’uno con la colonna che la sostiene, essa pure ottagonale,  e poggia su un elaborato piedistallo. Poco sotto il bordo della vasca,  in caratteri gotici, sono scolpite le parole del “Credo”: “Credo in Deum Patrem onnipotentem, Creatorem coeli et terrae” e la data 1503. Sulle otto facce della stessa si alternano stemmi della famiglia Tana e leoni rampanti con le fauci spalancate. Sull’anello di pietra che cinge il fusto compaiono la scritta “Salve Regina”, il motto della famiglia Tana “De bien en mieux” e un altro piccolo stemma della stessa famiglia. Non è un’opera anonima. Innanzitutto si sa che proviene dal Cuneese. Nelle valli cuneesi, infatti, specialmente nella Val Maira, e nei centri della pianura attorno a Cuneo, esistono molti  fonti battesimali di quella forma. Se ne vedono nella stessa Cuneo (nel Duomo) e poi in chiese di Fossano (foto piccola), Savigliano, Revello, Saluzzo,  Manta,  Caraglio, Busca, Pradleves, Monterosso Grana, Entracque , Elva, Rossana, Castelmagno,  Piasco, Brossasco, Melle, Scanafigi ecc.

Questi fonti battesimali, tutti risalenti ai secoli XV e XVI,  hanno una struttura simile e simili sono i caratteri gotici delle scritte che vi compaiono. Ciò dimostra l’esistenza, in quell’area geografica e in quel periodo, di un importante laboratorio di scultori che li ha prodotti. Come si evince dal n. 78/1988 del Bollettino della Società per gli Studi Storici della provincia di Cuneo, si tratta dei fratelli  Stefano,  Costanzo e Maurizio Zabreri, originari di Pagliero, frazione del comune di San Damiano Macra, nella Val Maira. La loro identificazione è stata possibile grazie al contratto da loro stipulato e firmato il 2 giugno 1455 con Giovanni Donadei e Giovanni Vacca, sindaci del comune di Dronero, per la “fabrica e factura portalia maioris ecclesiae parochialis sanctorum Pontii et Andreae de Dragonerio”. Grazie al confronto stilistico fra i  caratteri gotici di quel portale e quelli di cui abbondano le loro opere, ai tre fratelli Zabreri è stata attribuita gran parte della produzione epigrafico-scultorea delle valli cuneesi di quegli anni, compresi molti fonti battesimali.  Qualche loro opera ha travalicato i confini di quella che oggi è soprannominata la  “provincia granda”. Una di esse è approdata nel Duomo di Chieri.

Antonio Mignozzetti